1 Marzo 2019

«Così si distrugge un settore» Concessionari sulle barricate

l’ ira di anfia, unrae e federauto: zero informazioni, mancano i decreti. vendite, oggi i dati. a gennaio fu -7%
Oggi è il giorno dell’ ecotassa e dell’ ecobonus. E il governo, a quasi due mesi dall’ annuncio del sistema bonus-malus, non è ancora riuscito a far capire agli addetti ai lavori, concessionari e Case automobilistiche, come si devono comportare. Sono state emesse delle circolari (l’ ultima, 10 cartelle, alle 20 di ieri sera con mittente l’ Agenzia delle entrate) che hanno però aggiunto confusione a confusione. Anfia (filiera italiana), Unrae (Case estere) e Federauto (concessionari), in una nota congiunta, hanno lamentato nuovamente la non disponibilità di informazioni chiare su come applicare il provvedimento. «Non tengono per niente conto – affermano dal settore – dell’ attività di impresa di un concessionario». «Sul fronte bonus – si legge nel comunicato – manca ancora il decreto interministeriale di attuazione e non c’ è traccia della piattaforma online per gli incentivi». Intanto, il sottosegretario allo Sviluppo economico, il pentastellato Davide Crippa, ovvero il papà del provvedimento, recita la parte di Ponzio Pilato: «Le vendite di auto sono in calo a prescindere dal sistema bonus malus, anche perché non è nemmeno entrato in vigore». Un’ affermazione che dimostra come una parte di questo governo non tenga in assoluta considerazione l’ importanza del settore come volano dell’ economia. Dopo il -7,6% di gennaio, oggi saranno diffusi i dati delle immatricolazione relative a febbraio. A fare testo saranno, però, i risultati dei prossimi mesi, soprattutto in relazione all’ incertezza che regna tra i consumatori a causa dell’ accanimento generale rispetto ai motori diesel. Uno spot televisivo di Volkswagen rende perfettamente l’ idea di come la gente, soprattutto chi ha intenzione di cambiare la macchina, vive questo momento: «Cosa compro? un diesel, un benzina, un’ elettrica, un’ ibrida, una vettura a gas? Forse è meglio aspettare…». In attesa del bilancio di una giornata che, nelle concessionarie, si preannuncia caotica («e io che ho ordinato la macchina un mese fa, e mi arriva solo in marzo, devo pagare l’ ecotassa?», è solo uno delle domande più ricorrenti). Anche per chi vende moto sono giorni di stress. In questo caso, però, il varo di incentivi è visto positivamente. «Auspichiamo un avvio dei bonus per le due ruote elettriche nei tempi prestabiliti, perché ritardi e incertezze rischiano di bloccare il mercato e di rendere meno efficace una misura che si annuncia positiva – interviene Andrea Dell’ Orto, presidente di Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori) -; la copertura economica per le due ruote è prevista solo per il 2019: già due mesi sono passati, e visto l’ approssimarsi della bella stagione, l’ attesa sul mercato è molto alta per una misura che stimiamo possa generare un incremento di almeno il 50% dei veicoli elettrici che rientrano nei limiti imposti dagli incentivi». E se in Piaggio si fregano le mani, visto che il 2019 coincide con il lancio della Vespa Elettrica, non è così per Fca, in questo momento priva di modelli elettrici e ibridi da poter vendere con lo sconto green (fino a 6mila euro a seconda delle emissioni di anidride carbonica). A difesa di Fca si è schierato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria: «Se si vara una legge sulle auto che penalizza 14 modelli di produzione italiana, non facciamo un’ operazione positiva per il Paese; bisogna, invece, ragionare in positivo e non in negativo, in una logica premiante anziché in una logica penalizzante». Il riferimento è ai modelli del Lingotto colpiti dall’ ecotassa, sovrapprezzo che da oggi si applica ai veicoli che superano una certa soglia di emissioni di CO2, e che raggiunge quota 2.500 euro ad automezzo. Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori. Il presidente di Codacons, Carlo Rienzi: «Con l’ ecotassa, di fatto, il governo, contrariamente alle promesse fatte, mette le mani in tasca agli italiani tassando l’ acquisto di una auto nuova, e determinando una stangata a carico della categoria degli automobilisti, già vittime di tasse e accise insostenibili». Quello che il mercato necessita con urgenzo è un intervento che liberi le strade italiane da 17,5 milioni di veicoli (su complessivi 37 milioni) con oltre 10 anni di anzianità. La richiesta è di agevolare, attraverso la leva fiscale e il contributo del sistema creditizio, le famiglie che non hanno la possibilità, anche ricorrendo a un usato recente, di cambiare vettura, mandando in demolizione quella inquinante e insicura.

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