28 Febbraio 2019

Cala la fiducia degli italiani, per le imprese è ai minimi da 4 anni

ed è ormai ai minimi da quattro anni. Bisogna tornare a febbraio 2015 per trovare un valore più basso di quello registrato questo mese, 98,3 punti. Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori risultano inca lo, ma apesare sono soprattutto i giudizi ele attese sulla situazione economica del paese. Si tratta, del resto, della prima indagine realizzata dopo la diffusione dei dati provvisori sul Pil nel quarto trimestre del 2018 che, con il secondo calo consecutivo, ha segnato l’ ingresso in Italia in «recessione tecnica». Tra le imprese il pessimismo aumenta in quasi tutti i settori con l’ eccezione del commercio al dettaglio, dove l’ indice sale da 102,9 punti a 105,4. Nei negozi migliorano le aspettative sulle vendite future inattesa forse dei possibili effetti sui consumi dell’ introduzione del reddito di cittadinanza. In tutti gli altri comparti il clima è in peggioramento, a partire dalle costruzioni dove l’ indice ripiega da 139,2 punti a 135,5, dopo la crescita del mese precedente. Anche nei servizi la fiducia si riduce (da 98,6 punti a 98,3) ed è, per il terzo mese, al di sotto dei livelli del 2010. Pure l’ indicatore della fiducia nell’ industria, considerato il più im portante per la sua correlazione con il Pil, cala lievemente, passando da 102 punti a 101,7. Peggiorano, in particolare, le attese sulla produzione, per il secondo mese consecutivo e aumentano le scorte accumulate nei magazzini. Questi dati che infiammano le opposizioni. Il candidato alla segreteria del Pd Nicola Zingaretti vede nel crollo della fiducia «il vero drammatico risultato dei mesi del governo giallo verde». «L’ economia e la prosperità di un Paese si fondano sulla fiducia. Bisogna voltare pagina». Il presidente dell’ Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, parla di «divor zio oramai alle porte» tra gli italiani e il governo. E secondo Federconsumatori i cittadini siso no resi conto di «una débâcle su tutti i fronti, smentendo gli eccessivi ottimismi del governo». Guardano al futuro il Codacons preoccupato dalle ripercussioni sui consumi del calo della fiducia e le imprese di Confcommercio. «Il cedimento della fiducia di famiglie e imprese è ormai incontrovertibile; quando verranno al pettine i nodi di finanza pubblica intrecciati con il peggioramento di Pil rispetto alle previsioni ufficiali, sarà complicato evitare dolorosi aggiustamenti di rotta». //

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