Economia fiacca, più cari benzina e conti della spesa
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
I prezzi accusano il colpo di un’ economia in modalità «slow motion». Nelle stime dell’ Istat l’ inflazione a marzo non va oltre l’ 1%, immutata rispetto al dato di febbraio e lontana dai livelli di qualche mese fa. Una debolezza che fa il paio con il calo del clima di fiducia dei consumatori, registrato giusto qualche giorno fa sempre dall’ Istituto di statistica. Anche se per le famiglie alle prese con il «carrello della spesa» il conto è un po’ più salato. I prodotti che finiscono nella lista quotidiana degli acquisti, infatti, pur rallentando, restano sopra il tasso generale, attestandosi all’ 1,3%. Uno «spread» che non aiuta. D’ altra parte, in questo scenario, l’ indice dei prezzi è vulnerabile alle oscillazioni dei prodotti alimentari e dell’ energia. E nel corso del mese si è assistito a una ripresa dei rincari sui carburanti, in rialzo su base annua del 2,7%. Aggiungendo questa voce al paniere delle spese più frequenti il tasso d’ inflazione risulta aumentato di un terzo (all’ 1,6). Insomma dietro un’ inflazione stabile non mancano i saliscendi. Per le associazioni dei consumatori, agli italiani dice comunque male, con aggravi annui sulla spesa di oltre 300 euro per le famiglie tipo, stima il Codacons. Anche le organizzazioni dei commercianti restano piuttosto deluse dal dato: per Confcommercio pesa la forbice a sfavore dei prodotti a più alta frequenza di acquisto. Neanche i prezzi bassi riescono a fare da leva ai consumi.
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