Rassegna stampa del 3 febbraio
Agi, 03/02/2019 22:26
Due giorni di caos sulla AutoBrennero
Il Brennero torna ancora una volta a far parlare di sè. Questa volta nessuna minaccia di costruzione di muro per arginare l’ ingresso dei migranti in Austria o separazione della Heimat – intesa come il grande Tirolo, quindi legata al tema del doppio passaporto – ma odissee di varia natura vissute da migliaia di persone bloccate dalla recente maxi-nevicata. I notevoli disagi sono stati causati in gran parte dai mezzi pesanti che hanno bloccato l’ importante arteria alpina perché privi di attrezzatura invernale, costringendo centinaia di persone a trascorrere la notte tra il venerdì ed il sabato fermi in autostrada. Nel frattempo la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Ancora decine di Tir bloccati Riattivata la circolazione in direzione nord nella tarda serata di ieri, tra Chiusa e Vipiteno ci sono ancora decine di tir in sosta a cavallo fra la corsia ordinaria e la corsia di emergenza in attesa di essere rimossi con mezzi speciali. La Protezione civile altoatesina tiene “alto” lo stato di allerta. La diffusa e consistente nevicata che a fondovalle ha portato tra i 10 e i 70 centimetri e sui rilievi anche un metro e mezzo, ha paralizzato in poco tempo la circolazione sulla corsia nord dell’ autostrada A22 del Brennero. A fronte delle criticità derivanti dalle condotte improvvide di numerosi mezzi pesanti intenzionati ad attraversare il valico del Brennero prima del divieto di circolazione vigente in Austria (dalle ore 7 del 2 febbraio), si sono aggiunte le cadute dei motociclisti diretti al noto motoraduno internazionale ‘Elefantentreffen’ in Baviera. Le problematiche dei motociclisti, unitamente ai sorpassi effettuati dai tir, molti privi di dotazioni adeguate (pneumatici invernali e catene) e nonostante il divieto vigente lungo tutto il tratto autostradale, hanno bloccato le autovetture sia in corsia di marcia che in corsia di sorpasso. Una situazione che ha reso impossibile la circolazione in una giornata che segnava anche il cambio turno dei turisti. Il Codacons prepara un esposto Nella serata di venerdì la coda tra Bressanone e Vipiteno era arrivata a 12 chilometri. Come precisa la Provincia autonoma di Bolzano “le prime segnalazioni di blocchi del traffico sono arrivate al centro situazioni alle 7,15 a cui è prontamente seguita l’ attivazione della colonna di sussistenza della Croce Bianca mentre le segnalazioni di emergenza sanitaria sono giunte a partire dalle 8,45”. Sono stati realizzati, da parte dei volontari della Croce Bianca e dei vigili del fuoco volontari di Varna, Bressanone, Chiusa, Vipiteno, Colle Isarco, Sciaves e Millan, interventi di assistenza ai viaggiatori che sono stati resi particolarmente difficoltosi dal completo ingombro della carreggiata da parte dei tir bloccati. Alcune persone sono state trasferite in strutture di prima accoglienza allestite a Varna. Su quanto accaduto sull’ Autobrennero il Codacons domani presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Bolzano chiedendo alla magistratura di aprire una indagine per “interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Inoltre, il Codacons chiede “alla Procura di Bolzano di identificare e indagare tutti i conducenti di tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”. I disagi sulla rete ferroviaria Interessata dall’ emergenza anche la rete ferroviaria. Sulle linee Bolzano-Fortezza-Brennero e diramazione Val Pusteria sono stati garantiti il maggior numero di collegamenti ma inevitabile è stato cancellare alcuni treni o costringere altri e forti ritardi. Sulla direttrice del Brennero, per quanto concerne i convogli merci, e verso la città austriaci di Lienz per il transito regionale, il transito è stato sospeso. Nei due giorni di pieno caos sono stati attivati 134 corpi di vigili del fuoco volontari con una presenza totale di 1600 soccorritori, 23 pattuglie della Polizia di Stato con 70 agenti e 20 pattuglie di Carabinieri. La Croce Bianca, con la sua colonna di sussistenza ha impegnato 25 mezzi fra cui 2 ambulanze, 55 soccorritori e quattro sanitari e distribuito 4500 panini, oltre a bevande calde e 200 coperte. Restano chiusi per pericolo valanghe diversi passi dolomitici, Giovo, Gardena, Sella, Pordoi, Valparola e Falzarego, e diverse strade sia statali (Ss51 Alemagna tra Dobbiaco e Cimabanche; Ss508 Val Sarentino dopo Riobianco) che provinciali. Il passo della Mendola da oggi pomeriggio e’ nuovamente raggiungibile sia dal versante altoatesino che trentino ma la funicolare da Caldaro resta fuori servizio. Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a [email protected] . Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks , piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.
metronews.it, 03/02/2019 22:10
Due giorni di caos sull AutoBrennero
Il Brennero torna ancora una volta a far parlare di sè. Questa volta nessuna minaccia di costruzione di muro per arginare l’ ingresso dei migranti in Austria o separazione della Heimat – intesa come il grande Tirolo, quindi legata al tema del doppio passaporto – ma odissee di varia natura vissute da migliaia di persone bloccate dalla recente maxi-nevicata. I notevoli disagi sono stati causati in gran parte dai mezzi pesanti che hanno bloccato l’ importante arteria alpina perché privi di attrezzatura invernale, costringendo centinaia di persone a trascorrere la notte tra il venerdì ed il sabato fermi in autostrada. Nel frattempo la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Riattivata la circolazione in direzione nord nella tarda serata di ieri, tra Chiusa e Vipiteno ci sono ancora decine di tir in sosta a cavallo fra la corsia ordinaria e la corsia di emergenza in attesa di essere rimossi con mezzi speciali. La Protezione civile altoatesina tiene “alto” lo stato di allerta. La diffusa e consistente nevicata che a fondovalle ha portato tra i 10 e i 70 centimetri e sui rilievi anche un metro e mezzo, ha paralizzato in poco tempo la circolazione sulla corsia nord dell’ autostrada A22 del Brennero. A fronte delle criticità derivanti dalle condotte improvvide di numerosi mezzi pesanti intenzionati ad attraversare il valico del Brennero prima del divieto di circolazione vigente in Austria (dalle ore 7 del 2 febbraio), si sono aggiunte le cadute dei motociclisti diretti al noto motoraduno internazionale ‘Elefantentreffen’ in Baviera. Le problematiche dei motociclisti, unitamente ai sorpassi effettuati dai tir, molti privi di dotazioni adeguate (pneumatici invernali e catene) e nonostante il divieto vigente lungo tutto il tratto autostradale, hanno bloccato le autovetture sia in corsia di marcia che in corsia di sorpasso. Una situazione che ha reso impossibile la circolazione in una giornata che segnava anche il cambio turno dei turisti. Nella serata di venerdì la coda tra Bressanone e Vipiteno era arrivata a 12 chilometri. Come precisa la Provincia autonoma di Bolzano “le prime segnalazioni di blocchi del traffico sono arrivate al centro situazioni alle 7,15 a cui è prontamente seguita l’ attivazione della colonna di sussistenza della Croce Bianca mentre le segnalazioni di emergenza sanitaria sono giunte a partire dalle 8,45”. Sono stati realizzati, da parte dei volontari della Croce Bianca e dei vigili del fuoco volontari di Varna, Bressanone, Chiusa, Vipiteno, Colle Isarco, Sciaves e Millan, interventi di assistenza ai viaggiatori che sono stati resi particolarmente difficoltosi dal completo ingombro della carreggiata da parte dei tir bloccati. Alcune persone sono state trasferite in strutture di prima accoglienza allestite a Varna. Su quanto accaduto sull’ Autobrennero il Codacons domani presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Bolzano chiedendo alla magistratura di aprire una indagine per “interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Inoltre, il Codacons chiede “alla Procura di Bolzano di identificare e indagare tutti i conducenti di tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”. I disagi sulla rete ferroviaria Interessata dall’ emergenza anche la rete ferroviaria. Sulle linee Bolzano-Fortezza-Brennero e diramazione Val Pusteria sono stati garantiti il maggior numero di collegamenti ma inevitabile è stato cancellare alcuni treni o costringere altri e forti ritardi. Sulla direttrice del Brennero, per quanto concerne i convogli merci, e verso la città austriaci di Lienz per il transito regionale, il transito è stato sospeso. Nei due giorni di pieno caos sono stati attivati 134 corpi di vigili del fuoco volontari con una presenza totale di 1600 soccorritori, 23 pattuglie della Polizia di Stato con 70 agenti e 20 pattuglie di Carabinieri. La Croce Bianca, con la sua colonna di sussistenza ha impegnato 25 mezzi fra cui 2 ambulanze, 55 soccorritori e quattro sanitari e distribuito 4500 panini, oltre a bevande calde e 200 coperte. Restano chiusi per pericolo valanghe diversi passi dolomitici, Giovo, Gardena, Sella, Pordoi, Valparola e Falzarego, e diverse strade sia statali (Ss51 Alemagna tra Dobbiaco e Cimabanche; Ss508 Val Sarentino dopo Riobianco) che provinciali. Il passo della Mendola da oggi pomeriggio e’ nuovamente raggiungibile sia dal versante altoatesino che trentino ma la funicolare da Caldaro resta fuori servizio. AGI.
Blogo, 03/02/2019 18:00
Caos sull’ A22, Toninelli: “La gestione tornerà pubblica”
il ministro ha inviato gli ispettori per verificare le misure di sicurezza
Dopo il caos di ieri sull’ Autobrennero , il Ministro Toninelli ha annunciato di aver inviato gli ispettori per verificare le misure di sicurezza. L’ autostrada ieri è stata riaperta solo alle 23:30, dopo circa 15 ore trascorse con le auto incolonnate a causa del maltempo; automobilisti e famiglie letteralmente intrappolati dai tir non adeguatamente equipaggiati, che non sono riusciti a proseguire la marcia. Il Ministro Toninelli ha fatto sapere di aver già avviato un’ ispezione sulla A22: ” Vogliamo vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla A22 autostrada del Brennero. È infatti già in corso un’ ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione “. Poi Toninelli è tornato sul tema delle concessioni autostradali , annunciando che presto l’ A22 tornerà in mani pubbliche: ” Per la gestione dell’ A22 la concessione è scaduta da anni e siamo a un passo da rinnovarla con una gestione totalmente pubblica e più conveniente per i territori e per chi viaggia. Nonostante ciò l’ attuale concessionario, la cui gestione non si può dire sia stata soddisfacente in questi giorni, e che in questi anni di proroga ha continuato a godere di ricchi profitti, ha fatto ricorso contro la rivoluzione che stiamo mettendo in atto. Una scelta incomprensibile, a meno che la si legga alla luce del tentativo di continuare a guadagnare con gli enormi dividendi di una concessione che non vorrebbero finisse mai. Ma noi non ci fermeremo, siamo convinti della rivoluzione nella gestione delle autostrade che stiamo portando avanti. Una rivoluzione che garantirà pedaggi più bassi ed equi, servizi migliori e utili reinvestiti sul territorio “. Maltempo, bloccata l’ Autostrada del Brennero in Alto Adige: coda di 12 km Coda di 12 chilometri sull’ Autostrada del Brennero in Alto Adige a causa di mezzi pesanti rimasti bloccati per il maltempo. Disagi in molte altre regioni del nord-Italia. Il Codacons , intanto, è pronto a richiedere indennizzi per tutti gli automobilisti che sono rimasti bloccati per ore – senza acqua né cibo – sull’ Autostrada: ” Diffidiamo la società autostradale a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale “. L’ associazione dei consumatori ha preannunciato inoltre che domani presenterà un esposto in Procura per chiedere di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza le attrezzature obbligatorie nei mesi invernali: ” non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada “.
redazione blogo.it
iltempo.it, 03/02/2019 17:20
Nuova gaffe di Toninelli: “L’ A22 tornerà pubblica”. Ma già lo è
bufera sul ministro che invia gli ispettori
A 24 ore dai pesantissimi disagi causati dalla copiosa nevicata e dai mezzi pesanti rimasti bloccati perché viaggiavano sull’ Autobrennero senza l’ adeguata attrezzatura invernale interviene il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli con l’ annuncio di una ispezione per verificare “che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione. Per la gestione dell’ A22 la concessione è scaduta da anni – spiega il ministro – e siamo a un passo da rinnovarla con una gestione totalmente pubblica e più conveniente per i territori e per chi viaggia. Siamo convinti della rivoluzione nella gestione delle autostrade che stiamo portando avanti. Una rivoluzione che garantirà pedaggi più bassi ed equi, servizi migliori e utili reinvestiti sul territorio”. Affermazioni che però tornano indietro al ministro grillino come un boomerang. “Il ministro Toninelli manda gli ispettori all’ Autobrennero e promette che non ci saranno più disagi perché ‘presto la gestione tornerà pubblica’. A ogni ignoranza c’ è un limite, e Toninelli l’ ha superato un’ altra volta. L’ Autobrennero è già pubblica: Regione Trentino Alto Adige, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento più altri enti pubblici per l’ 84,7 per cento della società. Ma è possibile che un settore così delicato e strategico come le infrastrutture sia in mano a questo dilettante allo sbaraglio?”, dichiara Maurizio Lupi, presidente della componente Nci-Usei della Camera dei deputati. Intanto, se in Alto Adige ha ripreso a nevicare, l’ Autobrennero è stata riaperta alle 23 di ieri notte, dopo un blocco per gli automobilisti di ben 15 ore. Il traffico resta fortemente rallentato sulla corsia nord tra Chiusa/Val Gardena e Vipiteno. Riaperta anche la strada statale 12 tra Colle Isarco e Brennero e, in territorio austriaco, la B182 tra Innsbruck Sud e Schoenberg. Molte le strade ancora chiuse. Questa mattina un uomo di 77 anni a Terlano nei pressi di Bolzano ha perso la vita dopo essere stato schiacciato per l’ improvviso cedimento del cric dalla sua autovettura che stava riparando. Sulle montagne del Trentino Alto Adige il pericolo valanghe è «forte» di livello 4 su una scala che va da 1 a 5. In Alto Adige nei due giorni di emergenza neve i vigili del fuoco volontari impegnati sono stati oltre 1500 coprendo oltre 400 interventi tra automezzi rimasti bloccati, alberi e rami schiantati sulla carreggiata, slavine ed interventi tecnici. I disagi alla circolazione e alle persone dovuti al blocco dell’ A22 per la maxi nevicata di venerdì sera potrebbero determinare conseguenze giudiziarie. Il Codacons, che promuoverà una richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22, ha annunciato che presenterà un esposto alla procura di Bolzano con la richiesta di “identificare e indagare i conducenti di tir e vetture entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”.
davide di santo
La Voce di Bolzano, 03/02/2019 17:18
Bolzano imbiancata si diverte: spuntano al parco Olaf ed Eliso
in un capoluogo completamente vestito di bianco non potevano mancare anche i famosi pupazzi di neve. come piccole sorprese che in questi giorni spuntano un po’ ovunque in città, amati da grandi e piccini, i pupazzi fanno capolino dai parchi o dai giardini privati. e sono davvero particolari quelli realizzati dal musicista e compositore bolzanino []
Il giorno dopo i disagi sofferti dagli automobilisti sull’ Autostrada del Brennero, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli manda gli ispettori a verificare le misure di sicurezza. E annuncia di voler togliere al concessionario la gestione del tratto. “Vogliamo vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla A22 autostrada del Brennero. È infatti già in corso un’ ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione”. Toninelli ricorda in una nota che la concessione è scaduta da anni e si è sempre più vicini al rinnovo con una gestione totalmente pubblica e più conveniente: “Per la gestione dell’ A22 la concessione è scaduta da anni e vogliamo rinnovarla con una gestione totalmente pubblica e più conveniente per i territori e per chi viaggia. Nonostante ciò l’ attuale concessionario, la cui gestione non si può dire sia stata soddisfacente in questi giorni, e che in questi anni di proroga ha continuato a godere di ricchi profitti, ha fatto ricorso contro la rivoluzione che stiamo mettendo in atto”. E ancora il ministro valuta come incomprensibile la scelta del ricorso da parte di Autobrennero, “a meno che la si legga alla luce del tentativo di continuare a guadagnare con gli enormi dividendi di una concessione che non vorrebbero finisse mai. Ma noi non ci fermeremo. Siamo convinti della rivoluzione nella gestione delle autostrade che stiamo portando avanti. Una rivoluzione che garantirà pedaggi più bassi ed equi, servizi migliori e utili reinvestiti sul territorio”. Nel frattempo Codacons sta valutando di depositare un esposto alla procura di Bolzano per responsabilità derivanti da una gestione poco attenta da parte della società. L’ accusa è quella di interruzione di pubblico servizio. E arrivano durissime da Milano anche le critiche dell’ Onlit, l’ Osservatorio nazionale sui Trasporti. Proprio oggi (3 febbraio) il presidente Dario Balotta ha invitato Toninelli a un intervento decisivo sulla questione della concessione per A22.
