9 Maggio 2019

Sosta e trasporti, un affare che fa gola

la società mista chiude da sempre i suoi conti in attivo: detiene il monopolio delle strisce blu
Il 49% delle quote di Sgm torneranno presto sul mercato: un affare che, c’ è da scommettere, farà gola a molti, anche lontano dai confini di questa provincia. Non solo perché, come si vedrà, Sgm da sempre chiude in attivo i propri conti, ma anche perché con l’ approvazione ormai alle porte del nuovo Piano regionale per i trasporti e l’ annunciata apertura dell’ ex Enel, l’ intero sistema dei trasporti pubblici e dei parcheggi della città potrebbe cambiare. E l’ affare diventare ancora più redditizio di quanto non sia stato fino a oggi. Due note di contesto. La prima: dal 2020, Lecce potrebbe contare su maggiori finanziamenti regionali per un totale di 1,1 chilometri di percorrenza dei bus, in aggiunta al milione e mezzo già finanziato. Avrebbe così l’ occasione di migliorare il servizio di trasporto e iniziare a macinare qualche denaro anche dalla flotta di 53 mezzi, 12 dei quali funzionanti lungo la filovia, che copre gli oltre 300 chilometri di percorsi urbani stabiliti. Seconda nota. Dalla sosta, deriva la maggior parte dei guadagni di Sgm: soddisfare la fame di parcheggi in una città con il livello di motorizzazione più elevato in Puglia è stato, fino a oggi, impossibile. E le strisce blu, dunque, sono sempre tutte occupate, con tanto di ausiliari a vigilare che si paghi il grattino e lo si faccia per l’ intero orario di sosta, senza tolleranza. Con ex Enel incompleto e chiuso, Sgm ha sempre gestito il servizio di sosta a pagamento in regime di monopolio. E non a caso, contando sulle difficoltà economiche del proprietario del multipiano alle porte della città, per anni, proprio Tommaso Ricchiuto, padre di Igeco Costruzioni, ha tentato l’ acquisizione di ex Enel, senza tuttavia riuscire a spuntarla. Adesso i giochi si riaprono, in anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto fra Comune ed Sgm, scadenza fissata al 31 dicembre del 2020. La prefettura è intenzionata a bandire la gara per l’ aggiudicazione delle quote di minoranza dell’ azienda partecipata. Trasporto pubblico, sosta a pagamento, manutenzione semaforica e della segnaletica orizzontale e verticale e rimozione. Dal 2001, anno del suo esordio sulla scena cittadina leccese, Sgm si occupa di questo. E lo fa macinando guadagni, ogni anno, la maggior parte dei quali arriva come detto – dai parcheggi a pagamento, lingue di asfalto che corrono fino alle soglie di incroci e strisce pedonali in spregio al Codice della Strada e alla sicurezza, come hanno denunciato più volte Adoc e Codacons – delimitate da vernice blu. In totale, Lecce conta oggi 6.900 stalli. Il dato è aggiornato al 2017, anno dell’ ultimo bilancio approvato e pubblicato dalla partecipata comunale Sgm sul suo sito internet ufficiale. Cinquantatre mezzi in tutto, 12 dei quali costituiscono il sistema filoviario, per un totale di un milione e 560mila chilometri percorsi ogni anno a partire dal 2010. Da allora, infatti, e fino al 2017, l’ amministrazione di Palazzo Carafa decise di eliminare progressivamente le percorrenze aggiuntive finanziate con fondi comunali. Ancora dati. Centocinquanta lavoratori e un utile netto di un milione di euro. Per l’ esattezza, 969.458 euro, che il Consiglio di Amministrazione di Sgm ha deciso di destinare a riserva straordinaria, cioè di tenere da parte. A febbraio del 2018, il socio di maggioranza, cioè il Comune ha chiesto al CdA la distribuzione della riserva straordinaria accumulata fino al 31 dicembre 2016: un totale di tre milioni e 215mila euro. E dal piano economico finanziario stilato dagli amministratori la liquidazione di quei dividendi è stata suddivisa così: due milioni nel 2018, già liquidati; 400mila euro nel corso del 2019; 200mila nel 2020 e 615mila nel 2021, anno successivo alla liquidazione di Sgm. Fino ad allora, la società avrà conosciuto il suo nuovo assetto. E la città questo l’ auspicio l’ atteso rilancio del servizio di trasporto pubblico locale. P.Anc.

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