8 Gennaio 2019

Server a singhiozzo Primi intoppi per l’ e-fattura

la nuova legge molti disagi segnalati anche a como agenzia delle entrate: «gli scarti (6%) dovuti a errori» litigio (commercialisti): «cambiamento complesso»
Fatturazione elettronica, un avvio dell’ anno (e dell’ incombenza) tra disagi e preoccupazioni. Ma è ancora presto, mettono in guardia ordini e associazioni di Como, per stracciarsi le vesti. E per fare previsioni, perché molte attività hanno riaperto le porte ieri e le cadenze di fatturazione non sono quotidiane. Certo, i software hanno avuto qualche problema e nei prossimi giorni si avrà un panorama più preciso. Unica certezza, sospirano gli artigiani: per ora la fatturazione digitale è solo un costo, risparmio zero. L’ allarme L’ allarme è risuonato a livello nazionale. Con 2,8 milioni di fatture elettroniche emesse nei primi quattro giorni dalla sua entrata in vigore in particolare per oltre 120mila operatori Iva. Si erano scatenate le proteste, dal canto suo l’ Agenzia delle Entrate ha affermato che si è verificato un basso margine di problemi. «Solo il 6% di scarti – ha precisato – dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto». Per fare un paragone, quando era iniziata l’ applicazione della fattura digitale per la pubblica amministrazione, i problemi viaggiavano nell’ ordine del 30%. Non sono mancate però le repliche, ad esempio dei commercialisti, che segnalavano notizie di utenti in difficoltà: collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell’ Agenzia delle Entrate, diversi avrebbero visualizzato il messaggio sull’ indisponibilità del sistema, con conseguente invito a riprovare più tardi. Codacons ha addirittura parlato di caos fiscale, annunciando la presentazione di un esposto per interruzione di pubblico servizio. Anche ieri arrivavano segnalazioni di questo tipo. Sandro Litigio, presidente dei commercialisti di Como, analizza l’ impatto della novità e invita alla prudenza: «Per le piccole imprese si tratta di un nuovo sistema, con difficoltà pratico-organizzative. E di mentalità se vogliamo. Per cui occorre del tempo per adeguarsi. Sui problemi dei software è ancora presto per giudicare, perché non siamo ancora a regime». Il che può anche spaventare, perché se si sono verificati dei disservizi con poche persone al lavoro, c’ è il rischio che poi questi siano molto più elevati. «Vediamo come procederà la situazione – ribadisce Litigio – I problemi iniziali tecnici sono in parte inevitabili all’ inizio, quando si passa alla parte applicativa. Noi però abbiamo sempre fatto la nostra parte e continueremo così». Il costo Anche Confartigianato Como, che ha svolto moltissimi incontri formativi in proposito e offre assistenza alle aziende, guarda ai prossimi, decisivi giorni. «Bisogna avere un panorama completo – spiega il presidente Roberto Galli – Adesso è presto. Non tutte le imprese fatturano quotidianamente». Tra l’ altro Galli ha voce in capitolo anche in quanto ci è già passato: dalla scorsa estate la fatturazione elettronica era prevista per il rifornimento dei carburanti. «Sì io l’ avevo già affrontata – conferma – prima basandomi sulla Pec, poi con un’ altra procedura. Diciamo che le novità spaventano sempre in Italia, ma dobbiamo attuarla. Noi abbiamo incontrato più di mille imprese e lo ribadiamo: chi ha difficoltà venga da noi». Anche perché le aziende già si erano dovute cimentare con le novità del regolamento comunitario per la privacy: «Ciò che scoccia, è che si tratta di un ulteriore balzello economico. Che tu proceda da solo o no, almeno all’ inizio risparmio zero. E intanto ti ritrovi a pagare anche 400 euro».
marilena lualdi

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