Fido, esci dal guscio e impara il galateo
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fonte:
- Il Messaggero
LA GUIDA Sono circa sette milioni, stando a Euromonitor, i cani che vivono nelle case italiane, dunque condividono le nostre abitudini, i nostri ritmi e i nostri spazi, pure urbani, con ciò che comporta in termini di norme, anzi buone norme, da imparare. Alle leggi da rispettare si aggiunge un vero e proprio galateo della condotta da adottare in situazioni e contesti differenti. Un tema tutt’ altro che scontato. Secondo gli ultimi dati Codacons, sono due milioni e 200mila le cause pendenti in tribunale legate a liti di condominio. Nella graduatoria dei principali motivi, al terzo posto spicca proprio la presenza di animali domestici, dai cani che abbaiano eccessivamente a quelli che sporcano il cortile. Sono oltre 21000 gli esposti che giungono ogni anno al Tribunale degli animali dell’ Aidaa che hanno per oggetto gli amici a quattro zampe. «Un’ educazione cinofila – dice Cosimo Marra, direttore operativo di Ca’ Zampa, primo gruppo di cliniche integrate per gli animali da compagnia – è opportuna e in grado di dare frutti. È necessario abituare gradatamente il cane alla città, facendogli conoscere il suo quartiere, le sue aree verdi, poi i suoi simili. La passeggiata è alla base della socializzazione, è utile eseguire giochi e abituare il cane agli stimoli, con esercizi di controllo base, come fermo’, seduto’, terra’, resta’». LE NORME A guidare la condotta c’ è una normativa ad hoc. I proprietari, secondo quanto stabilito dal Ministero della Salute con l’ ordinanza sulla tutela dell’ incolumità pubblica dall’ aggressione dei cani, devono «utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’ animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni». E devono «portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’ incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti». Inoltre, «è fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse». Sono previste multe, che vanno da 50 euro a 250 euro per chi sporca i marciapiedi con escrementi di animali. «Serve un giro di vite sulle deiezioni canine nelle strade – commenta l’ avvocato Carlo Rienzi, presidente Codacons – si tratta di un fenomeno di degrado cittadino, presente nella maggior parte delle città e particolarmente evidente a Roma. Occorrono più controlli». PROVA DEL DNA A Malnate, nel Varesotto, il Comune ricorre addirittura al dna dei cani per rintracciare i proprietari maleducati. Il bon ton interessa pure l’ ingresso di un animale nelle aree dedicate presenti in più parchi. «Non bisogna mai imporlo al branco già presente – afferma Marra – è opportuno conosca un cane alla volta e verificando prima la disponibilità dell’ altro proprietario». Non mancano regole per il trasporto sui mezzi pubblici. «È necessario presentarsi sempre con guinzaglio, collare e museruola a disposizione da far indossare al cane su richiesta del conduttore o di un pubblico ufficiale – prosegue Marra – ed è buona norma, in orario di punta o quando i mezzi sono molto affollati, far indossare comunque la museruola prima di salire sul mezzo stesso». Il regolamento Atac a Roma ammette in vettura cani di piccole e medie dimensioni, con biglietto. Gli unici a viaggiare gratis sono i cani guida. Possono salire solo due cani per vettura. A Milano, uno per vettura. Le strutture pet friendly sono in costante aumento. «Se ben educato – dice Marra – il cane entra nei negozi sempre al guinzaglio. Occorre prestare attenzione allo scodinzolio sulla merce esposta o alla zampata curiosa». Il cane può entrare pure in taluni ristoranti. «Bisogna comandargli la posizione terra – conclude Marra – che deve poter mantenere fino alla fine del pasto». Valeria Arnaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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