5 Febbraio 2019

Anche lo zenzero nel «paniere» Istat

inflazione tra le new entry dei beni di riferimento per i prezzi al consumo ci sono le biciclette elettriche, lo scooter sharing e la cuffia con microfono
Zenzero, biciclette elettriche, scooter sharing, web tv. Sono i nuovi «protagonisti» del «paniere» dell’ Istat, che ha aggiornato i beni di riferimento della rilevazione dei prezzi al consumo e anche le tecniche d’ indagine e i pesi con i quali i diversi prodotti contribuiscono alla misura dell’ inflazione. Tra i prodotti che hanno acquisito maggiore rilevanza nella spesa delle famiglie nel 2019 ci sono beni alimentari, come frutti di bosco e zenzero; mezzi di trasporto, come la bicicletta elettrica e lo scooter sharing. Entrano inoltre nel paniere la cuffia con microfono (tra gli apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici), l’ hoverboard (tra gli articoli sportivi) e la web Tv (nell’ ambito degli abbonamenti alla pay tv). Escono dal paniere il supporto digitale da registrare e la lampadina a risparmio energetico. Ad arricchire la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati, entrano nel paniere tavolo, sedia e mobile da esterno (tra i mobili da giardino), pannoloni e traversa salva letto (tra gli altri prodotti medicali) e i prezzi dell’ energia elettrica del mercato libero, affiancano quelli del regime di maggior tutela nel contribuire alla stima dell’ inflazione. L’ aggiornamento del pa niere tiene conto dei cambiamenti emersi nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’ evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati. In quello del 2019 utilizzato per il calcolo degli indici Nic (per l’ intera collettività nazionale) e Foi (per le famiglie di operai e impiegati) figurano 1.507 prodotti ele mentari (erano 1.489 nel 2018), raggruppati in 922 «tipi». Per il calcolo dell’ indice Ipca (armonizzato a livello europeo) si adotta un paniere di 1.524 prodotti elementari (in lieve ampliamento rispetto ai 1.506 nel 2018), raggruppati in 914 prodotti e 411 aggregati. Nella struttura di ponderazione del paniere Nic aggiornata al 2019 si segnala l’ aumento di peso della divisione di spesa abitazione, acqua, elettricità e combustibili a cui si contrappone il calo di quella dei trasporti. La divisione di spesa prodotti alimentari e bevande analcoliche continua ad avere il peso maggiore nel paniere (16,33%), seguita da Trasporti (14,41%), servizi ricet tivi e di ristorazione (11,84%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (11,03%). «Al di là delle nuovi voci introdotte nel paniere per il calcolo dell’ inflazione, destano perplessità le modifiche dei pesi operate dell’ Istat – rileva il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che precisa: «Riteniamo incomprensibile la riduzione di peso per il comparto “trasporti”, una voce che incide pesantemente sui bilanci familiari e che nel 2018 ha avuto effetti pesanti per le tasche dei cittadini. Non a caso sono proprio le tariffe nel settore dei trasporti quelle che – aggiunge Rienzi – hanno registrato, dopo alcol e tabacchi, la crescita maggiore nel 2018, pari ad una media annua del +2,7% e impatti sui bilanci familiari fino a +143 euro annui per un nucleo con due figli». Al contrario, il Codacons giudica positivamente l’ ingresso nel paniere dei prezzi dell’ energia elettrica del mercato libero, considerato che con le liberalizzazioni il 40,6% delle utenze elettriche italiane = passato a tale mercato, mentre per il gas il 36,1% delle famiglie ha scelto il mercato libero, settore dove i prezzi sono in continua evoluzione con effetti diretti sul tasso d’ inflazione. Anche altre associazioni dei consumatori hanno approvato l’ ingresso dei prezzi dell’ elettricità del mercato libero: «Bene, considerato che secondo la recente indagine dell’ Antitrust i prezzi sono in media maggiori di quelli del mercato di maggior tutela – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori commentando le modifiche Istat al paniere per il calcolo dell’ inflazione – Non possiamo poi che esprimere grande soddisfazione – conclude Dona – per il fatto che l’ Istat abbia accolto la nostra proposta di posticipare il calendario di rilevazione in occasione dei saldi, per evitare distorsioni nella rilevazione degli sconti praticati».

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