LaVoceDelTrentino, 03/02/2019 13:37
Caos A22 Alto Adige: il Codacons ora chiede i danni per gli automobilisti
Codacons, che per i disagi sull’ autostrada del Brennero i n Alto Adige, domani presenterà un esposto alla Procura di Bolzano , lancia oggi la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22. “Diffidiamo la società autostradale – spiega il presidente Carlo Rienzi – a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale”. In favore degli utenti coinvolti nei disagi e in attesa delle decisioni della società autostradale il Codacons pubblicherà domani sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura per richiedere il dovuto risarcimento per i danni materiali e morali subiti. Pubblicità Pubblicità Sempre domani il Codacons depositerà l’ esposto annunciato sin da ieri alla Procura della Repubblica di Bolzano, in cui si chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene e gomme da neve “non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada” Su quanto successo nella mattinata è intervenuta anche Michaela Biancofiore che ha definito il caos di questi giorni un « Danno di immagine per il territorio» , chiedendo con forza subito la realizzazione della terza corsia e dove fossero i mezzi spargisale. «Spettacolo indecente e schiaffo agli utenti quello offerto dal blocco per ore dell’ A22 del Brennero per una abbondante nevicata ampiamente annunciata. Spettacolo che si ripete ad ogni festività senza che enti locali partecipanti e società trovino soluzioni soddisfacenti che non apportino danni agli utenti e all’ immagine stessa del territorio. Al netto dei Tir irresponsabili che non hanno montato le catene, mi chiedo dov’ erano i numerosi mezzi spargisale in dotazione all’ A22 ? In Austria, al di là del Brennero, ha nevicato settimane intere con metri di neve, a cavallo del nuovo anno e non si sono registrati blocchi autostradali. Il governo Berlusconi 2001-2005 deliberò nel 2003 la costruzione della terza indispensabile corsia per un’ arteria così importante come quella del Brennero, ma trovò il muro delle province autonome all’ epoca politicamente ostili e più impegnate ad aggirare la gara per il rinnovo della concessione che a garantire un servizio di eccellenza per i consumatori .Da anni la A22 è diventata solo un obiettivo economico e di potere di scambio tra Governo e enti locali, penalizzando interventi e servizio. Ora basta con questa commedia che va avanti dal 2014 con la scadenza della concessione , il Ministro Toninelli proceda con il sì definitivo alla proroga e all’ affidamento alla società in house o alla gara in regime di concorrenza, affinché si possa finalmente pensare alle prestazioni e alla sicurezza da offrire ai clienti e a correggere il danno di credibilità ed efficienza apportato al territorio» – Queste le parole di Michaela Biancofiore, parlamentare Forza Italia e Coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige Pubblicità Pubblicità.
redazione trento
Euronews, 03/02/2019 12:25
Brennero: aperto tratto A22
Dopo i disagi di sabato sta migliorando la situazione sulla Autobrebbero con la riaperetura di un tratto dell’ A22. A causa del maltempo l’ autostrada è rimasta bloccata per ore in direzione nord, per i mezzi che sprovvisti di gomme antineve hanno provocato code fino a 12 km già dalla serata di venerdì. Una situazione che non è ancora tornata alla normalità. Al momento è percorribile solo la corsia di sorpasso,la carreggiata principale è ancora occupata dai mezzi. Intanto Codacons ha annunciato un esposto alla procura “Chiediamo” dice “unindagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale”.
quotidianonet.com, 03/02/2019 12:22
Maltempo, caos neve in A22: class action Codacons
Roma, 3 febbraio 2019 – Torna lentamente alla normalità la circolazione lungo le strade per l’ ondata di maltempo che si è abbattuta in Italia, con neve intensa e nubifragi, provocando frane, esondazioni di corsi d’ acqua, interruzioni e disagi al traffico. Nevica ancora in Alto Adige nella zona di confine, dalle 23 di ieri l’ autostrada del Brennero A22 è di nuovo percorribile in entrambe le direzioni nella sezione altoatesina. Liberata anche la strada statale 12 del Brennero, ancora gravi difficoltà nell’ ultimo tratto, tra Vipiteno e il Brennero. Ieri l’ incubo per migliaia di automobilisti, costretti a stare fermi al freddo per ore, in coda, a causa degli autotreni finiti di traverso che ostruivano la carreggiata. Passata la piena del Reno e degli altri affluenti del fiume Po, in Emilia, restano i disagi per le campagne sommerse nel fango, si prevedono danni per milioni alle produzioni agricole. CLASS ACTION – Domani il Codacons presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Bolzano a seguito dei pesanti disagi alla circolazione e alle persone dovuti al blocco dell’ autostrada A22 del Brennero in occasione della maxi nevicata. Questo l’ annuncio dell’ organizzazione di tutela dei consumatori, che accenna all’ ipotesi di istituire una class action, precisando che sul proprio sito istituzionale sarà possibile scaricare nelle prossime ore il modulo di richiesta risarcimento per danni materiali e morali subiti a seguito delle interruzioni che si sono avute. AUTOBRENNERO – Riaperta nei due sensi di marcia ieri sera intorno alle 23.30 l’ Autostrada del Brennero dove gli automobilisti sono rimasti bloccati per ore a causa della neve e dei camion finiti di traverso che non riuscivano a riprendere la marcia. Dal centro operativo della polizia stradale si segnalano solo rallentamenti tra Bressanone e Vipiteno in corrispondenza dei mezzi al lavoro per lo sgombero della corsia di emergenza e delle piazzole. RICORSO CONSUMATORI – Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha dichiarato che è “assurdo che una arteria così importante venga chiusa per neve” chiede “alla magistratura di aprire una indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Inoltre il Codacons chiede “alla Procura di Bolzano di identificare e indagare i conducenti di camion e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento, sprovvisti delle dotazioni obbligatorie, catene e pneumatici invernali, e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”. COLTIVAZIONI DEVASTATE – Danni per milioni di euro alle coltivazioni a causa del maltempo. Centinaia di ettari di terreno seminati a grano risultano sommersi e impantanati. In ginocchio anche gli appezzamenti adibiti alla produzione di bietole e mais. L’ Emilia è particolarmente in sofferenza, ma l’ agricoltura è stata colpita lungo tutta la Penisola, dalla Toscana alla Campania. Questo il primo bilancio degli effetti dell’ ondata di maltempo secondo Coldiretti. LA PIENA DEI FIUMI – Il livello idrometrico del Po è salito di quasi due metri nella notte a Pontelagoscuro con lo stato del principale fiume italiano indicativo delle difficoltà in cui si trovano altri fiumi e torrenti lungo la Penisola dove si sono verificati allagamenti. Una svolta improvvisa dopo che il nord era stato costretto a fare i conti con un lungo periodo di siccità per assenza di precipitazioni con terreni aridi e bacini a secco. CAMBIAMENTI CLIMATICI – L’ andamento anomalo di questo inizio d’ anno, afferma l’ ufficio studi Coldiretti, conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi intense e rapido passaggio dal sole al maltempo. Il ripetersi di eventi estremi sono costati all’ agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione, danni alle strutture e agli impianti nelle campagne. PREVISIONI PER OGGI – Le previsioni del tempo sull’ Italia per la giornata di oggi vedono al Nord iniziali condizioni di maltempo con fenomeni sparsi nevosi a partire dai 500 metri. Dal pomeriggio più asciutto salvo che in Emilia Romagna. Temperature stabili, massime tra 6 e 9. Al Centro instabilità con piogge intermittenti e locali rovesci, anche temporaleschi su Sardegna e settori tirrenici. Neve dai 1100 metri. Temperature in calo, massime tra 9 e 12. Al Sud variabilità e qualche pioggia a carattere sparso, più frequente sui settori tirrenici. Neve a quote alte. Temperature in calo, massime tra 12 e 17.
Vvox, 03/02/2019 11:54
Brennero nel caos, Codacons: «indennizzi per automobilisti bloccati»
La A22 è stata riaperta completamente dopo i gravi disagi verificatisi sul Brennero , dove a causa di una valanga l’ autostrada è stata chiusa con 12 chilometri di coda e mezzi bloccati. In questo momento si registrano rallentamenti tra Bressanone e Vipiteno . Ma a tener banco il giorno dopo sono le polemiche sulla gestione del maltempo. L’ associazione dei consumatori Codacons parla di « grave caos che ha colpito nelle ultime ore l’ Autobrennero» e di « richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22». «Diffidiamo la società autostradale a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada – afferma il presidente Carlo Rienzi – considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale» . (t.d.b.) (Fonte: Adnkronos) (ph: Instagram – Vigili del fuoco)
ladige.it, 03/02/2019 11:40
A22, esposto del Codacons e richiesta di indennizzi
Il Codacons, che per i disagi sull’ autostrada del Brennero in Alto Adige, domani presenterà un esposto alla Procura di Bolzano, lancia oggi la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22. «Diffidiamo la società autostradale – spiega il presidente Carlo Rienzi – a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale». In favore degli utenti coinvolti nei disagi e in attesa delle decisioni della società autostradale il Codacons pubblicherà domani sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura per richiedere il dovuto risarcimento per i danni materiali e morali subiti. Sempre domani il Codacons depositerà l’ esposto annunciato sin da ieri alla Procura della Repubblica di Bolzano, in cui si chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene e gomme da neve «non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada».
corrieredibologna.it, 03/02/2019 11:29
il punto sul maltempo
Meteo : in Alto Adige riprende a nevicare. Toninelli ordina ispezione sulla A22 del Brennero
nevica di nuovo al brennero e persiste l’ allerta rossa nel bolognese, ma il peggio è alle spalle. il ministro: «la gestione dell’ autostrada tornerà allo stato»
Nevica ancora in Alto Adige. Grazie a lame spalaneve e mezzi spargisale dalle due di notte l’ autostrada A22 e la statale 12 del Brennero erano tornate di nuovo percorribili, dopo essere rimaste chiuse tutto sabato creando disagi pazzeschi alla circolazione con code chilometriche (il Codacons ha annunciato un esposto in Procura per i disagi e lunedì pubblicherà sul proprio sito i moduli per gli automobilisti con le richieste di indennizzo). Ma, dopo una breve tregua, domenica mattina i fiocchi bianchi hanno ripreso a cadere, lasciando temere un’ altra giornata di passione sul fronte viabilità. Il limite delle nevicate in zona oggi è attorno ai 900 metri. Ancora numerosi i passi e le arterie secondarie chiuse per il pericolo di valanghe. La neve sulle Dolomiti, che ha superato i 150 centimetri, e il rischio slavine hanno mandato in tilt anche lo sport, costringendo ad annullare le partite del campionato transfrontaliero di hockey e le due gare di sci nordico internazionale «Dobbiaco-Cortina», a cui erano iscritti migliaia di fondisti. Sui disagi patiti sabato dagli automobilisti sulla 22 del Brennero, rimasta chiusa ore tra Bolzano e il confine con l’ Austria, il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha ordinato un’ ispezione da parte dei tecnici del suo dicastero. «Vogliamo vederci chiaro sui disagi – ha scritto il ministro pentastellato in una nota – . È infatti già in corso un’ ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione». Toninelli ricorda anche che la concessione è scaduta da anni e si è «ad un passo dal rinnovo con una gestione totalmente pubblica e più conveniente». A Toninelli replica l’ ex ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi: «A ogni ignoranza c’ è un limite, e Toninelli l’ ha superato un’ altra volta. L’ Autobrennero è già pubblica: Regione Trentino Alto Adige, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento più altri enti pubblici per l’ 84,7 per cento della società». Analogo il commento della deputata altoatesina di Forza Italia Michaela Biancofiore: «Sono esterrefatta dalle affermazioni di Toninelli. O il ministro non sa o finge di non sapere o siamo innanzi all’ ennesima gaffe, quando annuncia che la gestione dell’ A22 tornerà pubblica. La« società autostrada del Brennero – spiega – è già pubblica, partecipata all’ oltre 81% da enti pubblici». Ma Toninelli non cambia idea: «Chi si è ingrassato con la grande mangiatoia delle autostrade cercherà in tutti i modi di fermarmi, ma vado dritto per la mia strada e rimetterò a posto le cose, con infrastrutture meno care e più sicure – scrive in una nota ribadendo quanto scritto- : la mia nota di oggi era chiara: si parlava di rinnovo a una concessionaria “totalmente pubblica”, ripeto totalmente, come non lo è Autobrennero Spa». Il maltempo riguarda anche altre regioni settentrionali, dal Veneto alla Lombardia . Circa 280 persone hanno abbandonato le proprie case in provincia di Bologna, per l’ esondazione del Reno : la Protezione civile sta tuttora chiudendo con i massi ciclopici la falla nell’ argine del fiume, che ha fatto fuoriuscire quasi 2 milioni di metri cubi di acqua per cinque ore, con una portata di 80 mc al secondo. Dieci in tutto i ricoverati per principi di ipotermia, tra cui sei carabinieri travolti dalla piena. «Tante case e strade sono ancora sott’ acqua – rivela il sindaco di Argelato, Claudia Muzic -, abbiamo bisogno di molti più uomini e mezzi perché la situazione è davvero emergenziale». Tutti i fiumi toscani sono sorvegliati, come il Cecina, che ha inondato le campagne livornesi. Ma l’ acqua alta spaventa pure Venezia, dove la marea ha toccato sabato notte i 113 centimetri sul medio mare ed è attestata ora a 111. Anche il livello del Po è salito di tre metri in meno di 12 ore. Il peggio sembra però passato . Il tempo, ancora molto variabile domenica , andrà gradualmente migliorando in serata: solo al centro e sulla Sardegna sono previste piogge e neve in quota. Da lunedì a Nord torna il sole, mentre i rovesci si sposteranno a Sud, passando dalla costa tirrenica a quella adriatica e abbassando leggermente le temperature massime e minime. Sarà il momento di iniziare a contare i danni, specie ai campi, che secondo Coldiretti potrebbero arrivare a diversi milioni di euro: dopo lo straripamento non solo del Reno in Emilia ma anche del Sarno in Campania, risultano «invasi dal fango centinaia di ettari di coltivazioni, terreni e serre». shadow carousel Neve al Nord, vento e pioggia al Sud: ancora maltempo Neve al Nord, vento e pioggia al Sud: ancora maltempo Neve al Nord, vento e pioggia al Sud: ancora maltempo Neve al Nord, vento e pioggia al Sud: ancora maltempo Neve al Nord, vento e pioggia al Sud: ancora maltempo Neve al Nord, vento e pioggia al Sud: ancora maltempo 3 febbraio 2019 (modifica il 3 febbraio 2019 | 19:06)
giornaledisicilia.it, 03/02/2019 10:56
Caos neve in Alto Adige: Codacons, richiesta indennizzi A22
Il Codacons, che per i disagi sull’ autostrada del Brennero in Alto Adige, domani presenterà un esposto alla Procura di Bolzano, lancia oggi la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22. “Diffidiamo la società autostradale – spiega il presidente Carlo Rienzi – a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale”. In favore degli utenti coinvolti nei disagi e in attesa delle decisioni della società autostradale il Codacons pubblicherà domani sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura per richiedere il dovuto risarcimento per i danni materiali e morali subiti. Sempre domani il Codacons depositerà l’ esposto annunciato sin da ieri alla Procura della Repubblica di Bolzano, in cui si chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene e gomme da neve “non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada”. © Riproduzione riservata.
