Acqua non potabile da 15 mesi cittadini in assemblea pubblica
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
BRANCALEONE – Assemblea pubblica per discutere sulla non potabilità dell’ acqua. Finalmente qualcosa si muove sulla criticità legata alla non potabilità dell’ acqua pubblica proveniente dai serbatoi comunali di Brancaleone da oltre quindici mesi (dicembre 2017). L’ iniziativa di un incontro pubblico è stata promossa dall’ associazione socio culturale Pensionati della cittadina jonica reggina, presieduta da Giovanbattista Criseo, in collaborazione col Codacons (Comitato difesa consumatori) regionale. La riunione si svolgerà presso la sede dell’ associazione venerdì alle ore 17. Questo, come si legge nell’ av viso pubblico diffuso dai pensionati, “al fine di valutare tutte le strade da intraprendere per tutelare la salute dei cittadini di Brancaleone privati della più essenziale necessità: l’ utilizzo di acqua potabile”. Continuando nel loro comunicato si legge ancora: “A tal fine è importante chiedersi cosa accade se la l’ Ente Comune, che gestisce l’ erogazio ne dell’ acqua pubblica presso la nostra comunità, interrompa per alcuni giorni o addirittura per alcuni anni, il servizio di fornitura agli utenti, per la mancanza di potabilità della stessa a norma di legge. Gli utenti hanno diritto ad un rimborso per il servizio non goduto? Oppure hanno diritto al risarcimento per eventuali danni subìti? E’ certo che un evento ditale portata genera notevoli disagi soprattutto a coloro che sono titolari di un esercizio commerciale pregiudicando la loro attività di impresa. Sulla questione occorre osservare, anzitutto, che tra l’ En te Comune, che gestisce la fornitura, e l’ utente si instaura un rapporto giuridico definito dal codice civile come contratto di somministrazione con cui una parte (somministrante) si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell’ altra (somministrato), prestazioni periodiche o continuative di cose (art 1559 c.c.). Al riguardo la Suprema Cor tedi Cassazione ha statuito che la gestione di detto servizio comporta l’ obbligo di mantenere in buono stato le condutture dell’ impianto di distribuzione all’ uopo predisposto e soprattutto garantire la potabilità della stessa. Di pari passo la giurisprudenza ha avuto modo di stabilire che l’ omessa fornitura di acqua potabile genera notevoli disagi quali: la difficoltà ad attendere all’ igiene personale e della casa, all’ impossi bilità di usare acqua calda, elettrodomestici, alla necessità di attingere acqua presso altri Comuni limitrofi al fine di soddisfare le esigenze di vita primarie e basilari. Suddetti disagi ripercuotendosi sul diritto alla qualità della vita ed alla libera estrinsecazione della personalità, costituzionalmente garantita dall’ art. 2 della Costituzione, fanno riconoscere il risarcimento del danno esistenziale il quale può essere provato anche con presunzioni o attraverso il ricorso a fatti notori”. Per dovere di informazione, qualche tempo fa, si vociferava che la cittadinanza minacciava di intraprendere una “class action” nei confronti del Comune al fine di tutelare i più elementari diritti per la salute pubblica. Sicuramente è un’ ottima iniziativa che avrà, probabilmente, una ricaduta molto positiva per la risoluzione di una criticità che sta angustiando la popolazione di Brancaleone.
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