29 Dicembre 2018

Rassegna stampa del 29 dicembre

AgenPress, 29/12/2018 19:14
Codacons: incredibile che con le feste Roma affoghi nell’ immondizia
Agenpress. Il Codacons torna ad attaccare il servizio di raccolta riguardo l’ incredibile situazione dei rifiuti nella Capitale e denuncia lo stato comatoso della Capitale, affogata in un oceano di sacchetti d’ immondizia e di cassonetti dati alle fiamme nel corso delle feste natalizie. Basta qualche giorno di vacanza e la Città Eterna piomba infatti nell’ emergenza più totale: quando è festa a Roma – per ragioni misteriose – i rifiuti non si raccolgono più. Che si tratti di assenteismo o di semplice incapacità, per i cittadini romani cambia poco: la città è lercia, negarlo è impossibile. Le foto dei cittadini, impietose (in allegato), non mentono. Anche per questo il Codacons, così come molti comitati di quartiere, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, a seguito del quale i Pubblici Ministeri Nunzia D’ Elia e Carlo Villani hanno aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per il reato di getto pericoloso di cose. L’ Associazione, proprio per tutelare tutti i cittadini romani danneggiati da questa intollerabile situazione, metterà a breve a disposizione sul sito www.codacons.it la nomina di persona offesa da inviare alla Procura della Repubblica di Roma: si tratta del primo atto che permette di segnalare la propria posizione agli inquirenti. In caso di rinvio a giudizio si potrà, successivamente, effettuare la costituzione di parte civile allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni subiti.

The Social Post, 29/12/2018 17:12
Il 2019 sarà un anno di rincari: batosta da 914 euro
secondo il codacons, per le famiglie il nuovo anno porterà aumenti delle tariffe e dei prezzi: dal gas alle autostrade, dagli alimentari ai rifiuti e trasporti
Anno nuovo, vita nuova? Forse è più indicato dire: anno nuovo, nuovi rincari . Per gli italiani il prossimo anno non sarà facile, infatti sono già in previsione diversi aumenti delle tariffe e rincari di importanti voci di spesa. Il Codacons , ovvero il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori , ha calcolato per il 2019 un aumento della spesa media per le famiglie pari a 914 euro . La stangata in cifre Periodicamente l’ ente che si occupa della difesa dei consumatori pubblica uno studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti. Per il nuovo anno le stime non lasciano dubbi: nel 2019 gli italiani dovranno ancora una volta mettere mano al portafoglio . I rincari nel 2019 in termini percentuali. Grafico di The Social Post Tra le voci di spesa maggiormente colpite ci saranno quelle relative ai beni alimentari , con un aumento di 185 euro, e i beni al dettaglio, con un rincaro complessivo di ben 211 euro. Tariffe più care anche per luce e gas, per quest’ ultimo aumento del 2,3% a partire dal primo gennaio. L’ agenzia Ansa rende noto che secondo l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, le bollette del gas nel periodo che va dal 1° aprile 2018 al 31 marzo 2019, subiranno un rincaro del 10% in più rispetto ai 12 mesi equivalenti e precedenti, in termini monetari si tratta di circa 105 euro annui. Inoltre, aumenti in arrivo anche per istruzione, banche, acqua e rifiuti. Brutte notizie per gli automobilisti Tra i tartassati del 2019 al primo posto ci sono senza dubbio gli automobilisti e i pendolari , infatti i rincari più pesanti saranno legati soprattutto all’ uso dell’ automobile. Per il nuovo anno il governo ha deciso di aumentare i pedaggi autostradali con un effetto diretto intorno ai 45 euro per nucleo familiare. E ancora, ci sarà l’ aumento delle multe stradali, che dovrebbero salire del 2,2% circa, e dei rifornimenti di carburante, con un aggravio di ben 149 euro. Come se non bastasse, il 2019 segnerà l’ ennesimo rincaro delle tariffe Rc auto, i cui premi hanno già subito incrementi negli ultimi mesi di quest’ anno. Forti ripercussioni anche per i trasporti (aerei, navi, treni e mezzi pubblici) con una spesa di 67 euro a famiglia. Nuovi aumenti per gli automobilisti italiani. Foto di Giornalettismo Come detto pocanzi, la spesa media delle famiglie aumenterà di quasi 1000 euro, tuttavia la cifra potrà salire addirittura a 3400 euro nel caso di acquisto di una nuova auto. Questo a causa dell’ ecotassa imposta dal governo e che colpirà le vetture con emissioni superiori ai 161 grammi/km di co2.

