28 Dicembre 2018

Rassegna stampa del 28 dicembre

altoadige.it, 28/12/2018 20:53
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gas +2,3% da 2019. codacons, tutti rincari costano 914 euro in piu’
Gas +2,3% da 2019. Codacons, tutti rincari costano 914 euro in piu’ Tags economia.

liberoQuotidiano.it, 28/12/2018 20:51
Manovra, raffica di rincari sull’ auto: non solo ecotassa, quanto spenderai di più per l’ assicurazione Rc Auto
Aumentano gas, Rc auto e multe. E va già bene perché il leggero ritracciamento del petrolio ha fatto scendere la bolletta elettrica (con un risparmio di “ben” 50 centesimi l’ anno). Come da tradizione la mazzata tariffaria arriva con il Natale. E potrebbe arrivare a oltre 900 euro a famiglia. Di sicuro si rischia di farsi andare per traverso cenoni e libagioni natalizie varie. Il 2019 si annuncia davvero pirotecnico dal punto di vista tariffario. Per il gas – spiega l’ Arera, l’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente – dal «1° gennaio si registrerà una crescita del 2,3%, legata alla dinamica delle quotazioni nei mercati all’ ingrosso e all’ aumento degli oneri generali gas». Il conto – Le associazioni a tutela dei consumatori hanno già fatto di conto e stimato un rincaro annuo per famiglia di 26 euro solo per il gas. Per quanto riguarda l’ energia elettrica nel primo trimestre 2019 l’ aggiornamento tariffario (un calo stimato di appena 50 centesimi) è dovuto principalmente ad un «deciso calo della componente a copertura dei costi per l’ approvvigionamento della materia prima (-5,32% sulla spesa della famiglia tipo), controbilanciato dalla riattivazione degli oneri generali (+5% sulla stessa spesa). Un aggiornamento degli oneri con cui si ottiene il loro completo adeguamento per recuperare, nel corso del 2019, quanto sospeso negli ultimi 2 trimestri del 2018». E dobbiamo anche essere contenti visto che avevamo in eredità un aumento complessivo, per la luce del 9%. Qualche mese fa l’ Authority – per raffreddare i prezzi – aveva attivato un’ operazione di “scudo” e ora rispalma nel tempo il ripristino di tutti gli aumenti bloccati nei due precedenti trimestri. Operazioni di rinvio a parte, saltano fuori comunque degli aumenti consistenti: per Federconsumatori si arriverà ad un aumento per famiglia di 560,2 euro (tra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019), per la sola energia elettrica, e di 1.150 euro l’ anno per il gas. Infrazioni più salate – Il Codacons, invece, è più pessimista e stima una mazzata per famiglia pari a 914 euro. «Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro», fanno di conto, «mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia». Se poi il tasso «di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018». E tutto questo confidando in una tenuta sui livelli attuali del prezzo del petrolio. Se invece dovesse lievitare, i costi per il rifornimento di carburante potrebbero aumentare (+149 euro a nucleo). Con evidenti ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti), per +67 euro a famiglia. Per l’ Rc auto si stimano aumenti dell’ 1,4% (18 euro in media), confidando in un accordo tra governo e gestori autostradali per contenere i previsti aumenti contrattuali al casello (si stima un aggravio di 45 euro a famiglia). di Antonio Castro.
giulio bucchi

lagazzettadelmezzogiorno.it, 28/12/2018 18:52
Bolletta luce ferma, aumenta gas, si tratta per pedaggi
Gas +2,3% da 2019. Codacons, tutti rincari costano 914 euro in piu’

Studio Cataldi, 28/12/2018 18:09
Tassa sul volontariato: dietrofront del Governo ma non subito
di Gabriella Lax – Aveva fatto gridare da subito allo scandalo. Adesso il governo è pronto a fare dietrofront sulla cosiddetta “tassa sul volontariato”. Una marcia indietro che però, come spiegano gli addetti ai lavoro, non potrà essere eseguita immediatamente, ma solo in un secondo momento (altrimenti si andrebbe in esercizio provvisorio). Tassa sul volontariato, il governo è pronto a fare retromarcia Era stata chiamata la tassa della vergogna o, ancora, patrimoniale sulla solidarietà, la norma del maxiemendamento che ha cancellato per gli enti no profit l’ Ires agevolata, portandola dal 12% attuale al 24%. Nel calderone erano finiti in 6.220 tra fondazioni, enti ospedalieri, istituti di assistenza sociale e d’ istruzione senza lucro, con un esborso previsto di circa 120milioni di euro per il terzo settore. Una norma che va a toccare un pezzo prezioso di persone che lavorano per il sociale, per i meno fortunati. Dal governo adesso arriva il dietrofront che però non potrà essere effettuato immediatamente perché il Paese rischierebbe l’ esercizio provvisorio. D’ accordo sul cambio della norma il vicepremier Luigi Di Maio che chiarisce «Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Non possiamo intervenire nella Legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio . Ma prendo l’ impegno di modificarla nel primo provvedimento utile». Con gli stessi toni le parole dell’ altro vicepremier, Matteo Salvini . «Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni – evidenzia – garantisco l’ impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i “furbetti” che fanno altro». Non è da meno dal suo profilo Facebook anche il presidente del consiglio, Giuseppe Conte che spiega: «Le iniziative di solidarietà degli enti non profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un’ efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall’ inizio ha dedicato grande attenzione. Per questo in merito alla norma sull’ Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale». Codacons: «Bene marcia indietro su Ires, ma non basta» La marcia indietro del governo sull’ Ires è fondamentale, ma non può bastare. Afferma Codacons in un comunicato: «Il dietrofront non basta se non verrà approvato l’ emendamento per esonerare le onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni sociali, incoraggiando finalmente la difesa degli interessi diffusi dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli della popolazione». Ed aggiunge: «Dietro le quinte, comunque, pende la vicenda dell’ emendamento presentato proprio da un vice ministro di questo governo, nello specifico Dario Galli, e sostenuto da tanti senatori in parlamento. L’ emendamento, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevede – ricorda – di esonerare le onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale; nei giorni scorsi, nonostante i dati sull’ accesso alla giustizia in Italia abbiano toccato vette allarmanti (un milione e mezzo di soggetti svantaggiati, negli ultimi tre anni, non hanno potuto difendere i propri diritti in tribunale), il testo ha incassato la bocciatura del M5S, che ha deciso di schierarsi contro la Lega e ha impedito fino ad oggi l’ approvazione della norma». Le vittime di questo bailamme del governo, secondo Codacons «Sono i cittadini, mai come in questo caso, a essere danneggiati dalla scelta del governo – e, a tal proposito. l’ associazione rinnova quindi il suo appello a rivedere anche quella decisione inspiegabile e sbagliata, una volta per tutte. Altrimenti la battaglia delle onlus contro il governo sarà senza quartiere, tanto più che gli organi tecnici dei ministeri dell’ Economia e della Giustizia si sono già espressi favorevolmente sulla questione».

Reggio Tv, 28/12/2018 17:15
economia
Codacons, 1/4 del cenone finisce in pattumiera: “Si acquista più del necessario”
uno spreco pari a 30 euro per ogni famiglia calabrese
Nel settore alimentare si concentrano le principali spese di fine anno in Calabria. Parliamo di circa 100 milioni di euro in alimenti e bevande varie che sfileranno sulle tavole dei Calabresi per la classica cena di San Silvestro ed il successivo pranzo di capodanno. Nessun taglio di spesa da parte dei consumatori Calabresi i quali, nonostante abbiano stretto la cinghia su regali e addobbi, non faranno mancare sulle loro tavole il pesce, la carne, i dolci e, ovviamente, il buon vino. Il rischio concreto è rappresentato dallo spreco – afferma il Codacons – stimiamo, infatti, che circa il 25% di cibi e bevande acquistati durante l’ intero periodo delle festività finirà nella spazzatura, con una quota media di spreco alimentare pari a 30 euro a famiglia. Gli alimenti che sono a maggior rischio spreco sono pesce, latticini, dolciumi freschi, ma anche frutta e verdura che, non potendo essere conservati, andranno a finire nella spazzatura. Ciò a causa di una deprecabile tendenza che ci porta ad acquistare ben più del necessario, specie in occasione delle festività, quando le tavole vengono imbandite con ogni genere alimentare sovrastimando i reali consumi. E’ evidente come serva diffondere una corretta cultura alimentare – aggiunge la nota del Codacons – per cercare di ridurre questi intollerabili sperperi, che rappresentano un vero e proprio schiaffo alla miseria, purtroppo, dilagante nel nostro paese. Per questo motivo abbiamo stilato una serie di consigli – prosegue il Codacons – su come risparmiare per Capodanno. Minori quantità. Quasi 1/4 di quanto acquistato per la grande cena di San Silvestro verrà, infatti, buttato, ecco perché è importante ridurre i quantitativi. Ricordiamo che lo scorso anno gli avanzi si sono accumulati fino all’ epifania, per poi finire direttamente tra i rifiuti. Facciamo attenzione alla scelta del negozio: gli esercizi commerciali più convenienti per acquistare i prodotti alimentari sono gli hard discount, dove si può risparmiare fino al 50% rispetto ai negozi tradizionali; il mercato, dove il risparmio è del 30/35%; gli ipermercati che permettono di spendere fino al 25% in meno e i supermercati medi dove si acquista risparmiando tra il 10% e il 15%. Tuttavia, specie oggi, è importante la qualità, dunque se si ha un negoziante di fiducia si può decidere di spendere qualcosa in più, senza esagerare, in cambio di buoni consigli e della certezza di avere acquistato prodotti freschi e di qualità. L’ importante è sapere però che il risparmio è possibile. Lista della spesa: non solo è importante scrivere ciò di cui si ha bisogno, ma è fondamentale rispettare quella lista. Ci si regali un po’ di tempo per prepararla evitando di omettere qualcosa e soprattutto decidendo i relativi quantitativi, si eviteranno così sprechi e acquisti inutili. Evitiamo, poi le primizie, in questo periodo i banchi della frutta si riempiono dei prodotti più stravaganti a tutto svantaggio del portafoglio. Preferiamo frutta e verdura di stagione. Verifichiamo che nelle bilance il riquadro della tara sia acceso ed indichi il peso della carta. Il rischio è quello di pagare la carta al prezzo del prosciutto. Attenzione alle scadenze. In questi giorni si ha fretta di acquistare ed inevitabilmente non si presta attenzione a molte cose, come la scadenza dei prodotti. Nei supermercati i prodotti che scadono prima sono messi in bella mostra. Proviamo ad allungare di più la mano e facciamo attenzione ai pacchi regalo, spesso contengono prodotti in scadenza. Per quanto riguarda i dolci, preferiamo quelli più semplici e naturali: saremo sempre in tempo ad arricchirli con una crema fatta in casa. Finita l’ abbuffata, si brinda. Ci sono ottime marche di spumanti italiani e finanche Calabresi a prezzi ragionevoli. Brindiamo Calabrese. Per finire, ultimo ma fondamentale consiglio per non mangiare insieme alle lenticchie anche la tredicesima: ricicliamo gli avanzi. E, quando saremo stufi di mangiare le stesse cose, ricordiamo che un tempo le nostre nonne con gli avanzi ci facevano le polpette o una insalata. 28-12-2018 17:15.

