`Giallo sullo sblocco del fondo da 1,5 miliardi `Scontro tra le associazioni dei risparmiatori: «Se passa il “tutto a tutti” non si vedrà un euro»
-
fonte:
- Il Gazzettino
per le vittime delle banche: nel def non c’ è traccia
IL CASO VENEZIA È giallo sullo sblocco del fondo da 1,5 miliardi per i truffati dalle banche: dopo essere scomparso dall’ ordine del giorno del Consiglio dei ministri di martedì, ieri è emerso che il tema non è citato nemmeno nel Documento di economia e finanza. «Infatti il decreto non c’ entra nulla con il Def», taglia corto il sottosegretario di comparto Massimo Bitonci. «Arriverà senz’ altro nei prossimi giorni», assicura il premier Giuseppe Conte. Ma i risparmiatori e l’ opposizione insorgono. L’ INTERROGAZIONE Ad alimentare il mistero è anche il laconico botta e risposta andato in scena durante il question time alla Camera. Domanda del deputato forzista Sestino Giacomoni: «Quando verrà rimborsato il primo risparmiatore?». Replica del ministro pentastellato Riccardo Fraccaro (Rapporti con il Parlamento): «Il decreto verrà emanato al più presto». A nome del collega Giovanni Tria (Finanze), impegnato all’ estero, il trevigiano-trentino Fraccaro precisa che il testo necessario ad inserire il meccanismo del doppio binario (rimborso automatico al di sotto dei 35.000 euro di reddito imponibile o dei 100.000 di patrimonio mobiliare, vaglio della commissione indipendente per le altre posizioni) sarà approvato «non appena perfezionato il contesto normativo di riferimento, che consentirà l’ erogazione degli indennizzi nell’ ambito del percorso nel quale il Governo ha prestato e continuerà a prestare la massima attenzione alle istanze provenienti dalle associazioni dei risparmiatori». Traduzione del vicepremier leghista Matteo Salvini: «Mi pare che all’ Economia siano pronti, stiamo ragionando con chi ancora non è convinto». Cioè con le due associazioni, Noi che credevamo e Coordinamento Don Torta, che lunedì al vertice di Palazzo Chigi avevano votato contro la posizione del Tesoro. Perché, come ribadisce il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, «se non si concorda con i risparmiatori, non si fa nulla». LE CRITICHE Mentre Luigi Ugone di Noi che ringrazia gli alleati gialloverdi «per la coerenza», piovono le critiche dagli altri rappresentanti di azionisti e obbligazionisti. Avverte Matteo Moschini (Movimento difesa del cittadino): «Se passa questa linea, non si vedrà un euro, perché quello che vogliono Coordinamento Don Torta e Noi che credevamo è assolutamente irrealizzabile e contrario a ogni legge». Chiede Letizia Giorgianni (Vittime del salvabanche): «Chi vuole davvero bloccare ancora l’ accordo raggiunto dalla maggioranza delle associazioni con Tria e Conte?». In una lettera firmata per conto di tredici associazioni, l’ avvocato Rodolfo Bettiol chiede lumi al premier «sulle ragioni di questo rinvio con immediatezza» e di fatto lo diffida: «Poiché inevitabilmente non possiamo dare piena fiducia all’ azione di Governo, la invitiamo non tanto a formulare promesse, ma a provvedere all’ emanazione del promesso decreto entro 7 giorni dalla data odierna». Pensa alle carte bollate anche Franco Conte (Codacons Veneto): «Se sarà confermato un eventuale ostruzionismo sui rimborsi ai risparmiatori, avallato da piccole associazioni vicine al M5s che non rappresentano la volontà dei risparmiatori traditi, siamo pronti a citare in giudizio il Movimento per i danni arrecati a quegli investitori che oramai da 6 anni attendono giustizia». IL DOCUMENTO Il deputato dem Ettore Rosato cita su Facebook anche i «rimborsi ai truffati delle banche» fra gli argomenti che non compaiono nel Documento di economia e finanza. E l’ azzurro Giacomoni, dichiarandosi insoddisfatto per la risposta del Governo alla propria interrogazione in aula, rimarca che «non si capisce dove siano finiti nel Def i soldi destinati ai risparmiatori truffati». Il sottosegretario leghista Bitonci si stupisce invece del loro stupore: «Mi spiace vedere tanta mancanza di attenzione e di preparazione su due atti completamente diversi. Lo stanziamento di 1,5 miliardi è contenuto nella legge di Bilancio e può essere revocato solo da un’ altra legge, cosa che comunque non è minimamente nostra intenzione fare. Cosa c’ entra il Def?». Ma visto che ancora il decreto di modifica della norma primaria e i successivi decreti attuativi non si vedono, le minoranze attaccano. «Il Governo ha ormai perso ogni residuo di credibilità», tuona il senatore Andrea Ferrazzi (Pd). «Se la parola data vale molto per tutti i cittadini, quella del presidente del Consiglio dovrebbe valere come un contratto scritto», sottolinea il deputato Marco Marin (Fi). «Lega e Cinquestelle smettano di prendere in giro le vittime dei crac bancari», conclude la consigliera regionale dem Alessandra Moretti. LA COMMISSIONE Intanto i leader di maggioranza hanno però raggiunto l’ accordo politico per la presidenza della nuova commissione parlamentare sulle banche. «Ho avuto da Salvini e Giorgetti la conferma che il presidente sarà Gianluigi Paragone, un nostro senatore, che se ne è occupato per anni», annuncia in serata Di Maio a Porta a Porta su Rai 1. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
angela pederiva
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: Banche, Franco Conte,, rimborsi, Risparmiatori
