6 Febbraio 2019

Banche venete, le società di revisione sotto accusa. BpVi, ipotesi insolvenza

RISPARMIO TRADITO VENEZIA Popolari venete, partono le cause civili contro le società di revisione Pwc e Kpmg mentre in Procura a Vicenza sarebbe già stato aperto un fascicolo relativo all’ insolvenza della Popolare con l’ ipotesi di bancarotta. Per ora nessun iscritto al registro degli indagati, i pm Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori starebbero aspettando la relazione dei liquidatori della banca Giustino Di Cecco, Claudio Ferrario e Francesco Schiavone Panni per partire con i primi interrogatori. L’ inchiesta per falso in prospetto, aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza invece è arrivata a processo, imputati l’ ex presidente Gianni Zonin, l’ ex consigliere Giuseppe Zigliotto e quattro manager più la banca stessa. Domani nuova udienza in aula bunker a Mestre mentre è prossimo il ricorso contro l’ insolvenza di BpVi. NUOVO FRONTE Nel frattempo si apre un nuovo fronte giudiziario. L’ avvocato Matteo Moschini (Movimento Difesa del Cittadino) ha iniziato azioni legali al Tribunale di Milano contro le società di revisione di Popolare Vicenza (Kpmg) e Veneto Banca (Pwc). «Rappresento più di 400 soci di Veneto Banca e Popolare Vicenza che hanno subito danni per più di 17 milioni – spiega l’ avvocato Moschini – Pwc e Kpmg secondo noi hanno pesanti responsabilità nell’ aver indotto i risparmiatori a sottoscrivere gli aumenti di capitale delle due banche nel 2013 e nel 2014 certificando i bilanci delle banche senza mai porre rilievi. Si sono comportati come medici che hanno certificato come il paziente fosse in buona salute, invece le banche erano già in pesante crisi. Dopo tre anni di indagine abbiamo raccolto materiale in abbondanza sul loro operato, la stessa Consob li ha sanzionati». Moschini ricorda episodi precisi, ricostruiti nelle denunce legali presentate a Milano, dove hanno sede le filiali italiane delle due multinazionali della revisione dei bilanci. «Gli stessi impiegati quando vendevano bond e azioni delle due Popolari spesso facevano vedere le revisioni dei revisori con cui rassicurare i clienti circa la solidità patrimoniale delle banche e convincerli così all’ acquisto delle partecipazioni», dice Moschini, che non si ferma qui: «La prescrizione è giù stata interrotta, io stesso ho mandato diffide ai revisori fin dal 2017 – ricorda l’ avvocato trevigiano -. Puntiamo quindi a inchiodare Kpmg e Pwg alle loro responsabilità e ad ottenerne la condanna al risarcimento dei danni sofferti dai risparmiatori traditi. Stiamo anche valutando come agire nei confronti di Consob e Banca Intesa. Tutti coloro che sono interessati ad agire per ottenere il risarcimento del danno possono contattare le nostre sedi territoriali». FONDO RISTORO I risparmiatori sono anche in attesa del varo definitivo del fondo per i risarcimenti da 1,575 miliardi finito nel mirino della Ue come possibile aiuto di Stato. L’ 8 febbraio dovrebbe essere promulgato un primo decreto per fissare i primi dettagli, un secondo dovrebbe essere promulgato dopo 45 giorni, quindi a fine marzo. I vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono attesi a Vicenza il 9 febbraio per un’ assemblea con gli investitori delle banche venete. In forse soprattutto la presenza del leader 5stelle. «Si è perso fin troppo tempo. Non si cerchino alibi nelle richieste di precisazioni da Bruxelles, il governo proceda senza moine a pubblicare il decreto di attuazione – incalza il presidente di Codacons Veneto Franco Conte – e si apra anche un tavolo per avviare le procedure per risarcire il restante 70% ripescando anche al vecchia legge. Chi è stato ingannato non teme di sottoporsi all’ arbitro, che farà giustizia come già avviene per gli obbligazionisti». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema

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