Reggio Tv, 29/12/2018 15:13
economia
Saldi, si parte il 5 gennaio. Codacons: ‘Necessari Saldi liberi tutto l’ anno’
l’ e-commerce registra crescite delle vendite a due cifre e gode di sconti liberi tutto l’ anno
In Calabria il prossimo 5 gennaio prenderanno il via i saldi invernali 2019, per terminare il 28 febbraio. Come al solito non in tutte le regioni si partirà contemporaneamente, ad esempio, in Basilicata la corsa nei negozi potrà iniziare già il 2 gennaio mentre, in rete, è un rincorrersi di saldi più o meno reali. Secondo il Codacons le vendite durante i saldi sono destinate a registrare un drastico calo, seguendo un trend oramai consolidata negli ultimi anni. Il valore della spesa che le famiglie destineranno agli acquisti in sconto oscilla tra i 150 e i 200 euro; cifra leggermente inferiore rispetto alla media nazionale. “I saldi invernali non basteranno a risollevare le sorti del commercio in Calabria – afferma in una nota il Codacons – gli acquisti durante il periodo di sconti, infatti, faranno registrare anche nel 2019 una pesante flessione. Questo perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie Calabresi già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari. In secondo luogo i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l’ e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l’ anno”. “In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono del tutto obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “black friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Apparentemente, il limite temporale imposto dalla legge sulla data di inizio, servirebbe a tutelare proprio i commercianti, soprattutto gli esercizi di vicinato, dalla corsa al ribasso dei prezzi. Intanto, specie in un periodo di difficoltà economica, per i Consumatori la scelta si riduce ad effettuare gli acquisti durante le feste ovvero a rinviarli durante il periodo dei saldi, cercando di rimanere insensibili ai richiami dei media e della tradizione…oppure ricorrere ad altre soluzioni per comprare a prezzi più vantaggiosi. Come gli outlet, dove trovare merce (a volte difettata) a prezzi convenienti o acquistare in rete, dove gli sconti sono a portata di mouse, anche se le truffe sono dietro l’ angolo. Non è un caso se quest’ anno – secondo il Codacons – un regalo su tre è stato acquistato on line. Per fronteggiare questa “nuova” concorrenza molti negozianti, non potendo scegliere autonomamente quando effettuare i saldi, ricorrono all’ artifizio dei pre-saldi riservati alla clientela affezionata. Alla luce di queste considerazioni, ci sarebbe da interrogarsi se i limiti normativi per i saldi siano effettivamente utili per qualcuno, quando finanche i negozianti, più o meno velatamente, li aggirano. Ai Consumatori non convengono perché preferirebbero avere sempre la possibilità di acquistare prodotti a prezzi ridotti; i commercianti provano ad aggirarli per incontrare il favore della loro clientela… Si tratta di una inutile gabbia per i commercianti, di un freno per i consumi, visto che la legge li fa partire quando, ormai, i portafogli sono vuoti. Una scelta suicida – continua il Codacons- che farà in modo che anche quest’ anno si registrerà l’ ennesimo flop. Le famiglie calabresi, infatti, non prevedono di effettuare grandi acquisti durante gli sconti ne’ dedicheranno significativi budget di spesa ai saldi, al punto che neppure il 40% dei Calabresi approfitterà dei saldi per fare acquisti. Ma allora perché ci sono i saldi ? La normativa risale all’ epoca fascista. Quando nel lontano ’39 vennero introdotte le “vendite di liquidazione e straordinarie”, alle quali appartengono, appunto, i saldi. Eppure l’ evoluzione del commercio, con le nuove possibilità di acquistate a prezzi scontati tutto l’ anno, dovrebbe far comprendere come la regolazione dei saldi non convenga più a nessuno e che anzi è dalla loro liberalizzazione che si può provare ad avere qualche occasione in più per incontrare il favore degli acquirenti. Secondo il Codacons i saldi oramai non attirano più i consumatori e rappresentano una formula obsoleta che dev’ essere abbandonata in favore di saldi liberi tutto l’ anno. Solo in questo modo potremo ridare ossigeno ai Consumatori e, di riflesso, ai commercianti. Gli stessi commercianti che stanno morendo soffocati dalle vendite in rete che, grazie a costi ridottissimi ed alla possibilità di effettuare promozioni tutto l’ anno, fatturano sempre più. E mentre i grandi gruppi di vendite on line, come Amazon o Yoox, crescono, sono sempre di più i piccoli esercizi commerciali che abbassano le serrande, ingabbiati, come sono, tra tasse e lacci e lacciuoli di una politica che pensa di risollevare l’ economia con leggi di un secolo addietro. 29-12-2018 15:13.

