18 Aprile 2019

Rimborsi, si torna allo «schema Tria» Il ministro: decreti pronti, saremo rapidi

salvini: «si è perso troppo tempo». palazzo chigi chiama i «ribelli». oggi sit-in alla camera
venezia «I decreti attuativi sono pronti». A dieci giorni dal vertice tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte e le associazioni dei soci, torna al punto di partenza il decreto sul fondo d’ indennizzo per i soci delle ex popolari. Ovvero al tentativo di far passare quello schema. Lo ha fatto capire chiaramente ieri il ministro dell’ Economia, Giovanni Tria, nell’ audizione davanti alle commissioni finanze di Camera e Senato, riunite in seduta comune per l’ illustrazione del Def, il Documento di economia e finanza. E dopo giorni di altolà da parte del vicepremier Luigi Di Maio, sul fatto che non si sarebbe andati avanti senza l’ accordo di tutte le associazioni, ieri Tria è tornato a spingere il suo schema, concordato con la Commissione europea. Ovvero una modifica alla norma istitutiva del Fondo di indennizzo accolta nella legge Finanziaria, per varare poi i decreti attuativi con lo schema del doppio binario: risarcimento diretto per i soci con imponibile irpef fino a 35 mila euro o patrimonio mobiliare fino centomila, verifica attraverso un arbitrato semplificato oltre quella soglia, che cerchi di abbreviare i tempi creando una serie di casi-tipo. «Nel decreto Crescita c’ è una correzione della legge di bilancio, che ricordo fu modificata in parlamento, in modo da consentire di rimborsare il più rapidamente possibile tutti i truffati in qualunque categoria possano essere compresi», ha detto Tria, facendo di nuovo riferimento al rimborso ai truffati come base del risarcimento: «Non c’ è differenza da questo punto di vista, ma solo una differenza di procedura in modo tale che tutti i truffati vengano rimborsati il prima possibile». Tria ha aggiunto che « le questioni della modifica di legge si stanno chiudendo, i decreti attuativi sono già pronti. L’ azione di rimborso dei truffati sarà portata avanti rapidamente». E ad una domanda specifica sui rapporti con l’ Europa: «Quando ho affermato che non c’ era carteggio con la commissione Ue è perché al tempo della domanda non c’ era. Successivamente, evidentemente, c’ è stato. Abbiamo agito in modo efficace sulla Commissione europea e siamo arrivati a proporre una soluzione accettabile per loro e per le norme italiane: quando si maneggia denaro pubblico bisogna stare attenti a come si usa. E verrà usato per rimborsare i truffati dalle banche; ma solo i truffati». Dunque, Tria si è esposto pesantemente. E molti sono gli indizi che alla fine si tenterà di far passare questa linea. La dichiarazione del vicepremier leghista Matteo Salvini, che dice di aver visto Conte e Di Maio, e che suona come un’ apertura: «In consiglio dei ministri li abbiamo già approvati, questi decreti. Ci sono tra l’ altro i soldi dei truffati delle banche. A me interessa fare in fretta». Secondo elemento: il silenzio di Di Maio, che rilascia molte dichiarazioni in giornata – dall’ aumento dell’ Iva alla cooperazione – ma non interviene a sbarrare la strada a Tria. Terzo elemento: la telefonata di ieri pomeriggio al leader del Coordinamento don Torta, Andrea Arman, dal gabinetto del presidente del consiglio Conte, con la convocazione già per oggi o più tardi per domani. Segno che è partito il tentativo-bis di convincere le associazioni dichiaratesi contrarie dieci giorni fa allo schema illustrato da Conte. «Siamo delusi da come la trattativa è stata condotta e siamo pronti a ribellarci», mette le mani Arman. Ma si tratta a questo punto come andrà a finire la trattativa, dopo il veto posto la settimana scorsa. «Se troviamo la quadra, bene; altrimenti quello schema secondo me non passa», avverte per parte sua il leader di Noi che credevamo nella Bpvi, Luigi Ugone. Lo schema a questo punto, se stavolta tutto filerà liscio, prevede che il decreto Crescita non vada già oggi nel consiglio dei ministri convocato a Reggio Calabria, ma nella prossima riunione, forse già domani o il 24 aprile. Intanto le altre sigla dichiaratesi favorevoli allo schema Conte hanno confermato il sit-in di oggi davanti a Montecitorio. «Quel decreto alla fine lo dovranno fare. Nonostante la pantomima è passata la linea Tria – sostiene Franco Conte di Codacons -. Lo facciano come vogliono e poi risolviamo i problemi ancora aperti» .
federico nicoletti

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