Il Dispaccio, 28/12/2018 17:12
Cenone Capodanno, Codacons: “Rischio spreco pari a 30 euro per ogni famiglia calabrese”
“Nel settore alimentare si concentrano le principali spese di fine anno in Calabria. Parliamo di circa 100 milioni di euro in alimenti e bevande varie che sfileranno sulle tavole dei calabresi per la classica cena di San Silvestro ed il successivo pranzo di capodanno. Nessun taglio di spesa da parte dei consumatori calabresi i quali, nonostante abbiano stretto la cinghia su regali e addobbi, non faranno mancare sulle loro tavole il pesce, la carne, i dolci e, ovviamente, il buon vino. Il rischio concreto è rappresentato dallo spreco stimiamo, infatti, che circa il 25% di cibi e bevande acquistati durante l’ intero periodo delle festività finirà nella spazzatura, con una quota media di spreco alimentare pari a 30 euro a famiglia. Gli alimenti che sono a maggior rischio spreco sono pesce, latticini, dolciumi freschi, ma anche frutta e verdura che, non potendo essere conservati, andranno a finire nella spazzatura. Ciò a causa di una deprecabile tendenza che ci porta ad acquistare ben più del necessario, specie in occasione delle festività, quando le tavole vengono imbandite con ogni genere alimentare sovrastimando i reali consumi. E’ evidente come serva diffondere una corretta cultura alimentare per cercare di ridurre questi intollerabili sperperi, che rappresentano un vero e proprio schiaffo alla miseria, purtroppo, dilagante nel nostro paese. Per questo motivo abbiamo stilato una serie di consigli – prosegue il Codacons – su come risparmiare per Capodanno. Minori quantità. Quasi 1/4 di quanto acquistato per la grande cena di San Silvestro verrà, infatti, buttato, ecco perché è importante ridurre i quantitativi. Ricordiamo che lo scorso anno gli avanzi si sono accumulati fino all’ epifania, per poi finire direttamente tra i rifiuti. Facciamo attenzione alla scelta del negozio: gli esercizi commerciali più convenienti per acquistare i prodotti alimentari sono gli hard discount, dove si può risparmiare fino al 50% rispetto ai negozi tradizionali; il mercato, dove il risparmio è del 30/35%; gli ipermercati che permettono di spendere fino al 25% in meno e i supermercati medi dove si acquista risparmiando tra il 10% e il 15%. Tuttavia, specie oggi, è importante la qualità, dunque se si ha un negoziante di fiducia si può decidere di spendere qualcosa in più, senza esagerare, in cambio di buoni consigli e della certezza di avere acquistato prodotti freschi e di qualità. L’ importante è sapere però che il risparmio è possibile. Lista della spesa: non solo è importante scrivere ciò di cui si ha bisogno, ma è fondamentale rispettare quella lista. Ci si regali un po’ di tempo per prepararla evitando di omettere qualcosa e soprattutto decidendo i relativi quantitativi, si eviteranno così sprechi e acquisti inutili. Evitiamo, poi le primizie, in questo periodo i banchi della frutta si riempiono dei prodotti più stravaganti a tutto svantaggio del portafoglio. Preferiamo frutta e verdura di stagione. Verifichiamo che nelle bilance il riquadro della tara sia acceso ed indichi il peso della carta. Il rischio è quello di pagare la carta al prezzo del prosciutto. Attenzione alle scadenze”. “In questi giorni si ha fretta di acquistare ed inevitabilmente non si presta attenzione a molte cose, come la scadenza dei prodotti. Nei supermercati i prodotti che scadono prima sono messi in bella mostra. Proviamo ad allungare di più la mano e facciamo attenzione ai pacchi regalo, spesso contengono prodotti in scadenza. Per quanto riguarda i dolci, preferiamo quelli più semplici e naturali: saremo sempre in tempo ad arricchirli con una crema fatta in casa. Finita l’ abbuffata, si brinda. Ci sono ottime marche di spumanti italiani e finanche Calabresi a prezzi ragionevoli. Brindiamo calabrese. Per finire, ultimo ma fondamentale consiglio per non mangiare insieme alle lenticchie anche la tredicesima: ricicliamo gli avanzi. E, quando saremo stufi di mangiare le stesse cose, ricordiamo che un tempo le nostre nonne con gli avanzi ci facevano le polpette o una insalata”. E’ quanto si legge in una nota del Codacons.

secoloditalia.it, 28/12/2018 16:06
La Nutella diventa di destra, la foto di Salvini archivia Nanni Moretti
Miracoli dei social: è bastata una foto di Matteo Salvini con la fetta di pane e Nutella a colazione per spostare la famosa crema di cioccolato dall’ immaginario della sinistra a quello della destra. Ma non sono stati i fan di Salvini a manovrare un’ operazione così ardita bensì le reazioni indignate di quanti hanno criticato il ministro degli Interni per la sua merenda superficiale in ore tragiche per il Paese. Ma riavvolgiamo il nastro: era il 1984 quando, nel film Bianca, il giovane professore Michele Apicella, alter ego del regista Nanni Moretti, affogava le sue ansie in un barattolone di Nutella. Una scena cult, che consacrava la pasta di crema gianduia quale punto di riferimento dei progressisti un po’ nevrotici e in stato di ansia perenne. Poi arrivò Walter Veltroni, anche lui associato alla Nutella per il suo voler incarnare il volto buono e rassicurante del post-comunismo. E Veltroni, a sua volta, confessò che la Nutella gli piaceva assai. Fu Gianfranco Fini, nel 2000, durante una trasmissione tv, a rivolgersi a lui intimandogli: “Basta con questo buonismo alla Nutella”. E ancor prima di lui Maurizio Gasparri aveva così catalogato il fondatore del Pd: “Veltroni si conferma un Clinton alla Nutella”. Inutilmente, il compianto Teodoro Buontempo, nell’ ormai lontano 1994, aveva cercato di restituire alla Nutella il suo specifico politico: “La Nutella è di destra. Con la sua solidità dà un’ idea di benessere, ma è anche fluida, colpisce la fantasia”. Ma nulla potevano le rivendicazioni di Buontempo contro il genio di Giorgio Gaber che sentenziava: “La Nutella è di sinistra, la cioccolata svizzera è di destra”. Del resto, il cinema confermava, col film Chocolat (2000), tratto da un romanzo di Joanne Harris, che la pasta di cacao, con tutte le delizie che se ne potevano ricavare, si situava nel regno della trasgressione contro la conservazione. La Nutella diventa “cibo per razzisti”? E invece ecco che arriva Matteo Salvini e rimette ordine nelle etichette confuse. Oggi non c’ è più uno di sinistra disposto a tenere in dispensa l’ odioso barattolo di cioccolata della Ferrero. La Nutella diventa un grumo nero che nasconde insidie di tutti i generi, sospettabile persino di complicità con la mafia. Non è vegana, non è salutista né salutare. Il Codacons si dice anche pronto a denunciare Matteo Salvini se non parlerà ai suoi followers dei rischi dell’ olio di palma (uno degli ingredienti della Nutella). Il vicepremier non pare impressionato per nulla e anzi, il giorno dopo la foto fatale, rincara la dose: “Anche oggi ho mangiato pane e Nutella”. Miracoli dei social, appunto. Basta una foto per oscurare in un colpo solo sia Gaber che Nanni Moretti, per non parlare di Walter Veltroni. La sinistra ha abbandonato la Nutella al suo destino, le ha impresso una sorta di marchio di infamia. La destra si accinge a farne un simbolo sovranista: è o non è, infatti, uno dei prodotti made in Italy più diffusi nel mondo? Anche La Stampa, con un ficcante corsivo della rubrica Jena (Riccardo Barenghi), conferma lo slittamento ideologico: Koulibaly non mangia la Nutella. Cibo per razzisti, insomma, altro che metafora del buonismo universale.

AgenPress, 28/12/2018 15:34
Codacons: “Il Governo toglie l’ Ires alle Onlus ma le tartassa con il contributo unificato”
Agenpress. Durissimo il Codacons contro il presidente del Consiglio Conte che, nel corso della conferenza stampa di fine anno alla Camera. Il premier ha giustamente parlato della rilevanza “strategica” delle ONLUS, specie con la contrazione del welfare e la crisi economica, ma poi mente sapendo di mentire quando dice “non è nostra intenzione mortificare le ONLUS”. La verità, infatti, è che pende da settimane un emendamento – a firma Dario Galli, Vice Ministro leghista – finalizzato a ottenere finalmente l’ esonero per le ONLUS dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni “sociali”, così incoraggiando finalmente la difesa degli interessi diffusi dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli della popolazione. Proprio quello di cui parla il premier Conte: peccato però che lo stesso sia stato bloccato. L’ emendamento, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevede di esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale; nei giorni scorsi, nonostante i dati sull’ accesso alla giustizia in Italia abbiano toccato vette allarmanti (un milione e mezzo di soggetti svantaggiati, negli ultimi tre anni, non hanno potuto difendere i propri diritti in tribunale), il testo ha incassato la bocciatura del M5S, che ha deciso di schierarsi contro la Lega e ha impedito fino ad oggi l’ approvazione della norma. In questo modo però, almeno fino a oggi, si è arrecato un enorme danno ai cittadini più deboli: tutti coloro cioè che non hanno la possibilità di ricorrere alla giustizia a causa degli elevati costi che le cause comportano, e che affidano alle ONLUS come il Codacons la tutela dei loro diritti e interessi. Sono i cittadini, mai come in questo caso, a essere danneggiati dalla scelta del Governo: l’ Associazione invita il presidente del Consiglio a non prendere in giro i cittadini più svantaggiati e rinnova il suo appello a rivedere anche quella decisione inspiegabile e sbagliata, una volta per tutte. Altrimenti la battaglia delle ONLUS contro il Governo sarà senza quartiere, tanto più che gli organi tecnici dei Ministeri dell’ Economia e della Giustizia si sono già espressi favorevolmente sulla questione.

liberoQuotidiano.it, 28/12/2018 13:57
Prezzi, la stangata del 2019: ogni famiglia spenderà 914 euro in più
Il conto l’ ha fatto il Codacons e lo riporta il quotidiano Il Tempo. E’ quanto spenderemo in più nel 2019 rispetto al 2018, in conseguenza degli aumenti delle tariffe autostradali, delle multe più care, degli aumenti delle tariffe Rc Auto e quant’ altro. La cifra fa impressione perchè in media ogni nucleo familiare sborserà 914 euro in più. Per le tariffe autostradali spenderemo 45 euro in più, per le multe 6 euro, e poi 211 euro in più per i beni al dettaglio, 185 euro per l’ alimentazione, 62 euro per le bollette, 149 euro per il carburante, 67 euro per i trasporti, 18 euro per l’ assicurazione auto.
matteo legnani

Sky Tg24, 28/12/2018 13:09
Bolletta del gas più cara nel 2019, stabile quella della luce. Si tratta per i pedaggi
le tariffe per il primo trimestre: elettricità 21,74 centesimi per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%), gas su del 2,3% a 84,95 centesimi per metro cubo. divise le associazioni dei consumatori /div
La bolletta della luce rimane stabile, quella del gas aumenta. È questo ciò che aspetta gli italiani a partire dal primo trimestre del 2019. Il costo dell’ elettricità, per i clienti in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie), sarà dal primo gennaio di 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Il gas, invece, aumenterà del 2,3%: sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. A rendere note le tariffe è stata l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Oggi, poi, si scoprirà se dal 2019 aumenteranno anche le tariffe delle diverse tratte autostradali (e, nel caso, di quanto). Divise le organizzazioni dei consumatori L’ Unione dei Consumatori ha definito il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi “un’ ottima notizia”. Di parere diverso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori ha sottolineato come “la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo”, mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale e “quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio”, aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019 – per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche a bollette, trasporti, multe – che alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. La spesa per le bollette gas e luce nel 2019 L’ Arera ha calcolato che, per le bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019 la spesa per la famiglia tipo sarà di 560,2 euro, corrispondente a un aumento di circa 25 euro rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro, con una variazione del +10% con un aumento di circa 105 euro. Si attendono novità su eventuale aumento dei pedaggi Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali. In particolare, tiene impegnato il governo l’ aumento dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. “È singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato”, ha attaccato il ministro pentastellato. Toninelli è stato impegnato al Mit in una lunga trattativa con la società concessionaria Strada dei Parchi e gli aumenti potrebbero quindi essere scongiurati.