Stretto , 29/12/2018 15:12
Saldi in Calabria, partenza il 5 gennaio. Il Codacons: “drastico calo delle vendite”
saldi in calabria, partenza il 5 gennaio. il codacons: “drastico calo delle vendite. necessari saldi liberi tutto l’ anno”
In Calabria il prossimo 5 gennaio prenderanno il via i saldi invernali 2019, per terminare il 28 febbraio. Come al solito non in tutte le regioni si partirà contemporaneamente, ad esempio, in Basilicata la corsa nei negozi potrà iniziare già il 2 gennaio mentre, in rete, è un rincorrersi di saldi più o meno reali. Secondo il Codacons “le vendite durante i saldi sono destinate a registrare un drastico calo, seguendo un trend oramai consolidata negli ultimi anni. Il valore della spesa che le famiglie destineranno agli acquisti in sconto oscilla tra i 150 e i 200 euro; cifra leggermente inferiore rispetto alla media nazionale. “I saldi invernali non basteranno a risollevare le sorti del commercio in Calabria – afferma in una nota il Codacons – gli acquisti durante il periodo di sconti, infatti, faranno registrare anche nel 2019 una pesante flessione. Questo perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie Calabresi già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari. In secondo luogo i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l’ e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l’ anno”. “In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono del tutto obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “black friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Apparentemente, il limite temporale imposto dalla legge sulla data di inizio, servirebbe a tutelare proprio i commercianti, soprattutto gli esercizi di vicinato, dalla corsa al ribasso dei prezzi. Intanto, specie in un periodo di difficoltà economica, per i Consumatori la scelta si riduce ad effettuare gli acquisti durante le feste ovvero a rinviarli durante il periodo dei saldi, cercando di rimanere insensibili ai richiami dei media e della tradizioneoppure ricorrere ad altre soluzioni per comprare a prezzi più vantaggiosi. Come gli outlet, dove trovare merce (a volte difettata) a prezzi convenienti o acquistare in rete, dove gli sconti sono a portata di mouse, anche se le truffe sono dietro l’ angolo. Non è un caso se quest’ anno – secondo il Codacons – un regalo su tre è stato acquistato on line. Per fronteggiare questa “nuova” concorrenza molti negozianti, non potendo scegliere autonomamente quando effettuare i saldi, ricorrono all’ artifizio dei pre-saldi riservati alla clientela affezionata. Alla luce di queste considerazioni, ci sarebbe da interrogarsi se i limiti normativi per i saldi siano effettivamente utili per qualcuno, quando finanche i negozianti, più o meno velatamente, li aggirano. Ai Consumatori non convengono perché preferirebbero avere sempre la possibilità di acquistare prodotti a prezzi ridotti; i commercianti provano ad aggirarli per incontrare il favore della loro clientela Si tratta di una inutile gabbia per i commercianti, di un freno per i consumi, visto che la legge li fa partire quando, ormai, i portafogli sono vuoti. Una scelta suicida – continua il Codacons- che farà in modo che anche quest’ anno si registrerà l’ ennesimo flop. Le famiglie calabresi, infatti, non prevedono di effettuare grandi acquisti durante gli sconti ne’ dedicheranno significativi budget di spesa ai saldi, al punto che neppure il 40% dei Calabresi approfitterà dei saldi per fare acquisti. Ma allora perché ci sono i saldi ? La normativa risale all’ epoca fascista. Quando nel lontano ’39 vennero introdotte le “vendite di liquidazione e straordinarie”, alle quali appartengono, appunto, i saldi. Eppure l’ evoluzione del commercio, con le nuove possibilità di acquistate a prezzi scontati tutto l’ anno, dovrebbe far comprendere come la regolazione dei saldi non convenga più a nessuno e che anzi è dalla loro liberalizzazione che si può provare ad avere qualche occasione in più per incontrare il favore degli acquirenti”. Secondo il Codacons “i saldi oramai non attirano più i consumatori e rappresentano una formula obsoleta che dev’ essere abbandonata in favore di saldi liberi tutto l’ anno. Solo in questo modo potremo ridare ossigeno ai Consumatori e, di riflesso, ai commercianti. Gli stessi commercianti che stanno morendo soffocati dalle vendite in rete che, grazie a costi ridottissimi ed alla possibilità di effettuare promozioni tutto l’ anno, fatturano sempre più. E mentre i grandi gruppi di vendite on line, come Amazon o Yoox, crescono, sono sempre di più i piccoli esercizi commerciali che abbassano le serrande, ingabbiati, come sono, tra tasse e lacci e lacciuoli di una politica che pensa di risollevare l’ economia con leggi di un secolo addietro”.