gazzettadelsud.it, 03/02/2019 10:56
Caos neve in Alto Adige: Codacons, richiesta indennizzi A22
Il Codacons, che per i disagi sull’ autostrada del Brennero in Alto Adige, domani presenterà un esposto alla Procura di Bolzano, lancia oggi la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22. “Diffidiamo la società autostradale – spiega il presidente Carlo Rienzi – a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale”. In favore degli utenti coinvolti nei disagi e in attesa delle decisioni della società autostradale il Codacons pubblicherà domani sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura per richiedere il dovuto risarcimento per i danni materiali e morali subiti. Sempre domani il Codacons depositerà l’ esposto annunciato sin da ieri alla Procura della Repubblica di Bolzano, in cui si chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene e gomme da neve “non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada”. © Riproduzione riservata.
Blitz Quotidiano, 03/02/2019 10:55
Brennero, A22 riapre dopo neve. Codacons: Risarcimenti e indagine tir
BOLZANO – Nevica ancora in Alto Adige nella zona di confine, mentre dalle 23 del 2 febbraio l’ autostrada del Brennero A22 è di nuovo aperta e percorribile. Chilometri di code e ore bloccati in auto: i disagi per gli automobilisti sono stati pesanti nella giornata di sabato. Per questo motivo il Codacons annuncia che dal 4 febbraio aiuterà gli automobilisti a ricevere i risarcimenti da parte della società Autostrade del Brennero e chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene né gomme da neve per interruzione di pubblico servizio e anche il sequestro di persona. La situazione sull’ autostrada A22 sta lentamente tornando alla normalità dalla sera di sabato ed è stata riaperta in entrambe le direzione. Solo il tratto in direzione nord tra Chiusa e Vipiteno è stato riaperto inizialmente per una sola corsia. La circolazione comunque, a causa della notevole presenza di neve, è possibile con cautela e le dotazioni invernali adeguate. La strada statale 12 del Brennero è stata anch’ essa liberata e pulita con lame spalaneve e mezzi spargisale e dalle 2 di domenica 3 febbraio è nuovamente percorribile in entrambe le direzioni fino a Vipiteno, anche questa con l’ attenzione necessaria al fondo stradale non del tutto pulito. Rimane chiusa nell’ ultimo tratto, quello della Val di Vizze tra Vipiteno e il passo del Brennero. I vigili del fuoco, alle 2 di stamani hanno contato più di 400 interventi, di cui 140 in città a Bolzano. Nella notte si sono formate nel tratto di confine code anche in direzione sud, in corrispondenza del tratto chiuso per tutta la giornata di sabato in nord. Prima della mezzanotte le code erano arrivate a 6 chilometri, per ridursi fino ad azzerarsi dopo che la circolazione in nord è stata ripristinata. Il limite delle nevicate per domenica è tra i 700 e i 1.000 metri di quota nella zona. A fare chiarezza sul grave disagio vissuto dagli automobilisti ci pensa il Codacons, che ha annunciato che il 4 febbraio presenterà un esposto alla Procura di Bolzano contro i conducenti dei tir che non erano dotati di catene o gomme da neve: Li denunceremo non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada”. Il Codacons ha inoltre chiesto alla società autostradale di disporre dei risarcimenti per gli automobilisti bloccati, spiega il presidente Carlo Rienzi: “Diffidiamo la società autostradale a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale”. In favore degli utenti coinvolti nei disagi e in attesa delle decisioni della società autostradale il Codacons pubblicherà il 4 febbraio sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura per richiedere il dovuto risarcimento per i danni materiali e morali subiti.
trentinocorrierealpi.it, 03/02/2019 10:52
Il caos neve in Alto Adige finisce in Procura
BOLZANO. Il Codacons, che per i disagi sull’ autostrada del Brennero in Alto Adige, domani presenterà un esposto alla Procura di Bolzano, lancia oggi la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22. «Diffidiamo la società autostradale – spiega il presidente Carlo Rienzi – a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale». In favore degli utenti coinvolti nei disagi e in attesa delle decisioni della società autostradale il Codacons pubblicherà domani sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura per richiedere il dovuto risarcimento per i danni materiali e morali subiti. Sempre domani il Codacons depositerà l’ esposto annunciato sin da ieri alla Procura della Repubblica di Bolzano, in cui si chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene e gomme da neve «non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada».
altoadige.it, 03/02/2019 10:46
Il caos neve in Alto Adige finisce in Procura
il codacons presenterà un esposto per indagare i conducenti dei tir entrati in a22 senza catene. chiesti indennizzi agli automobilisti bloccati
BOLZANO. Il Codacons, che per i disagi sull’ autostrada del Brennero in Alto Adige, domani presenterà un esposto alla Procura di Bolzano, lancia oggi la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22. «Diffidiamo la società autostradale – spiega il presidente Carlo Rienzi – a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale». In favore degli utenti coinvolti nei disagi e in attesa delle decisioni della società autostradale il Codacons pubblicherà domani sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura per richiedere il dovuto risarcimento per i danni materiali e morali subiti. Sempre domani il Codacons depositerà l’ esposto annunciato sin da ieri alla Procura della Repubblica di Bolzano, in cui si chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene e gomme da neve «non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada». Tags neve a22 codacons esposti.
Ansa, 03/02/2019 10:20
Caos neve in Alto Adige: Codacons, richiesta indennizzi A22
(ANSA) – BOLZANO, 3 FEB – Il Codacons, che per i disagi sull’ autostrada del Brennero in Alto Adige, domani presenterà un esposto alla Procura di Bolzano, lancia oggi la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22. “Diffidiamo la società autostradale – spiega il presidente Carlo Rienzi – a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la società e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale”. In favore degli utenti coinvolti nei disagi e in attesa delle decisioni della società autostradale il Codacons pubblicherà domani sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura per richiedere il dovuto risarcimento per i danni materiali e morali subiti. Sempre domani il Codacons depositerà l’ esposto annunciato sin da ieri alla Procura della Repubblica di Bolzano, in cui si chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene e gomme da neve “non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada”.(ANSA).
Meteo , 03/02/2019 10:12
Neve in Alto Adige: il Codacons lancia la richiesta di indennizzi per gli automobilisti bloccati sull’ A22
codacons lancia la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla a22
Codacons lancia oggi la richiesta di indennizzi per tutti gli automobilisti rimasti bloccati sulla A22. “Diffidiamo la societa’ autostradale a disporre risarcimenti automatici in favore di tutti gli automobilisti rimasti intrappolati in autostrada, considerata l’ assenza di informazioni in loro favore e la mancata chiusura dei caselli che, se attuata tempestivamente, avrebbe potuto evitare il caos. In tal senso chiediamo l’ apertura di un tavolo tra la societa’ e il Codacons per studiare le migliori forme di indennizzo automatico ed evitare una valanga di cause in tribunale,” spiega il presidente Carlo Rienzi. Codacons pubblicherà domani sul proprio sito Internet il modulo per avviare la procedura e depositerà l’ esposto in cui si chiede di indagare i conducenti dei tir entrati in autostrada senza catene e gomme da neve “non solo per interruzione di pubblico servizio e concorso in blocco stradale, ma anche per il grave reato di sequestro di persona, considerato che come conseguenza del loro comportamento scorretto migliaia di cittadini sono rimasti ore e ore bloccati in autostrada”.
filomena fotia
Msn, 03/02/2019 09:16
Autostrada del Brennero: dopo il blocco riapre un tratto A22 con tanti disagi
© Moto.it Dopo le incredibili disavventure per automobilisti e motociclisti, che spopolano sui social, avvenute venerdì e soprattutto ieri, sulla A22 del Brennero, raccontate da chi le ha vissute, oggi il traffico sembra potersi riavviare. Riaperta, ma non in toto, la corsia nord dell’ autostrada, con presenza di mezzi pesanti ancora fermi in alcune tratte. Sono i mezzi senza alcuni ausilio per questo tipo di clima rigido, privi gomme invernali adeguate o catene. Chiedono i danni Quelli che sono rimasti fermi ore ed ore, bloccati in auto lungo l’ autostrada fino a picchi di mezza giornata, alzano la voce. Pare che il Codacons sia pronto a supportare gli automobilisti con un esposto, per Interruzione di pubblico servizio e blocco stradale. Questa l’ accusa ma da autostrade è pronta la difesa: colpa di chi, Tir soprattutto ma anche auto, era in autostrada senza il dovuto equipaggiamento alle ruote. In effetti chi si muove per lavoro, tutto l’ anno, dovrebbe evitare di trovarsi con il mezzo pesante che scivola e va di traverso. Tra le cause della congestione, tipica del venerdì, ci sarebbe anche un divieto austriaco, che genera aumento del traffico pesante prima delle 22. A questo si è anche sommata, nella occasione di pessimo clima a inizio febbraio, la presenza di motociclisti diretti a un grande raduno internazionale, con varie cadute che hanno messo in crisi i soliti mezzi pesanti.
omar fumagalli
TGCom, 03/02/2019 09:09
Caos neve Brennero: riaperto un tratto dellA22, tir ancora bloccati sulla strada
il codacons ha annunciato un esposto alla procura. “chiediamo unindagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, ma anche di indagare tutti i conducenti senza equipaggiamento”
E’ stata riaperta parzialmente dopo i disagi di sabato la corsia nord dell’ autostrada del Brennero. La situazione non è però ancora tornata alla normalità perché al momento è percorribile solo la corsia di sorpasso, mentre la carreggiata principale è ancora occupata dai mezzi pesanti. Proprio camion e tir, senza gomme antineve e catene, sono rimasti fermi a causa della neve, provocando il blocco della A22 a partire dalla serata di venerdì 1 febbraio. Il Codacons ha annunciato esposto alla procura – Alcuni passeggeri si sono trovati imprigionati per oltre 12 ore, per questo il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. “Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale”, ma anche di “identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento”. Anche una per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. Le cause dei disagi – “La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati – si legge in una nota dell’ autostrada – che sono scivolati e si sono messi di traverso”. Un’ affermazione ribadita dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. “Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita”. Riaperto l’ ultimo tratto della statale del Brennero – Intorno alle 14, intanto, è stato riaperto l’ ultimo tratto della statale 12 del Brennero, quello tra colle Isarco e il valico di confine. Era rimasto chiuso da sabato per le forti nevicate degli ultimi due giorni, sommandosi a quello dell’ analogo tratto autostradale.
Sky Tg24, 03/02/2019 08:06
Caos neve sull’ autostrada del Brennero, riaperto un tratto dell’ A22
percorribile la corsia nord di sorpasso, sulla carreggiata principale sono ancora fermi i tir. e sulla corsia sud alla barriera di vipiteno i mezzi pesanti sono ancora in coda /div
Riaperta parzialmente dopo i disagi di ieri, la corsia nord dell’ autostrada del Brennero. La situazione non è però ancora tornata alla normalità perché al momento è percorribile solo la corsia di sorpasso, mentre la carreggiata principale è ancora occupata dai mezzi pesanti. Proprio camion e tir, senza gomme antineve e catene, sono rimasti fermi a causa della neve, provocando il blocco della A22 a partire dalla serata di venerdì 1 febbraio. Sulla corsia sud alla barriera di Vipiteno c’ è ancora una coda di 6 chilometri. Il caos sull’ A22 Ieri è stata una giornata da incubo per migliaia di automobilisti , costretti anche 12 ore in coda a causa dei mezzi pesanti rimasti di traverso sull’ autostrada. Si sono formate colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ A22. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. Dalla trappola di neve dell’ autostrada del Brennero, le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Nel tratto tra Chiusa e Vipiteno sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Le cause Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. “Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale”, ma anche di “identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento”. Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. “La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso” ha il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. “Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita”.