Momento Italia, 28/12/2018 13:01
SpyHunter, Anti-Malware Remediation App, Earns AppEsteem Certification
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InfoMotori, 28/12/2018 12:31
Nel 2019 aumentano multe, pedaggi autostradali e RC Auto
secondo una stima del codacons, il 2019 porterà spese più alte per le famiglie in possesso di un’ auto. i rincari includono l’ rc auto, i pedaggi autostradali e le multe, senza considerare l’ ecotassa.
Nel 2019 rincari ed inflazione porteranno le famiglie a spendere in media 914 in più rispetto all’ anno appena trascorso. La tradizionale proiezione del Codacons tuttavia mette gli automobilisti al primo posto fra le categorie più colpite dai rincari. Dal primo gennaio infatti aumenteranno multe, pedaggi autostradali, RC auto e rifornimenti di carburante. Per le famiglie in possesso di un’ autovettura quindi si stima una spesa maggiorata di 45 per autostrade, 6 per multe, 18 per l’ RC Auto e ben 149 per i rifornimenti di carburante. Nel complesso quindi, escludendo servizi econsumabili (tagliandi, pneumatici, ricambi) l’ aumento totale a famiglia è di 218. Fino a 3.400 in più per il nuovo Ironicamente, a subire i rincari più pesanti saranno coloro che sceglieranno di acquistare un’ auto nuova nel 2019. La differenza tra “ecoincentivi ” ed “ecotassa” è, purtroppo, molto più sottile di quanto ci si potrebbe auspicare. L’ acquisto di auto nuove risulta, in media, più caro di 3.400 a famiglia rispetto al 2018, ovviamente con qualche eccezione. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, riassume così la situazione esposta “La stangata media si aggirerà, quindi, attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre all’ ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”. Ma come difendersi? Con il passare del tempo sembra che il possesso di un’ auto diventi una spesa sempre più gravosa per i cittadini. Chi ne ha la possibilità dovrebbe sperimentare nuove abitudini per gli spostamenti quotidiani, a cominciare dal tragitto casa-lavoro. Car Sharing, e-mobility e mezzi pubblici sono, dove possibile, la miglior medicina contro i rincari del settore. Sfruttare la rete ferroviaria ed i servizi di noleggio auto, anche a lungo termine, sono altri modi di migliorare la propria condizione e dare un messaggio di cambiamento.

Today, 28/12/2018 12:23
Il 2019 inizia con 26 euro in meno a famiglia
tanto costerà agli utenti l’ aumento delle tariffe del gas, secondo una stima dell’ unione nazionale consumatori
Ventisei euro in meno a famiglia. Tanto costerà secondo l’ Unione Nazionale Consumatori il rincaro delle tariffe del gas di cui abbiamo dato notizia già ieri . Gli aumenti, pari al 2,3%, scatteranno dal 1° gennaio 2019. Ma prima di alzare gli occhi al cielo sappiate che poteva andare anche peggio. La buona notizia infatti è che la bolletta della luce non subirà rincari, nonostante il costo degli oneri di sistema sia lievitato del 5%. Del resto che il costo di questi oneri sarebbe aumentato nel 2019 era noto già da tempo ( ne abbiamo scritto qui ), visto che per tutto il 2018 l’ autorità Arera ha congelato il costo di queste voci per limitare gli aumenti in bolletta. Bolletta del gas, aumenti dal 1° gennaio 2019 Per quanto riguarda l’ elettricità l’ aumento degli oneri di sistema (+ 5%) sarà controbilanciato per i primi mesi del 2019 dal calo della componente a copertura dei costi per l’ approvvigionamento della materia prima (-5,32% sulla spesa della famiglia tipo). In tal modo il costo dell’ elettricità resterà quasi invariato. Secondo l’ Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo l’ aggiornamento delle tariffe annunciato dall’ Arera significherà un aumento di 26,3 euro per il gas e un calo di 50 centesimi per la luce. Sostanzialmente si tratta di “una maggior spesa complessiva di 25,8 euro”. Per Marco Vignola, responsabile del settore energia di Unc, si tratta di “un’ ottima notizia! Considerato che, per la luce, avevamo in eredità un rialzo del 9%, pari per una famiglia tipo a 50 euro in più su base annua, si tratta di un calo inatteso e gradito. L’ Authority, come da noi richiesto nei giorni scorsi, ha saggiamente spalmato nel tempo il ripristino di tutti gli aumenti bloccati nei dueprecedenti trimestri con l’ operazione scudo. Da qui la bella novità di oggi”. Fisco, nel 2019 impennata degli interessi legali: cosa succede se paghi le tasse in ritardo Bollette luce e gas, cosa sono gli oneri di sistema Ricordiamo che gli oneri di sistema nulla c’ entrano con il costo del gas o dell’ energia. Si tratta infatti di voci varie quali “oneri nucleari”, “agevolazioni per il settore ferroviario”, “enti locali che ospitano impianti nucleari”, “agevolazioni alle industrie energivore”. La componente più consistente tra gli oneri di sistema è rappresentata dalla componente A3: si tratta di un onere che va a finanziare gli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate. La componente A2 invece “è destinata alla copertura dei costi per lo smantellamento delle centrali nucleari dismesse (Latina, Caorso, Trino Vercellese, Garigliano)”. Bollette, così il costo degli oneri è aumentato dal 2008 ad oggi (Infografica Codacons)

Sesto Potere, 28/12/2018 12:02
Manovra, Codacons presenta esposto in procura contro governo M5S/Lega per “truffa agli elettori”
0 Likes Comments Disabled Print Tags codacons elettori governo conte Lega M5s procura di roma (Sesto Potere) – Roma – 28 dicembre 2018 – Il Codacons interviene sul tema della manovra di bilancio 2019 presentata dal governo Conte, sostenuto da M5S e Lega, con un esposto per “violenza a un organo collegiale e truffa agli elettori”, e porta sul tavolo del procuratore di Roma la procedura di approvazione della manovra in Senato. conte con di maio e salvini L’ iniziativa dell’ associazione si basa sulla necessità di tutelare elettori e parlamentari di tutti i partiti, sia quelli della minoranza che quelli della maggioranza, senza alcuna preferenza politica: la decisione di porre la fiducia ha infatti impedito a tutti i parlamentari – anche a quelli del M5S e della Lega – di leggere e valutare approfonditamente la manovra, come doveroso e necessario. In questo modo però viene tradito il mandato elettorale degli elettori: la violenza è esercitata nei confronti dell’ organo nella sua interezza e l’ esposto del Codacons non ha quindi una motivazione politica o partitica a favore della minoranza che sta all’ opposizione – che avrebbe potuto, anzi, opporsi con altra efficacia a quanto stabilito dal governo. L’ associazione, inoltre, contesta con fermezza la bocciatura dell’ emendamento del sottosegretario allo sviluppo economico Dario Galli (Lega) che, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevedeva di esonerare le onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale: scelte queste che penalizzano unicamente gli utenti più deboli, configurando un comportamento antisociale gravissimo da parte del governo. Il Codacons, infine, sottolinea come la denuncia in questione non contempli alcuna scelta “partitica”, o alcuna preferenza politica da parte dell’ associazione: lo conferma, tra le altre cose, la presenza tra i presidenti Codacons di un iscritto al M5S, l’ avv. Carlo Rienzi.
carlo rienzi

AgenPress, 28/12/2018 11:29
Gravina: “La serie A non si ferma”. Codacons: “ennesima decisione sbagliata mentre il razzismo dilaga”
Agenpress. Severissimo il Codacons contro la decisione di giocare la prossima giornata del campionato di calcio dopo il gravissimo episodio accaduto nel corso di Inter-Napoli, con gli insistenti cori razzisti piovuti sul difensore del Napoli Koulibaly e l’ incredibile inazione (speaker a parte) delle autorità presenti sul posto. Se neanche in questa circostanza l’ industria del calcio riesce a interrompere la sua corsa, mentre il razzismo ormai dilaga negli stadi di mezza Italia (quello di Milano non è certo un episodio improvviso e isolato), sembra evidente che gli interessi di emittenti TV e dell’ intero circo che ruota intorno al sistema-calcio prevalgano su quelli dei tifosi – quelli veri – e sul loro diritto a uno spettacolo civile e pacifico. Giusto ricordare, infatti, che la decisione di giocare nel corso delle festività natalizie – tradizione precedentemente sconosciuta in Italia – sia stata “importata” solo di recente, in primis dalla Premier League inglese, proprio con l’ idea di favorire la partecipazione dei tifosi (liberati da lavoro e impegni). Altro quindi che “risposta tangibile a chi crede di poter fermarci a causa di certi atteggiamenti violenti”, come dice Gravina: quello cui assistiamo è il copione consueto, fatto di indignazioni fortissime e provvedimenti deboli o del tutto assenti, di attenzione massima al ritorno economico e minima alla componente sportiva vera e propria. Proprio così si è formato quel clima di impunità che incoraggia comportamenti violenti e illegalità all’ interno dei nostri stadi. Senza punizioni chiare, senza interventi autentici – e semmai impopolari – non arriveranno certo risultati su questo fronte. Ma a questo punto andrebbe chiarito chi è il vero protagonista del meccanismo: se il tifoso, o il mondo che gli ruota attorno.

