7 Aprile 2019

Risparmiatori a Palazzo Chigi i vicepremier in pressing

Roma. Si fa sempre più insistente il pressing dei due vicepremier sul tema dei rimborsi ai risparmiatori traditi, in vista dell’ incontro a Palazzo Chigi in programma domani. Sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio vogliono risolvere in fretta la questione, con l’ obiettivo di arrivare al Consiglio dei ministri di martedì con la soluzione in tasca. Nel frattempo, alcuni dei circa 300mila risparmiatori incappati nei crac bancari hanno fatto da soli, rivolgendosi all’ arbitro della Consob e ottenendo soddisfazione. «Dobbiamo mantenere la promessa di risarcire i truffati. È una follia, ci sono i soldi ma manca una carta che eroghi i soldi», ha ripetuto ancora una volta Di Maio, ricordando che «il governo è amico di quelle persone», quindi «lunedì si fa quest’ incontro, poi o si fanno i decreti o si erogano i soldi direttamente, senza arbitrati». Stessa lunghezza d’ onda quella seguita da Salvini, secondo cui «è già passato troppo tempo: abbiamo messo – ricorda – quasi due mesi fa un miliardo e mezzo a bilancio. Bene i tecnici che approfondiscono, studiano e riflettono però c’ è un limite all’ approfondimento perché la gente, giustamente, il mutuo lo deve pagare e non ha tempo». Il convitato di pietra di queste dichiarazioni, come noto, è il ministro dell’ Economia, Giovanni Tria, convinto che si debbano rimborsare tutti, ma rispettando le «regole». Regola che potrebbe consistere, come ha spiegato il suo viceministro Massimo Garavaglia, nel concedere «lo sblocco automatico per i redditi più bassi di chi ha messo la liquidazione», mentre «ci sta che uno che ha messo mezzo milione di euro deve essere sottoposto a un minimo di verifica, però questo è normale». Una soluzione vicina a quella proposta dal Codacons (ma non da molte altre associazioni, che chiedono «tutto e subito»), che chiederà indennizzi automatici e integrali per tutti i risparmiatori con un reddito inferiore ai 35mila euro, prevedendo arbitrati per chi ha redditi superiori.A sbrogliare la matassa dovrà essere il premier Giuseppe Conte, che ha avocato a sé tutta la materia nel tentativo di mediare tra Tria e Di Maio, passando dall’ accordo con i risparmiatori. Qualche mugugno, però, arriva proprio dalle associazioni dei consumatori, che in alcuni casi lamentano una scarsità di convocazioni, con il rischio di andare a un incontro interlocutorio. Nel frattempo, qualcuno si è portato avanti e si è rivolto direttamente all’ Arbitro per le controversie finanziarie operativo presso la Consob.A. A.

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