Riparte la corsa dell’ inflazione Maxi-rincari per frutta e verdura
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fonte:
- Corriere della Sera
a febbraio carrello della spesa +2,1%, per gli ortaggi balzo del 18,5%
Roma Un carrello della spesa più caro. E quindi più leggero. Perché se salgono i prezzi, i consumi rimangono al palo. Con perdite per il 2019, stima Confesercenti, di 3,6 miliardi di euro. Per il mese di febbraio parlano i dati sui prezzi al consumo rivelati dall’ Istat, dove il segno più significativo è il +18,5% del costo per la frutta e la verdura, già salito del 6,4% dodici mesi fa. Un aumento che ad ogni famiglia costerà tra i 325 euro annui in più (secondo Federconsumatori) fino ai 429 stimati dal Codacons. E sono proprio gli alimentari, i beni per la cura della casa e della persona a spingere in alto l’ inflazione che nel mese di febbraio segna un +0,2% rispetto al mese precedente, e un +1,1 rispetto al febbraio del 2019: si tratta, rileva l’ Istat, di un «lieve aumento solo in parte bilanciato dal calo dei prezzi e dei servizi relativi alle comunicazioni, -2,8%», ma «le componenti maggiormente volatili continuano a determinare oscillazioni dell’ inflazione, sia al rialzo sia al ribasso». Senza alimentari ed energia, l’ inflazione di fondo resta «contenuta e stabile» a +0,5%. «A febbraio – nota anche l’ Istat – per le famiglie i prezzi dei beni a elevata frequenza di acquisto (alimenti, beni per la casa e la persona, ndr ) sono cresciuti in misura significativamente più elevata del paniere nel suo complesso»: +2,1% rispetto al +0,6 di un anno fa. Va ricordato che nel nuovo paniere sono entrati alimenti come lo zenzero e i frutti di bosco, la bici elettrica e il car sharing. A pesare sul conto finale anche i beni energetici non regolamentati (+0,8% in un anno): dal gasolio per i mezzi di trasporto (+1,7%) a quello per il riscaldamento (+3,7%). Sale anche la benzina: +1,1% rispetto a gennaio 2019. Cresciuto, poi, il prezzo dei tabacchi con le sigarette, in particolare, passate da +3,1% a +4,7%. L’ aumento dei prezzi viene però mitigato dalla decelerazione dei trasporti, sopratutto quelli aerei, sia nazionali che internazionali, passati dal +9,9% del 2018 al -5,9% del 2019. In crescita invece il costo dei biglietti dei treni: +6,6% in un anno. E calano i prezzi legati alle comunicazioni (-4,9%): da notare in particolare la forte riduzione del costo della connessione Internet passata dal -3,2% del 2018 al -19,7% del febbraio 2019. Comunque «nulla di buono», nota la Confesercenti che parla di «tendenza alla stagnazione» con «i consumi interni che restano il grande malato della nostra economia». Secondo l’ associazione «per l’ anno in corso la crescita della spesa si fermerà a un +0,4%: il risultato peggiore degli ultimi cinque anni, ecco perché bisogna evitare in tutti i modi gli aumenti dell’ Iva». Un rischio che teme anche Federconsumatori, perché frenerebbe la domanda interna che invece «andrebbe rilanciata con una reale riforma fiscale con al centro una riduzione sul lavoro dipendente e sulle pensioni». E Confcommercio sottolinea la «complessiva e perdurante fragilità della domanda», che con appena un +0,5% (senza alimenti ed energia) «conferma l’ assenza di tensioni all’ interno del sistema», E quindi «la ripresa è troppo modesta e lontana dai valori ottimali per un’ economia in salute».
claudia voltattorni
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