20 Marzo 2019

Crollo sulla 106 a Germaneto Via libera a una nuova perizia

progettisti e collaudatori rischiano il processo
Gaetano Mazzuca Sarà una nuova consulenza tecnica a verificare eventuali responsabilità nel cedimento dello svincolo di Germaneto sulla nuova statale 106. Ieri il gup del Tribunale di Catanzaro Antonio Battaglia ha accolto la richiesta di incidente probatorio avanzata dall’ avvocato Nicola Carratelli. L’ udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 17 giugno quando il gup conferirà il mandato a un esperto (o ad un pool di professionisti) di vagliare eventuali errori di progettazione o realizzazione nel muro caduto nel maggio del 2017. Nell’ udienza di ieri il gup Battaglia ha sciolto la riserva ammettendo l’ associazione Codacons tra le parti civili, rappresentata dall’ avvocato Sonia Mirarchi, già costituita invece l’ Anas. Rischiano il processo Alessio Marino Ajmone Cat, di Milano, progettista della “Astaldi”, Antonio Bevilacqua, palermitano, direttore dei lavori, e Michele Mele, collaudatore statico. Nel mirino della Procura è finito il cedimento strutturale di un muro di contenimento della rampa di accesso numero 6 alla variante della Statale. A maggio 2017 il tratto crollato era stato posto sotto sequestro da parte della Finanza e gli accertamenti sugli interventi eseguiti erano stati affidati a un pool di esperti dell’ Unical. Proprio sulla base di queste verifiche sono state effettuate le contestazioni messe nero su bianco dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dal sostituto Vito Valerio. Ai tre professionisti vengono contestate condotte attive o omissive che avrebbero «cagionato, per colpa generica e specifica, il crollo del muro di contenimento». Nel dettaglio – stando alla richiesta di rinvio a giudizio – Ajmone Cat non avrebbe previsto nella progettazione un idoneo ed efficace sistema di drenaggio dell’ acqua. E avrebbe effettuato una sottostima dei carichi che sarebbero andati ad agire sul terrapieno, procedendo al contrario con una sovrastima dei parametri di resistenza meccanica del terreno. Da parte sua Bevilacqua, durante i lavori, avrebbe omesso di segnalare il difetto di progettazione, quantomeno in riferimento all’ insussistenza di un idoneo e necessario sistema di drenaggio dell’ acqua. Infine Mele in occasione del collaudo finale non avrebbe riscontrato alcuna delle presunte criticità progettuali, secondo l’ accusa «evincibili attraverso l’ ordinaria osservanza delle “regole della tecnica”». Ora a stabilire le responsabilità nel crollo del muro appena realizzato sarà una super perizia disposta dal gup.

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