29 Marzo 2019

Caserma Triggiani, negato il titolo di palazzo storico

il comitato di vigilanza delle associazioni vuole fare luce e chiede l’ accesso agli atti
Antonella Catrambone C’ è preoccupazione per il destino della caserma Triggiani, ex monastero di Santa Chiara, considerato che il massimo organo di rappresentanza del ministero dei Beni e delle attività culturali a livello locale non lo ha contemplato come degno di valore culturale nella decisione che accompagna l’ atto di vendita della struttura. Sarebbe dovuto essere «un grande polo di uffici pubblici nel cuore della città» così come si legge in una stampa del Comune, datata 6 novembre 2017, dove si fa riferimento alla futura destinazione dell’ immobile e alla vendita da parte dell’ Amministrazione Provinciale all’ Invimit, società di gestione del risparmio del ministero dell’ Economia e delle Finanze. L’ operazione di cessione, avvenuta a luglio del 2016, a quanto pare è stata effettuata previa verifica da parte della Soprintendenza della Calabria che ha negato l’ interesse storico, culturale e artistico della struttura. La Commissione regionale per il patrimonio culturale, infatti, ad aprile del 2016, ha deliberato all’ unanimità «la non sussistenza dell’ interesse culturale dell’ immobile» che, pertanto, risulta «escluso dall’ applicazione delle disposizioni del decreto legislativo 42/2004», Codice dei beni culturali e del paesaggio. Un atto dall’ influenza decisiva nell’ operazione di vendita sia in termini economici che culturali. Stando all’ atto della Soprintendenza la vendita non sarebbe avvenuta tenendo conto del valore culturale del bene. La caserma Triggiani, che ha una grandezza di ottomila metri quadrati, collocati tra Villa Trieste, Palazzo De Nobili e il teatro Politeama, come è noto sarà oggetto di ristrutturazione per l’ attuazione di una vera e propria “cittadella degli uffici” che dovrebbe ospitare due Commissioni tributarie, le due “ragionerie”, l’ ex catasto, l’ Agenzia del demanio oppure l’ Agenzia delle Entrate. C’ è preoccupazione tra cittadini e associazioni per come potrebbe essere preservato uno dei valori storici più importanti della città. «Con questo atto si disconosce un pezzo consistente della storia di Catanzaro e soprattutto della religiosità conventuale femminile – dichiara l’ architetto Walter Fratto -. Si tratta di un convento presente in luogo panoramico e in una posizione invidiabile, uno dei pochi esempi di questo tipo presenti in Italia dove se ne contano in tutto sette; tra questi c’ è quello di Catanzaro. È assurdo non riconoscerne il valore storico, artistico e culturale». Una vicenda sulla quale il comitato di vigilanza del centro storico, composto dalle associazioni culturali della città, vuole vederci chiaro e, sulla scia di quanto già effettuato dal Codacons, ha deciso di presentare accesso agli atti alla Soprintendenza per prendere visione del “verdetto” che ha accompagnato l’ atto di vendita della struttura attualmente ospitante uffici e alloggi della stazione centro dei carabinieri. La caserma Triggiani fino a poco tempo fa ha ospitato il comando provinciale dei carabinieri ed ha rappresentato sempre una punto di riferimento importante per la città. Il suo declassamento oggi suona come una vera e propria sconfitta, un’ offesa alla storia della città.

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