Il Dispaccio, 29/12/2018 12:03
Saldi, partenza il 5 gennaio. Codacons: “Drastico calo delle vendite”
In Calabria il prossimo 5 gennaio prenderanno il via i saldi invernali 2019, per terminare il 28 febbraio. Come al solito non in tutte le regioni si partirà contemporaneamente, ad esempio, in Basilicata la corsa nei negozi potrà iniziare già il 2 gennaio mentre, in rete, è un rincorrersi di saldi più o meno reali. Secondo il Codacons le vendite durante i saldi sono destinate a registrare un drastico calo, seguendo un trend oramai consolidata negli ultimi anni. Il valore della spesa che le famiglie destineranno agli acquisti in sconto oscilla tra i 150 e i 200 euro; cifra leggermente inferiore rispetto alla media nazionale. “I saldi invernali non basteranno a risollevare le sorti del commercio in Calabria – afferma in una nota il Codacons – gli acquisti durante il periodo di sconti, infatti, faranno registrare anche nel 2019 una pesante flessione. Questo perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie Calabresi già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari. In secondo luogo i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l’ e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l’ anno”. “In tale contesto i saldi di fine stagione appaiono del tutto obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il “black friday” che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Apparentemente, il limite temporale imposto dalla legge sulla data di inizio, servirebbe a tutelare proprio i commercianti, soprattutto gli esercizi di vicinato, dalla corsa al ribasso dei prezzi. Intanto, specie in un periodo di difficoltà economica, per i Consumatori la scelta si riduce ad effettuare gli acquisti durante le feste ovvero a rinviarli durante il periodo dei saldi, cercando di rimanere insensibili ai richiami dei media e della tradizione…oppure ricorrere ad altre soluzioni per comprare a prezzi più vantaggiosi. Come gli outlet, dove trovare merce (a volte difettata) a prezzi convenienti o acquistare in rete, dove gli sconti sono a portata di mouse, anche se le truffe sono dietro l’ angolo. Non è un caso se quest’ anno – secondo il Codacons – un regalo su tre è stato acquistato on line. Per fronteggiare questa “nuova” concorrenza molti negozianti, non potendo scegliere autonomamente quando effettuare i saldi, ricorrono all’ artifizio dei pre-saldi riservati alla clientela affezionata. Alla luce di queste considerazioni, ci sarebbe da interrogarsi se i limiti normativi per i saldi siano effettivamente utili per qualcuno, quando finanche i negozianti, più o meno velatamente, li aggirano. Ai Consumatori non convengono perché preferirebbero avere sempre la possibilità di acquistare prodotti a prezzi ridotti; i commercianti provano ad aggirarli per incontrare il favore della loro clientela… Si tratta di una inutile gabbia per i commercianti, di un freno per i consumi, visto che la legge li fa partire quando, ormai, i portafogli sono vuoti. Una scelta suicida – continua il Codacons- che farà in modo che anche quest’ anno si registrerà l’ ennesimo flop. Le famiglie calabresi, infatti, non prevedono di effettuare grandi acquisti durante gli sconti ne’ dedicheranno significativi budget di spesa ai saldi, al punto che neppure il 40% dei Calabresi approfitterà dei saldi per fare acquisti. Ma allora perché ci sono i saldi ? La normativa risale all’ epoca fascista. Quando nel lontano ’39 vennero introdotte le “vendite di liquidazione e straordinarie”, alle quali appartengono, appunto, i saldi. Eppure l’ evoluzione del commercio, con le nuove possibilità di acquistate a prezzi scontati tutto l’ anno, dovrebbe far comprendere come la regolazione dei saldi non convenga più a nessuno e che anzi è dalla loro liberalizzazione che si può provare ad avere qualche occasione in più per incontrare il favore degli acquirenti. Secondo il Codacons i saldi oramai non attirano più i consumatori e rappresentano una formula obsoleta che dev’ essere abbandonata in favore di saldi liberi tutto l’ anno. Solo in questo modo potremo ridare ossigeno ai Consumatori e, di riflesso, ai commercianti. Gli stessi commercianti che stanno morendo soffocati dalle vendite in rete che, grazie a costi ridottissimi ed alla possibilità di effettuare promozioni tutto l’ anno, fatturano sempre più. E mentre i grandi gruppi di vendite on line, come Amazon o Yoox, crescono, sono sempre di più i piccoli esercizi commerciali che abbassano le serrande, ingabbiati, come sono, tra tasse e lacci e lacciuoli di una politica che pensa di risollevare l’ economia con leggi di un secolo addietro.

