8 Aprile 2019

Banche fallite: rimborsi ai clienti solo se hanno reddito fino a 35.000 euro

 

Solo i clienti delle banche che hanno un reddito fino a 35.000 euro o con un patrimonio immobiliare fino a 100.ooo potranno accedere ai rimborsi automatici. È quanto prevede la proposta presentata dal governo alle associazioni dei consumatori in merito alla vicenda dei sei istituti di credito finiti in default. Il criterio di selezione si è reso necessario per evitare le obiezioni dell’ Unione Europea, contraria a rimborsi automatici e indiscriminati: secondo l’ Ue, c’ era il rischio di configurare un indebito aiuto di Stato. Le due associazioni contrarie alla proposta del governo sono quella che raccoglie le vittime della Popolare di Vicenza e il Coordinamento «don Torta». Di fatto questa soluzione sancisce il via libera alla linea del doppio binario portata avanti dal ministro dell’ Economia Giovanni Tria, per evitare di incappare in un rifiuto da parte della commissione Ue. Intanto sono già 1.455 le richieste di rimborso dei truffati dalle banche accolte dall’ Anac . Bitonci: «Norme subito in cdm» «Ora ci sarà una modifica alla legge di bilancio, con il doppio binario flessibile» che consentirà comunque per tutti per un rimborso «massivo e forfettario, penso sia una grande apertura da parte della Commissione Ue, grazie al lavoro fatto da Tria, dagli uffici, dai sottosegretari. È forse la prima volta che la Ue dà la possibilità di un rimborso massivo», ha annunciato il sottosegretario Massimo Bitonci al termine del tavolo con i risparmiatori spiegando che dopo l’ ok alla norma ci sarà «subito il decreto attuativo». La Lega preme per l’ approvazione: «C’ è qualcuno che aspetta il permesso dell’ Ue al ministero. E’ un momento in cui gli italiani ci chiedono coraggio. Mi aspetto che gli altri ministri dimostrino altrettanto coraggio», ha detto il ministro dell’ Interno Matteo Salvini. Secondo Matteo Moschini, del Movimento difesa cittadini del Veneto, che ha votato positivamente la proposta, la «griglia» predisposta dal governo consentirà di risarcire il 90% dei risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie. Nel restante 10% dei casi è previsto il ricorso a un «arbitrato semplificato» da una tipizzazione delle violazioni massive, davanti alla commissione dei 9 esperti indipendenti creata ad hoc. Critico il Pd Luigi Marattin: «Per 3 anni e mezzo hanno urlato ai quattro venti che avrebbero rimborsato al 100% tutti gli azionisti. Oggi la realtà presenta il conto». Le perplessità dei consumatori Il Codacons ha espresso perplessità sulla proposta: «Rimangono alcuni paletti che giudichiamo un forte ostacolo a danno dei risparmiatori». In particolare l’ associazione dei consumatori boccia sia il limite del 30% di indennizzo per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti, «perché a nostro avviso il rimborso deve essere integrale», sia la volontà del governo di non riconoscere ai risparmiatori interessi e rivalutazioni degli investimenti – espressamente chiesti dal Codacons – perché, secondo l’ esecutivo, rallenterebbero le procedure di ristoro. Timorosi sull’ esito dell’ accordo anche i rappresentanti dei consumatori, che temono che i rimborsi non arrivino entro il 2019 perché «non ci sono i tempi tecnici» come ha spiegato Letizia Giorgianni, presidente dell’ associazione Vittime del Salvabanche.

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