31 Marzo 2019

Popolari, il balletto delle false promesse Decreti per i ristori, si rinvia da otto mesi

e domani si vota il decreto crescita con una nuova norma. il forzista zanettin: «poi almeno altri sessanta giorni di attesa»
Nicola BrilloVENEZIA. Nel Decreto Crescita, al voto domani, è presente il capo IV (per ora vuoto), che dovrebbe contenere una nuova norma sul Fondo indennizzo risparmiatori. Una nuova puntata della travagliata nascita del fondo che tiene con il fiato sospeso da oltre un anno 200 mila risparmiatori veneti vittime dei crac delle ex popolari. L’ approvazione del Fondo di ristoro, poi divenuto Fondo indennizzo risparmiatori, inizia nel 2017 e porta con sé una serie di rinvii e di riscritture. A cercare di dare una risposta ai truffati aveva provato il passato Parlamento con l’ approvazione (all’ unanimità), il 27 dicembre 2017, della legge 205 (Baretta-Puppato-Santini). Si stanziavano 100 milioni in quattro anni e non mancarono le critiche. Il governo uscente non era stato in grado di scrivere i decreti attuativi e la norma rimase “sospesa”. Così si arriva alle elezioni del 4 marzo 2018 con l’ affermazione di Lega e Movimento 5 Stelle, che danno via al governo gialloverde con premier Giuseppe Conte. Prima di ricevere la fiducia in Parlamento, la sera del 24 maggio, il presidente del Consiglio incaricato incontra alcuni delegati delle associazioni dei risparmiatori (veneti e non solo) e promette come primo atto del Governo di «ristorare i risparmiatori espropriati»: «Sarà uno degli impegni principali del Governo del Cambiamento», disse Conte. Il contratto di governo Lega-M5S al punto 5 riporta infatti: «Per far fronte al risarcimento dei risparmiatori “espropriati” si prevede anche l’ utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti da assicurazione e polizze dormienti». Il nuovo governo giura il 1. giugno e il pressing delle associazioni dei risparmiatori aumenta con i nuovi ministri e parlamentari. Il 24 luglio 2018 – da allora sono passati otto mesi – le associazioni dei risparmiatori sono convocate a Roma dai nuovi sottosegretari all’ Economia Villarosa e Bitonci e tornano con l’ assicurazione: «Faremo il decreto quanto prima». La data concordata è il 31 ottobre. A settembre si vota il Milleproroghe, che sposta il termine di emanazione dei decreti attuativi al 31 gennaio 2019. Il 4 ottobre 2018 nuova convocazione delle associazioni al ministero e impegno che il decreto verrà fatto entro fine gennaio, con l’ estate 2019 inizieranno i ristori/indennizzi. Nel frattempo, grazie alla norma contenuta nel Milleproroghe e i soldi stanziati dal fondo del precedente governo, vengono erogati i primi indennizzi a circa 500 azionisti che avevano un lodo arbitrale a favore. E siamo alla legge Finanziaria. Dopo il primo voto alla Camera, c’ è il blitz di otto senatori grillini, tra cui il presidente della commissione Bilancio Daniele Pesco, che presentano un emendamento che stravolge la norma al Senato, con una semplificazione per l’ accesso (toglie l’ arbitrato). La legge finanziaria conferma al 31 gennaio 2019 il termine per i decreti attuativi. Un nuovo incontro al ministero e il sottosegretario Villarosa sposta all’ 8 febbraio il primo dei due decreti attuativi, l’ altro pronto dopo 45 giorni. Arriva l’ appuntamento clou a Vicenza (9 febbraio) con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini che rassicurano i risparmiatori presenti: «Contiamo entro la settimana di mettere mano ai decreti attuativi». Poi si passa al 25 marzo scorso, questa volta è il vicepremier Salvini a dare l’ ultimatum al ministro: «Tria firmi i decreti attuativi, altrimenti li andiamo a scrivere noi». Ora il giorno tanto atteso sembra arrivato, è il 1. aprile («Il giorno giusto per i cacciaballe», commenta il presidente veneto del Codacons Franco Conte). «Poi ripartirà il termine per i decreti attuativi – secondo Pierantonio Zanettin, deputato di Forza Italia – ci vorranno almeno altri due mesi». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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