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 29/12/2018 05:38
Botti di fine anno, la Questura intima il rispetto delle regole
causato dai “razzi” il maggior numero di incidenti
Il Codacons chiede ai sindaci di vietarne l’ utilizzo, la Polizia di Stato diffonde una serie di consigli per evitare quantomeno che all’ alba del primo gennaio si contino morti e feriti. A Capodanno tornano sotto i riflettori i tradizionali e sempre più più discussi botti: «Divertimento senza correre rischi» è lo slogan adottato dalla Questura, secondo cui «non bisogna mai dimenticare le regole imposte dalla legge e quelle suggerite dall’ esperienza e dal buon senso». Gli esperti del Nucleo artificieri della Polizia, specializzato nella lotta alla diffusione di materiale pirotecnico pericoloso e illegale, consigliano prima di tutto di prestare particolare attenzione ai fuochi artificiali che hanno l’ effetto scoppio. Non a caso il questore Amalia Di Ruocco esorta i cittadini «a un uso consapevole dei fuochi d’ artificio e all’ adozione delle cautele e degli accorgimenti necessari a prevenire rischi per la propria e l’ altrui incolumità». La prima avvertenza è che i prodotti pirotecnici non possono essere acquistati né utilizzati dai minori di 14 anni. «Devono essere assolutamente evitati – ricordano dalla Questura – quelli illeciti o privi di etichetta perché particolarmente pericolosi in quanto contengono potenti miscele esplodenti che possono produrre gravi danni fisici a chi li utilizza. È importante comprare solo prodotti ammessi e in negozi forniti di licenza. Bisogna leggere attentamente le istruzioni riportate sul prodotto che devono sempre essere chiare. Con riguardo ai fuochi artificiali di libera vendita ed i giocattoli pirici, anche questi devono essere utilizzati in modo corretto: bisogna seguire attentamente le istruzioni, usarli all’ aperto e lontano da materiale infiammabile». Ulteriore raccomandazione: lasciare che sia sempre un adulto ad accendere i fuochi e, se non si accendono subito, non ritentare. Meglio buttarli via, facendo sempre attenzione ed evitando di avvicinarsi o peggio ancora raccogliere i fuochi inesplosi in strada o in casa «I prodotti privi di un’ etichetta regolamentare – proseguono dalla Questura – non sono in regola e sono da considerarsi “fuochi proibiti”, non essendo garantita né la loro provenienza né le caratteristiche costruttive e di funzionamento. Si raccomanda di porre la massima attenzione nell’ uso di prodotti con effetto scoppiante ed ai razzi o proietti di qualsiasi specie. È dall’ uso di questa tipologia di oggetti che, statisticamente, sono derivati gli incidenti di maggiore gravità. In particolare è severamente vietata qualsiasi manipolazione dei prodotti anche perché integra il reato di illecita fabbricazione di prodotti esplodenti».

