9 Gennaio 2019

Fattura elettronica, è caos La svolta digitale a rilento

come funziona la novità che ha già causato disagi
LA FATTURAZIONE elettronica è diventata obbligatoria da qualche giorno: a questo nuovo adempimento si accompagna tutto un insieme di disagi e problemi della prima ora, con una platea di interessati da questa novità molto ampia. Un cambiamento sostanziale che però ha subito fatto vedere le sue conseguenze: prese di posizione sono arrivate dai commercialisti e soprattutto dal Codacons, che ha parlato di «caos fiscale» e si è mosso con un esposto per interruzione di pubblico servizio per il malfunzionamento della piattaforma web. Dall’ altro lato, l’ Agenzia delle entrate ha smorzato i toni sostenendo che non si sono verificate «anomalie o rallentamenti sul portale fatture e corrispettivi. A partire dal primo gennaio, sul sistema di interscambio sono già transitate quasi un milione e mezzo di fatture elettroniche senza che il partner tecnologico Sogei abbia rilevato alcun problema tecnico o rallentamenti. Anche i centri multicanale dell’ Agenzia non hanno ricevuto segnalazioni di malfunzionamenti». In mezzo a tutto questo ci sono le centinaia di migliaia di operatori che dovranno adeguarsi alla novità, che punta tutto sul digitale: i disagi più importanti saranno soprattutto sulle spalle delle micro imprese, che dovranno cimentarsi con questo nuovo metodo, che richiede un software specifico messo a disposizione gratuitamente dall’ Agenzia delle entrate: sul web non mancano le guide e i servizi per essere pronti, ma di certo c’ è che almeno all’ inizio la fatturazione elettronica porterà via tempo ed energie soprattutto a chi è costretto a fare tutto da solo. Un ‘peso’ che si somma a quello della burocrazia, da sempre considerata una delle nemiche principali da parte di chi fa impresa: la Cna, recentemente, ha pubblicato numeri impietosi sotto questo punto di vista, con decine di adempimenti e migliaia di euro necessari solo per aprire una piccola attività. E oggi sulla fatturazione elettronica il direttore dell’ associazione, Francesco Balloni, non nasconde la necessità di intervenire sul provvedimento: «Un cambiamento di portata epocale che comporta una serie di difficoltosi adattamenti da parte delle imprese. Noi stiamo per questo lavorando su più fronti: innanzitutto per chiedere al Governo di favorire un approccio morbido al passaggio alla nuova legislazione, proponendo l’ uso del doppio binario, vecchio e nuovo, per i primi mesi del 2019; in secondo luogo, predisponendo al digitale il processo di erogazione dei servizi fiscali, tramite nuove soluzioni applicative che possano agevolare le imprese ad abituarsi al nuovo contesto tecnologico». Daniele Luzi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this