Cava della ‘ndrangheta, il Codacons all’ attacco
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fonte:
- Il Giorno
– DESIO – LA CAVA della ‘ndrangheta compie 11 anni. Ed è ancora lì. Una bomba ecologica della quale, sostanzialmente, tutti se ne sono infischiati. A parte qualche visita, qualche parola, qualche promessa. Adesso il Comune di Desio ha finalmente stanziato i fondi per le analisi preliminari nell’ area di 30mila metri quadrati, scoperta nel 2008, dove sono stati sotterrati 180mila tonnellate di rifiuti. Ma il Codacons non ci sta. «Gravi danni all’ ambiente e alla salute dei cittadini, che si perpetuano da oltre 11 anni – sottolinea in una nota -. È necessario aprire un’ indagine a carico della Regione Lombardia, della Provincia e del Comune, per mancato intervento. Nel caso in cui venissero accertate responsabilità degli enti interessati, il Codacons, in qualità di associazione a tutela dell’ ambiente, sarà pronto a costituirsi parte civile». In seguito alla segnalazione di una guardia ecologica volontaria, era emerso uno scenario alquanto preoccupante, relativo alla scoperta di un traffico illecito di rifiuti, oltre che di altri reati a quest’ ultimo connessi, tra cui spaccio di stupefacenti, detenzione illegale di armi, intimidazioni e minacce, furti e ricettazione. Durante la notte camion carichi di materiale effettuavano scarichi illeciti di rifiuti, in larga parte tossici e nocivi, poi sotterrati a ridosso della Valassina. «Sebbene i responsabili del disastro ambientale siano stati arrestati dalla polizia provinciale nel 2008, i rischi continuano a essere rilevanti – sottolinea il Codacons – considerato che quei rifiuti si trovano ancora nella medesima area. I rischi all’ ambiente, nonché alla salute dei cittadini, deriverebbero in particolare dalla pericolosità, riscontrata in sede di valutazione peritale, dei rifiuti interrati, tra i quali residui plastici contenenti idrocarburi, cromo e piombo che, secondo i geologi, rischiano di raggiungere la falda acquifera». Nonostante le spese per la bonifica sarebbero a carico dei responsabili di tale reato, nonché dell’ allora proprietario del terreno, a causa dell’ insolvenza di questi ultimi, esse spettano ora al Comune, che ha chiesto finanziamenti alla Regione. DOPO anni di tira e molla, quest’ ultimo ha finalmente provveduto a stanziare i fondi necessari per le analisi, che saranno effettuate entro il 2019. «Peccato che dal momento della scoperta della cava siano passati ben 11 anni, con le gravi conseguenze che ne derivano a danno dell’ ambiente e della salute dei cittadini», chiosa il Codacons. Anche perchè dopo le analisi si aprirà la ancora più complessa e onerosa partita per la bonifica vera e propria, per la quale si parla di almeno 3/5 milioni di euro. Alessandro Crisafulli.
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