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Lecce), 29/12/2018 04:28
interviene il codacons
«Il parcheggio ex Enel non faccia lievitare la sosta in città»
«Il parcheggio all’ ex Enel non sia l’ occasione per aumentare la tariffa delle strisce blu». Cristian Marchello, responsabile cittadino del Codacons, plaude all’ avvio dell’ ultima fase del progetto del parcheggio all’ ex Enel ma invita l’ amministrazione a stare accorta. «Occorre non lasciarsi prendere dal facile entusiasmo – dice – poiché 700 posti auto sono molti ma non sufficienti per Lecce che giornalmente attira migliaia di persone. Dobbiamo ripensare il piano traffico nella sua interezza, agevolare i flussi di auto e integrare con maggiore incisività il sistema dei parcheggi cittadini. Ma occorre però essere chiari su una circostanza – aggiunge – L’ avvio del parcheggio ex Enel non può e non deve essere accompagnato da un aumento del costo degli stalli in città con la scusa di “rendere economicamente utilizzabile l’ investimento”. Utilizzare ancora una volta la leva economica nella speranza di garantire una rotazione – continua – sarebbe la peggiore scelta che l’ Amministrazione possa mettere in campo, un ennesimo inaccettabile balzello dopo quello dei ticket nei giorni festivi».

Giornale di Sicilia (ed. Messina-Catania), 29/12/2018 03:47
lettera -appello del codacons
Chiesto sequestro preventivo di botti pericolosi
tanasi: «chi mette a rischio la vita propria e degli altri va denunciato»
È una caccia senza quartiere ai «botti», legali e non, e ai “fuochisti” improvvisati, quella lanciata dal Coda cons, l’ associazione di consumatori presieduta da Francesco Tanasi. Già nelle prossime ore, infatti, saranno allestiti, in quasi tutte le città e i paesi, anche nelle zone centrali, improvvisati banchetti per l’ esposizione e la vendita di “botti”, “fuochi”, materiale pirotecnico in genere, che viene conservato, maneggiato e venduto senza alcun controllo. Rilevante non solo il danno per quanto riguarda l’ evasione fiscale, ma soprattutto per la sicu rezza dei compratori e degli stessi commercianti abusivi. Il materiale, infatti, è conservato senza alcuna precauzione e spesso la produzione non è tracciabile, quindi non offre i necessari requisiti di qualità e sicurezza. Secondo il Codacons, la Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza e i Vigili Urbani dovrebbero impegnarsi in uno specifico tour de force e uno straordinario dispiegamento di forze nei giorni 30 e 31 dicembre per effettuare controlli e sequestrare i botti pericolosi in tutte le città, a cominciare da Catania dove il fenomeno non sembra arginato. «Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – afferma Francesco Tanasi -. Per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine. Già molti Comuni hanno risposto al nostro appello, emanando delibere che vietano i botti nella notte del 31 dicembre, ma occorre fare di più. Ogni 1 gennaio si fa la triste conta di vittime e feriti in Italia legati all’ uso di petardi e altri materiali fatti esplodere per festeggiare l’ arrivo del nuovo anno», conclude il presidente del Codacons. Purtroppo la repressione si dimostra assolutamente inefficace per l’ impossibilità di identificare e sanzionare di fa uso di “botti” e, quindi, la prevenzione tramite il sequestro di ingenti quantità di materiale pirotecnico, prima che finisca nei canali di distribuzione al dettaglio, potrebbe essere una valida soluzione. (*DLP*)

