31 Gennaio 2019

Xylella: M5S, presentato alla camera ricorso contro Puglia

 

(ANSA) – ROMA, 31 GEN – Un ricorso del Codacons contro la regione Puglia in materia di Xylella è stato presentato alla Camera in una conferenza stampa organizzata dalla parlamentare del M5S Sara Cunial, al centro delle polemiche qualche giorno fa per aver promosso un incontro, sempre a Montecitorio, con esponenti No-Vax. “Il Codacons – si legge in una nota diramata al termine della conferenza stampa – ha chiesto al Tar Lazio l’annullamento previa sospensiva della Delibera della regione Puglia n. 1890 (‘Azioni di contrasto alla diffusione della Xylella Fastidiosa, in applicazione della decisione di esecuzione (UE) 789/2015’) in quanto si ritiene che tale Delibera sia illegittima da un lato per vizi suoi propri e dall’altro per vizi derivanti da taluni profili di illegittimità della decisione comunitaria 789/2015”. E a spiegare il contenuto del ricorso sono stati gli avvocati Rienzi e Giuliano del Codacons, a i quali si sono rivolti “diverse Associazioni, Comitati e singoli cittadini pugliesi”. Il ricorso, si spiega, “fa leva su uno studio commissionato dal Comitato per la Salvaguardia Ambiente e Territorio della Valle d’Itria e dall’Associazione Terre d’Egnazia al professor Alberto Lucarelli, Costituzionalista, ordinario presso l’Università Federico II di Napoli”. “Quello che sta accadendo in Puglia è una questione nazionale ed europea, che riguarda i diritti di tutti i cittadini e il futuro delle prossime generazioni – afferma Lucarelli – si tratta di una questione che lede la Costituzione e il diritto comunitario, ampiamente provati sia dalla Delibera regionale n.1890 che dai recenti emendamenti ai provvedimenti nazionali. Si pensi per esempio alla violazione degli articoli 9, 32, 41 e 42 della Costituzione e alla violazione del principio europeo di precauzione. A cui si aggiunge la violazione degli articoli 16 e 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, nonché la riproposizione illegittima dello Stato emergenziale e l’illegittimità della norma inserita nella legge numero 145 del 2018”. “Stiamo parlando di diritti fondamentali – conclude Lucarelli – di diritto alla salute, alla proprietà privata, alla tutela del paesaggio e alla salubrità ambientale. Diritti non negoziabili con nessun interesse economico o privatistico”.

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