26 Gennaio 2019

Il governo vuole il cellulare in classe

scuola il ministro dell’ istruzione contro il divieto proposto da lega e fi «è uno strumento fondamentale. e poi ho fiducia nei nostri studenti»
Adriano Bonanni Il ministro Bussetti contro l’ emendamento al ddl per la reintroduzione dell’ educazione civica nelle scuole presentato da Lega e Forza Italia che prevede il divieto per studenti e professori di usare il cellulare in classe. «E uno strumento fondamentale e sono a favore», spiega Bussetti, sottolineando il suo «rispetto» per l’ autonomia scolastica e del docente: «E poi ho fiducia nei nostri studenti, nel loro senso di responsabilità sull’ uso consapevole di questi strumenti». Così facendo, il ministro si allinea alla proposta di Fedeli, che aveva indicato nello smartphone uno strumento per facilitare l’ apprendimento, fa notare la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Simona Malpezzi. «Purtoppo, la linea del ministro Bussetti non è condivisa dai suoi colleghi di governo che vogliono mettere il divieto senza comprendere la sostanziale differenza tra telefonare in classe e usare la tecnologia in modo consapevole. Del resto Lega e M5S sono convinti che il senso civico si apprenda attraverso la repressione e che i divieti valgano più della capacità critica di analizzare la realtà. Qualcuno ha avvisato il povero ministro Bussetti che la sua opinione non conta?», sbotta. Intanto il Codacons sale sul le barricate e si dice pronto a impugnare il provvedimento. «Speriamo vivamente che le dichiarazioni del ministro siano uno scherzo di Carnevale anticipato», scrivono, bocciando senza mezzi termini un possibile ingresso dei cellulari nelle aule. Il presidente Carlo Rienzi ricorda («al di là dell’ aspetto fortemente diseducativo di una simile misura») che una recentissima sentenza del Tar del Lazio impone una campagna informativa sui rischi per la salute derivanti dall’ uso dei telefonini. Il che renderebbe di fatto impossibile l’ ingresso dei cellulari nelle scuole, considerato che è vietato diffondere tra i minori prodotti potenzial mente pericolosi. E poi il Codacons si appella a un possibile «fronte sanitario», considerati i rischi certificati connessi all’ uso degli smartphone, dal punto di vista sia mentale che fisico, specie sui più giovani. Dal 2011 la Iarc, agenzia dell’ Oms, li ha classificati come prodotti a rischio cancerogeno. L’ uso intensivo di apparecchi in uno spazio ristretto come una aula scolastica, è la denuncia del Codacons, «incrementerebbe in modo evidente i rischi per la salute degli studenti, e porterebbe a una valanga di ricorsi da parte dei genitori e a provvedimenti inibitori da parte dei tribunali».

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