Momento Italia, 28/12/2018 11:07
Manovra, attacco del Codacons: «Denuncia per truffa agli elettori»
l’ esposto non contempla alcuna preferenza politica: il dito è puntato contro l’ intero sistema
Anche il Codacons punta il dito contro la manovra. L’ associazione che tutela i consumatori ha presentato un esposto per violenza a un organo collegiale e truffa agli elettori portando sul tavolo del procuratore di Roma la procedura di approvazione della manovra in Senato. Non è un attacco diretto al governo, alla maggioranza rappresentata da Lega e M5S, ma all’ intero sistema. Sotto la lente d’ ingrandimento i 140 articoli da votare senza neanche la possibilità di leggere il testo in anticipo. Nel comunicato si evidenzia che «l’ iniziativa si basa sulla necessità di tutelare elettori e parlamentari di tutti i partiti, sia quelli della minoranza che quelli della maggioranza, senza alcuna preferenza politica: la decisione di porre la fiducia ha infatti impedito a tutti i parlamentari – anche a quelli del M5S e della Lega – di leggere e valutare approfonditamente la manovra, come doveroso e necessario. In questo modo però viene tradito il mandato elettorale degli elettori: la violenza è esercitata nei confronti dell’ organo nella sua interezza e l’ esposto del Codacons non ha quindi una motivazione politica o partitica a favore della minoranza che sta all’ opposizione – che avrebbe potuto, anzi, opporsi con altra efficacia a quanto stabilito dal governo». Questione Onlus «L’ associazione, inoltre, contesta con fermezza la bocciatura dell’ emendamento del sottosegretario allo Sviluppo Economico Dario Galli (Lega) che, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevedeva di esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale: scelte queste che penalizzano unicamente gli utenti più deboli, configurando un comportamento antisociale gravissimo da parte del governo – si legge nel comunicato – Il Codacons, infine, sottolinea come la denuncia in questione non contempli alcuna scelta “partitica”, o alcuna preferenza politica da parte dell’ associazione: lo conferma, tra le altre cose, la presenza tra i presidenti Codacons di un iscritto al M5S, l’ avvocato Carlo Rienzi».
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ilgiornale.it, 28/12/2018 10:56
Manovra, ora il Codacons presenta un esposto in procura per “truffa agli elettori”
l’ associazione a tutela dei consumatori ha annunciato un esposto sulla legge di bilancio “per violenza a un organo collegiale e truffa agli elettori”
Il Codacons a gamba tesa sulla manovra di bilancio 2019. L’ associazione a difesa dei consumatori, infatti, ha presentato un esposto in procura per violenza a un organo collegiale (e truffa agli elettori), alla luce del fatto che il testo della misura sia stato imposto al Parlamento senza dare la possibilità ai parlamentari di leggerlo e valutarlo a dovere. Infatti, come si legge nella nota diramata dal Codacons e riportata da AdnKronos , “la decisione di porre la fiducia ha infatti impedito a tutti i parlamentari – anche a quelli del M5S e della Lega – di leggere e valutare approfonditamente la Manovra, come doveroso e necessario. In questo modo però viene tradito il mandato elettorale degli elettori: la violenza è esercitata nei confronti dell’ organo nella sua interezza e l’ esposto del Codacons non ha quindi una motivazione politica o partitica a favore della minoranza che sta all’ opposizione, che avrebbe potuto, anzi, opporsi con altra efficacia a quanto stabilito dal governo” . L’ Associazione, infine, “contesta con fermezza la bocciatura dell’ emendamento del sottosegretario allo Sviluppo economico Dario Galli (Lega) che, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevedeva di esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale: scelte queste che penalizzano unicamente gli utenti più deboli, configurando un comportamento antisociale gravissimo da parte del governo” .
franco grilli

Ansa, 28/12/2018 10:45
Nella setta, Viaggio nell’ incubo
inchiesta piccinni-gazzanni, sono 4 milioni italiani vittime
(ANSA) – ROMA, 28 DIC – FLAVIA PICCINNI e CARMINE GAZZANNI, ”NELLA SETTA” (Fandango, pp.368 – euro 18,50). Quattro milioni di italiani. Un numero incredibile a pensarci. Eppure sono tanti coloro che nel nostro paese ogni mattina si alzano con un segreto: sono membri di un’ organizzazione settaria. Può essere l’ edicolante all’ angolo, il vicino di casa, la ragazza che prepara il cappuccino al bar. ”Tutti, poco importa che la loro decisione sia condivisa con il mondo o tenuta nascosta a famiglie e amici, si sentono iniziati, missionari confusi nella folla, miracolati. Almeno fino a un certo momento”. Parte da qui il viaggio di Flavia Piccinni (già autrice di Bellissime, Premio Croce miglior saggio 2018, Premio Enea per la saggistica 2018 e Premio Essere Donna 2018) e del giornalista Carmine Gazzanni per ”Nella setta”, inchiesta sull’ occulto italiano e quel sottile confine che divide l’ adesione a un culto e la manipolazione mentale, in libreria per Fandango (pp.368 – euro 18,50). Un mondo costruito sulla pelle di chi vive un momento di difficoltà e che i due hanno attraversato fingendosi aspiranti adepti, incontrando ex membri ed esperti, ricostruendo gangli politici ed economici che rendono queste organizzazioni così potenti e aggressive. Si va da ”celebri” realtà internazionali come Scientology, la comunità fondata da Ron Hubbard che conta divi di Hollywood come Tom Cruise o John Travolta e che in Italia ha la sua cattedrale in cemento e vetri alla periferia di Milano. A comunità fisiche come Damanhur, città stato nei boschi piemontesi, con proprio credo, moneta, lingua e usanze (come il matrimonio a tempo). Costruita intorno al culto di Horus e del suo capo Oberto Airaudi alias Falco, è assurta alla cronaca per il Tempio dell’ Umanità, il più grande ipogeo al mondo, scavato nella roccia della montagna. E poi ancora, i centri UPM di Mario Piranesi (Un Punto Macrobiotico), nel mirino di una delle più sconvolgenti inchieste giudiziarie che hanno mostrato all’ Italia abusi economici e psicologici, corpi martoriati da diete estenuanti, persone ridotte sul lastrico. Per non parlare dei bambini inspiegabilmente dati in affido al Forteto, comunità fondata da Rodolfo Fiesoli, Il profeta, nel Mugello, che ancora oggi non trovano giustizia. L’ indagine ripercorre le vie del denaro dei Testimoni di Geova o della Soka Gakkai, dal 2016 riconosciuta come regione dal Governo italiano (con diritto, quindi, all’ 8 per Mille). Fino all’ Archeosofia dell”’esoterista eclettico” Tommaso Palamidessi, i cui ”rituali sono pressocchè copiati da quelli della massoneria: si viene legati, incappucciati e spintonati in un tempio”. Più un intero capitolo dedicato a organizzazioni settarie mai venute fuori (le cosiddette sette di provincia). Ne emerge un quadro sconvolgente e inaspettato, tra tecniche di love bombing, dossieraggi, continue richieste di denaro, prove che minano il corpo e maratone di disistima e alienazione. In cui la donna è quasi sempre meno di un oggetto. ”Un’ Italia che esiste ma non si vede”, dicono gli autori, cui la politica in cerca di consensi ha spesso, più o meno consapevolmente, strizzato l’ occhio. Senza contare i 155 mila maghi, cartomanti, astrologi, veggenti (dati Codacons 2016), cui si rivolgono altri 13 milioni di italiani per un business da 8 miliardi di euro (il caso più eclatante, Wanna Marchi e il mago Do Nascimento). Dati e storie, che dovrebbero far riflettere. Sui perché. Ma soprattutto sul ”come”: come aiutare queste persone a liberarsi dall’ incubo. La squadra antisette della Polizia Firenze, si racconta nel libro, così come la magistratura hanno spesso le mani legate, perché in Italia una legge sulla manipolazione mentale in grado di inquadrare gli abusi non esiste. L’ unico procedimento per plagio risale al controverso caso Braibanti del ’64. E intanto il numero delle vittime delle sette cresce. ”Questo libro è anche e soprattutto – concludono gli autori – per le tante persone che abbiamo incontrato. Per tutte le donne e gli uomini che non hanno voluto parlare. Per tutti quelli che nascondono il trauma subito e cercano di dimenticare. Ora per timore delle ripercussioni, ora per vergogna. Ecco: la vergogna non è la loro”.
carmine gazzanni, flavia piccinni

Il Fatto Nisseno, 28/12/2018 10:44
Caltanissetta, Aiello (Lega): “Sindaco Ruvolo vieti i botti di fine anno”Caltanissetta notizie, cronaca, attualità – Il Fatto Nisseno
caltanissetta – “il sindaco ruvolo vieti i botti di fine anno”- lo ha chiesto al sindaco di caltanissetta il consigliere comunale della lega, oscar aiello, il
CALTANISSETTA – “Il Sindaco Ruvolo vieti i botti di fine anno” – lo ha chiesto al Sindaco di Caltanissetta il Consigliere Comunale della Lega, Oscar Aiello, il quale ha aderito all’ appello di Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons, di vietare una “primitiva” e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti e che crea problemi seri per l’ ambiente, per la salute di bambini, anziani ed animali. “Sono diversi i Sindaci che hanno accolto la richiesta del Codacons vietando i botti” – fa sapere il Consigliere Aiello, che aggiunge: “I botti ogni anno provocano centinaia di feriti, anche gravi, ed oltre al serio problema per la salute di bambini ed anziani producono danni irreversibili ai cani e agli animali domestici, che vanno dalla morte, allo spavento, dalla follia ai danni all’ udito. La tutela degli animali è un motivo in più – conclude Oscar Aiello – perché i botti siano vietati anche a Caltanissetta”.
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AgenPress, 28/12/2018 10:40
Codacons: “Esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato”
Agenpress. Dopo il dietrofront del Governo sulla questione della tassazione delle realtà no profit il Codacons lancia un appello ai frati di Assisi per continuare insieme la battaglia in difesa dei cittadini e ottenere finalmente l’ esonero per le ONLUS dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni “sociali”, così incoraggiando finalmente la difesa degli interessi diffusi dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli della popolazione. Bene ricordare che il M5S, quando era all’ opposizione, chiedeva di sopprimere la tassa proprio per aiutare le ONLUS a tutelare i più deboli: ora che sono al Governo, invece, gli esponenti pentastellati fingono di non vedere e mettono in atto una vendetta contro la Lega che ha proposto – tramite il Vice Ministro leghista Dario Galli – l’ emendamento per intervenire sul tema. L’ emendamento, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevede di esonerare le ONLUS dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale; nei giorni scorsi, nonostante i dati sull’ accesso alla giustizia in Italia abbiano toccato vette allarmanti (un milione e mezzo di soggetti svantaggiati, negli ultimi tre anni, non hanno potuto difendere i propri diritti in tribunale), il testo ha incassato la bocciatura del M5S, che ha deciso di schierarsi contro la Lega e ha impedito fino ad oggi l’ approvazione della norma. In questo modo però, almeno fino a oggi, si è arrecato un enorme danno ai cittadini più deboli: tutti coloro cioè che non hanno la possibilità di ricorrere alla giustizia a causa degli elevati costi che le cause comportano, e che affidano alle ONLUS come il Codacons la tutela dei loro diritti e interessi. Sono i cittadini, mai come in questo caso, a essere danneggiati dalla scelta del Governo: l’ Associazione rinnova quindi il suo appello a rivedere anche quella decisione inspiegabile e sbagliata, una volta per tutte. Altrimenti la battaglia delle ONLUS contro il Governo sarà senza quartiere, tanto più che gli organi tecnici dei Ministeri dell’ Economia e della Giustizia si sono già espressi favorevolmente sulla questione.