Giornale di Sicilia (ed. Caltanissetta-Enna), 29/12/2018 03:47
Appello al sindaco Ruvolo «No ai botti di fine anno»
«Il sindaco Giovanni Ruvolo vieti i botti di fine anno». La richiesta al sindaco del capoluogo è del consigliere comunale della Lega, Oscar Aiello, il quale ha aderito all’ appello di Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, di vietare una «primitiva» e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti e che crea problemi seri per l’ ambiente, per la salute di bambini, anziani ed animali. «Sono diversi i sindaci che hanno accolto la richiesta del Codacons APERTO IN SERATA vietando i botti» fa sapere il consigliere di Forza Italia Oscar Aiello, che aggiunge: «I botti ogni anno provocano centinaia di feriti, anche gravi, ed oltre al serio problema per la salute di bambini ed anziani producono danni irreversibili ai cani e agli animali domestici, che vanno dalla morte, allo spavento, dalla follia ai danni all’ udito. La tutela degli animali è un motivo in più – conclude Oscar Aiello – perché i botti siano vietati anche a Caltanissetta». PRO LOCO.

La Nazione (ed. Firenze), 29/12/2018 03:21
ataf e linea
Biglietto di 120 minuti?
Almeno per tutto il 2019 i prezzi dei titoli di viaggio di Ataf e Linea resteranno invariati. Non si arrestano però le proteste per gli aumenti che sono scattati dal luglio scorso sui biglietti a una corsa, passati da 1,20 a 1,50 euro, e sugli abbonamenti. Tanto che il Codacons ha deciso di farsi portavoce dei cittadini e chiedere a gennaio ad Ataf Gestioni e alla Regione il prolungamento dell’ orario di validità del biglietto dagli attuali 90 a 120 minuti.

La Nazione (ed. Firenze), 29/12/2018 03:21
Gruppi d’ acquisto per prezzi migliori
Si chiama ‘Stop rincari energia’ ed è il gruppo d’ acquisto di energia costituito dal Codacons n collaborazione con la società olandese Pricewise. Come funziona? Più sono i partecipanti, migliori i prezzi che è possibile negoziare. Verrà fatta un’ asta e il fornitore che propone la migliore offerta vince. I termini e le condizioni del contratto saranno decise da Codacons. Per registrarsi www.stoprincarienergia.it.

La Nazione (ed. Firenze), 29/12/2018 03:21
In arrivo una stangata da 750 euro
dal gas all’ irpef locale, ecco gli aumenti per le famiglie fiorentine
di MONICA PIERACCINI CON IL nuovo anno arrivano i rincari. Secondo le stime di Codacons la ‘stangata’ sarà, a livello nazionale, di 914 euro a famiglia. Tra gli aumenti l’ associazione dei consumatori inserisce anche acqua, rifiuti e trasporti, che a Firenze dovrebbero invece restare stabili. L’ aumento per le famiglie della nostra città dovrebbe dunque essere inferiore alla media italiana, ma si spenderanno comunque oltre 750 euro in più rispetto al 2018. Se si eccettua Firenze, a questi aumenti potrebbero aggiungersi incrementi delle tasse locali (Irap, Irpef, Imu e Tasi). A pesare di più sui conti delle famiglie saranno comunque i rincari energetici. Da gennaio scatterà l’ aumento del gas (+2,3%) e non si escludono possibili aumenti dei carburanti. «Gli ultimi mesi del 2018 – commenta Silvia Bartolini, presidente del Codacons Toscana – sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, ma la festa per i consumatori durerà poco. Gli analisti infatti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche, che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia, sia sui rifornimenti di carburante, per un incremento di 149 euro a nucleo». SARÀ un 2019 difficile anche per gli automobilisti. Il nuovo anno si apre infatti con i consueti aumenti delle tariffe autostradali, che secondo Codacons Toscana avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro in più a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire di oltre il 2%, con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia. «La stangata media potrebbe essere anche più pesante – sottolinea la presidente regionale di Codacons – e superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi per chilometro di Co2 in su». Sul fronte ecotassa un quadro più preciso si avrà comunque in questi giorni, visto che la legge di stabilità ancora non è stata approvata (la votazione finale è prevista oggi). Per gli automobilisti sono in vista anche aumenti della polizza auto, per un aggravio di 18 euro nel 2019. Secondo l’ osservatorio di Facile.it, a Firenze si è registrata a novembre una flessione del premio Rc Auto di circa il 4% rispetto a un anno fa, ma resta superiore dell’ 11% rispetto alla media italiana, attestandosi sui 635 euro all’ anno. In generale, nel 2019 il costo della vita aumenterà. Ancora non sono usciti gli ultimi dati sull’ inflazione a Firenze (quelli di dicembre saranno pubblicati il 4 gennaio dall’ ufficio comunale di statistica), ma se il tasso di inflazione si manterrà agli attuali livelli, saranno guai per i consumatori che dovranno sborsare 211 euro in più per i beni al dettaglio e 185 euro in più rispetto al 2018 per la spesa alimentare.