Msn, 03/02/2019 07:30
Due giorni di caos sull’ AutoBrennero
Il Brennero torna ancora una volta a far parlare di sè. Questa volta nessuna minaccia di costruzione di muro per arginare l’ ingresso dei migranti in Austria o separazione della Heimat – intesa come il grande Tirolo, quindi legata al tema del doppio passaporto – ma odissee di varia natura vissute da migliaia di persone bloccate dalla recente maxi-nevicata. I notevoli disagi sono stati causati in gran parte dai mezzi pesanti che hanno bloccato l’ importante arteria alpina perché privi di attrezzatura invernale, costringendo centinaia di persone a trascorrere la notte tra il venerdì ed il sabato fermi in autostrada. Nel frattempo la situazione sta lentamente tornando alla normalità.Riattivata la circolazione in direzione nord nella tarda serata di ieri, tra Chiusa e Vipiteno ci sono ancora decine di tir in sosta a cavallo fra la corsia ordinaria e la corsia di emergenza in attesa di essere rimossi con mezzi speciali. La Protezione civile altoatesina tiene “alto” lo stato di allerta. La diffusa e consistente nevicata che a fondovalle ha portato tra i 10 e i 70 centimetri e sui rilievi anche un metro e mezzo, ha paralizzato in poco tempo la circolazione sulla corsia nord dell’ autostrada A22 del Brennero.A fronte delle criticità derivanti dalle condotte improvvide di numerosi mezzi pesanti intenzionati ad attraversare il valico del Brennero prima del divieto di circolazione vigente in Austria (dalle ore 7 del 2 febbraio), si sono aggiunte le cadute dei motociclisti diretti al noto motoraduno internazionale ‘Elefantentreffen’ in Baviera. Le problematiche dei motociclisti, unitamente ai sorpassi effettuati dai tir, molti privi di dotazioni adeguate (pneumatici invernali e catene) e nonostante il divieto vigente lungo tutto il tratto autostradale, hanno bloccato le autovetture sia in corsia di marcia che in corsia di sorpasso. Una situazione che ha reso impossibile la circolazione in una giornata che segnava anche il cambio turno dei turisti.Nella serata di venerdì la coda tra Bressanone e Vipiteno era arrivata a 12 chilometri. Come precisa la Provincia autonoma di Bolzano “le prime segnalazioni di blocchi del traffico sono arrivate al centro situazioni alle 7,15 a cui è prontamente seguita l’ attivazione della colonna di sussistenza della Croce Bianca mentre le segnalazioni di emergenza sanitaria sono giunte a partire dalle 8,45”.Sono stati realizzati, da parte dei volontari della Croce Bianca e dei vigili del fuoco volontari di Varna, Bressanone, Chiusa, Vipiteno, Colle Isarco, Sciaves e Millan, interventi di assistenza ai viaggiatori che sono stati resi particolarmente difficoltosi dal completo ingombro della carreggiata da parte dei tir bloccati. Alcune persone sono state trasferite in strutture di prima accoglienza allestite a Varna.Su quanto accaduto sull’ Autobrennero il Codacons domani presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Bolzano chiedendo alla magistratura di aprire una indagine per “interruzione di pubblico servizio e blocco stradale, verificando se il gestore autostradale e gli enti locali abbiano adottato le misure necessarie per evitare la grave situazione determinatasi”. Inoltre, il Codacons chiede “alla Procura di Bolzano di identificare e indagare tutti i conducenti di tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento e che con il loro comportamento hanno di fatto prodotto blocchi stradali a danno della collettività”.Interessata dall’ emergenza anche la rete ferroviaria. Sulle linee Bolzano-Fortezza-Brennero e diramazione Val Pusteria sono stati garantiti il maggior numero di collegamenti ma inevitabile è stato cancellare alcuni treni o costringere altri e forti ritardi. Sulla direttrice del Brennero, per quanto concerne i convogli merci, e verso la città austriaci di Lienz per il transito regionale, il transito è stato sospeso.Nei due giorni di pieno caos sono stati attivati 134 corpi di vigili del fuoco volontari con una presenza totale di 1600 soccorritori, 23 pattuglie della Polizia di Stato con 70 agenti e 20 pattuglie di Carabinieri. La Croce Bianca, con la sua colonna di sussistenza ha impegnato 25 mezzi fra cui 2 ambulanze, 55 soccorritori e quattro sanitari e distribuito 4500 panini, oltre a bevande calde e 200 coperte.Restano chiusi per pericolo valanghe diversi passi dolomitici, Giovo, Gardena, Sella, Pordoi, Valparola e Falzarego, e diverse strade sia statali (Ss51 Alemagna tra Dobbiaco e Cimabanche; Ss508 Val Sarentino dopo Riobianco) che provinciali. Il passo della Mendola da oggi pomeriggio e’ nuovamente raggiungibile sia dal versante altoatesino che trentino ma la funicolare da Caldaro resta fuori servizio.
ladige.it, 03/02/2019 07:01
Ancora qualche fiocco, poi migliora ma arriverà il grande gelo. A22: sempre caos verso il Brennero
La nevicata sul Trentino, che ieri si è tramutata in pioggia in gran parte della Valle dell’ Adige e fino ai 1200 metri di quota, lascia però metà provincia ammantata di bianco. Dalla val di Fiemme e Fassa alla Val di Non e Sole, come in Rendena, si parla di oltre 70 centimetri di neve. E anche stamattina i fiocchi hanno ricominciato a cadere. Il rialzo delle temperature, però, ha molto appesantito il manto nevoso e quindi permane lo stato di allerta grado 4 su tutto il territorio. Come si ricorda, ieri duie valanghe sono cadute sul Pordoi (5 sciatori coinvolti, uno salvato per miracolo) e sulla strada di Passo Sella. Ma cosa succederà nei prossimni giorni? Meteotrentino ci spiega che nella notte sono iniziate nuove deboli precipitazioni sui settori meridionali e fino al primo mattino. Nelle prime ore di oggi sono attese nevicate oltre 700-1000 metri circa. Le precipitazioni cesseranno nel pomeriggio. Un sensibile miglioramento è previsto a partire da lunedì con brusco calo delle temperature specie per martedì, con ghiaccio e freddo intenso. IN ALTO ADIGE È stata riaperta, ma solo per le autovetture, l’ Autostrada del Brennnero bloccata ieri per tutto il giorno da lunghe colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord, fra Fortezza e Vipiteno. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. I camion non possono muoversi, anche perché in Austria il divieto continua fino a lunedì mattina. È stata la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di giovedì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anzichè proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Ieri nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave che continuerà anche oggi.
Gazzetta del Sud, 03/02/2019 05:36
Incubo neve al Nord: sulla A22 auto in trappola per l’ intera notte
una valanga ha travolto la carreggiata in un tratto già chiuso il codacons: indagare per interruzione di pubblico servizio
Claudia Tomatis BOLZANO Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di avantieri aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone (in quel tratto l’ autostrada era già stata chiusa in entrambe le direzioni per le forti nevicate). E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. L’ odissea di una madrecon i due figli «La paura non le è ancora passata, ma sta bene, alla fine è arrivata a casa». Riccardo Del Bene, infermiere a Garmisch, in Germania, racconta così della moglie, che per 12 ore è rimasta bloccata in auto sull’ autostrada del Brennero, nella notte, con la figlia di 12 anni e il figlio di 15 anni. Erano partiti alle 15 di avantieri da Pesaro e «di solito in 6 ore sono qui, invece sono stati fermi in autostrada, in Alto Adige, salendo verso il confine, in coda dalle 20.48 di ieri fino alle 8 della mattina» riferisce l’ uomo. «Sono rimasti completamente senza assistenza – protesta -. Abbiamo chiamato tutti i numeri di emergenza, ma per l’ intera notte non hanno visto anima viva. Neanche un lampeggiante, né giallo, né blu» ha specificato, riferendosi ai mezzi di servizio.
Libertà, 03/02/2019 05:21
per le nevicate, caos in Alto Adige
viabilità in tilt: auto e mezzi pesanti intrappolati per più di 12 ore. il direttore dell’ a22: «colpa dei tir non attrezzati»
Claudia Tomatis BOLZANO Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze sulle persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla morsa dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Esposto del Codacons Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di pri ma mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che nella serata di ieri erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno; per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Emergenza trasporti Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina di ieri in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Quanto a valanghe comunque, il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Cam piglio. Nessuna delle valanghe ha coinvolto persone, mentre una a passo Pordoi, nel Bellunese ai confini col Trentino, ha travolto uno sciatore; è stato estratto illeso dai suoi amici grazie all’ apparecchio per le segnalazioni sotto valanga. guardano i centri abitati In Campania la Protezione civile ha diramato una nuova allerta meteo per il rischio di frane e allagamenti: la situazione è particolarmente critica per l’ esondazione del Sarno in alcuni tratti, che ha provocato allagamenti di case e danni alle aziende agricole. In queste ore sono state indicate criticità da bollino “rosso” anche per la pianura emiliana orientale e la costa ferrarese e per tutta la giornata di domenica. E continua a nevicare senza sosta sulle Dolomiti venete, dove a Cortina d’ Ampezzo e nel Comelico si è giunti fino ad 85 centimetri di neve. Alcuni passi restano ancora chiusi anche per il pericolo valanghe che resta di livello “4” (rosso) con i rischi maggiori proprio per la viabilità e gli impianti sciistici.
Libertà, 03/02/2019 05:21
Esposto sul Parco Galleana chiuso «Interruzione di pubblico servizio»
per lo sciopero della vigilanza privata legale del codacons: «nessun avviso» ivri: «garantiti i servizi minimi essenziali» marcello pollastri [email protected]
Trova il Parco della Galleana chiuso e minaccia un esposto in procura per interruzione di pubblico servizio. L’ avvocato del Codacons di Piacenza, Cristina Balteri, è furente. Ha pagato in prima persona gli effetti dello sciopero nazionale della vigilanza privata (1 e 2 febbraio) a cui ha adertito anche Ivri, la società che ha in appalto dal Comune il servizio di apertura e chiusura dei parchi in città. «Ieri è stata la se conda mattina consecutiva che sono andata al Parco con i miei cani e ho trovato i cancelli chiusi. Erano le 7 meno dieci. Con me c’ erano altre persone che non sapevano nulla e sono rimaste sorprese – dice – non c’ era alcun avviso affisso ai cancelli. Ho telefonato prima alla polizia municipale, poi all’ Ivri dove al numero trovato su Internet non ho trovato nessuno, poi ancora alla Polizia municipale. Solo dopo mille telefonate ho scoperto che era a causa dello sciopero». Il legale prosegue: «Non discuto il diritto di sciopero, ci mancherebbe. Ma c’ è anche il diritto dei cittadini che fruiscono dei parchi a essere informati. È pur sempre un servizio pubblico. Ivri poteva apporre dei cartelli informativi anche per mettere a conoscenza la popolazione circa le ragioni dello sciopero». Balteri avrebbe raccolto una serie di lamentele e si dice pronta a fare un esposto per interruzione di pubblico servizio. In base al contratto di servizio tra Ivri e Comune, gli agenti della vigilanza devono garantire l’ apertura del Parco alle 6 (come di tutti gli altri). Evidente come uno sciopero con un’ adesione alta come quella di questi due giorni (vedi articolo a lato) abbia provocato alcuni disagi. Resta il fatto che in tarda mattinata il parco della Galleana risultava aperto. «È normale che visto lo sciopero nazionale ci possano essere disagi – spiega Danilo Callegari, resposabile del personale di Ivri – e di questo ci scusiamo. Ma come disposto da questore e prefetto tutti i servizi minimi essenziali di vigilanza sono stati coperti: tribunale, procura, ospedale, centrale di Caorso, Iren. E va sottolinea to il grande sforzo del personale dell’ Ivri che giovedì sera si è prodigato per rifornire di soldi banche e uffici postali per le pensioni dei piacentini. Gli avvisi? Chi di dovere è stato avvisato».
Gazzetta di Parma, 03/02/2019 05:20
Inferno bianco Neve e valanghe: a migliaia bloccati per ore al Brennero
il direttore della a22: «la colpa è dei mezzi pesanti non attrezzati per l’ inverno» coda di dodici chilometri. conte: «pronto un piano con centinaia di interventi»
CLAUDIA TOMATIS BOLZANO Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. E’ la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di ieri aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anzichè proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «iden tificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno.
Corriere del Trentino, 03/02/2019 05:07
Neve e valanghe, incubo in A22 Auto e camion bloccati per 20 ore
TRENTO Gruppi di motociclisti lanciati in A22, sfidando le sferzate del vento e della neve, per raggiungere il motoraduno in Baviera, poi, ecco arrivare, intere comitive di tir e camion diretti oltre confine. Viaggiano veloci, in spregio alle regole e ai divieti di sorpasso, per raggiungere il Brennero prima del «coprifuoco» delle ore 22. In Tirolo dopo quell’ ora non si può più passare, le autorità austriache hanno infatti imposto il divieto di transito ogni venerdì per l’ intero fine settimana. Sorpassi, pneumatici non sempre in perfette condizioni e la neve è davvero tanta. Al confine il manto bianco che ricopre le strade ha raggiunto quasi il metro di altezza. E ha continuato a nevicare quasi tutta la notte. La macchina della protezione civile, allertata da tempo, era pronta, i mezzi di intervento e il personale, oltre 200 uomini dell’ Autostrada del Brennero, erano preparati. Ma non è bastato. L’ odissea in A22 è iniziata ancora venerdì pomeriggio dopo i primi incolonnamenti nei pressi del casello di Vipiteno per la caduta di alcuni motociclisti. Niente di grave per fortuna, ma dalle prime code al blocco totale della corsia nord dell’ autostrada il passo è stato breve. Le frequenti cadute dei motociclisti hanno costretto i camionisti a fermarsi per poi ripartire in salita. Una manovra tutt’ altro che semplice, considerate le condizioni meteo, e così molti tir, non attrezzati con la dotazione invernale sono finiti di traverso in mezzo alla carreggiata. I tir in panne hanno di fatto invaso entrambe le corsie bloccando anche il flusso degli automobilisti. L’ A22 in un primo momento ha istituito, a partire dalle 20.40 di venerdì, le uscite obbligatorie a Bressanone e Chiusa, ma alle 22.30 è scattato l’ allarme ed è stato attivato il servizio della protezione civile per la distribuzione di coperte, generi alimentari nel tratto tra Chiusa e il Brennero. Decine di vigili del fuoco, i sanitari della Croce Bianca, insieme alle pattuglie della polizia stradale, che hanno presidiato per tutta la notte la situazione in A22 e lungo la statale 12, hanno operato senza sosta per soccorrere gli automobilisti e i camionisti bloccati in colonna al gelo e sotto la neve. Un inferno. I tir di traverso hanno infatti reso difficile l’ intervento dei mezzi di soccorso e quelli sgombraneve. I vigili del fuoco hanno dovuto raggiungere le auto bloccate a piedi, per i mezzi il transito era praticamente impossibile. Molte famiglie con bambini sono rimasti in auto ore, due bimbi del Belgio, dopo la lunga attesa in auto, sono stati colti da attacchi di panico e sono stati sottoposti a cure mediche. Per tutta la notte il telefono della centrale unica di emergenza 112 ha continuato a squillare. Centinaia le telefonate di automobilisti infuriati e disperati, ma non era ancora finita. Ad aggravare la situazione, già critica, alle 10.10 è caduta una valanga al chilometro 5, quindi poco prima del confine. La slavina ha interessato entrambe le carreggiate dell’ autostrada e ha invaso anche la statale, fortunatamente il fronte non era particolarmente grande, non ha coinvolto nessuno ed è stata subito rimossa. Sul posto sono intervenuti gli esperti della Commissione Valanghe per valutare la pericolosità del fronte montano che sovrasta l’ autostrada e l’ area è stata monitorata con l’ ausilio dell’ elicottero. Alle ore 13.05 il problema della valanga era stato definitivamente risolto ed è stata riaperta anche la corsia sud, ma quella di ieri è stata una giornata difficile anche in direzione dal Brennero a Bolzano. Mentre infatti il tratto tra Chiusa e Bressanone veniva faticosamente svuotato, molti camionisti, nonostante i parcheggi disponibili in diverse aree dislocate tra Egna e Vipiteno, infuriati forse per non essere riusciti a raggiungere il confine, hanno deciso di tornare indietro. In poche ore anche la corsia sud è stata invasa da tir, alcuni finiti di traverso che hanno causato fino a 8 chilometri di coda. Qualcuno si sarebbe anche fermato in corsia di sorpasso per montare le catene. Una follia che ha rischiato di causare gravi incidenti. In nord la situazione è rimasta critica con code per 12 chilometri e centinaia di camionisti e automobilisti, molti i turisti, bloccati fino a 20 ore. Per tamponare l’ emergenza è stato deciso di bloccare l’ ingresso in autostrada a Bolzano sud e successivamente i camion sono stati fermati a Trento. Nel tardo pomeriggio la situazione è leggermente migliorata anche se il tratto tra Bolzano sud e Vipiteno è rimasto impraticabile fino a sera. Intanto a Varna è stata allestito un centro di accoglienza con 50 brandine per dare ospitalità agli automobilisti rimasti bloccati tutta la notte. Nessuno ricorda un’ emergenza di tali proporzioni in A22 negli ultimi anni, eppure la forte nevicata era attesa. Colpa soprattutto del «mancato rispetto delle regole», scrive in una nota l’ Autostrada del Brennero. La società ricorda che è in vigore l’ obbligo di montare pneumatici invernali e il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti. È utile anche mantenere un occhio rivolto al meteo, visto che da questa notte torna la neve. Ma infuria già la polemica. Il Codacons annuncia un esposto. «Assurdo che un’ arteria così importante chiuda per neve» commenta il presidente Carlo Rienzi. «È inaccettabile il blocco per 12 ore» rincara la dose la consigliera della Lega, Mara Dalzicchio e attacca i vertici dell’ Autobrennero.
