I risparmiatori contrari all’ intesa? Sospetti sui «pretoriani di Di Maio»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
la difesa del fronte del no: «la norma non la conosciamo»
ROMA. Tre ore di faccia a faccia serrato, rappresentanti di diciannove associazioni dei consumatori, il premier Giuseppe Conte, il ministro Giovanni Tria e il suo team di comando al ministero dell’ Economia, i momenti di tensione iniziale e poi il risultato finale. L’ incontro tra gli esponenti del governo e le associazioni che perorano la causa dei risparmiatori truffati nei recenti crac bancari si è conclusa con un sostanziale accordo di maggioranza alla proposta avanzata dal governo, con però il voto contrario di due associazioni, «Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza» e il coordinamento «Don Torta». Tutto è iniziato in un’ atmosfera molto tesa, hanno spiegato alcuni esponenti delle associazioni di utenti che hanno partecipato all’ incontro, perché pareva che a seguito dei dettami dell’ Ue bisognava ridiscutere tutto, «invece poi si è trovata una mediazione», ha detto Corrado Canafoglia dell’ Unione Nazionale Consumatori, ricordando che la proposta del governo prevede un doppio binario per accedere ai ristori e precisando che contrarie sono state solo due delle 19 associazioni presenti. «Sono gli stessi che hanno portato Di Maio e Salvini in un palazzetto a Vicenza in un incontro con i risparmiatori tempo fa; ora improvvisamente hanno girato la schiena al governo». Gli ha fatto eco Franco Conte, presidente del Codacons Veneto, «si è tolto ogni indugio, Conte ha avuto il coraggio di imboccare la strada della chiarezza, ha preso l’ impegno di cambiare la norma primaria in Consiglio dei ministri per rendere possibile l’ obiettivo di partire immediatamente a spendere il miliardo e mezzo stanziato per gli indennizzi». Ma a suo parere «nonostante l’ evidente emergenza dei risparmiatori di ricevere l’ indennizzo, qualcuno ha provato nuovamente a perdere tempo. E sono quelli che nelle valli venete vengono definiti “i pretoriani di Di Maio” perché hanno una visione ideologica della vicenda mentre Conte ha avuto approccio pragmatico, ha dimostrato di avere il carisma di un capo di governo: accogliente rispettoso deciso e affidabile». Dal fronte dei no, tuttavia, uscendo dalla riunione, Luigi Ugone di “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza” ha spiegato di aver dato voto contrario perché «la norma io non l’ ho letta, non ho visto neanche una bozza, e non mi prendo la responsabilità di dire sì a una cosa che non ho letto».
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