8 Agosto 2019

Niente immunità all’ ex Ilva e l’ azienda va al Tar

il cdm apre a tutele legali «a scadenza» vincolate al rispetto del piano ambientale
Sarina Biraghi Nel consiglio dei ministri di martedì sera la decisione del governo di cancellare l’ immunità penale per la Arcelor Mittal. Con il sistema delle «tutele a scadenza» alla società sarà garantita l’ immunità solo se rispetterà i tempi, i criteri e le modalità del piano ambientale. Esclusa invece l’ immunità per le norme a tutela della salute e della sicurezza del lavoro.Nella norma sull’ immunità per l’ ex Ilva di Taranto rimane inalterata la responsabilità penale, civile e amministrativa conseguente alla violazione di norme poste a tutela della salute e delle questioni inerenti la sicurezza dei lavoratori: non sarà dunque prevista alcuna forma di tutela straordinaria per l’ azienda, che risponderà di ogni incidente dovesse verificarsi secondo le norme e i principi di diritto penale ordinariamente applicabili nel nostro Paese. Soddisfatto subito dopo il Cdm il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio: «Abbiamo individuato una norma di equilibrio che rivede la precedente forma di immunità generalizzata in un sistema di tutele a scadenza vincolate al rispetto del piano ambientale. In questo modo Mittal potrà operare ma sarà obbligata a rispettare le prescrizioni. Se qualcuno pensava di riprendersi l’ immunità rimarrà deluso, ma io non do l’ immunità a chi ricatta i lavoratori e l’ Italia. Lasciatemi dire inoltre che Mittal sta assumendo un atteggiamento ambiguo nonostante l’ impegno del governo. Mittal non ha pagato, pochi giorni fa, 40 milioni di euro di canone. Non solo, non si sono presentati al sopralluogo del forno. Noi non possiamo accettare ricatti».Intanto Arcelor Mittal in qualità di gestore dello stabilimento siderurgico di Taranto la scorsa settimana ha presentato un ricorso «precauzionale in relazione al decreto di avvio del riesame dell’ Aia emesso dal ministero dell’ Ambiente per finalità meramente cautelative». «Non perdere la facoltà di tutelare eventualmente i propri diritti non vuole in alcun modo contrastare lo spirito di piena e attiva collaborazione che la società sta dimostrando e vuole continuare ad avere con le Autorità competenti» ha ribadito in proposito la società sottolineando che «si è conclusa la prima fase di studio dello scenario emissivo rispetto alla produzione autorizzata di 6 milioni di tonnellate annue. Ciò è propedeutico e necessario per arrivare a una nuova elaborazione della Valutazione del Danno Sanitario, nell’ ambito del procedimento del riesame.«Una decisione gravissima che dimostra ormai in modo palese il totale disinteresse di ArcelorMittal verso la salute dei cittadini di Taranto e la tutela dell’ ambiente e che dovrà necessariamente portare alla chiusura degli stabilimenti ex Ilva» ha affermato il Codacons commentando il ricorso al Tar Puglia. «Proporremo immediatamente un intervento al Tar affinché il ricorso venga respinto» ha detto il presidente Carlo Rienzi.

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