13 Gennaio 2019

Agricoltura, rischio per le gelate In Sicilia fa paura la merce estera

i prodotti che arrivano dal nord africa spingono al ribasso i prezzi. e bisogna fare pure i conti con i danni del maltempo
Continua a gelare le campagne italiane, si riscaldano, di conseguenza, i prezzi dell’ ortofrutta, con un’ impennata generale un po’ in tutti i mercati della Penisola. Tranne che in Sicilia, dove i coltivatori diretti, oltre che con i danni causati dal maltempo degli ultimi giorni, devono fare i conti con la concorrenza estera, soprattutto nordafricana, che non conosce freddo, congestiona il commercio e spinge verso il basso il valore dei prodotti territoriali. A livello nazionale, spiega il responsabile dell’ Ufficio Mercati all’ ingrosso di Borsa merci telematica italiana (Bmti), Fabrizio De Giacomi, l’ effetto gelo che sta investendo le regioni del Centro -Sud, da dove arriva la maggior parte del raccolto presente sui banconi, sta colpendo duro anche i listini di verdure e ortaggi, con aumenti che si riflettono lungo tutta la filiera. I singoli prodotti Diminuisce la produzione, rincara dunque il costo della merce venduta al dettaglio, soprattutto di cavolfiori, finocchi e melenzane da serra, il cui prezzo, sottolinea Bmti, è oggi quasi raddoppiato. Va un po’ meglio per i carciofi, con rialzi che non superano il 30%, e per le zucchine, con rincari del 20%, mentre i fagiolini italiani, non adatti al clima di questo periodo, sono praticamente spariti, rimpiazzati sui mercati italiani da prodotti che arrivano dal Nord Africa. La frutta è invece in linea con i prezzi di una stagione normale, perché mele, pere e kiwi sono stati raccolti da tempo non hanno risentito dell’ ultima ondata di maltempo. Discorso diverso, al momento, vale per i mercati all’ ingrosso e al dettaglio della Sicilia, dove non si registrano particolari rincari, nonostante gli ingenti danni subiti in produzione dagli agricoltori. Il motivo? Antonio Lo Giudice, delegato provinciale Coldiretti Giovani di Agrigento, spiega che «non appena manca una varietà di ortaggi o di frutta sui banconi a causa del maltempo, questa viene immediatamente rimpiazzata da merce spagnola o marocchina, e noi siamo doppiamente danneggiati: da una parte, perdiamo una buona fetta del raccolto, devastato dal gelo, dall’ altra non possiamo neanche recuperare la perdita innalzando i prezzi, perché la concorrenza estera non manca mai e non saremmo più competitivi con la grande distribuzione». La conta dei danni E di danni Lo Giudice ne ha avuti parecchi, come molti colleghi della Sicilia orientale: «Nel mio areale, sul territorio di Gela, le temperature arriva tea meno quattro gradi hanno fermato la crescita delle piante di peperoni coltivati in tunnel, con una perdita stimabile del 50%, mentre in altre zone del Nisseno e dell’ Agrigentino i carciofi sono stati praticamente disintegrati dal freddo, con un deficit produttivo che sfiora il 100%». Non va molto meglio ad Ovest dell’ Isola, nel Ragusano, nella cosiddetta fascia trasformata, tra le più importanti zone produttrici di ortofrutta in Italia, dove il responsabile Coldiretti di Santa Croce Camerina, Massimo Catalano, «a causa delle rigidissime temperature della scorsa settimana» segnala «un calo tra il 20 e il 30% del raccolto, soprattutto per zucchine e melenzane, mentre i prezzi sono sì aumentati, ma di pochissimo, in linea con il leggero e fisiologico rincaro del periodo invernale». La voce dei consumatori Una stabilità di listino confermata anche dalle associazioni dei consumatori: da Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, e da Lillo Vizzini, presidente di Federconsumatori Palermo, che non hanno registrato alcuna criticità nella spesa quotidiana, né ad Ovest né ad Est del la Sicilia. Appello dei sindacati Intanto, memori dei disastri climatici di ottobre e novembre, Cisl, Flai Cgil e Uila Uil sollecitano «una mobilitazione dei rappresentanti siciliani di Governo e dei parlamentari eletti nell’ Isola» a tutela delle «migliaia di lavoratori agricoli senza occupazione né tutele». L’ iniziativa, spiegano i sindacati, arriva «dopo avere inutilmente chiesto e sperato che nella Finanziaria nazionale venisse inserita una norma «anti -beffa» a salvaguardia dei dipendenti di aziende non assicurate contro le avversità atmosferiche». Le parti sociali chiedono l’ approvazione di un provvedimento urgente, «che riconosca ai lavoratori un numero di giornate aggiuntive rispetto a quelle effettivamente prestate, in modo da raggiungere le quote necessarie alla fruizione dei benefici previdenziali e assistenziali».

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