ilcentro.it, 29/12/2018 00:43
E il Tar Lazio riapre la partita degli accertamenti sui pilastri
PESCARA . Venti giorni di tempo per chiarire esattamente quali sono gli accertamenti non più ripetibili che i consulenti tecnici dovrebbero eseguire su viadotti e piloni di A24 e A25, e che non potrebbero più essere effettuati a seguito degli interventi di messa in sicurezza. È il tempo che il Tar Lazio ha concesso alla società Strada dei Parchi (rappresentata dall’ ad Cesare Ramadori , nella foto ), per integrare l’ istruttoria che è alla base del ricorso presentato contro il Ministero delle Infrastrutture attraverso il quale il concessionario delle tratte autostradali chiede un accertamento tecnico preventivo sullo stato di piloni e viadotti. Informazioni, secondo Strada dei Parchi, fondamentali perché la questione potrebbe evolvere verso un contenzioso piuttosto complicato. Considerato che a breve dovrebbero partire i lavori di messa in sicurezza delle infrastrutture viarie, è necessario, secondo SdP, “cristallizzare” lo stato dell’ arte, e conoscere la situazione nella quale realmente versano le autostrade. Argomento, questo, sul quale il Ministero delle Infrastrutture ha vedute completamente diverse rispetto a quelle del concessionario. I giudici del Tar Lazio ( Carmine Volpe , presidente, Ivo Correale , consigliere, Lucia Maria Brancatelli , estensore), durante l’ udienza dello scorso 19 dicembre, hanno ritenuto di dover integrare il contraddittorio e hanno emesso un’ ordinanza con la quale, appunto, dispongono nuove incombenze istruttorie a carico di Strada dei Parchi. Infine, hanno rinviato la discussione del ricorso al 16 gennaio 2019. Un’ ordinanza che riapre la partita degli accertamenti preventivi, negati in precedenza. Nel corso della stessa udienza i giudici hanno estromesso il Codacons e l’ associazione “Art. 32-97”, ritenendo il loro intervento inammissibile. Il ricorso, hanno spiegato i giudici, in questa fase si riferisce semplicemente «alla verifica della sussistenza delle condizioni per disporre in via anticipata di uno strumento probatorio, al fine di accertare l’ attuale stato dei luoghi, nell’ ambito del rapporto concessorio intercorrente tra Strada dei Parchi e Mit», e non a questioni che riguardano direttamente la tutela dell’ incolumità pubblica. Semmai, rappresenta uno «strumento di prova che potrebbe essere utilizzato nell’ ambito di una futura, ipotetica, controversia riguardante la contestazione di inadempimenti in capo alla società». Il Mit, attraverso l’ Avvocatura dello Stato, ha contestato due dei cinque quesiti posti da Strada dei Parchi, che fanno riferimento ad aspetti economico-finanziari che l’ amministrazione ritiene estranei all’ accertamento oggetto del ricorso. Il collegio giudicante «al fine di un puntuale scrutinio delle condizioni per l’ espletamento dell’ accertamento tecnico-preventivo», ha ritenuto di chiedere ulteriori chiarimenti e ha dato 20 giorni di tempo per rispondere. (a.bag.)

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