Urban Post, 28/12/2018 10:36
Aumenti bollette 2019: rincari per gas, Rc auto e autostrade
Nei primi giorni dell’ anno la tredicesima (per chi ne ha beneficiato) potrebbe essere destinata quasi tutta a coprire l’ aumento del carovita. Nel 2019 aumentano infatti le bollette di luce e gas, le multe diventano più salate e anche le tariffe per l’ assicurazione dell’ auto subiranno rincari. L’ aumento dei costi per famiglia viene stimato tra i 500 e i 900 euro annui, ma nessuna paura: almeno fino a marzo potremmo risparmiare sull’ energia elettrica grazie ad un leggero ritracciamento del petrolio. Risparmieremo così ben 50 centesimi su ogni bolletta, e pensare che c’ era chi si disperava per l’ aumento del costo della vita! Ingrati. I fuochi d’ artificio quindi sono previsti per tutto il prossimo anno grazie agli aumenti tariffari. Giusto per fornire qualche numero riportiamo le stime dell’ Arera, l’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente: “Dal1° gennaio si registrerà una crescita del gas del 2,3%, legata alla dinamica delle quotazioni nei mercati all’ ingrosso e all’ aumento degli oneri generali (+1%)”. Il conto, per favore Se la spesa per assicurare case calde durante i mesi invernali aumenta, a restare invariata sarà invece quella per l’ energia elettrica. Si registra un aumento della bolletta del gas dello 2,3% sulla spesa della famiglia tipo, aumento direttamente proporzionale all’ incremento della spesa di approvvigionamento della materia prima (+0.9%). Notizie migliori, quantomeno in termini di mancato aumento del prezzo, sul fronte dell’ elettricità. Il costo extra per la riattivazione degli oneri elettrici (+ 5%) sarà infatti controbilanciato per i primi mesi del 2019 dal deciso calo della componente a copertura dei costi per l’ approvvigionamento della materia prima (-5,32% sulla spesa della famiglia tipo). Il costo dell’ elettricità per il primo trimestre del 2019 sarà dunque sostanzialmente stabile (-0,08%). Per ora sono scongiurati i temutissimi aumenti. Ricordiamo che lo scorso ottobre, sempre per l’ aumento dei costi di acquisto della materia prima – spiega l’ Arera – gli italiani hanno subito un rincaro del 7,6% sulla bolletta della luce e del 6,1% per il settore gas. Da qui la decisione dell’ Autorità di mantenere invariati gli oneri generali, per le tariffe applicate a partire dallo scorso 1 luglio. Tuttavia “il percorso di recupero del mancato gettito andrà, comunque, avviato a partire dal prossimo trimestre – quindi dal 1 gennaio 2019 – su un arco di tempo che, al momento, si stima dell’ ordine di quattro trimestri”. La spesa media per le famiglie italiane Nonostante la buona volontà dell’ Authority di procrastinare le operazioni di recupero del mancato gettito percepito, nel 2019 l’ aumento sarà inevitabile e cospicuo: per Federconsumatori si arriverà ad un incremento di spesa, per famiglia, di 560,2 euro (tra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019) per la sola energia elettrica, e di 1.150 euro annui per il gas. Una visione più cupa della storia ce la fornisce la Codacons, invece, che stima un incremento, per famiglia, di ben 914 euro. Inoltre, per non farci mancare nulla, ricordiamo che i portafogli degli italiani dovranno anche fare i conti con l’ andamento dell’ inflazione. Nel caso questa rimanesse invariata rispetto ai livelli attuali ogni famiglia italiana dovrà preventivare circa 400 euro in più per l’ acquisto di beni al dettaglio e generi alimentari. I conti possono farsi solo se il petrolio non giocherà brutti scherzi, altrimenti le ripercussioni sull’ acquisto del carburante e, di conseguenza, sul trasporto dei beni, saranno inevitabili (+149 euro a nucleo famigliare). I prezzi per stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile non aumenteranno sensibilmente (18 euro in media), mentre a salire saranno le “tariffe autostradali decise dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia”, scrive l’ Arera. Forse è arrivato il doloroso momento di rottura del salvadanaio.
eugenia canistro

Msn, 28/12/2018 10:35
Tariffe: nel 2019 stabile la bolletta della luce, il gas aumenta del 2,3%
Nel 2019 i prezzi dell’ elettricità resteranno stabili (-0,08%) per le famiglie con contratti in regime tutelato, mentre per il gas è previsto, dal 1° gennaio, un aumento del 2,3%. Lo dice l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Dopo il blocco degli oneri elettrici applicato nel secondo semestre 2018, “la loro piena riattivazione consente per il 2019 di riportarli in equilibrio, senza alcun aumento per il prossimo trimestre”.Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è “un’ ottima notizia!”. Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come “la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo” mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, “quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio” aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri.Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante.Per quanto riguarda le bollette della luce, nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo sarà di 560,2 euro, corrispondente a un aumento di circa 25 euro rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.150 euro, con una variazione del +10% con un aumento di circa 105 euro.

ilgiornale.it, 28/12/2018 10:24
Manovra, Forza Italia e Pd insorgono: “Impedito l’ esame degli emendamenti”
la maggioranza vota il mandato al relatore. ma impedisce che vengano discussi i 350 emendamenti. forza italia accusa: “zero minuti per esaminare la legge”
“hanno impedito l’ esame degli emandamenti ” . Non si placa l’ ira delle opposizioni contro il governo gialloverde. Anzi, dopo che la commissione Bilancio della Camera ha approvato, intorno alle 3 del mattino, il mandato al relatore sulla manovra economica , i consiglieri di Forza Italia e del Partito democratico hanno ufficialmente protestato perché il testo è stato inviato in Aula senza che venissiro discussi né tantomento votati gli oltre 350 emendamenti che erano stati presentati alla legge di bilancio. Il Natale non ha certo “ammorbidito” gli animi delle opposizioni sulla manovra. Dopo il caos fino a notte inoltrata della scorsa settimana a Palazzo Madama , Forza Italia, Fratelli d’ Italia e Partito democratico si sono ripresentati aMontecitorio più agguerriti di prima. E così alla fine di un’ altra infuoca commissione , durante la quale non sono mancate le tensioni con il ministro dell’ Economia Giovanni Tria ( guarda il video ), il mandato al relato è passato con i soli voti della maggioranza gialloverde. Le opposizioni hanno, infatti, votato contro in aperto dissenso nei confronti del governo Conte. “La Camera ha avuto zero minuti per esaminare la legge di Bilancio – commenta il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto – noi difendiamo la democrazia e faremo di tutto perché la democrazia rappresentativa non possa essere abbattuta da questi colpi di ariete. Questo ariete – conclude poi – diventerà di argilla e lo trasformerann oin argilla gli italiani che si renderanno conto che questa manovra è sciagurata” . Ora i lavori passano alla Camera dove, nelle prossime ore, sarà esamita la legge di Bilancio sulla quale il governo è determinato a porre la fiducia . Il via libera definitivo è, comunque, atteso per domani. Intanto il Codacons ha già fatto sapere che presenterà un esposto per “violenza a un organo collegiale e truffa agli elettori” . La procedura di approvazione della manovra economica finirà così sul tavolo del procuratore di Roma. L’ iniziativa dell’ associazione si baserebbe sulla “necessità di tutelare elettori e parlamentari di tutti i partiti” . La decisione di porre la fiducia, a detta del Codacons, avrebbe infatti impedito a tutti i parlamentari di leggere e valutare approfonditamente la legge di Bilancio . “In questo modo – spiega il Codacons – viene tradito il mandato elettorale degli elettori: la violenza è esercitata nei confronti dell’ organo nella sua interezza” .
sergio rame

Calciomercato.it, 28/12/2018 09:44
Serie A, il Codacons ‘attacca’: “Contano più le TV dei tifosi”
l’ associazione ha commentato la decisione di gravina di far disputare il prossimo turno di campionato
SERIE A CODACONS GRAVINA / Gabriele Gravina, numero uno della FIGC, ieri è stato chiaro: “Il 29 si gioca” . La Serie A , quindi, non si ferma di fronte ai tragici eventi che hanno portato alla morte di un tifoso a seguito degli scontri prima di Inter – Napoli . Una decisione sulla quale si è scagliata il Codacons , associazione a difesa dei consumatori, che ha diramato una dura nota di protesta che tocca anche il tema del razzismo: “Se neanche in questa circostanza l’ industria del calcio riesce a interrompere la sua corsa, mentre il razzismo ormai dilaga negli stadi di mezza Italia (quello di Milano non è certo un episodio improvviso e isolato), sembra evidente che gli interessi di emittenti TV e dell’ intero circo che ruota intorno al sistema-calcio prevalgano su quelli dei tifosi – quelli veri – e sul loro diritto a uno spettacolo civile e pacifico. Giusto ricordare, infatti, che la decisione di giocare nel corso delle festività natalizie – tradizione precedentemente sconosciuta in Italia – sia stata “importata” solo di recente, in primis dalla Premier League inglese, proprio con l’ idea di favorire la partecipazione dei tifosi (liberati da lavoro e impegni). Altro quindi che “risposta tangibile a chi crede di poter fermarci a causa di certi atteggiamenti violenti”, come dice Gravina: quello cui assistiamo è il copione consueto, fatto di indignazioni fortissime e provvedimenti deboli o del tutto assenti, di attenzione massima al ritorno economico e minima alla componente sportiva vera e propria. Proprio così si è formato quel clima di impunità che incoraggia comportamenti violenti e illegalità all’ interno dei nostri stadi. Senza punizioni chiare, senza interventi autentici – e semmai impopolari – non arriveranno certo risultati su questo fronte. Ma a questo punto andrebbe chiarito chi è il vero protagonista del meccanismo: se il tifoso, o il mondo che gli ruota attorno”. Calciomercato.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici qui.

Dagospia, 28/12/2018 09:40
tar-tassati forever: nel 2019 aumentano gas, rc auto e multe
antonio castro per “libero quotidiano” multe aumentano gas, rc auto e multe. e va già bene perché il leggero ritracciamento del petrolio ha fatto scendere la bolletta elettrica (con un risparmio di “ben” 50 centesimi l’ anno). come da
TAR-TASSATI FOREVER: NEL 2019 AUMENTANO GAS, RC AUTO E MULTE – COME DA TRADIZIONE LA MAZZATA TARIFFARIA ARRIVA CON IL NATALE. E POTREBBE ARRIVARE A OLTRE 900 EURO A FAMIGLIA – LE ASSOCIAZIONI A TUTELA DEI CONSUMATORI STIMANO UN RINCARO ANNUO PER FAMIGLIA DI 26 EURO SOLO PER IL GAS Antonio Castro per “Libero quotidiano” multe Aumentano gas, Rc auto e multe. E va già bene perché il leggero ritracciamento del petrolio ha fatto scendere la bolletta elettrica (con un risparmio di “ben” 50 centesimi l’ anno). Come da tradizione la mazzata tariffaria arriva con il Natale. E potrebbe arrivare a oltre 900 euro a famiglia. Di sicuro si rischia di farsi andare per traverso cenoni e libagioni natalizie varie. Il 2019 si annuncia davvero pirotecnico dal punto di vista tariffario. Per il gas – spiega l’ Arera, l’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente – dal «1° gennaio si registrerà una crescita del 2,3%, legata alla dinamica delle quotazioni nei mercati all’ ingrosso e all’ aumento degli oneri generali gas». IL CONTO multe Le associazioni a tutela dei consumatori hanno già fatto di conto e stimato un rincaro annuo per famiglia di 26 euro solo per il gas. Per quanto riguarda l’ energia elettrica nel primo trimestre 2019 l’ aggiornamento tariffario (un calo stimato di appena 50 centesimi) è dovuto principalmente ad un «deciso calo della componente a copertura dei costi per l’ approvvigionamento della materia prima (-5,32% sulla spesa della famiglia tipo), controbilanciato dalla riattivazione degli oneri generali (+5% sulla stessa spesa). Un aggiornamento degli oneri con cui si ottiene il loro completo adeguamento per recuperare, nel corso del 2019, quanto sospeso negli ultimi 2 trimestri del 2018». E dobbiamo anche essere contenti visto che avevamo in eredità un aumento complessivo, per la luce del 9%. Qualche mese fa l’ Authority – per raffreddare i prezzi – aveva attivato un’ operazione di “scudo” e ora rispalma nel tempo il ripristino di tutti gli aumenti bloccati nei due precedenti trimestri. tasse Operazioni di rinvio a parte, saltano fuori comunque degli aumenti consistenti: per Federconsumatori si arriverà ad un aumento per famiglia di 560,2 euro (tra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019), per la sola energia elettrica, e di 1.150 euro l’ anno per il gas. INFRAZIONI PIÙ SALATE Il Codacons, invece, è più pessimista e stima una mazzata per famiglia pari a 914 euro. «Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro», fanno di conto, «mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia». tasse Se poi il tasso «di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018». E tutto questo confidando in una tenuta sui livelli attuali del prezzo del petrolio. Se invece dovesse lievitare, i costi per il rifornimento di carburante potrebbero aumentare (+149 euro a nucleo). Con evidenti ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti), per +67 euro a famiglia. Per l’ Rc auto si stimano aumenti dell’ 1,4% (18 euro in media), confidando in un accordo tra governo e gestori autostradali per contenere i previsti aumenti contrattuali al casello (si stima un aggravio di 45 euro a famiglia).

