13 Gennaio 2019

Il metodo Raggi: prendi una buca? Colpa tua

 

ENRICO PAOLI Persino Nerone, di fronte all’ ineluttabilità certificata dal Campidoglio dell’ esistenze delle buche nelle strade della Capitale, allargherebbe le braccia: «E mo’ che famo?». Perché anche alla manifesta incapacità di amministrare una città, da quando Roma è governata dalla giunta guidata dal sindaco, Virgina Raggi, tutti gli indicatori sono letteralmente crollati, c’ è un limite. Se non quello degli atti, almeno quello della decenza. Invece anche quest’ ultimo muro è stato abbattutto, con vero disprezzo del ridicolo. Il comune di Roma, messo con le spalle al muro da un cittadino che ha vinto il ricorso per i danni causati da una buca, ha replicato sostenendo che «si sa, le strade di Roma sono dissestate da tempo. Presti attenzione per non arrecare danni a sé stesso o agli altri». Nemmeno a Maurizio Crozza e ai suoi autori poteva venire in mente una battuta così geniale. Perché sembra satira, non una memoria difensiva, alla quale, invece, ha fatto ricorso l’ amministrazione capitolina, in mano al Movimento 5 Stelle. A segnalare il caso, ma sarebbe meglio definirlo un soggetto perfetto per un film, è il Codacons. Il Coordinamento delle associazioni per la tutela dei consumatori è stato chiamato a rappresentare, in via stragiudiziale, un automobilista che, per primo, ha ottenuto un indennizzo da quasi mille euro per aver forato una gomma della propria auto a causa di una buca presente sull’ asfalto. Modesto dettaglio: a Roma si fa prima a dire qual è la strade senza buche, bastano le dita di una mano, che a contare quelle devastate, stile Beirut. Nella memoria difensiva presentata dal Comune di Roma viene riportato, testualmente, che «la presenza su strade pubbliche di sconnessioni, avvallamenti e altre irregolarità non costituisce un evento straordinario ed eccezionale ma rappresenta, al contrario, una comune esperienza rientrante nell’ Id quod plerumque accidit (dotta citazione latina di largo uso nel linguaggio giuridico: ciò che accade più spesso, ciò che accade di solito, ndr),e, dunque, deve essere tenuta ben presente dagli utenti della strada, i quali hanno l’ obbligo di comportarsi diligentemente per evitare pericoli a sé o ad altri». Roma non è più la Capitale ma il set vivente di «Scherzi a Parte». Peccato che per quelle buche, patrimonio dell’ umanità, c’ è chi ha perso la vita. Tanto in macchina quanto in scooter. L’ automobilista, lo scorso 5 marzo, stava viaggiando sulla provinciale 101 e una profonda buca ha provocato la foratura della gomma anteriore sinistra, danneggiando il cerchio in alluminio. Non potendo proseguire la sua corsa, il cittadino è stato costretto a richiedere l’ intervento di un carro attrezzi. Quindi ha deciso di rivolgersi al Codacons, che ha presentato una richiesta di indennizzo al Comune e alle assicurazioni di Roma. Intanto prosegue la class action avviata dal Codacons per far ottenere ai romani il risarcimento del danno da dissesto stradale. Azione che ha indotto il Comune di Roma a depositare l’ incredibile memoria difensiva. Ironico il Codacons: «Il Campidoglio si arrende alle buche». A completare il quadro delle follie romane c’ è anche il caso delle monetine lanciate nella Fontana di Trevi. Fino a marzo continueranno ad essere gestite dalla Caritas poi, da inizio aprile, entrerà in vigore un nuovo sistema di impiego che il Campidoglio sta ancora affinando. Il «tesoretto»- stimato in oltre 1 milione di euro all’ anno – dovrebbe essere impiegato per finanziare progetti sociali e la manutenzione del patrimonio culturale. Acea, invece, sarà «il soggetto incaricato» del prelievo delle monete. Duro il commento di Avvenire, il giornale della Cei: «Per la Caritas diocesana vorrà dire un taglio secco di un milione e mezzo di euro. Una decisione che porterà a ridurre o chiudere molti servizi per i più poveri. Con prevedibili ripercussioni sul clima sociale della città». twitter@enricopaoli1 riproduzione riservata.

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