18 Giugno 2019

Crollo sulla statale 106 Due esperti da Roma per la “superperizia”

«Per la delicatezza dell’ incarico appare opportuna comunque l’ individuazione di esperti residenti al di fuori del distretto di competenza», così il gup del Tribunale di Catanzaro, Antonio Battaglia, davanti al quale è in corso l’ udienza preliminare per il crollo di un un muro della nuova statale 106, ha motivato la decisione di affidare l’ incarico peritale a due ingegneri di Roma. Anche perché, spiega ancora il giudice, «nell’ albo dei periti e consulenti iscritti nel Tribunale di Catanzaro non risultano persone in grado di svolgere l’ incarico peritale». La scelta è ricaduta sugli esperti Mario Paolo Petrangeli e Andrea Polastri. Il prossimo 2 luglio verrà formalmente conferito l’ incarico di vagliare eventuali errori di progettazione o realizzazione nel muro caduto nel maggio del 2017. Rischiano il processo Alessio Marino Ajmone Cat, di Milano, progettista della “Astaldi” (difeso dall’ avvocato Aldo Casalinuovo), Antonio Bevilacqua, palermitano, direttore dei lavori (avvocato Nicola Carratelli), e Michele Mele, collaudatore statico (avvocati Giancarlo Pittelli e fabrizio Costarella). Nel mirino della Procura è finito il cedimento strutturale di un muro di contenimento della rampa di accesso numero 6 alla variante della Statale jonica. A maggio 2017 il tratto crollato era stato posto sotto sequestro da parte della Guardia di Finanza e gli accertamenti sugli interventi eseguiti erano stati affidati a un pool di esperti dell’ Unical. Proprio sulla base di queste verifiche sono state effettuate le contestazioni messe nero su bianco dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dal sostituto Vito Valerio. Ai tre professionisti vengono contestate condotte attive o omissive che avrebbero «cagionato, per colpa generica e specifica, il crollo del muro di contenimento». Nel dettaglio – stando alla richiesta di rinvio a giudizio – Ajmone Cat non avrebbe previsto nella progettazione un idoneo ed efficace sistema di drenaggio dell’ acqua. E avrebbe effettuato una sottostima dei carichi che sarebbero andati ad agire sul terrapieno, procedendo al contrario con una sovrastima dei parametri di resistenza meccanica del terreno. Da parte sua Bevilacqua, durante i lavori, avrebbe omesso di segnalare il difetto di progettazione, quantomeno in riferimento all’ insussistenza di un idoneo e necessario sistema di drenaggio dell’ acqua. Infine Mele in occasione del collaudo finale non avrebbe riscontrato alcuna delle presunte criticità progettuali, secondo l’ accusa «evincibili attraverso l’ ordinaria osservanza delle “regole della tecnica”». Ora a stabilire le responsabilità nel crollo del muro appena realizzato sarà una super perizia disposta dal gup. Intanto, si sono costituite parti civili nel procedimento l’ Anas e l’ associazione Codacons. Prima rigaseconda riga Qui comincia il testo della scheda e delle brevi Qui comincia il testo della scheda e delle brevi Qui comincia il testo della scheda e delle brevi Dovranno valutare eventuali errori nel realizzareil muro crollato nel 2017.

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