8 Gennaio 2019

Parti civili, esperti in aula: «malattie da inquinamento»

«Inquinamento e malattie: il nesso causale è accertato». Di questo hanno parlato ieri alcuni dei testi delle parti civili che hanno caratterizzato l’ udienza del processo Ambiente svenduto sulle produzioni inquinanti del siderurgico di Taranto. L’ udienza, in ogni caso, è stata anche caratterizzata dallo scontro verbale fra il rappresentante di Codacons, avvocato Rienzi, e i legali degli imputati principali del processo, accusati di attivare procedure difensive finalizzate all’ allungamento dei tempi del processo. Una prospettazione del mandato difensivo, questo, che ha determinato la reazione dal banco della difesa degli imputati e che ha indotto la Corte d’ Assise (presieduta dal giudice Stefania D’ Errico, a latere giudice Fulvia Misserini, più sei giudici popolari) ad intervenire con fermezza. Dopo l’ interruzione determinata dalle vacanze natalizie, ieri il processo è comunque proseguito con interventi finalizzati ad evidenziare le posizioni espresse dalle parti civili. Posizioni, estrinsecate attraverso l’ esame e il controesame di alcuni consulenti, che hanno puntato a confermare l’ esistenza di un forte nesso di causalità fra la situazione ambientale nell’ area jonica e le malattie e i decessi che si sono succeduti negli anni. Sul punto, la posizione delle parti civili è alquanto netta: «l’ inquinamento provocato dalle produzioni del siderurgico, mai affrontato con doverosi interventi, è all’ origine di quelle patologie che hanno provocato malattie e decessi». E a proposito di questo, anche l’ associazione Codacons ha perorato la causa della categoria dei consumatori attraverso gli interventi di alcuni medici che si sono soffermati, appunto, sul legame stretto fra l’ inquinamento ambientale di Taranto e l’ insorgenza dei tumori che hanno reso l’ area tarantina fra quelle più a rischio-tumori nel Mezzogiorno d’ Italia. Oggi, l’ udienza proseguirà con il controesame dei testi.

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