dafne roat
Corriere dell’Alto Adige, 03/02/2019 05:07
Neve e valanghe, incubo in A22 Auto e camion bloccati per 20 ore
TRENTO Gruppi di motociclisti lanciati in A22, sfidando le sferzate del vento e della neve, per raggiungere il motoraduno in Baviera, poi, ecco arrivare, intere comitive di tir e camion diretti oltre confine. Viaggiano veloci, in spregio alle regole e ai divieti di sorpasso, per raggiungere il Brennero prima del «coprifuoco» delle ore 22. In Tirolo dopo quell’ ora non si può più passare, le autorità austriache hanno infatti imposto il divieto di transito ogni venerdì per l’ intero fine settimana. Sorpassi, pneumatici non sempre in perfette condizioni e la neve è davvero tanta. Al confine il manto bianco che ricopre le strade ha raggiunto quasi il metro di altezza. E ha continuato a nevicare quasi tutta la notte. La macchina della protezione civile, allertata da tempo, era pronta, i mezzi di intervento e il personale, oltre 200 uomini dell’ Autostrada del Brennero, erano preparati. Ma non è bastato. L’ odissea in A22 è iniziata ancora venerdì pomeriggio dopo i primi incolonnamenti nei pressi del casello di Vipiteno per la caduta di alcuni motociclisti. Niente di grave per fortuna, ma dalle prime code al blocco totale della corsia nord dell’ autostrada il passo è stato breve. Le frequenti cadute dei motociclisti hanno costretto i camionisti a fermarsi per poi ripartire in salita. Una manovra tutt’ altro che semplice, considerate le condizioni meteo, e così molti tir, non attrezzati con la dotazione invernale sono finiti di traverso in mezzo alla carreggiata. I tir in panne hanno di fatto invaso entrambe le corsie bloccando anche il flusso degli automobilisti. L’ A22 in un primo momento ha istituito, a partire dalle 20.40 di venerdì, le uscite obbligatorie a Bressanone e Chiusa, ma alle 22.30 è scattato l’ allarme ed è stato attivato il servizio della protezione civile per la distribuzione di coperte, generi alimentari nel tratto tra Chiusa e il Brennero. Decine di vigili del fuoco, i sanitari della Croce Bianca, insieme alle pattuglie della polizia stradale, che hanno presidiato per tutta la notte la situazione in A22 e lungo la statale 12, hanno operato senza sosta per soccorrere gli automobilisti e i camionisti bloccati in colonna al gelo e sotto la neve. Un inferno. I tir di traverso hanno infatti reso difficile l’ intervento dei mezzi di soccorso e quelli sgombraneve. I vigili del fuoco hanno dovuto raggiungere le auto bloccate a piedi, per i mezzi il transito era praticamente impossibile. Molte famiglie con bambini sono rimasti in auto ore, due bimbi del Belgio, dopo la lunga attesa in auto, sono stati colti da attacchi di panico e sono stati sottoposti a cure mediche. Per tutta la notte il telefono della centrale unica di emergenza 112 ha continuato a squillare. Centinaia le telefonate di automobilisti infuriati e disperati, ma non era ancora finita. Ad aggravare la situazione, già critica, alle 10.10 è caduta una valanga al chilometro 5, quindi poco prima del confine. La slavina ha interessato entrambe le carreggiate dell’ autostrada e ha invaso anche la statale, fortunatamente il fronte non era particolarmente grande, non ha coinvolto nessuno ed è stata subito rimossa. Sul posto sono intervenuti gli esperti della Commissione Valanghe per valutare la pericolosità del fronte montano che sovrasta l’ autostrada e l’ area è stata monitorata con l’ ausilio dell’ elicottero. Alle ore 13.05 il problema della valanga era stato definitivamente risolto ed è stata riaperta anche la corsia sud, ma quella di ieri è stata una giornata difficile anche in direzione dal Brennero a Bolzano. Mentre infatti il tratto tra Chiusa e Bressanone veniva faticosamente svuotato, molti camionisti, nonostante i parcheggi disponibili in diverse aree dislocate tra Egna e Vipiteno, infuriati forse per non essere riusciti a raggiungere il confine, hanno deciso di tornare indietro. In poche ore anche la corsia sud è stata invasa da tir, alcuni finiti di traverso che hanno causato fino a 8 chilometri di coda. Qualcuno si sarebbe anche fermato in corsia di sorpasso per montare le catene. Una follia che ha rischiato di causare gravi incidenti. In nord la situazione è rimasta critica con code per 12 chilometri e centinaia di camionisti e automobilisti, molti i turisti, bloccati fino a 20 ore. Per tamponare l’ emergenza è stato deciso di bloccare l’ ingresso in autostrada a Bolzano sud e successivamente i camion sono stati fermati a Trento. Nel tardo pomeriggio la situazione è leggermente migliorata anche se il tratto tra Bolzano sud e Vipiteno è rimasto impraticabile fino a sera. Intanto a Varna è stata allestito un centro di accoglienza con 50 brandine per dare ospitalità agli automobilisti rimasti bloccati tutta la notte. Nessuno ricorda un’ emergenza di tali proporzioni in A22 negli ultimi anni, eppure la forte nevicata era attesa. Colpa soprattutto del «mancato rispetto delle regole», scrive in una nota l’ Autostrada del Brennero. La società ricorda che è in vigore l’ obbligo di montare pneumatici invernali e il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti. È utile anche mantenere un occhio rivolto al meteo, visto che da questa notte torna la neve. Ma infuria già la polemica. Il Codacons annuncia un esposto. «Assurdo che un’ arteria così importante chiuda per neve» commenta il presidente Carlo Rienzi. «È inaccettabile il blocco per 12 ore» rincara la dose la consigliera della Lega, Mara Dalzicchio e attacca i vertici dell’ Autobrennero.
dafne roat
Corriere del Veneto, 03/02/2019 05:05
Baretta: «Il fondo ex popolari? Basta un decreto che recuperi l’ arbitrato»
rimborsi, la lettera ue spacca le associazioni. e sabato arrivano di di maio e salvini
VENEZIA «Era chiaro che l’ idea di risarcire tutti non stava in piedi». Pier Paolo Baretta, l’ ex sottosegretario all’ Economia del governo Gentiloni, che un anno fa aveva spinto la prima versione del fondo di ristoro per i soci delle ex popolari, osserva ormai da distante gli ultimi sviluppi sul fondo di risarcimento nella versione corretta del governo Lega-Cinque Stelle. Messo nella Finanziaria nella sua versione finale, con una dotazione di 1,5 miliardi in tre anni e dopo aver tolto la necessità di un vaglio arbitrale, giunto sul filo di lana della scrittura dei decreti attuativi, il fondo è ora rimesso in discussione dalla lettera con richiesta di spiegazioni giunta da Bruxelles, rivelata dal vicepremier Luigi Di Maio. Materializzando un rischio sempre paventato. A questo punto, tirare dritto, caricandosi dei relativi rischi di una procedura d’ infrazione, o correggere il tiro? Baretta sta ovviamente su questo seconda linea: «Era evidente che eliminare il ruolo di un arbitro nell’ accertare il danno avrebbe comportato questo rischio – sostiene l’ ex parlamentare Pd -. Lo Stato non può rimborsare la perdita subita; può invece farlo se viene accertato il misselling , la vendita delle azioni in violazione della fiducia del cliente, da un giudice o un arbitro indipendente rispetto allo Stato che poi eroga il risarcimento. Per questo avevamo proposto il ruolo dell’ Anac (ma anche l’ Arbitro Consob proposto successivamente va benissimo). È chiaro che aver affidato, per ragioni politiche, ad una commissione di nomina governativa questa valutazione è stato un errore: così non si va da nessuna parte. Io non voglio dire che l’ hanno fatto apposta per arrivare a dare la colpa all’ Europa e non pagare. Ma se non lo sapevano è grave. E se poi lo hanno fatto coscientemente lo sarebbe ancora di più». E adesso? «Il dato positivo che va riconosciuto è che hanno messo i soldi – sostiene Baretta -. Nell’ interesse dei risparmiatori la cosa più semplice da fare è correggere la legge di bilancio, e per questo basta un decreto, reintroducendo un arbitro e togliendo la clausola del 30% di rimborso con il tetto di centomila euro, lasciando all’ arbitro la quantificazione del danno». Ma la questione è che i dubbi dell’ Europa riaprono la spaccatura tra le due linee alternative delle associazioni dei soci. Tra quelle dei consumatori schierate per risarcire i soci truffati in qualche modo da un comportamento scorretto nella vendita, o nella mancata rivendita, delle azioni e il Coordinamento don Torta guidato da Andrea Arman e Noi che credevamo nella Bpvi di Luigi Ugone, che hanno ispirato la versione finale del Fondo accolta poi nella Finanziaria, favorevoli invece ad un risarcimento generalizzato, anche dei soci di lunga data, considerandoli tutti, nel caso di Bpvi e Veneto Banca, vittime di due gestioni che hanno messo in atto un inganno generalizzato. «Se siamo qui la colpa è di Don Torta, di Arman e Ugone che hanno affossato la legge precedente, votata all’ unanimità in parlamento, che fissava il principio del risarcimento al 100 per cento del danno ingiusto, per consegnarci, con un anno e mezzo di ritardo, un risarcimento che si ferma al 30 per cento – sostiene il leader del Codacons, Franco Conte -. Uno schema che a forza di semplificare ha finito per dare tutto a tutti, togliendo le risorse alle vittime vere. Senza distinguere più chi è stato davvero ingannato da chi invece sapeva coscientemente dove investiva». «Conte ammette di non voler risarcire tutti e che il risultato di una legge senza paletti è frutto della battaglia di Arman e mia – replica Ugone -. Siamo al punto di trovarci di fronte a processi con alla sbarra gestioni criminogene delle banche. E mi vengono a dire che non abbiamo diritto al risarcimento. Ma scherziamo? Conte fa solo affermazioni pro domo sua, tipiche di un avvocato». E alla vigilia dell’ assemblea che sabato prossimo porterà a Vicenza, al Palasport Palladio, i due vicepremier e uomini forte del governo giallo-verde, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, Ugone non ha dubbi sull’ andare avanti o meno e che l’ assemblea andrà avanti a spiegare la norma approvata: «Beh, se al solo a vedere la macchina della polizia alziamo la mano e ci fermiamo tutto… Che poi la lettera io l’ ho vista. Siamo di fronte al documento di un burocrate che chiede delucidazioni. Non ho visto nulla di cui allarmarmi». «Qui è evidente che il problema era stato sollevato – replica rapido Conte -. Se a Vicenza Di Maio e Salvini vengono a dire che non possono risarcire, perché l’ Europa si oppone li aspetto fuori con un Pinocchio e la maschera di bronzo». Su un altro fronte ancora c’ è poi chi attende per vedere gli sviluppi dei fatti. Com’ è nel caso del sottosegretario all’ Economia, Massimo Bitonci, che aveva messo a punto la prima versione del decreto, attraverso gli arbitrati della Consob, che avevano determinato i primi rimborsi. Bitonci pensa ad un doppio binario: «Le azioni delle popolari erano considerate un bene-rifugio. Io sono certo che alla fine l’ Unione europea ammetterà il rimborso giudicando effettivo il danno subito. In ogni caso l’ alternativa c’ è ed è riprendere lo schema elaborato in precedenza con la Consob. Se fosse necessario, si può cambiare strada e ripartire. Quel che è certo è che i soldi sono stanziati: i risparmiatori sappiano che i rimborsi arriveranno. Quel che fa infuriare piuttosto è la linea di chi spunta adesso dall’ opposizione per criticare, dopo che prima non avevano messo che pochi spiccioli» .
federico nicoletti
La Prealpina, 03/02/2019 05:01
Il caos paralizza l’ Autobrennero
autostrada chiusa e colonne di tir fino a 12 chilometri. macchine ferme tutta la notte
bolzano Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. Per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio», aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. In serata l’ Autobrennero però ha indicato anche altri fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che ieri sera erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e i soccorritori hanno dovuto usare l’ elicottero per individuare il tir in questione. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs ha attivato nella mattina in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Quanto a valanghe altre due si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio. Nessuna persona è rimasta coinvolta. Ma il maltempo ha flagellato tutta Italia con valanghe, fiumi in piena ed esondazioni. Il livello del Po è salito di 3 metri in 12 ore per effetto delle piogge intense mentre a Venezia il fenomeno dell’ acqua alta ha raggiunto i 113 cm di altezza sul medio mare. Chiusi gli accessi alle banchine del Tevere a Roma, con il superamento della prima soglia di attenzione del livello del fiume Aniene. Preoccupano i fiumi in Toscana ed Emilia: 6 carabinieri sono rimasti feriti, travolti dall’ onda di piena, mentre stavano soccorrendo alcune persone nella Bassa bolognese, dove il fiume Reno è esondato rompendo un argine. I sei militari sono stati salvati dall’ elicottero dei vigili del fuoco e portati in ospedale per ipotermia, ma nessuno è grave. L’ esondazione del Reno ha costretto 280 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. A Livorno la piena fiume del Cecina allaga le campagne nel Livornese. In queste ore sono state indicate criticità da bollino rosso anche per la pianura emiliana orientale e la costa ferrarese. A causa dell’ innalzamento del livello dell’ Arno è stato chiuso a Firenze il ponte Vespucci. Il maltempo ha provocato anche incidenti in Piemonte e Veneto. A Isola d’ Asti un automobilista di 58 anni è morto dopo essere stato travolto dalla propria vettura, che stava cercando di disincagliare dalla neve.