Blitz Quotidiano, 28/12/2018 09:33
Bollette, luce stabile, aumenta gas, in stand by i pedaggi autostradali
ROMA – Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere domani per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è “Un’ ottima notizia!”. Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come “la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo” mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, “quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio” aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’ aumento dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e oggi il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. “Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato”, ha attaccato il ministro pentastellato impegnato al Mit in una lunga trattativa con la società concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha rilasciato dichiarazioni che lasciano ben sperare: “abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria” ha detto. Domani Toninelli potrebbe quindi firmare il decreto che scongiura gli aumenti. Salvati gli automobilisti che attraversano il centro Italia restano gli altri aumenti. Tornando alle bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo – calcola l’ Arera – sarà di 560,2 euro, corrispondente a un aumento di circa 25 euro rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro, con una variazione del +10% con un aumento di circa 105 euro.

quotidianodisicilia.it, 28/12/2018 08:58
Prima dell’ annunciato ripensamento del governo pentaleghista, che dovrà ora essere concretizzato …
Prima dell’ annunciato ripensamento del governo pentaleghista, che dovrà ora essere concretizzato “passando dalle parole ai fatti” come è stato chiesto (fino a ieri il ministro dell’ Economia Tria lo ha difeso), erano stati in tanti a protestare contro il raddoppio dell’ aliquota Ires per le organizzazioni no profit. Al no secco del presidente della Cei Gualtiero Bassetti, per il quale “il raddoppio non è un dono ma una provocazione”, si sono aggiunti via via i veti delle Misericordie, del Sacro Convento di Assisi, ma anche dei sindaci dell’ Anci e di qualche governatore. Dito puntato anche dal Forum del Terzo Settore, che ha tenuto a ricordare alla sottosegretaria all’ Economia Laura Castelli come “le organizzazioni senza scopo di lucro non possano distribuire utili”. Ma di fronte alle rassicurazioni per una migliore calibratura della norma a gennaio, il ministro della Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana ha espresso la sua soddisfazione: “sono molto contento – ha spiegato – lo Stato deve essere al fianco di chi aiuta le persone con fragilità e severo nel contrastare ogni abuso”. Nel frattempo sono stati duri i toni usati da Bassetti, che ha ricordato al governo come a rischiare sarebbero state “migliaia di istituzioni senza fini di lucro, che coprono uno spettro enorme di bisogni e esigenze, da quelle ambientali a quelle sanitarie, da quelle di supporto alla coesione sociale e di contrasto alla povertà a quelle ricreative, culturali ed educative”. Poi il monito a Salvini: “signor ministro se la prenda con chi vuole, con i ‘vescovoni’, con la stampa cattolica, con i preti meschini e arrivisti, ma non tocchi l’ umanità e il senso del dovere che hanno ispirato la nostra Costituzione”. A dar man forte al coro di no ha contribuito padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, il quale si è scagliato contro il taglio alle agevolazioni, “che non riguardano soltanto le realtà collegate alla chiesa ma anche il volontariato e tutto ciò che esso rappresenta nella cultura, nell’ impegno disinteressato di uomini e donne della nostra Italia”. Poi è stata la volta delle Misericordie, secondo le quali con un eventuale stop agli sgravi fiscali “verrebbero fortemente penalizzati non gli Enti ma azioni e opere nei confronti di persone svantaggiate e fragili che oggi trovano conforto nell’ intervento delle nostre associazioni”. Le organizzazioni senza scopo di lucro, ha insistito Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, “devono essere interamente reinvestiti nell’ attività”, quindi il governo “ci ripensi, perché l’ emendamento Ires è irragionevole”. Poi però di fronte all’ annunciato “ravvedimento” del governo ha fatto sapere di essere in attesa di un incontro di chiarimento. Anche i sindaci non hanno nascosto le loro preoccupazioni: Luca Vecchi, primo cittadino di Reggio Emilia e delegato Anci al Welfare, ha spiegato che “gli enti del Terzo settore sono i partner strategici e progettuali dei Comuni, con i quali da sempre collaborano”. Per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi “qualcuno avrebbe dovuto informare i governanti che le agevolazioni per il no profit sono motivate soprattutto dal fatto che non si intascano utili”. Contrario anche il Codacons, che ha sollecitato una marcia indietro del governo ma anche l’ approvazione di un emendamento che esonera le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni di tipo sociale.

Investire Oggi, 28/12/2018 08:18
Aumento bollette gas, tariffe e tanto altro: Codacons annuncia stangata da 914 euro a famiglia
l’ aumento delle bollette gas e la crescita delle tariffe autostrade, carburante, etc.: perché codacons parla di una stangata da 914 euro.
Non si annuncia un 2019 favorevole per le famiglie italiane: secondo quanto riportato da Codacons , a causa dell’ aumento delle bollette del gas e di altre tariffe, la spesa media annua di una famiglia tipo italiana sarà maggiore, rispetto all’ anno precedente, di ben 914 euro . Si tratta di una vera e propria stangata che colpirà prevalentemente i ceti più bassi. Analizziamo nello specifico gli aumenti. Quanto aumenteranno le bollette del gas nel 2019? Una buona e una cattiva notizia per quanto riguarda le principali forniture. L’ elettricità , stando alle stime dell’ Arera , non subirà aumenti e i prezzi saranno stabili (-0,08%) con un risparmio annuo per le famiglie di 50 centesimi di euro; le bollette del gas , invece, aumenteranno del 2,3% con una crescita della spesa annua per le famiglie di circa 26,3 euro. Si tratta in definitiva di una buona notizia (o almeno così viene definita), in quanto si temeva un aumento del 9% causato dal blocco degli aumenti nei precedenti due trimestri. Se, dunque, gli aumenti sembrano essere contenuti, la vera stangata arriverà, secondo Codacons, da altre voci di spesa e dall’ aumento di altre tariffe. Codacons: ecco la stangata vera da 914 euro Secondo Codacons, non c’ è molto da gioire: sono in forte crescita, infatti, una serie di tariffe che, alla fine dell’ anno, peseranno sui bilanci delle famiglie italiane circa 914 euro. Si tratta di tariffe che colpiscono alla pari ricchi e poveri (come l’ aumento del costo del carburante) e che quindi peseranno maggiormente su chi è già in difficoltà. Ecco l’ analisi degli aumenti secondo Codacons: Aumento tariffe Autostrade: circa 45 euro in più a famiglia – le polemiche sono molto forti ed è possibile un intervento del ministro Toninelli Aumento multe stradali: si parla di un 2,2% in più, con una spesa accresciuta media per famiglia di circa 6 euro Tasso di inflazione: se le stime di Codacons sono esatte e il tasso resterà più o meno inalterato, la spesa media di una famiglia italiana crescerà di ben 211 euro a nucleo per la spesa di beni al dettaglio e soltanto per l’ alimentazione la spesa crescerà di 185 euro rispetto all’ anno precedente Comparto energetico e trasporti: gli analisti sembrano concordare sul fatto che ci sarà a breve una crescita forte delle quotazioni petrolifere, per cui si potrebbero avere aumenti di 62 euro a famiglia per le bollette energetiche (insomma, una visione più pessimistica rispetto a quella dell’ Arera), ma soprattutto di 149 euro a nucleo familiare per il carburante dell’ auto; le ripercussioni si avranno ovviamente anche per i trasporti (dagli aerei ai treni passando per taxi, traghetti, mezzi pubblici, etc.) per un peso di circa 67 euro a famiglia in più rispetto al 2018-12-28 RC Auto: aumenti previsti per circa 18 euro all’ anno. Leggete anche: Rincari bollette luce e gas: maxi stangata per gli italiani nel 2018, 1,32 miliardi di euro .

avvenire.it, 28/12/2018 08:11
Economia
nel complesso l’ anno prossimo gli italiani dovranno mettere in conto una stangata mediamente pari a 914 euro a famiglia
Nel 2019 i prezzi dell’ elettricità resteranno stabili (-0,08%) per le famiglie con contratti in regime tutelato, mentre per il gas è previsto dal primo gennaio un aumento del 2,3% . Lo rende noto l’ Arera, l’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Secondo lo studio dell’ Unione nazionale consumatori (Unc), dai dati dell’ Arera sulle tariffe dal primo gennaio, «una famiglia tipo pagherà nel 2019 (non, quindi, secondo l’ anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019), 50 centesimi in meno per la luce e 26,3 euro in più per il gas . Una maggior spesa complessiva, insomma, di 25,8 euro». «Un’ ottima notizia – ha commentato Marco Vignola, presidente dell’ Unc -. Considerato che, per la luce, avevamo in eredità un rialzo del 9%, pari per una famiglia tipo a 50 euro in più su base annua, si tratta di un calo inatteso e gradito. L’ Autorità, come da noi richiesto nei giorni scorsi, ha saggiamente spalmato nel tempo il ripristino di tutti gli aumenti bloccati nei due precedenti trimestri con l’ operazione scudo». Le stime del Codacons, tuttavia, non sono così ottimistiche. Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia . Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare. Anche se il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli oggi potrebbe firmare il decreto che scongiura gli aumenti dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi, che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila: tutti territori tra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2% , con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali , solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo , mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio , che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons -. Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia ) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro). © Riproduzione riservata.

International Post, 28/12/2018 08:03
Arriva la stangata di Capodanno
Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia”. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione.

