Oggi l’ ultimo saluto a Titti Sei indagati per la sua morte
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fonte:
- Gazzetta del Sud
le esequie della donna alle 16,30 a rota greca
Francesco Maria StorinoCetraro Sei avvisi di garanzia per il caso della morte di Santina Adamo. Tutti indirizzati al personale medico, tra ginecologi e rianimatori, e una ostetrica dell’ ospedale “Giannino Iannelli” di Cetraro. Sono indagati dalla Procura di Paola per aver cagionato per colpa medica il decesso della trentaseienne. Si tratta di Concetta Perri, Angelo Cannizzaro, Giancarlo D’ Agostino, Alessandra Chidichimo, Francesco Amoroso e Loretta De Biase. I sei indagati, per l’ occasione, sono assistiti dagli avvocati Francesco Sapone, Nicola Annetta, Mariarita Bagalà, Roberto Deni e Endrio Lapuista. Ieri mattina, intanto, il conferimento dell’ incarico ai periti della Procura, Giuseppe Saggese (ginecologo) Antonio Penna (medico legale) e Antonio Penna (anatomopatologo). Anche le parti hanno nominato i loro consulenti tecnici. La famiglia (il fratello, la madre e il marito) che è affidata all’ avvocato Franz Caruso del foro di Cosenza ha nominato quale perito il professor Mirko Massimilla. Nel pomeriggio di ieri a Cosenza c’ è stata l’ autopsia sul corpo della donna di Montalto. L’ esame autoptico ha chiarito che il decesso, supportando le ipotesi che erano state portate avanti subito dopo il dramma, è dovuto a shock emorragico. Oggi alle 16,30, intanto, a Rota Greca i funerali della donna. Un intero comune potrà abbracciare per l’ ultima volta la maestra. Momenti struggenti per la popolazione montaltese che da giorni non trova pace per quanto accaduto. Sempre a Taverna di Montalto, questa sera, si terrà una fiaccolata per ricordare l’ insegnante di danza Santina Adamo, per tutti Tina. La fiaccolata terminerà con un momento di preghiera a cura del parroco Domenico Garofalo. Santina Adamo, tuttavia, era originaria di Rota Greca. Due comunità, nella giornata di oggi, si stringeranno intorno alla famiglia dei Titti. L’ ospedale “Iannelli” di Cetraro, nel frattempo, finisce nuovamente finito sotto la lente di ingrandimento. Era l’ estate del 2017 quando il responsabile del reparto di ginecologia Domenico Introini aveva denunciato la grave “assenza” di camici bianchi. A ferragosto si era stati costretti a trasferire le operazioni d’ urgenza per mancanza di personale. La sala operatoria in poche parole chiusa per le assenze di personale medico per malattia. E “l’ epidemia” estiva non sarebbe stato il solo caso. Qualche mese fa è seguita la denuncia del consigliere provinciale Graziano Di Natale. A riguardo delle nascite a Cetraro ci si assesterebbe a meno di 500 all’ anno, e per tale motivo, secondo i dettami ministeriali riferiva Di Natale il reparto andrebbe chiuso. Dichiarazioni, lo ricordiamo, che non sono andate giù alla politica cetratese. La bufera è scoppiata in un batter d’ occhio e l’ esponente del Pd è stato accusato di remare contro la struttura. Questi i fatti noti. Poi ci sono quelli meno conosciuti ma non per questo non meritevoli di attenzione. Il reparto che da anni è senza un primario, è l’ unico sul Tirreno cosentino dove poter partorire. Tra il dire e il fare nonostante carenze gravi non si è mai fatto nulla per alleviare il disagio di personale e utenza. Gli ultimi eventi saliti agli “onori” delle cronache non possono che aggravare un quadro già di per sé allarmante. Per il Codacons è assurdo che si continui a morire di parto: «già lo scorso anno chiedevamo la chiusura dell’ Ospedale di Cetraro. Una provocazione, certo, ma magari utile per interrogarci sull’ utilità della struttura dopo la tragedia del ragazzo ferito a Diamante e poi deceduto a Cosenza». Prima rigaseconda rigaterza riga.
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