La Repubblica, 03/02/2019 04:41
l’ emergenza trappola in autostrada automobilisti abbandonati per una notte intera. l’ a22 accusa i camionisti ed è allarme valanghe
Caos neve, i prigionieri del Brennero ” Bloccati al gelo per i Tir senza catene”
Dal nostro inviato VIPITENO A iuto, qualcuno ci venga a prendere. Non abbiamo più cibo né acqua, stiamo finendo la benzina che serve per riscaldare l’ auto. Siamo qui da 15 ore, sotto la neve e bloccati tra i tir. Da ieri sera non è passato un solo mezzo di soccorso». È quasi mezzogiorno quando Lara Gecchele, ferma sull’ autostrada del Brennero dopo Bressanone, assieme al marito e al figlio di 8 anni lancia l’ ennesimo allarme perché il cellulare si sta scaricando. Come lei, in una colonna di automobili e camion lunga oltre cinquanta chilometri tra Bolzano Nord e il confine tra Italia e Austria, ci sono centinaia di persone allo stremo. Erano tutti diretti oltre il Brennero, in val Pusteria o nelle Dolomiti, ma da venerdì sera a ieri pomeriggio sono rimasti bloccati sotto una nevicata che in poche ore ha ammassato sui viadotti tra 60 e 80 centimetri di fiocchi. La prima vera neve della stagione, invocata dagli operatori turistici, per la viabilità delle Dolomiti si trasforma così prima in tempesta perfetta e poi in incubo. Una valanga, 5 chilometri a sud del confine, travolge le protezioni dell’ A22 e blocca l’ autostrada in entrambe le direzioni. Ferma anche la linea ferroviaria. Per il traffico, nella notte e con temperature sottozero, è il caos. Migliaia di tir, provenienti da Modena e diretti nel Nord Europa, si fermano e creano un tappo impenetrabile. Cercavano tutti di oltrepassare l’ Austria e di raggiungere la Germania prima delle 22, quando Vienna fa scattare il blocco ai mezzi pesanti per il fine settimana. Rallentati dalla neve già in Trentino, lanciati in sorpassi vietati per legge, occupano entrambe le corsie, sbandano, si mettono di traverso e si fermano nella neve che nel buio continua a crescere. Decine i camion sprovvisti di pneumatici invernali e catene. Per le auto, comprese quelle attrezzate per il gelo, non c’ è scampo: i social vengono pressi d’ assalto da denunce e invocazioni di soccorso, in tilt i centralini di forze dell’ ordine e protezione civile. «Mia moglie e miei due figli – denuncia Riccardo Del Bene, pesarese residente a Garmisch – sono bloccati da 12 ore a venti chilometri dal Brennero. I soccorsi non arrivano: vogliono lasciarli morire in auto?». Automobilisti in rivolta e camionisti disperati, costretti a passare il fine settimana a bordo strada, nel mirino della polizia stradale. «Il disastro – si difende Carlo Costa, direttore tecnico A22 – oltre che dalle valanghe è stato causato dai tir. Troppi quelli con le gomme lisce, senza catene, sorpresi a sorpassare, o in viaggio pur sapendo che sarebbero stati bloccati al confine con l’ Austria». In tarda mattinata la polizia costringe così centinaia di camion a rientrare verso Bolzano e fino a Trento perché le aree sosta scoppiano. A far precipitare la situazione, fino a ieri sera quando la circolazione è lentamente ripresa, l’ impossibilità di transitare per gli stessi mezzi di soccorso, per gli spazzaneve e per gli spargi-sale: occupate dai tir e dalla neve anche le corsie d’ emergenza. «Da giorni – dice Philipp Sicher, direttore del servizio strade A22 – erano previsti una nevicata abbondante e il blocco dei tir. Viaggiare in queste condizioni, senza attrezzature invernali, è una follia che mette in pericolo la vita degli altri. Abbiamo mobilitato subito 585 operatori e 220 spazzaneve con 2500 tonnellate di sale: purtroppo la corsia nord è stata bloccata da mezzi che non dovevano essere lì». Associazioni consumatori e Codacons annunciano esposti alla procura di Bolzano: nel mirino ditte d’ autotrasporto e automobilisti sprovveduti, ma pure i mancati controlli e i blocchi preventivi ai caselli dell’ A22, che resta interrotta tra Chiusa e Vipiteno. La Protezione civile rinnova così l’ appello a non usare l’ Autostrada del Brennero: inviti analoghi riguardano i treni diretti in Austria e la statale della Pusteria, a traffico orario alternato. Bloccata da tir in panne, decisi a non pagare la tariffa del ponte Europa, anche la strada che da Vipiteno porta a Innsbruck. L’ emergenza-neve non incombe però solo su traffico e viabilità. Il soccorso alpino, in tutto il Nordest, invita gli sciatori a evitare i fuoripista mentre decine di impianti di risalita sono chiusi per consentire di mettere in sicurezza i pendii. In alta quota nelle ultime ore è caduto oltre un metro di neve: il manto non è coeso con gli strati vecchi e ghiacciati, il vento crea accumuli, il pericolo di valanghe è al massimo. Cinque gli sciatori travolti da una valanga in località Belvedere, sul passo Pordoi tra Alto Adige e Bellunese. Sciavano fuoripista, nella nebbia, con la neve al petto, sprovvisti di Arva, pale e sonde, incuranti degli inviti alla prudenza e dei livelli di pericolo segnalati. Uno di loro, di Canazei, è stato salvato dai compagni, pure illesi: l’ elicottero dei soccorsi, alzatosi in volo da Arabba, non sarebbe riuscito a raggiungere il gruppo causa assenza di visibilità. Tre slavine anche a passo Sella, in Val Sarentino e in Valdurna, scese fino a pochi metri dai paesi. La tempesta “Vaia”, a fine ottobre, nel Nordest ha raso al suolo le foreste e lungo i crinali vuoti di vegetazione gli smottamenti ora si moltiplicano: solo nel Bellunese i centri abitati non più protetti e minacciati sono oltre 80. Annullata oggi pure la Dobbiaco-Cortina, grande classica dello sci nordico. Fino a pochi giorni fa il problema sul versante Sud delle Alpi era l’ assenza di precipitazioni. In extremis gli sportivi sono ora sommersi da troppa neve: anche per loro, una beffa. © RIPRODUZIONE RISERVATA le precipitazioni 60-80 I centimetri di neve caduti in poche ore in Alto Adige sotto i 1800 metri di quota I Tir bloccati in mezzo alla neve sull’ Autobrennero: alcuni automobilisti sono rimasti fermi quindici ore UFFICIO STAMPA/ ANSA.
giampaolo visetti
L’Adige, 03/02/2019 04:36
Autobrennero, una trappola di neve
tra chiusa e vipiteno 12 km di tir e auto
Claudia Tomatis BOLZANO – Si sono formate colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. La neve, prevista e abbondante, unita a mezzi pesanti non adeguatamente attrezzati, come ha sottolineato la società A22 che gestisce l’ autostrada, ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di autostrada, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Ai problemi della notte si era aggiunga, in mattinata anche una valanga caduta proprio lì, al chilometro 5, quasi al confine, ma per fortuna senza investire persone o mezzi. Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcuni è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva infatti dichiarato già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita ieri sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che a sera erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Ieri pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare i camionisti in questione tra le centinaia di mezzi in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato ieri mattina in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Quanto a valanghe comunque, il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due slavine si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio. Nessuna delle valanghe ha coinvolto persone, mentre una a passo Pordoi, nel Bellunese ai confini col Trentino, ha travolto uno sciatore; è stato estratto illeso dai suoi amici grazie all’ apparecchio per le segnalazioni sotto valanga. Il premier Giuseppe Conte ieri sera ha annunciato che a febbraio il governo presenterà «un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali».
La Sicilia (ed. Messina), 03/02/2019 04:31
milazzo
Incendio in Raffineria, il Codacons parte civile nel processo del 12 aprile
Milazzo. Il Codacons, rappresentato dal segretario nazionale Francesco Tanasi e assistito dall’ avv. Carmelo Sardella, dirigente dell’ Ufficio legale siciliano dell’ associazione, si è costituito parte civile nel processo che prenderà il via al Tribunale di Barcellona il prossimo 12 aprile per il disastro ambientale causato a seguito dei fatti verificatisi nel settembre del 2014, quando di notte, nella Raffineria Mediterranea di Milazzo si sviluppò un pauroso incendio ad uno dei serbatoi dell’ impianto, causando concreti ed effettivi pericoli per la pubblica incolumità e per l’ ambiente, con propagazione delle fiamme per un’ altezza di diverse decine di metri e protrazione della combustione per circa sei giorni. Il Gup Pugliese, infatti, ha rinviato a giudizio i vertici della Raffineria di Milazzo con l’ accusa di disastro colposo. «Da quest’ ennesimo incidente per la Raffineria – afferma l’ avv. Sardella – traspaiono gravi negligenze e omissioni e conseguenti responsabilità nella violazione della normativa vigente in tema di attività di manutenzione e prevenzione».
La Sicilia, 03/02/2019 04:30
Caos bianco sull’ Autobrennero «Colpa dei tir non attrezzati»
Claudia TomatisBolzano. Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a Nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte tra venerdì e ieri, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione Nord non è più stata revocata. Nemmeno ieri sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte ieri sera ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali».Le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro. Il Codacons ha annunciato un esposto alla Procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita ieri sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata Nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che ieri sera erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno.
Giornale di Brescia, 03/02/2019 04:27
Neve e slavine, l’ A22 nel caos: mezzi bloccati «Colpa dei tir»
l’ autobrennero chiusa, code fino a 12 chilometri la società: «camion senza catene o gomme adatte»
BOLZANO. Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagi ne per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Senza catene. Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo -ha chiarito la società -il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni ve nerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord per raggiungere un noto motoraduno in Baviera. La velocità ridotta ele numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Slavine e soccorsi. Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Quanto a valanghe comunque, il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra aValdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio. Nessuna delle valanghe ha coinvolto persone, mentre una a passo Pordoi, nel Bellunese ha travolto uno sciatore, estratto illeso. //
Giornale di Sicilia, 03/02/2019 03:45
Esposto del Codacons I dirigenti della A22: «È colpa dei molti mezzi pesanti non attrezzati»
un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto moto raduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». I tir ieri sera erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Quanto a valanghe comunque, il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate sempre ieri mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio.
Quotidiano di Puglia, 03/02/2019 03:45
La domenica del riposo sulle chiusure è scontro
l’ intesa lega-m5s sul nuovo regolamento per il commercio bocciata dai consumatori. dubbi tra i sindacati di categoria
Stop alle aperture domenicali degli esercizi commerciali: via libera solo a 26 su 52, con deroghe nelle festività nazionali. Il Governo fila liscio verso l’ approvazione del nuovo regolamento per il commercio, con l’ obiettivo, da un lato, di dare un taglio alla liberalizzazione operata dal Governo Monti e, dall’ altro, di riequilibrare la concorrenza tra grandi e piccoli. Tra gli addetti ai lavori, però, non tutti sono favorevoli alla scelta. Nemmeno in Puglia. Federdistribuzione che rappresenta la Grande distribuzione a livello nazionale certamente non lo è. Nelle scorse ore, l’ organizzazione ha espresso chiaramente il suo orientamento: «Questo disegno di legge non potrà che aggravare il già complesso quadro che il Paese dovrà affrontare. Diminuiranno i livelli occupazionali di 30mila unità, caleranno i consumi per oltre 4 miliardi di euro, peggioreranno le aspettative delle imprese, con conseguente riduzione degli investimenti, ci sarà meno servizio ai consumatori, costretti a modificare le proprie abitudini di acquisto ormai consolidate da oltre 7 anni di aperture domenicali, e si creeranno distorsioni nella concorrenza tra imprese e disparità di trattamento tra i cittadini per il potere dato agli enti territoriali». Anche Confindustria è dello stesso avviso. Il presidente dell’ Associazione a livello regionale, Domenico De Bartolomeo, è molto critico: «Da un lato bisogna contemperare le esigenze de dipendenti, dall’ altro, però, le aperture domenicali portano comunque un’ attività e un reddito. Così come il mercato si autoregola, così le aperture domenicali portano una grande attività dal punto di vista commerciale, perché le domeniche rappresentano i giorni in cui i fatturati sono più alti. Sicuramente, riformulare il regolamento sostiene De Bartolomeo – potrebbe procurare una perdita di posti di lavoro». Così il Codacons, che boccia tout court la proposta di legge M5S-Lega: «Una proposta che favorirà l’ e-commerce, avrà ricadute negative su occupazione e Pil e introdurrà il caos e pesanti discriminazioni tra Comuni». Confcommercio si esprimerà tra qualche giorno. «In attesa di poter esaminare il testo del disegno di legge, evidenziamo intanto la necessità di approfondire la valutazione di impatto del nuovo schema di regolazione delle aperture e delle chiusure degli esercizi commerciali nelle giornate domenicali e festive. Sarà, dunque, importante – ha comunicato l’ Associazione – un ascolto attento delle ragioni del modello italiano di pluralismo distributivo e dei nuovi modelli di consumo». Confesercenti, invece, sembra avere già le idee chiare, in totale contrapposizione alla posizione espressa tanto da Federdistribuzione, Confindustria e Codacons. «Noi siamo favorevoli al nuovo regolamento», afferma il presidente Luigi Muci, che presiede l’ organizzazione nella provincia di Lecce. «Numeri alla mano, la liberalizzazione non ha prodotto alcun beneficio per il commercio. I consumi non sono aumentati, sono aumentati solo i costi. Non c’ è stato nemmeno un reale aumento occupazionale. E’ necessario gestire le aperture domenicali perché, di fatto, a soffrire sono solo i piccoli. L’ apertura selvaggia – insiste il commerciante – ha favorito solo la grande distribuzione a discapito dei piccoli e soprattutto della famiglia che è l’ elemento portante della società». Anche il fronte sindacale appare compatto nel considerare quella dell’ esecutivo giallo-verde una buona scelta. «Noi abbiamo condotto a lungo la battaglia contro le aperture domenicali. Quindi, consideriamo il disegno di legge un passo avanti afferma il segretario generale di Filcams Lecce, Mirko Moscaggiuri perché l’ apertura indiscriminata non ha prodotto alcun beneficio per il commercio, nemmeno nella grande distribuzione. Regolamentando le aperture si consente ai lavoratori di conciliare meglio i tempi di vita e lavoro e soprattutto si consente ai piccoli commercianti di non subire la concorrenza dei grandi. Limitare del tutto le aperture domenicali con deroghe per le festività nazionali spiega il sindacalista , come noi chiediamo da tempo, sarebbe una soluzione ancora più efficace». Nella prossima settimana, il provvedimento sarà esaminato in commissione e in Aula, poi passerà al vaglio del Senato. Si prevede un’ attenzione particolare per i centri turistici e i centri storici, a partire da quelli delle grandi città: il testo prevede la totale esenzione dai vincoli. Ciò vuol dire che le attività commerciali potranno rimanere aperte tutte le domeniche, eccezione fatta per le festività. Lo stesso dovrebbe valere per i negozi di vicinato fuori dal centro storico.
