10 Maggio 2019

Tolti i sigilli al tempio crematorio La struttura torna alla “Socrebi”

il nuovo amministratore delegato ritira le chiavi dagli uomini della procura
Ieri sono stati tolti i sigilli al tempio crematorio di Biella e le chiavi restituite alla So.cre.bi. A ritirarle è stato il nuovo amministratore delegato della società, la commercialista Elina Molino Lesina, che ha fatto installare le videocamere previste dal progetto di ristrutturazione dell’ azienda. Infatti se già da fine aprile il gip aveva ordinato il dissequestro della struttura, la Procura aveva bloccato la riapertura dell’ impianto, chiedendo venissero prima applicate tutte le migliorie previste dal piano di riorganizzazione del lavoro, che oltre all’ utilizzo delle speciali medagliette, residenti al calore, che certificano l’ appartenenza delle ceneri, comprendevano l’ attivazione di un impianto video che permetta ai parenti di seguire le cremazioni. In mattinata sono quindi stati tolti i sigilli e riaperto l’ impianto, che in teoria potrebbe riprendere subito a funzionare. In realtà restano ancora delle questioni da sistemare, tutto il tempio crematorio è fermo da mesi e ha passato l’ inverno senza che i locali siano stati riscaldati, va quindi verificato se ci siano stati dei danni, ai macchinari e alla struttura stessa, che anche da fuori sembra segnata dalle intemperie. La seconda questione riguarda i dipendenti, quelli di Socrebi sono tutti coinvolti nel processo e non possono quindi riprendere il loro incarico essendo questo di «pubblico servizio». Assumerne dei nuovi per una società che non incassa da mesi potrebbe rivelarsi complesso, servono inoltre delle figure professionali adeguatamente formate, con caratteristiche ben precise. In più sul futuro della So.cre.bi. incombe la revoca della concessione avviata dal Comune. I quindici giorni dati all’ azienda per controbattere agli appunti dell’ amministrazione stanno per scadere e non sarà facile per i legali della famiglia Ravetti, che sia pure con un cambio di nominativi resta proprietaria delle quote, addurre argomenti convincenti di fronte a un procedimento penale che si avvia verso il rinvio a giudizio e che poggia sulle confessioni di tutti gli accusati. Nel frattempo Codacons ha presentato opposizione alle 500 richieste di archiviazione avanzate dalla Procura per le denunce di altrettante famiglie che hanno avuto i loro cari cremati nell’ impianto biellese e sta seguendo altre segnalazioni che stanno ancora arrivando. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
mauro zola

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