«La difesa mette freno al processo: tante eccezioni per allungare i tempi»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Accuse pesanti di ostruzionismo agli avvocati di Ilva che non consentono tempi spediti per il processo Ambiente svenduto. E la speranza intatta che il Consiglio di Stato accolga il ricorso di Codacons contro la vendita dell’ Ilva e che si torni a riflettere sulla permanenza in città di «una fabbrica che determina grave danno alla popolazione». Ieri, presso nella Corte di Assise del Paolo VI, era presente anche il presidente nazionale di Codacons, Carlo Rienzi. L’ avvocato ha criticato aspramente la linea difensiva dell’ Ilva che sarebbe improntata all’ allungamento dei tempi. E, di conseguenza, secondo Rienzi vanificherebbe la sete di giustizia di tante parti tra le quali una sua assistita deceduta poche settimane fa. «Il processo penale dà il segno di questo degrado che Taranto è costretta a subire», ha attaccato il presidente accompagnato dai consulenti medici del Codacons e dal segretario generale Piero Mongelli. «Sfilano persone che hanno avuto danni enormi come chi ha comprato casa al quartiere Tamburi e ora non vale più nulla. Abbiamo annunciato il decesso di una parte civile morta a dicembre per un tumore alla mammella. Questo avviene perché il processo dura da anni nonostante le buone intenzioni della presidente. Abbiamo rilevato che c’ è un comportamento da parte degli avvocati dell’ Ilva che è al limite dell’ abuso del processo. Si è quasi scatenata una rissa quando l’ ho affermato ma è la realtà». Rienzi ha argomentato nello specifico queste accuse spiegando che gli avvocati che difendono Ilva «presentano eccezioni anche perché non vogliono tenere il braccialino rosso per entrare in aula. È assurdo. Ci sono state centinaia di eccezioni respinte, il processo poteva essere già finito e forse la signora avrebbe avuto anche giustizia (secondo il Codacons c’ è l’ alta probabilità della connessione causale tra malattia e sostanze tossiche emesse dalla fabbrica, ndc). Saranno anche bravi come avvocati ma siamo ai limiti dello scandaloso. Insistiamo sul fatto che la presidente deve mantenere il polso fermo. La situazione non è molto cambiata a Taranto. È una città di secondo livello, destinata a soffrire: non sappiamo quanto i giovani sono già colpiti dalle malattie. Come fanno a vivere i tarantini in questa situazione?». L’ associazione si è poi rivolta al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, auspicando un’ indagine epidemiologica sui giovani di Taranto e uno studio obbligatorio nel latte materno per accertare i livelli di diossine mercurio piombo arsenico pcb cromo cadmio e nichel. Fra qualche giorno, inoltre, il Consiglio di Stato si dovrà pronunciare sul ricorso del Codacons contro lo sblocco del contratto e l’ assegnazione del siderurgico ad ArcelorMittal. «Abbiamo presentato ricorso contro il provvedimento del ministro Di Maio che ha sbloccato la procedura per dare la fabbrica ad ArcelorMittal. Secondo noi non sono stati rispettati criteri di parità di trattamento con altri concorrenti perché hanno cambiato le regole successivamente. Secondo noi è illegittimo e l’ assegnazione resta sub judice».
alessio pignatelli
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