pierpaolo spada
La Nuova Sardegna, 03/02/2019 03:31
bolzano
Valanga sulla A22 Alto Adige isolato
l’ italia travolta dal maltempo è allerta frane«tir senza catene». incubo per gli automobilisti al brennerocaos neve »l’ emergenzabloccati per 15 ore in autostradal’ odissea delle famiglie rimaste intrappolate senza acqua né cibo
Valanghe, fiumi in piena ed esondazioni tengono in allerta l’ Italia, colpita da abbondanti nevicate e nubifragi. Dall’ Alto Adige, con la chiusura di un tratto dell’ autostrada del Brennero, fino alle regioni centro-meridionali, la morsa del maltempo ha provocato disagi, incidenti e preoccupazione. Il livello del Po è salito di tre metri in 12 ore per effetto delle piogge intense mentre a Venezia il fenomeno dell’ acqua alta ha raggiunto i 113 cm di altezza sul medio mare. Chiusi gli accessi alle banchine del Tevere a Roma, con il superamento della prima soglia di attenzione del livello del fiume Aniene. Preoccupano i fiumi in Toscana ed Emilia: sei carabinieri sono rimasti feriti, travolti dall’ onda di piena, mentre stavano soccorrendo alcune persone nella Bassa bolognese, dove il fiume Reno è esondato rompendo un argine. I sei militari sono stati salvati dall’ elicottero dei vigili del fuoco e portati in ospedale per ipotermia, ma nessuno è grave. L’ esondazione del Reno ha costretto 280 persone ad abbandonare le proprie abitazioni. A Livorno la piena fiume del Cecina allaga le campagne nel Livornese, ma le esondazioni non riguardano i centri abitati. In Campania la Protezione civile ha diramato una nuova allerta meteo per il rischio di frane e allagamenti: la situazione è particolarmente critica per l’ esondazione del Sarno in alcuni tratti, che ha provocato allagamenti di case e danni alle aziende agricole. In queste ore sono state indicate criticità da bollino «rosso» anche per la pianura emiliana orientale e la costa ferrarese e per tutta la giornata di domenica. Oltre al Po, la situazione più critica si è verificata nella Bassa Bolognese, dove il Reno ha rotto gli argini e l’ acqua ha allagato le case circostanti. A causa dell’ innalzamento del livello dell’ Arno è stato chiuso a Firenze – a scopo precauzionale – il ponte Vespucci, progettato da Riccardo Morandi. TRENTO «La paura non le è ancora passata, ma sta bene, alla fine è arrivata a casa». Riccardo Del Bene, infermiere a Garmisch, in Germania, racconta così della moglie, che per 12 ore è rimasta bloccata in auto sull’ autostrada del Brennero, nella notte, con la figlia di 12 anni e il figlio di 15 anni. Erano partiti alle 15 di venerdì da Pesaro e «di solito in 6 ore sono qui, invece sono stati fermi in autostrada, in Alto Adige, salendo verso il confine, in coda dalle 20.48 divenerdì fino alle 8 della mattina» riferisce l’ uomo. «Sono rimasti completamente senza assistenza – protesta -. Abbiamo chiamato tutti i numeri di emergenza, ma per l’ intera notte non hanno visto anima viva. Neanche un lampeggiante, né giallo, né blu» ha specificato, riferendosi ai mezzi di servizio o di soccorso. Affermazioni che alla prima mattina avevano ceduto a toni disperati, una richiesta di aiuto di chi iniziava a temere per la vita dei propri cari. «Mi chiedo se devono morire in auto», aveva detto Del Bene prima di avere la notizia che era stato aperto loro un varco tra i tir incolonnati nella neve, a poche decine di chilometri dal valico. «C’ era così tanta neve – ha spiegato poi nel pomeriggio – che nemmeno le auto potevano più muoversi, nemmeno quelle attrezzate». Ma la sua famiglia non è stata l’ unica a vivere l’ odissea di una notte al freddo, bloccata sotto la nevicata. «C’ è un italiano qui a Garmisch – racconta – che stava aspettando la cognata che era partita venerdì da Vicenza. È rimasta bloccata in autostrada fino alle 14 di ieri, cioè quando sono arrivati dei mezzi e hanno tagliato il guard-rail, dicendole di tornare indietro, anziché proseguire verso nord». Un’ autostrada che si è trasformata in una trappola sotto la neve anche per un’ altra mamma. «Siamo senza cibo, l’ acqua è finita e non abbiamo mai visto passare nessuno in 15 ore -dice alle 11.30 di mattina – Vogliono forse lasciarci morire qui? Stiamo centellinando la benzina e ormai il nostro morale è allo stremo». Chi ha scampato la notte sotto la neve in autostrada non ha potuto evitare le code chilometriche. «Sono entrato a Bolzano nord a metà mattina e mi sono ritrovato in coda. Adesso sono passate ore – spiega un altro automobilista rimasto bloccato -. C’ era scritto di fare attenzione ma non una parola che fornisse l’ indicazione di file chilometriche». (C.T.) di Claudia Tomatis wBOLZANO Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12-15 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dal groviglio dei tir incolonnati intorno alle 15 di ieri. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Quanto a valanghe comunque, il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio. Nessuna delle valanghe ha coinvolto persone, mentre una a passo Pordoi, nel Bellunese ai confini col Trentino, ha travolto uno sciatore; è stato estratto illeso dai suoi amici grazie al gps per le segnalazioni sotto valanga. A Vipiteno, l’ ultima città dell’ Alto Adige nelle scorse ore sono caduti 65 centimetri di neve.
Il Resto del Carlino, 03/02/2019 03:21
Neve e tir: l’ Autobrennero è una trappola
automobilisti al gelo per 15 ore. «colpa dei camion senza catene e in corsia di sorpasso»
ROMA BASTA una forte nevicata – da 65 a 90 centimetri – per mettere in crisi l’ A22 nel tratto altoatesino: autostrada bloccata in direzione nord, persone intrappolate fino a 15 ore ore al gelo, soccorsi lenti e difficili. Problemi anche sulla linea ferroviaria del Brennero, dove la circolazione è stata a singhiozzo. La neve ha iniziato a scendere copiosa venerdì sera e a partire dalle 21.40 di venerdì sono iniziati i veri problemi: Tir intraversati, auto bloccate, file sempre più lunghe in direzione nord. Alle 4.40 è stato stabilito l’ obbligo di uscita a Trento Nord dei mezzi pesanti diretti a nord, ma la misura era inadeguata. L’ autostrada è rimasta progressivamente intasata da file lunghe fino a 12 chilometri ed è stata infine chiusa in direzione nord alle 7.30 di ieri mattina, nel tratto tra Chiusa e Vipiteno. Poi – visto che a Chiusa si erano formate ieri file di 8 chilometri in uscita – dalle 15 è stato chiuso in direzione nord il casello di Bolzano Nord e dalle 18.14 anche il tratto tra Bolzano nord e Chiusa. AD AGGRAVARE la situazione ieri mattina una valanga si è abbattuta sulla corsia nord all’ altezza di Terme di Brennero. Fortunatamente, anche a seguito del blocco più a sud tra Bressanone e Vipiteno causato dai tir, il traffico era quasi inesistente e quindi nessuno è rimasto coinvolto. «I disagi – sostiene Carlo Costa, direttore tecnico dell’ Autobrennero – sono stati causati da mezzi pesanti che non avevano pneumatici termici o catene da neve, obbligatori su tutta la A22 in inverno, e hanno tentato lo stesso di viaggiare nonostante l’ intensa nevicata». E ancora: «Considerato il prossimo blocco dei tir in Austria, i conducenti dei camion hanno cercato di portarsi il più vicino possibile al confine di Stato per provare ad attraversarlo prima dello stop. Chi aveva mezzi non attrezzati – prosegue Costa – si è intraversato, altri hanno tentato di superarsi a velocità sostenuta disponendosi su due corsie, malgrado sia vietato, e hanno ostruito le due carreggiate, fino a bloccare l’ arteria». Ma non è solo colpa dei camionisti. Evidentemente nessuno ai caselli – nonostante la nevicata attesa – aveva pensato di predisporre controlli sulle dotazioni invernali. Solo a partire da metà giornata i mezzi di soccorso sono riusciti a far ripartire il flusso dei veicoli bloccati nell’ autostrada chiusa. LA PROTEZIONE civile è intervenuta assieme a 200 uomini dell’ Autobrennero e ha aperto una cucina da campo nella zona di Varna, ma molti automobilisti hanno atteso per ore, senza assistenza né informazioni. Due bambini belgi sono stati soccorsi per un attacco di panico. Il Codacons ha presentato un esposto alla procura di Bolzano. «È assurdo – dice Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione di consumatori – che un’ arteria così importante venga chiusa per neve, con condizioni meteo negative previste da giorni. La magistratura indaghi per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
alessandro farruggia
La Provincia di Lecco, 03/02/2019 03:18
Autobrennero nel caos Tir e auto bloccati per ore nella neve
alto adige code fino a 12 chilometri. i dirigenti dell’ a22: molti erano senza gomme adatte o catene in tanti rimasti intrappolati per tutta l’ altra notte
Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos l’ altra notte e ieri una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno ieri sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che ieri sera erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro-accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino-Alto Adige, lo stato di emergenza grave.
La Provincia di Sondrio, 03/02/2019 03:18
Autobrennero nel caos Tir e auto bloccati per ore nella neve
alto adige code fino a 12 chilometri. i dirigenti dell’ a22: molti erano senza gomme adatte o catene in tanti rimasti intrappolati per tutta l’ altra notte
Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos l’ altra notte e ieri una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno ieri sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che ieri sera erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro-accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino-Alto Adige, lo stato di emergenza grave.
La Nazione, 03/02/2019 03:16
Neve e tir: l’ Autobrennero è una trappola
automobilisti al gelo per 15 ore. «colpa dei camion senza catene e in corsia di sorpasso»
ROMA BASTA una forte nevicata – da 65 a 90 centimetri – per mettere in crisi l’ A22 nel tratto altoatesino: autostrada bloccata in direzione nord, persone intrappolate fino a 15 ore ore al gelo, soccorsi lenti e difficili. Problemi anche sulla linea ferroviaria del Brennero, dove la circolazione è stata a singhiozzo. La neve ha iniziato a scendere copiosa venerdì sera e a partire dalle 21.40 di venerdì sono iniziati i veri problemi: Tir intraversati, auto bloccate, file sempre più lunghe in direzione nord. Alle 4.40 è stato stabilito l’ obbligo di uscita a Trento Nord dei mezzi pesanti diretti a nord, ma la misura era inadeguata. L’ autostrada è rimasta progressivamente intasata da file lunghe fino a 12 chilometri ed è stata infine chiusa in direzione nord alle 7.30 di ieri mattina, nel tratto tra Chiusa e Vipiteno. Poi – visto che a Chiusa si erano formate ieri file di 8 chilometri in uscita – dalle 15 è stato chiuso in direzione nord il casello di Bolzano Nord e dalle 18.14 anche il tratto tra Bolzano nord e Chiusa. AD AGGRAVARE la situazione ieri mattina una valanga si è abbattuta sulla corsia nord all’ altezza di Terme di Brennero. Fortunatamente, anche a seguito del blocco più a sud tra Bressanone e Vipiteno causato dai tir, il traffico era quasi inesistente e quindi nessuno è rimasto coinvolto. «I disagi – sostiene Carlo Costa, direttore tecnico dell’ Autobrennero – sono stati causati da mezzi pesanti che non avevano pneumatici termici o catene da neve, obbligatori su tutta la A22 in inverno, e hanno tentato lo stesso di viaggiare nonostante l’ intensa nevicata». E ancora: «Considerato il prossimo blocco dei tir in Austria, i conducenti dei camion hanno cercato di portarsi il più vicino possibile al confine di Stato per provare ad attraversarlo prima dello stop. Chi aveva mezzi non attrezzati – prosegue Costa – si è intraversato, altri hanno tentato di superarsi a velocità sostenuta disponendosi su due corsie, malgrado sia vietato, e hanno ostruito le due carreggiate, fino a bloccare l’ arteria». Ma non è solo colpa dei camionisti. Evidentemente nessuno ai caselli – nonostante la nevicata attesa – aveva pensato di predisporre controlli sulle dotazioni invernali. Solo a partire da metà giornata i mezzi di soccorso sono riusciti a far ripartire il flusso dei veicoli bloccati nell’ autostrada chiusa. LA PROTEZIONE civile è intervenuta assieme a 200 uomini dell’ Autobrennero e ha aperto una cucina da campo nella zona di Varna, ma molti automobilisti hanno atteso per ore, senza assistenza né informazioni. Due bambini belgi sono stati soccorsi per un attacco di panico. Il Codacons ha presentato un esposto alla procura di Bolzano. «È assurdo – dice Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione di consumatori – che un’ arteria così importante venga chiusa per neve, con condizioni meteo negative previste da giorni. La magistratura indaghi per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
alessandro farruggia
L’Eco di Bergamo, 03/02/2019 03:15
Autobrennero nel caos Tir e auto bloccati per ore nella neve
alto adige code fino a 12 chilometri. i dirigenti dell’ a22: molti erano senza gomme adatte o catene in tanti rimasti intrappolati per tutta l’ altra notte
Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos l’ altra notte e ieri una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno ieri sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che ieri sera erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro-accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino-Alto Adige, lo stato di emergenza grave.
La Provincia di Como, 03/02/2019 03:15
Autobrennero nel caos Tir e auto bloccati per ore nella neve
alto adige code fino a 12 chilometri. i dirigenti dell’ a22: molti erano senza gomme adatte o catene in tanti rimasti intrappolati per tutta l’ altra notte
Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos l’ altra notte e ieri una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno ieri sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. E il premier Conte in serata ha annunciato che a febbraio «presenteremo un grande Piano nazionale con centinaia di progetti e opere immediatamente cantierabili, non solo per fronteggiare l’ emergenza ma anche realizzare interventi strutturali». Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dalla trappola dei tir incolonnati ieri intorno alle 15. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. «Chiediamo un’ indagine per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale», ma anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche per i dirigenti dell’ A22 la causa del caos è stato il mancato rispetto delle regole, ovvero il mancato uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che ieri sera erano ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro-accoglienza. Nel pomeriggio c’ è anche stato chi si è sentito male e per i soccorritori sono stati necessari l’ elicottero per individuare il tir in questione tra le centinaia in colonna. Neanche i binari sono stati risparmiati dall’ eccezionale nevicata. Il gruppo Fs Italiane ha attivato nella mattina in Trentino-Alto Adige, lo stato di emergenza grave.
