11 Luglio 2019

Su «Mondezzopoll» Indaga la procura

l’ inchiesta aperto un fascicolo per violazione del codice dell’ ambiente centinaia gli esposti di cittadini e associazioni recapitati ai pm romani
Sui rifiuti di Roma indaga la Procura. Era nell’ aria, come la puzza che infesta le strade della Capitale: da settimane esposti e segnalazioni arrivano al primo piano della palazzina C di piazzale Clodio, all’ ufficio primi atti. Non ci sono solo gli esposti del Codacons che invitano i romani a «costituirsi parte offesa nell’ inchiesta della magistratura e avviare l’ iter per chiedere il risarcimento dei danni», o quelli presentati dai comitati di quartiere (ad esempio quelli del XV Municipio) che denunciano «la totale assenza di un adeguato servizio di raccolta dei rifiuti che ha comportato e sta comportando una situazione di emergenza con grave pericolo alla salute ed all’ incolumità», o ancora quelli depositati da Fratelli D’ Italia (l’ avvocato Domenico Naccari ne ha presentato uno pochi giorni fa). C’ è anche l’ allarme lanciato dall’ Ordine dei Medici di Roma: «Le montagne di rifiuti abbandonati in modo incontrollato, specie fuori dai cassonetti, che macerano sotto il sole di questi giorni con le alte temperature – si legge – costituiscono un serio rischio per la salute legato alla proliferazione di germi e parassiti con la possibilità di diffusione di malattie infettive attraverso contatto diretto o indiretto tramite gli insetti e soprattutto entrando in contatto con gli escrementi di uccelli e roditori». Ai pm in questi giorni arrivano richieste d’ intervento più o meno articolate. Dalle foto che ritraggono i cumuli di rifiuti, le colonie di topi o i cassonetti divenuti prede di gabbiani, con allegate le suppliche dei cittadini esasperati, fino alle denunce più corpose e depositate per mezzo di avvocati. Ed è proprio da una di queste che prende le mosse l’ indagine della Procura. Mentre Campidoglio, Regione Lazio e ministero dell’ Ambiente ragionano su Via Faldella Cumuli notturni soluzioni temporanee capaci di far fronte in 7 giorni, poi divenuti 15, all’ emergenza, o «la criticità» come la definisce il sindaco Virginia Raggi, i pm cercano le cause, le eventuali colpe. Il procuratore aggiunto Nunzia D’ Elia approfondisce la faccenda per capire se possano configurarsi reati di omissione o interruzione di pubblico servizio. Ma al momento il reato ipotizzato nel fascicolo, gran parte inutilizzato – si legge nell’ atto dei pm contabili – oltre che già scaduto da un punto di vista contrattua dove ancora nessun nome è stato scritto sul registro degli indagati, si riferisce all’ articolo 256 del codice dell’ Ambiente. Si tratta di un articolo molto generico, che mira a perseguire chiunque abbia commesso reati in materia di rifiuti, dalla raccolta fino al trasporto passando per il «recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta auto rizzazione». Ovviamente i fari sono puntati su chi gestisce il ciclo dei rifiuti, ma anche sui cittadini che nonostante i disagi continuano a gettare ogni tipo di materiale nei cassonetti. E non si tratta solo di rifiuti ingombranti, come i materassi o i televisori che ingombrano le strade. Appena tre giorni fa infatti, centinaia di denti umani sono stati ritrovati vicino un cassonetto della spazzatura. Una scoperta macabra per i residenti del quartiere Montesacro. Gli inquirenti indagano per verificare se uno studio dentistico si sia disfatto dei denti gettandoli semplicemente nella spazzatura.

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