30 Luglio 2019

«Attenti quando fornite i vostri dati»

i consigli del codacons: «c’ è chi li ricava dalla vostra sim e poi effettua acquisti»
«ABBIAMO almeno quindici segnalazioni di frodi creditizie negli ultimi mesi. Come fanno ad appropriarsi dell’ identità di un ignaro cittadino? I metodi sono diversi per questo occorre prestare particolare attenzione». Così Fabio Galli, vice presidente regionale Codacons, mette in guardia i cittadini. Come fanno a rubare l’ identità? «Purtroppo basta poco: è sufficiente, ad esempio, recarsi in un negozio magari non molto conosciuto ed effettuare acquisti o attivare una sim. Per compiere queste semplici operazioni occorre però esibire un documento di cui viene fatta copia. Purtroppo non conosciamo il nostro interlocutore e, in alcuni casi, può trattarsi di un operatore disonesto». Ma come fa a sostituirsi al cliente senza essere beccato? «Nella maggior parte dei casi gli operatori infedeli rivendono ad altri complici la fotocopia con i dati del cliente e questi, truffatori esperti, poi, attivano sim a suo nome oppure accendono finanziamenti lampo. Il vero problema è che l’ utente non si accorgerà di essere stato imbrogliato poichè, a casa, non gli arriva nulla». E come può difendersi? «Spesso le vittime se ne accorgono tempo dopo, scoprendo di essere state iscritte nella lista dei cattivi pagatori, quindi nella centrale rischi. A quel punto, però, è proprio la vittima a dover dimostrare di essere innocente poichè, comunque, sono i suoi dati quelli che risultano essere stati utilizzati. Tra i consumatori che si sono rivolti a noi c’ è anche chi, i dati, li ha forniti in mail». E per gli acquisti fatti da terzi come ci si comporta? «Una ragazza di recente si è rivolta a noi dopo aver acquistato una sim: il gestore rivendicava un conto scoperto di 3mila euro tra acquisto di apparecchi telefonici e telefonate. In sostanza qualcuno aveva fatto un contratto a nome suo». E come ne è uscita? «Nella telefonia è più semplice: si fa ricorso all’ Autority. Il dramma è quando, a seguito del furto di identità, vengono acquistati beni a rate o tramite finanziamento. In quel caso il mancato pagamento delle ricevute bancarie – le rate – comporta l’ iscrizione alle Crif. L’ utente perde quindi il potere credditizio perchè, pur avendo da subito presentato denuncia, non può più accedere a prestiti o finanziamenti». Come può ‘salvarsi’? «Deve chiedere alla centrale rischi l’ origine della segnalazione e fare un percorso inverso. Ma la strada è lunga. Il consiglio è quello di non fornire mai dati per telefono o via internet». Valentina Reggiani.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this