Il Giorno, 03/02/2019 03:10
Neve e tir: l’ Autobrennero è una trappola
automobilisti al gelo per 15 ore. «colpa dei camion senza catene e in corsia di sorpasso»
ROMA BASTA una forte nevicata – da 65 a 90 centimetri – per mettere in crisi l’ A22 nel tratto altoatesino: autostrada bloccata in direzione nord, persone intrappolate fino a 15 ore ore al gelo, soccorsi lenti e difficili. Problemi anche sulla linea ferroviaria del Brennero, dove la circolazione è stata a singhiozzo. La neve ha iniziato a scendere copiosa venerdì sera e a partire dalle 21.40 di venerdì sono iniziati i veri problemi: Tir intraversati, auto bloccate, file sempre più lunghe in direzione nord. Alle 4.40 è stato stabilito l’ obbligo di uscita a Trento Nord dei mezzi pesanti diretti a nord, ma la misura era inadeguata. L’ autostrada è rimasta progressivamente intasata da file lunghe fino a 12 chilometri ed è stata infine chiusa in direzione nord alle 7.30 di ieri mattina, nel tratto tra Chiusa e Vipiteno. Poi – visto che a Chiusa si erano formate ieri file di 8 chilometri in uscita – dalle 15 è stato chiuso in direzione nord il casello di Bolzano Nord e dalle 18.14 anche il tratto tra Bolzano nord e Chiusa. AD AGGRAVARE la situazione ieri mattina una valanga si è abbattuta sulla corsia nord all’ altezza di Terme di Brennero. Fortunatamente, anche a seguito del blocco più a sud tra Bressanone e Vipiteno causato dai tir, il traffico era quasi inesistente e quindi nessuno è rimasto coinvolto. «I disagi – sostiene Carlo Costa, direttore tecnico dell’ Autobrennero – sono stati causati da mezzi pesanti che non avevano pneumatici termici o catene da neve, obbligatori su tutta la A22 in inverno, e hanno tentato lo stesso di viaggiare nonostante l’ intensa nevicata». E ancora: «Considerato il prossimo blocco dei tir in Austria, i conducenti dei camion hanno cercato di portarsi il più vicino possibile al confine di Stato per provare ad attraversarlo prima dello stop. Chi aveva mezzi non attrezzati – prosegue Costa – si è intraversato, altri hanno tentato di superarsi a velocità sostenuta disponendosi su due corsie, malgrado sia vietato, e hanno ostruito le due carreggiate, fino a bloccare l’ arteria». Ma non è solo colpa dei camionisti. Evidentemente nessuno ai caselli – nonostante la nevicata attesa – aveva pensato di predisporre controlli sulle dotazioni invernali. Solo a partire da metà giornata i mezzi di soccorso sono riusciti a far ripartire il flusso dei veicoli bloccati nell’ autostrada chiusa. LA PROTEZIONE civile è intervenuta assieme a 200 uomini dell’ Autobrennero e ha aperto una cucina da campo nella zona di Varna, ma molti automobilisti hanno atteso per ore, senza assistenza né informazioni. Due bambini belgi sono stati soccorsi per un attacco di panico. Il Codacons ha presentato un esposto alla procura di Bolzano. «È assurdo – dice Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione di consumatori – che un’ arteria così importante venga chiusa per neve, con condizioni meteo negative previste da giorni. La magistratura indaghi per interruzione di pubblico servizio e blocco stradale». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
alessandro farruggia
Il Giornale Di Vicenza, 03/02/2019 02:46
l’ intervento. la senatrice daniela sbrollini
La Xylella degli ulivi «Cunial sbaglia in merito e metodo»
«le misure prese dalla puglia sono dolorose ma necessarie»
La senatrice del Pd Daniela Sbrollini contesta «nel merito e nel metodo le affermazioni della on. Cunial riguardo alla Xylella». La deputata del Movimento Cinque Stelle aveva organizzato una conferenza stampa a Montecitorio in cui era stato presentato un ricorso Codacons contro le misure di contrasto, come l’ eradicamento, prese dalla Regione Puglia, nei confronti del batterio degli ulivi.«La patologia – sono le parole di Sbrollini – è diffusa da un insetto che passa da un albero all’ altro e provoca il disseccamento delle piante. Quello che la Regione Puglia sta mettendo in atto non è un’ iniziativa contro la sua terra e contro i diritti dei suoi abitanti ma a tutela della globalità di una coltivazione secolare e redditizia. Gli interventi previsti sono dolorosissimi per i coltivatori pugliesi. Infatti è stato decretato che ogni pianta nel raggio di 100 metri da quella affetta da Xylella fastidiosa, deve essere sradicata». La ricerca di una cura non ha dato ancora risultati. «Nel frattempo bisogna bloccare, anche con metodi dolorosi, l’ epidemia. Da qui a vedere intrighi sotto ogni iniziativa di emergenza è una mania di alcuni pentastellati». «Vedere in questo impegno un tentativo di portare avanti un progetto, come asserisce Cunial, di land grabbing, cioè accaparramento delle terre, mi sembra perfettamente in linea con un pensiero di base che contesto». «Nei “Promessi Sposi” Cunial forse avrebbe negato l’ esistenza della peste, o visto untori che con il cappello spargevano peste tra i banchi delle chiese. In realtà la peste c’ era. Gli untori no». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Giornale Di Vicenza, 03/02/2019 02:46
caos neve. il direttore dell’ autobrennero attacca: «colpa dei camion non attrezzati e del mancato rispetto delle regole». i vigili del fuoco ai turisti:
«Non partite»
valanga blocca la a22 al brennero l’ autostrada chiusa in entrambe le direzioni per le lunghe code di tir e automobili ferrovie: «la situazione è grave». ridotto il trasporto regionale, problemi in austria
Claudia Tomatis BOLZANO Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12-15 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dal groviglio dei tir incolonnati intorno alle 15 di ieri. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. Chiederanno anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche i dirigenti dell’ A22 puntano il dito sul mancato rispetto delle regole, uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Il gruppo Fs Italiane ha attivato subito in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Rallentate o ferme le linee regionali. Quanto a valanghe il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio.
Brescia Oggi, 03/02/2019 02:41
caos neve. il direttore dell’ autobrennero attacca: «colpa dei camion non attrezzati e del mancato rispetto delle regole». i vigili del fuoco ai turisti:
«Non partite»
valanga blocca la a22 al brennero l’ autostrada chiusa in entrambe le direzioni per le lunghe code di tir e automobili ferrovie: «la situazione è grave». ridotto il trasporto regionale, problemi in austria
Claudia Tomatis BOLZANO Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12-15 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dal groviglio dei tir incolonnati intorno alle 15 di ieri. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. Chiederanno anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche i dirigenti dell’ A22 puntano il dito sul mancato rispetto delle regole, uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Il gruppo Fs Italiane ha attivato subito in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Rallentate o ferme le linee regionali. Quanto a valanghe il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio.
L’Arena, 03/02/2019 02:35
caos neve. il direttore dell’ autobrennero attacca: «colpa dei camion non attrezzati e del mancato rispetto delle regole». i vigili del fuoco ai turisti:
«Non partite»
valanga blocca la a22 al brennero l’ autostrada chiusa in entrambe le direzioni per le lunghe code di tir e automobili ferrovie: «la situazione è grave». ridotto il trasporto regionale, problemi in austria
Claudia Tomatis BOLZANO Colonne di tir fino a 12 chilometri nel tratto più a nord dell’ autostrada A22 del Brennero. Con le auto intrappolate per l’ intera notte, 12-15 ore o anche di più. È la neve, prevista e abbondante, che ha gettato nel caos una parte della viabilità altoatesina. Se la prima nevicata di venerdì aveva portato a una chiusura temporanea di quel pezzo di arteria, già piena di camion, da ieri mattina alle 8 la chiusura del tratto da Chiusa a Vipiteno in direzione nord non è più stata revocata. Nemmeno a sera. Con l’ aggiunta di una valanga caduta proprio lì in mattinata, al chilometro 5, ma senza conseguenze su persone. Dalla trappola di neve dell’ Autobrennero le ultime auto sono state fatte uscire dal groviglio dei tir incolonnati intorno alle 15 di ieri. Ad alcune è stato poi consigliato di tornare indietro, anziché proseguire verso nord. Il Codacons ha annunciato un esposto alla procura. Chiederanno anche di «identificare e indagare tutti i conducenti di Tir e auto entrati in autostrada senza il necessario equipaggiamento». Anche i dirigenti dell’ A22 puntano il dito sul mancato rispetto delle regole, uso delle gomme antineve o delle catene. «La situazione è stata causata da numerosi mezzi pesanti non attrezzati, che sono scivolati e si sono messi di traverso. Da 24 ore 200 uomini sono ininterrottamente in servizio» aveva detto già di prima mattina il direttore tecnico generale dell’ A22, Carlo Costa. Un’ affermazione ribadita a sera dall’ Autobrennero, che però ha indicato anche un’ altra serie di fattori. «Purtroppo – ha chiarito la società – il divieto di transito istituito dalle Autorità austriache porta ogni venerdì a un aumento del traffico pesante, per passare il confine prima delle 22 ed evitare una lunga sosta nel fine settimana. In concomitanza, numerosi motociclisti si sono avventurati sulla carreggiata nord, nonostante la nevicata, per raggiungere un noto motoraduno che si tiene ogni anno in Baviera. La velocità ridotta e le numerose cadute hanno obbligato i mezzi pesanti a frequenti fermate e invasioni di corsia di sorpasso a loro vietata, con la conseguente difficoltà nel ripartire in salita». Tir che a sera sono ancora in colonna nel tratto tra Chiusa e Vipiteno e per loro sono stati allestiti dei punti di ristoro- accoglienza. Il gruppo Fs Italiane ha attivato subito in Trentino Alto Adige, lo stato di emergenza grave. Rallentate o ferme le linee regionali. Quanto a valanghe il pericolo era molto elevato, di grado 4 in una scala di 5. Tant’ è che altre due si sono verificate sempre nella mattina in Alto Adige, una in Val Sarentino e l’ altra a Valdurna. Un’ altra ha bloccato sia la strada a passo Sella in Trentino che quella per Madonna di Campiglio.
Il Sole 24 Ore, 03/02/2019 02:16
workshop e stage. i seminari radunano un pubblico crescente di professionisti e studenti, amanti di filosofia e psicoanalisi. sulle orme di faber, poeta e cantautore
Attratti dai tarocchi
«C’ è una donna che semina il grano/Volta la carta si vede il villano/Il villano che zappa la terra /Volta la carta viene la guerra», cantava Fabrizio De André sul palco del teatro Brancaccio di Roma in occasione dei concerti del 13 e 14 febbraio 1998, le date centrali della tournée “Mi innamoravo di tutto”. Sullo sfondo nove Arcani dei Tarocchi guardano il pubblico: il Bagatto, la Ruota della Fortuna, il Giudizio, l’ Eremita, la Morte, il Carro, il Sole, la Luna, le Stelle compongono il racconto di uno spirito libero, un viaggio introspettivo dentro un’ umanità ancora possibile. Da sempre sospesi tra meccanica celeste e meccanica terrestre, abbiamo tutti bisogno di prevedere: anticipare l’ esperienza. Così le pratiche divinatorie sono diventate nei secoli ritualità sempre più complesse. E la lettura dei Tarocchi da gioco è diventata oracolo fino a trasformarsi in strumento di crescita personale, passando per le corti del Rinascimento, l’ iniziazione massonica, la psicoanalisi junghiana, la filosofia (Jacques Lacan), gli ambienti new age e la cultura hippie. Oggi workshop e stage radunano identikit diversi: una maestra d’ asilo, un imprenditore alberghiero e un maestro di karate sono tra gli ultimi apprendisti tarologi che si sono accostati ai Tarocchi secondo una visione evolutiva, «per portare luce nelle trame dell’ inconscio». Un pensiero, quello tarologico, che si è sviluppato grazie al contributo di Carl Gustav Jung, psicoanalista e psichiatra svizzero, che ha ricondotto i suoi archetipi ai Tarocchi. Stabilendo fra loro – energie innate – un dialogo interiore. «Di fronte alle carte diventiamo ologrammi – spiega Luigi Manzi, voce oracolare e visionaria della poesia italiana -, siamo una piccola parte compresa nel tutto. Sollecitati alla veggenza, per giungere all’ ignoto “attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza”, come scriveva Rimbaud». Tutto un altro approccio rispetto a quello di fattucchiere, maghi e indovini, che pure non tramontano: sono 13 milioni, secondo una ricerca del Codacons, gli italiani che si rivolgono agli operatori dell’ occulto. Molto più che folklore. Faber e i Tarocchi Astrologia ed esoterismo, dunque, appassionavano anche Fabrizio De André. Chi lo conosceva bene racconta che il poeta cantautore, prima di ogni concerto, si affidava a un giro di Tarocchi. Di ogni musicista chiedeva il segno zodiacale. Emilia Pignatelli è la scenografa che ha progettato e costruito quel castello di carte che ha caratterizzato le ultime apparizioni di Faber. Oggi si occupa di promozione culturale ma ricorda bene l’ entusiasmo dell’ artista per quella idea costruita schizzo dopo schizzo: la struttura in compensato e, stampate su tela, le carte di un mazzo di Tarocchi genovesi del 1800. «Passai giorni ad ascoltarlo, seguendo le prove e i suoi ragionamenti e nulla mi è sembrato più vicino al suo mondo di quelle figure così dense di significati», racconta la scenografa. Suo marito era Pepi Morgia, il regista dei concerti di De André. Ispirato da quell’ allestimento e dalla magia stessa dell’ opera del cantautore, lo scrittore genovese Fabrizio Calzia (che è editore di Galata), insieme a Rita Casalboni, ha pubblicato “I Tarocchi e Faber”, libro e cofanetto che spiegano gli arcani di De André e la loro composizione, celebrando «il continuo rinnovarsi della vita». La via femminile dei Tarot Marianne Costa, scrittrice, poetessa, studiosa di letteratura comparata, è una tarologa di fama internazionale. Vive a Parigi ma viene in Italia almeno due volte l’ anno per incontrare i suoi allievi. A marzo sarà ad Assisi, a maggio a Bologna. Ha ereditato, e poi rielaborato, il pensiero di Alejandro Jodorowsky al quale è stata legata sentimentalmente per diversi anni. Jodorowsky lo sciamano Di origini cilene, Jodorowsky, artista eclettico e visionario (mimo, attore, regista, autore di teatro, poeta, romanziere e sceneggiatore di fumetti) è soprattutto uno psicomago. Uno sciamano d’ Occidente che esplora nuovi linguaggi dentro il labirinto emotivo dell’ animo umano. Per anni ha tenuto letture collettive e gratuite nei bistrò parigini: ogni mercoledì era al Temeraire Cafè con il suo mazzo di carte. È lì che ha conosciuto Marianne. Lei ha poi continuato il suo percorso da sola, accostandosi alle visioni di André Breton e Italo Calvino: da “Arcano 17”, il libro più esoterico del surrealista francese, a “Il castello dei destini incrociati” in cui i racconti dello scrittore italiano nascono dalla combinazione dei Tarocchi. «Così ho scoperto il linguaggio degli emblemi e quella dimensione narrativa che ci consente attraverso la lettura delle carte di emergere dalla nostra storia in modo eroico», spiega la tarologa, che per Real Time, in collaborazione con la Scuola Holden di Torino (Storytelling&Performing Arts), ha realizzato una serie di story counseling dedicata alle relazioni amorose, per sperimentare il potenziale trasformativo delle storie. Un format curato da Filippo Losito. Storia e deontologia L’ ultimo libro di Marianne Costa “Le Tarot, pas à pas” è in uscita nelle librerie francesi: 480 pagine con una sezione dedicata alla storia dei Tarocchi, una all’ interpretazione, un’ altra alla deontologia. «Le carte sono innanzitutto uno strumento di ascolto – spiega l’ autrice -. E la lettura ci obbliga a mantenere una postura neutrale, mai una presa di potere sui consultanti». Con il volume sarà distribuito un antico mazzo di Tarot de Marseille. Tarocchi perfetti per la maggior parte degli addetti ai lavori, capaci di seguire l’ intero viaggio dell’ uomo, dal Matto (lo zero) al Mondo (Arcano 21). Che a partire dal ‘600 si diffusero in tutta l’ area transalpina: cinquantasei per mazzo, di quattro semi italiani, bastoni, spade, coppe e denari, e 21 trionfi (gli Arcani maggiori) più uno, il Matto (Le Mat). Probabile la derivazione piemontese. Professionisti e studenti Gli stage in Italia di Marianne Costa sono organizzati da Elena Valzania, farmacista e naturopata romagnola: «C’ è un interesse crescente verso il mondo dei Tarocchi che riguarda profili di ogni tipo, dal professionista allo studente. Molti gli operatori del mondo olistico, tante le donne». E la proposta è più contemporanea: «I Tarocchi oggi fanno parte di una certa élite culturale, interessata a psicoanalisi, filosofia, yoga e poesia». Da Bologna allo Yucatan, anche Cristobal Jodorowsky, figlio di Alejandro, organizza seminari dedicati a Tarocchi e psicoteatro. Mentre a Milano introduce al mondo delle carte e delle genealogie un allievo di Marianne Costa, Fabio Albertini, nobili origini napoletane, economista, maestro di yoga. Per partecipare bisogna prenotare con largo anticipo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
donata marrazzo
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