13 Gennaio 2019

Indennizzo per le buche, il Comune si difende: vanno schivate

In Alaska fa freddo, in Irlanda piove spesso e a Roma ci sono le buche nelle strade. È disarmante la giustificazione che gli avvocati del Campidoglio hanno accampato per contrastare la richiesta di risarcimento di un automobilista danneggiato da una voragine sulla carreggiata: «La presenza su strade pubbliche di sconnessioni, avvallamenti e altre irregolarità non costituisce un evento straordinario ed eccezionale ma rappresenta, al contrario, una comune esperienza rientrante nell’ id quod plerumque accidit e, dunque, deve essere tenuta ben presente dagli utenti della strada, i quali hanno l’ obbligo di comportarsi diligentemente per evitare pericoli a sé o ad altri». «Ciò che accade di solito»: appunto, come il ghiaccio al Polo e le pozzanghere dove piove. Le buche a Roma so- no un fatto “naturale”, genetico quasi, e chi non lo sa? Allora, se vuoi avventurarti sui viali della Capitale, almeno «comportati diligentemente»: prendi il patentino da guidatore di rally, oppure fatti precedere da un domestico appiedato – come si faceva con le primissime automobili. Così il latino giuridico ammanta di solennità fuori luogo ciò che in effetti rappresenta un impotente allargare le braccia dell’ amministrazione davanti al primo risarcimento pagato a una vittima delle buche: 760 euro (641 per i danni e 119 di spese legali) riconosciuti in via stragiudiziale a un residente che il 5 marzo scorso, alla periferia sud della Capitale, ha danneggiato un cerchione dell’ auto in un avvallamento stradale non segnalato e che di conseguenza ha avviato tramite Codacons la richiesta di indennizzo al Comune. E non è tanto la piccola cifra, versata tra l’ altro dalle assicurazioni, a preoccupare ora, quanto la valanga di possibili procedimenti simili (sarebbero 850, per circa un milione di euro in totale) cui questa soluzione apre la porta: una class action davanti al Tribunale civile di Roma che si annuncia folta e dispendiosa, anche per la popolarità della giunta Raggi. La quale però se le tira pure addosso, perseguendo la linea del colpevolizzare i cittadini: dopo l’ invito a spazzare da sé i marciapiedi per ovviare all’ emergenza rifiuti, ora anche l’ affermazione che le buche in strada sono un fatto acquisito e chi ci casca non è stato attento. Ha dunque facile gioco il medesimo Codacons a definire «incredibile» la difesa dei legali capitolini: un testo in cui «il Campidoglio si arrende alle buche». E infatti le reazioni (non solo politiche: per il Pd «sembra satira ma è realtà») non si sono fatte attendere. Marco Valeri, consigliere dell’ Associazione italiana familiari e vittime della strada, ricorda che «un sindaco ha il dovere morale, e non solo perché la legge glielo impone, di proteggere i cittadini. Non è accettabile che rischino la propria incolumità su strade così dissestate». E Giordano Biserni, presidente dell’ Associazione sostenitori e amici della Polstrada: «Non possiamo dire alla gente di adattarsi a situazioni che sono in carico alle istituzioni, comunali o statali. È il sistema che deve adattarsi. Altrimenti se va giù un ponte “ci adattiamo” andando a nuoto?». Giulio Isola RIPRODUZIONE RISERVATA.

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