31 Maggio 2019

Mercatone Uno, gli acquirenti dagli avvocati «Versati anticipi per mobili che non avremo»

IL FALLIMENTO Domenico Maglione Hanno versato un acconto di mille euro per l’ acquisto di una nuova cucina che desideravano da anni ma che purtroppo non sarà mai consegnata. Marco e Giovanna, una coppia di anziani coniugi, fanno parte dell’ elenco dei molti clienti di Mercatone Uno traditi e beffati dall’ improvvisa chiusura dello store di Arzano travolto, come gli altri 48 punti vendita aperti in Italia, dal fallimento della Shernon Holding srl, l’ azienda che, dopo aver rilevato il marchio dalla precedente società, aveva consentito al negozio di via Atellana di riaprire in pompa magna lo scorso 1 dicembre. «Avevamo trovato il giusto mix tra qualità e prezzo e ci eravamo accordati, dopo aver ricevuto un preventivo gratuito, per la somma di 4.500 euro dice la signora Giovanna, casalinga Mio marito ha versato l’ acconto, con un assegno, pari a mille euro e avrebbe regolato il saldo alla consegna prevista per metà giugno: ora siamo venuti a conoscenza che difficilmente riceveremo quanto comprato. Stiamo consultando un avvocato per capire come muoverci per recuperare la caparra». Come Marco e Giovanna, anche Alfredo, imprenditore di Casandrino, rischia di rimanere a mani vuote. Lui aveva comprato alcune settimane fa un divano, visto in esposizione. Siccome aveva chiesto un colore particolare era stato costretto a prenotarlo, versando un anticipo di 500 euro. La consegna era prevista in questa settimana. «Probabilmente resterò uno dei tanti clienti traditi ma voglio ringraziare lo stesso gli addetti vendita del Mercatone Uno di Arzano: uno di essi con molta cortesia mi contattò, poco dopo la firma del contratto, per chiedermi se magari avessi voluto il divano di un altro colore. In quel caso, mi fu detto, la merce era pronta e poteva essere consegnata nel giro di uno o due giorni. Il commesso aggiunse anche sottolinea il signor Alfredo che per il divano che avevo chiesto erano sorti problemi. Non mi fu detto chiaramente di cosa si trattasse ma fui invogliato a recedere e accontentarmi di quello disponibile. La mia caparbietà, invece, fu più forte e oggi anche io sono tra i tanti che hanno ricevuto un danno economico dalla improvvisa chiusura di Mercatone Uno». LE TELEFONATE I dipendenti ultimamente erano rimasti in 36 in organico presso il punto vendita in via Atellana di Arzano avevano fiutato negli ultimi tempi che qualcosa non andava in azienda e molto responsabilmente cercavano di salvaguardare la clientela, tentando però di non esporsi più di tanto. «Abbiamo fatto delle svendite colossali: questo francamente ci ha messo in guardia. Comunque abbiamo chiamato diversi acquirenti che avevano versato un anticipo ed erano in attesa di ricevere la merce invitandoli magari a scegliere il prodotto che era disponibile o addirittura a cambiare articolo. Alcuni ci hanno ascoltati, altri purtroppo hanno preferito temporeggiare. Siamo sicuramente dispiaciuti per questi ultimi e anche per noi che finiamo nuovamente in mezzo alla strada», dice uno dei venditori, preferendo l’ anonimato, che ora fa parte dell’ esercito dei 1800 dipendenti del marchio che hanno appreso la notizia del fallimento soltanto attraverso i social network. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, intanto, ha invitato il governo a istituire un fondo per rimborsare integralmente i cittadini per l’ acquisto di beni venduti e mai ricevuti da Mercatone Uno. Per garantire i diritti dei clienti, le associazioni di categoria propongono varie soluzioni. Tra cui la via legale. «Mantenere l’ apertura dei negozi e continuare a vendere oggetti a prezzi molto bassi per incassare gli acconti sapendo che non sarebbero stati consegnati e neppure ordinati al fornitore potrebbe far scattare anche profili penalmente rilevanti a danno dei responsabili», fa rilevare un pool di avvocati dell’ area a nord di Napoli che dimostra di conoscere molto bene le vicende dell’ azienda. «Mercatone Uno ha incassato circa 3,8 milioni di acconti da circa 20mila consumatori», dice uno di essi mostrando, però, serie perplessità sulla restituzione di quei soldi alla clientela. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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