TGCom, 28/12/2018 08:03
Tariffe: nel 2019 stabile la bolletta della luce, il gas aumenta del 2,3%
per l’ elettricità la spesa annua per la famiglia-tipo sarà di 560,2 euro, 1.150 euro per il gas
Nel 2019 i prezzi dell’ elettricità resteranno stabili (-0,08%) per le famiglie con contratti in regime tutelato, mentre per il gas è previsto, dal 1° gennaio, un aumento del 2,3%. Lo dice l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Dopo il blocco degli oneri elettrici applicato nel secondo semestre 2018, “la loro piena riattivazione consente per il 2019 di riportarli in equilibrio, senza alcun aumento per il prossimo trimestre”. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è “un’ ottima notizia!”. Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come “la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo” mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, “quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio” aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Per quanto riguarda le bollette della luce, nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo sarà di 560,2 euro, corrispondente a un aumento di circa 25 euro rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas sarà di circa 1.150 euro, con una variazione del +10% con un aumento di circa 105 euro. Prezzi e tariffe, una stangata da 914 euro nel 2019 Ansa-Centimetri 1 di 1 condividi leggi dopo slideshow ingrandisci Si tratta sui pedaggi – Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali. In particolare tiene impegnato il governo l’ aumento dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti.

ladige.it, 28/12/2018 07:00
Stangata in arrivo nel 2019 pari a 914 euro a famiglia Automobilisti tartassati
Una «stangata» mediamente pari a 914 euro a famiglia nel corso del 2019: è quella che stima il Codacons, che ha elaborato le consuete previsioni di fine anno sugli incrementi di spesa in vista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il conto potrebbe essere ancora più salato in caso di acquisto di una automobile nuova: l’ associazione dei consumatori parla di «batosta che potrebbe superare quota 3.400 euro», a causa dell’ ecotassa prevista nella legge di bilancio. E proprio sulla manovra il Codacons interviene con «un esposto per violenza ad un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo». 06-stangata.jpg Tornando ai rincari, gli automobilisti rischiano di essere comunque la categoria più tartassata. Il 2019, secondo le stime del Codacons, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per gli alimentari si spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Nonostante il crollo dei prezzi del petrolio negli ultimi mesi del 2018, la «festa» per i consumatori durerà poco, avverte ancora il Codacons segnalando che gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia), sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro). «La stangata media si aggirerà, quindi, attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre all’ ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti».

Investire Oggi, 28/12/2018 06:46
Rincari 2019: arriva la stangata di Capodanno, tutti gli aumenti
ancora rincari per gli italiani, si parla di 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro. il nuovo anno inizia così.
Nel 2019 arriveranno nuove stangate per gli italiani. Non solo multe e polizze auto ma anche bollette luce e gas. Ogni fine anno si tirano le somme e si fanno previsioni sugli aumenti dell’ anno nuovo che interesseranno gli italiani. Il Codacons ha già parlato di stangata riferito alle bollette elettriche ma potrebbe non essere finita qui. Multe, bollette e polizze, arriva la stangata A pesare maggiormente sul bilancio familiare sono alcune voci. Per le bollette di luce e gas, ad esempio, negli ultimi 12 mesi sono stati pagati 1,3 miliardi in più, +11% per la luce e +13% per il gas. Ogni famiglia ha dunque sborsato 93 euro aggiuntivi. Per il 2019, secondo la sigla dei consumatori Unc, ci potrebbero essere altri rincari del 9% per le utenze domestiche che dovrebbe corrispondere a 50 euro a famiglia. Leggi anche: Rincari bollette luce e gas: maxi stangata per gli italiani nel 2018, 1,32 miliardi di euro Gli altri rincari per pedaggi autostradali e beni al dettaglio Secondo il Codacons: “La stangata media si aggirerà attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”. A pesare i rincari autostradali che avranno l’ effetto di +45 euro a famiglia a cui aggiungere i prezzi dei beni al dettaglio per cui si spenderanno +211 euro e 185 euro in più per l’ alimentazione. Secondo il portale Facile.it un’ altra stangata per le famiglie riguarderà la polizza Rc auto visto che già nel secondo semestre del 2018 si sono avuti aumenti dell’ 1,4%. E il discorso delle auto si lega inevitabilmente a quello delle multe. Anche quelle stradali dovrebbero rincarare del 2,4% andando a pesare ulteriormente nelle tasche degli italiani. Secondo l’ Osservatorio Autopromotec i costi complessivi legati a tutti gli autoveicoli hanno toccato nel 2018 l’ 11,1% del Pil, un costo che ha ache fare con i rincari dei pedaggi autostradali e dei carburanti per un ammontare di 195,3 miliardi di euro, il 3,3% in più rispetto all’ anno precedente. Solo per il carburante sono stati spesi 60,7 miliardi di euro mentre per l’ acquisto di veicoli 50,3 miliardi seguiti dai costi di manutenzione e riparazione. Gli italiani hanno speso moltissimi soldi anche per i premi di assicurazione Rc auto, incendio e furto. Si parla di 17,7 miliardi. Per i pedaggi autostradali, che avevano subito un rincaro già ad inizio 2018, sono stati spesi 8,3 miliardi di euro mentre per i parcheggi 8 miliardi E sembra non finire qui. Anche gli acquisti di viaggi e giocattoli fanno parte della lista dei rincari. Secondo Fedeconsumatori, i prezzi di alcuni prodotti durante le feste hanno raggiunto picchi del +2%. Leggi anche: Rincari bollette luce e gas nel 2019: spread e aumenti per le famiglie, perché pagheremo di più.

Il Gazzettino, 28/12/2018 06:20
Gas, aumenti del 2,3% in vista Stabile il prezzo dell’ elettricità
ENERGIA ROMA In gennaio scatteranno aumenti del 2,3% per il gas, stabile il prezzo dell’ elettricità. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (- 0,08%). Sempre dal primo gennaio il costo del gas sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere oggi per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. PIÚ 105 EURO Nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019 la spesa per la famiglia-tipo per l’ elettricità – calcola l’ Arera – sarà di 560,2 euro, corrispondente a un aumento di circa 25 euro rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro, con una variazione del +10% con un aumento di circa 105 euro. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «un’ ottima notizia». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo» mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il governo l’ aumento dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. In serata il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha rilasciato dichiarazioni che lasciano ben sperare.

Gazzetta di Parma, 28/12/2018 06:00
Volontariato Dai vescovi ai frati di Assisi: i tanti no che hanno determinato il dietrofront
anche il forum del terzo settore di parma ha protestato contro la decisione
3ROMA Sono stati in tanti prima del ripensamento del governo a protestare contro il raddoppio dell’ aliquota Ires per le organizzazioni no profit. Al «no» secco del presidente della Cei Gualtiero Bas setti, per il quale «il raddoppio non è un dono ma una provocazione», si sono aggiunti via via i veti delle Misericordie, del Sacro Convento di Assisi, ma anche dei sindaci dell’ Anci e di qualche go vernatore. Dito puntato anche dal Forum del Terzo Settore – compresa la sezione di Parma e provincia – che ha tenuto a ricordare alla sottosegretaria all’ Economia Laura Castelli che «le organizzazioni senza scopo di lucro non possono distribuire utili». Ma di fronte alle rassicurazioni per una migliore calibra tura della norma a gennaio, il ministro della Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana ha espresso la sua soddisfazione: «sono molto contento ha spiegato – lo Stato deve essere al fianco di chi aiuta le persone con fragilità e severo nel contrastare ogni abuso». Nel frattempo sono stati duri i toni usati da Bassetti, che ha ricordato al governo che a rischiare sarebbero state «migliaia di istituzioni senza fini di lucro, che coprono uno spettro enorme di bisogni e esigenze». Poi anche un invito a Salvini: «Signor ministro se la prenda con chi vuole, con i “vescovoni”, con la stampa cattolica, con “i preti meschi ni e arrivisti”, ma non tocchi l’ umanità e il senso del dovere che hanno ispirato la nostra Costituzione». A dar man forte al coro di «no» ha contribuito padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, che si è scagliato contro il taglio alle agevolazioni. Poi è stata la volta delle Misericordie, secondo le quali con un eventuale stop agli sgravi fiscali «verrebbero fortemente penalizzati non gli Enti ma azioni e opere nei confronti di persone svantaggiate e fragili che oggi trovano conforto nell’ intervento delle nostre associazioni». Le organizzazioni senza scopo di lucro, ha insistito Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, «devono essere interamente reinvestiti nell’ attività», quindi il governo «ci ripensi, perché l’ emendamento Ires è irragionevole». Poi però di fronte al «ravvedimento» del governo ha fatto sapere di essere in attesa di un incontro di chiarimento. Anche i sindaci e i presidenti delle Regioni non hanno nascosto le loro preoccupazioni. Contrario anche il Codacons.

Gazzetta del Sud (ed. Catanzaro), 28/12/2018 05:38
L’ appello del Codacons: i sindaci vietino i botti
Vietare i botti di Capodanno in tutti i comuni d’ Italia. Lo chiede il Codacons, che diffida gli oltre 400 sindaci calabresi a disporre sul proprio territorio il divieto di usare i fuochi d’ artificio in occasione dell’ ultimo giorno dell’ anno. «Non si tratta soltanto di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma – incalza il Codacons – pure di una pseudomoda che, a prescindere dagli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali. È bene precisare – sottolinea ancora il movimento – che sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali e usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. La conseguenza è che il primo giorno dell’ anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il Pm10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo. Ricordiamo che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’ aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’ inquinamento». Inoltre, sempre secondo il Codacons, «è accertato che i botti fatti scoppiare nelle vicinanze di un cane o di un altro animale domestico producono danni irreversibili. Una ragione in più perché siano vietati. Alcuni Comuni – prosegue il movimento -hanno già deciso di porre uno stop alla scia di sangue che puntualmente si registra a Capodanno, emettendo ordinanze che vietano i botti. Chiediamo oggi a tutti i sindaci di adeguarsi a questa misura di civiltà. Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato ;per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine». «È una pseudomodache costituisceun problema per la salute»

Gazzetta del Sud, 28/12/2018 05:36
Bollette, da gennaio +2,3% per il gas
Maria Gabriella Giannice ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere domani per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «Un’ ottima notizia!». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo» mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’ aumento dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e ieri il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. «Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato», ha attaccato il ministro pentastellato impegnato al Mit in una lunga trattativa con la società concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha rilasciato dichiarazioni che lasciano ben sperare: «Abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste» ha detto. Codacons: tutti i rincari costeranno agli italiani914 euro in più.

