1 Giugno 2019

I prezzi a maggio rallentano, ma è caro spesa

MILANO (Lorenzo Allegrini) – Rallenta l’ economia, rallentano i prezzi al consumo. Nel giorno in cui l’ Istat rivede in leggero ribasso il Pil del primo trimestre, riferisce anche che l’ inflazione, al lordo dei tabacchi, registra a maggio un aumento dello 0,1% su base mensile e dell’ 0,9% su base annua, in decelerazione dall’ aumento dell’ 1,1% del mese precedente. “Alla base della decelerazione dell’ inflazione a maggio – spiega l’ Istituto – ci sono soprattutto fat tori stagionali e di calendario nei servizi di trasporto e in quelli della filiera turistica, di segno opposto a quelli osservati in aprile”. A non rallentare, in effetti, è il carrello della spesa, che pur rimanendo al di sotto dell’ inflazione generale, accelera al +0,5% dal +0,3% annuo di aprile. “Il dato sull’ inflazione di maggio diffuso oggi dall’ Istat dimostra in modo inequivocabile le speculazioni sui prezzi dei carburanti registrate in Italia in occasione delle partenze degli italiani per le festività di Pasqua e i ponti”, commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che stima che i carburanti “che a maggio si sono ridimensionati rispetto ai picchi toccati ad aprile” siano costati “la bellezza di 110 milioni di euro solo per le maggiori spese di rifornimento”. In ogni caso, sempre l’ associazione dei consumatori, stima che l’ aumento dei prezzi sia costato una maggiore spesa annua pari a 351 euro per una famiglie con due figli (+277 euro la famiglia ‘tipo’). La decelerazione di maggio è principalmente dovuta alla dinamica dei prezzi dei servizi di trasporto (da +2,8% di aprile a +1,6%), dei beni energetici non regolamentati (- tra cui appunto i carburanti – da +3,7% a +2,4%) e, in misura minore, dei servizi ricreativi e culturali (da +1,6% a +1,1%). L’ inflazione ‘di fondo’, al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, decelera da +0,6% a +0,5%. Secondo Claudio Gradara, presidente di Federconsumatori, “gli scenari complessivi rimangono preoccupanti anche in considerazione della prospettiva sempre più attuale dell’ applicazione delle clausole di salvaguardia e dei relativi aumenti dell’ Iva a partire dal 2020 che assesterebbero un ulteriore duro colpo alla dinamica dei consumi, frenando le prospettive di crescita del Paese”. © 2019 LAPRESSE.

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