19 Maggio 2019

Caserma Triggiani Il giallo del vincolo sull’ immobile

Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda relativa al destino della caserma Triggiani, ex monastero di Santa Chiara, dopo l’ atto della Soprintendenza della Calabria che aveva negato l’ interesse storico, culturale e artistico della struttura spianando così la strada all’ operazione di cessione, avvenuta a luglio 2016, da parte dell’ Amministrazione provinciale (proprietaria dell’ immobile) all’ Invimit, società di gestione del risparmio del ministero dell’ Economia e delle Finanze. Per fare luce sulla questione si era attivato il consigliere comunale Gianmichele Bosco che il 27 marzo scorso aveva avanzato una richiesta di accesso agli atti, successivamente seguito dal Codacons e dalle associazioni che compongono il comitato di vigilanza sul centro storico. La caserma, che fino a poco tempo fa ha ospitato il comando provinciale dei carabinieri, è oggetto di ristrutturazione per la realizzazione di una “cittadella degli uffici pubblici”. Bosco rende noto di aver visionato gli atti e di essere in attesa di avere materialmente tutta la documentazione sul caso. «Dalla visione della carte – afferma il consigliere comunale – risulta che la caserma Triggiani è a tutti gli effetti un bene di interesse storico-culturale e per tale motivo la Soprintendenza deve avviare, nell’ immediatezza, onde evitare casi irreparabili in quanto si sta procedendo con i lavori di ristrutturazione, le procedure per valutare l’ effettivo vincolo presente». La commissione regionale per il Patrimonio culturale, infatti, ad aprile del 2016, aveva deliberato all’ unanimità «la non sussistenza dell’ interesse culturale dell’ immobile» che, pertanto, risultava «escluso dall’ applicazione delle disposizioni del decreto legislativo 42/2004», Codice dei beni culturali e del paesaggio. Un atto che aveva avuto una ricaduta decisiva nell’ operazione di vendita intrapresa dall’ amministrazione provinciale guidata ai tempi da Enzo Bruno. Secondo quanto riferito da Bosco il vincolo sussiste e l’ avvio della procedura è necessario per scongiurare che vengano intaccate le parti della struttura di interesse storico culturale. b.m. Gianmichele Boscoritiene che il benedebba essere tutelato.

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