9 Gennaio 2019

Anche la Corte dei Conti indaga sui rifiuti

Valeria Di Corrado I rifiuti lasciati per giorni a marcire nelle strade di Roma potrebbero configurare un danno ambientale addebitabile all’ Ama e al dipartimento all’ Ambiente del Campidoglio. La Procura della Corte dei conti del Lazio ha aperto un fascicolo sulla base delle decine di segnalazioni di cassonetti colmi di immondizia inviate nelle ultime settimane dai cittadini ai pm di piazzale Clodio. L’ in dagine contabile, coordinata dal vice procuratore Bruno Tridico, verrà delegata alla Guardia di Finanza. Gli inquirenti dovranno approfondire i rapporti che corrono tra il Comune di Roma e l’ Azienda municipale all’ ambiente, sulla base del contratto di servizio. Se l’ ipotesi di danno ambientale dovesse risultare fondata, si potrebbero profilare responsabilità sia a livello tecnico -dirigenziale, sia a livello politico. Il sindaco Virginia Raggi ha messo le mani avanti e ha annunciato che sta preparando un dossier da presentare alla Procura penale in cui sia fotografato lo stato dell’ arte della raccolta dei rifiuti, comprese alcune «stranezze»: dall’ assenteismo degli operatori ecologici, ai 350 cassonetti dati alle fiamme nel 2018. Tutto lascia pensare che il primo cittadino grillino voglia denunciare una sorta di boicottaggio. Lo stesso ipotizzato dai pm per l’ incendio divampato un mese fa all’ interno del Tmb di via Salaria. Da quando infatti l’ impianto è stato dichiarato inagibile, si sono verificati ulteriori rallentamenti nella raccolta dell’ immondizia. Per soffocare sul nascere la denuncia della Raggi, l’ Ama ieri ha reso noto che sono stati ben 3.679 gli operatori al lavoro l’ ultimo giorno dell’ anno, quasi il triplo in più rispetto al 31 dicembre 2017. «Desidero ringraziare a nome mio e dell’ intero cda – ha dichiarato il presidente dell’ azienda Lorenzo Bagna cani – i nostri dipendenti che, in servizio ordinario, anche l’ ultimo giorno dell’ anno hanno profuso il massimo impegno per svolgere al meglio i propri compiti e attutire, così, l’ impatto della cessata attività per incendio dell’ impianto Tmb Salario e le difficoltà operative derivanti dai roghi dolosi dei cassonetti». Sempre ieri, nel cor so di una riunione al Ministero, la Città metropolitana di Roma ha fornito nuove mappe più aggiornate sugli impianti di trattamento dei rifiuti e sugli impianti di smaltimento. Sulla base di questi documenti, messi in relazione al piano industriale di Ama, la Regione Lazio procederà nelle prossime settimane all’ approvazione in giunta del nuovo piano rifiuti. Intanto il Codacons ha pubblicato sul proprio sito il modulo attraverso il quale i romani potranno presentare formale costituzione di parte offesa davanti alla Procura capitolina e avviare così l’ iter per ottenere il risarcimento dei danni da mancata raccolta della spazzatura, pari a 5.000 euro a famiglia, e il rimborso della Tari per i periodi in cui il servizio non è stato correttamente erogato. «La situazione è disastrosa- spiega il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi – I sacchetti del porta a porta rimangono per giorni davanti alle abitazioni, appesi a ringhiere e cancelli provocando degrado e olezzi nau seabondi. I cassonetti sono stracolmi, spesso rotti e soffocati dai rifiuti. I topi e i gabbiani invadono le strade della città perché attratti dai rifiuti abbandonati e le strade sono invase da sacchi della spazzatura. Un’ emergenza divenuta ormai intollerabile che, oltre a compromettere fortemente l’ immagine della città, costituisce un serio pe ricolo per l’ ambiente e per la salute dei cittadini». Infine è slittata la discussione dell’ attesa delibera Cinque Stelle sulla gestione dei rifiuti, con l’ invito a commercianti e portieri di spazzare i marciapiedi davanti ai loro negozi o portoni. La delibera di indirizzo dovrebbe essere discussa in aula Giulio Cesare ve.

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