Corriere della Sera, 28/12/2018 05:04
Borse all’ insegna della «volatilità», nuovi cali
milano cede l’ 1,8%, francoforte (-2,3%) maglia nera. wall street frena, poi rimbalza
Il modello della doccia scozzese sembra diventato la normalità per le Borse. Ad appena 24 ore da un’ ondata di rialzi eccezionali che hanno toccato punte del 4% sui principali indici statunitensi e su alcuni listini europei, ieri le piazze finanziarie mondiali hanno invertito due volte la rotta. Dopo un’ apertura in negativo i listini europei hanno consolidato le perdite sulla spinta dell’ ondata di vendite che ha colpito Wall Street, che però ha recuperato in chiusura. Il Nasdaq, precipitato di oltre il 3% ha poi recuperato un +0,38%; il Dow Jones, che perdeva il 2,5%, è rimbalzato dell’ 1,12% e l’ S&P500 ha guadagnato lo 0,83% dopo aver toccato -2,6% per l’ esito incerto dello scontro innescato dal presidente Donald Trump contro il presidente della Fed Jerome Powell, che tuttavia si è detto disponibile a un incontro. Secondo il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow «un incontro fra i due sarebbe utile». Milano ha lasciato sul terreno l’ 1,81%, sebbene lo spread sia sceso a 255 punti. L’ indice Ftse Mib ha aggiornato i minimi annui andando a chiudere a 18.064 punti (-1,81%) dopo essere sceso, nell’ ultima ora, anche sotto i 18 mila punti per la prima volta da dicembre 2016. Francoforte ha accusato la performance peggiore in Europa a -2,37%. Tengono meglio il Cac 40 (-0,6%) e il Ftse 100 di Londra, -1,52%. A giudizio degli analisti, gli investitori preferiscono alleggerire le posizioni nelle ultime sedute del 2018, anno che ormai si profila tra i peggiori dalla crisi del 2008. A destare preoccupazione c’ è anche il probabile rallentamento dell’ economia mondiale. Debole anche il petrolio con il Wti a 45,18 dollari al barile (-2,25%) e il Brent a 52,70 dollari (-3,25%). Su tutto vince ancora la volatilità, salita ieri del 10,8% a 33,6 (indice Vix). Un anno fa era a 14 punti. Roma Luce stabile. Gas più caro. Nel primo trimestre 2019 le famiglie italiane spenderanno un po’ meno per l’ energia elettrica, il cui costo, secondo quanto annunciato dall’ Autorità di regolamentazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), non registrerà aumenti ma anzi segnerà un meno 0,08%. Ma sarà il gas a crescere ancora una volta e a pesare sulla bolletta: +2,3%, un incremento, sottolinea Federconsumatori, che si verificherà proprio nel periodo invernale, «quando si fa un maggior utilizzo di questo servizio». La frenata dell’ energia elettrica è dovuta, spiega l’ Autorità, alla piena riattivazione degli oneri elettrici bloccati nel secondo semestre 2018: «Ciò consente per il 2019 di riportarli in equilibrio senza alcun aumento per il prossimo trimestre della spesa». Ecco quindi che una famiglia tipo, tra l’ 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019, spenderà 560,2 euro per l’ elettricità, cioè 25 euro in più rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Ma, sottolinea Arera, nel primo trimestre 2019 ci sarà un leggero calo del costo per l’ energia elettrica, -0,08%, dovuto ad un calo della spesa per la materia energia (-5,32%), che però viene compensato da un aumento della spesa per gli oneri di sistema (+5%) e delle tariffe di trasporto e gestione del contatore (+0,24%). Per quanto riguarda invece il gas, l’ aumento del 2,3% nel primo trimestre 2019 è dovuto al costo complessivo che include i costi di approvvigionamento, distribuzione, commercializzazione e gli oneri di sistema. Il tutto si traduce, per una famiglia tipo, in una bolletta di circa 1.150 euro nel periodo dal primo aprile 2018 al 31 marzo 2019 con un aumento del 10% rispetto all’ anno precedente, cioè circa 105 euro in più. Si dicono sollevate le associazioni di consumatori che definiscono «una buona notizia» il rialzo di soli 25,8 per luce e gas nel primo trimestre 2019: «Si tratta – dice Marco Vignola, presidente dell’ Unione dei consumatori – di un calo inatteso e gradito, considerato che per la luce avevamo in eredità un rialzo del 9%, pari per una famiglia tipo a 50 euro in più su base annua». Ma il Codacons invita alla prudenza: «La festa durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del 2019 con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (con aumenti medi di 62 euro a famiglia), sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo)». E pure Federconsumatori frena sottolineando come, nonostante il meno davanti alla spesa per l’ energia elettrica, la flessione sia «minima e per contro si verificherà un incremento della bolletta del gas proprio nel periodo invernale». Il presidente di Federconsumatori Emilio Viafora nota quindi come «il vero problema sia la scarsa equità del meccanismo degli oneri di sistema, delle vere e proprie tasse occulte». E invoca una «modifica del sistema di erogazione del bonus energia e del bonus gas: oggi – spiega – le procedure sono ancora troppo complesse e, di fatto, limitano il ricorso a tali agevolazioni da parte degli aventi diritto».
claudia voltattorni

La Prealpina, 28/12/2018 05:02
Energia: la luce non rincara, il gas sì
oggi le decisioni dell’ arera, incertezza sui pedaggi autostradali
ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere oggi per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «Un’ ottima notizia». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo», mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio», aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’ aumento dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e oggi il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. «Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato», ha attaccato il ministro pentastellato impegnato al Mit in una lunga trattativa con la società concessionaria Strada dei Parchi.

La Prealpina, 28/12/2018 05:02
Ires, ha pesato la coralità del “No”
ROMA Sono stati in tanti, prima del ripensamento del governo, a protestare contro il raddoppio dell’ aliquota Ires per le organizzazioni no profit. Al “no” secco del presidente della Cei Gualtiero Bassetti, per il quale «il raddoppio non è un dono ma una provocazione», si sono aggiunti via via i veti delle Misericordie, del Sacro Convento di Assisi, ma anche dei sindaci dell’ Anci e di qualche governatore. Dito puntato anche dal Forum del Terzo Settore, che ha tenuto a ricordare alla sottosegretaria all’ Economia Laura Castelli che «le organizzazioni senza scopo di lucro non possono distribuire utili». Ma di fronte alle rassicurazioni per una migliore calibratura della norma a gennaio, il ministro della Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana ha espresso la sua soddisfazione: «sono molto contento – ha spiegato – lo Stato deve essere al fianco di chi aiuta le persone con fragilità e severo nel contrastare ogni abuso». Nel frattempo sono stati duri i toni usati da Bassetti, che in un’ intervista a Repubblica ha ricordato al governo che a rischiare sarebbero state «migliaia di istituzioni senza fini di lucro, che coprono uno spettro enorme di bisogni e esigenze, da quelle ambientali a quelle sanitarie, da quelle di supporto alla coesione sociale e di contrasto alla povertà a quelle ricreative, culturali ed educative». Poi anche un invito a Salvini: «signor ministro se la prenda con chi vuole, con i “vescovoni”, con la stampa cattolica, con i preti meschini e arrivisti, ma non tocchi l’ umanità e il senso del dovere che hanno ispirato la nostra Costituzione». A dar man forte al coro di no ha contribuito padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, che si è scagliato contro il taglio alle agevolazioni, «che non riguardano soltanto le realtà collegate alla chiesa ma anche il volontariato e tutto ciò che esso rappresenta nella cultura, nell’ impegno disinteressato di uomini e donne della nostra Italia». Poi è stata la volta delle Misericordie, secondo le quali con un eventuale stop agli sgravi fiscali «verrebbero fortemente penalizzati non gli Enti ma azioni e opere nei confronti di persone svantaggiate e fragili che oggi trovano conforto nell’ intervento delle nostre associazioni». Le organizzazioni senza scopo di lucro, ha insistito Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, «devono essere interamente reinvestiti nell’ attività», quindi il governo «ci ripensi, perchè l’ emendamento Ires è irragionevole», Poi però, di fronte al ravvedimento del governo, ha fatto sapere di essere in attesa di un incontro di chiarimento. Anche i sindaci in giornata non hanno nascosto le loro preoccupazioni: Luca Vecchi, primo cittadino di Reggio Emilia e delegato Anci al Welfare, ha spiegato che «gli enti del Terzo settore sono i partner strategici e progettuali dei Comuni, con i quali da sempre collaborano». Per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi «qualcuno avrebbe dovuto informare i governanti che le agevolazioni per il no profit sono motivate soprattutto dal fatto che non si intascano utili». Contrario anche il Codacons, che ha sollecitato una marcia indietro del governo ma anche l’ approvazione di un emendamento che esonera le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni di tipo sociale.

Avvenire, 28/12/2018 04:50
Tariffe, il 2019 porta l’ aumento del gas. Stabile la bolletta elettrica
PEDAGGI DELL’ AUTOSTRADA DEI PARCHI, TONINELLI PENSA A UN DECRETO PER «STERILIZZARE» I RINCARI Roma Nel 2019 i prezzi dell’ elettricità resteranno stabili (-0,08%) per le famiglie con contratti in regime tutelato, mentre per il gas è previsto dal primo gennaio un aumento del 2,3%. Lo rende noto l’ Arera, l’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Secondo lo studio dell’ Unione nazionale consumatori (Unc), dai dati dell’ Arera sulle tariffe dal primo gennaio, «una famiglia tipo pagherà nel 2019 (non, quindi, secondo l’ anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019), 50 centesimi in meno per la luce e 26,3 euro in più per il gas. Una maggior spesa complessiva, insomma, di 25,8 euro». «Un’ ottima notizia – ha commentato Marco Vignola, presidente dell’ Unc -. Considerato che, per la luce, avevamo in eredità un rialzo del 9%, pari per una famiglia tipo a 50 euro in più su base annua, si tratta di un calo inatteso e gradito. L’ Autorità, come da noi richiesto nei giorni scorsi, ha saggiamente spalmato nel tempo il ripristino di tutti gli aumenti bloccati nei due precedenti trimestri con l’ operazione scudo». Le stime del Codacons, tuttavia, non sono così ottimistiche. Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una ‘stangata’ mediamente pari a 914 euro a famiglia. Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare. Anche se il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli oggi potrebbe firmare il decreto che scongiura gli aumenti dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi, che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila: tutti territori tra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons -. Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro). Codacons prevede una ‘stangata’ di 914 euro a famiglia: rincari previsti anche per carburante, trasporti e Rc auto.

L’Adige, 28/12/2018 04:36
Stabile il costo della luce, ma aumenta il gas
ROMA – Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere questa sera per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «un’ ottima notizia». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo» mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola che per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e ieri il ministro delle infrastrutture Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare.

La Sicilia, 28/12/2018 04:31
codacons
«Sindaci vietino botti legali e illegali»
Basta con i fuochi d’ artificio di fine anno. E’ quello che chiede Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, ai sindaci italiani che hanno il potere, con un’ ordinanza, di vietarli. Tanasi nel chiedere anche l’ intervento del Ministro dell’ Interno, ricorda che già sono diverse le città che hanno accolto la richiesta del Codacons, vietando i botti. «Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi – commenta – ma anche di una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani e animali».«E’ bene precisare – continua Tanasi – che sono pericolosi tutti i botti, non soltanto quelli illegali, ma anche quelli legali usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. La conseguenza è che il primo dell’ anno, nelle città, si supera puntualmente il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo». «Ricordiamo – prosegue Tanasi che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’ aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi, il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’ inquinamento».«Inoltre – conclude Tanasi – è accertato che i botti fatti scoppiare in prossimità di un cane o di un altro animale domestico producono danni irreversibili che vanno dalla morte (spesso per la paura si buttano dai balconi) allo spavento, dalla follia ai danni all’ udito. Una ragione in più perché vengano vietati».

La Sicilia (ed. Caltanissetta), 28/12/2018 04:31
«Edifici scolastici non sicuri»
In tema di sicurezza e staticità degli edifici scolastici, nel settembre scorso il Codacons Sicilia ha avanzato un’ istanza di accesso agli atti finalizzata a conoscere le condizioni strutturali delle sedi scolastiche, la conformità alle norme antisismiche e antincendio delle scuole siciliane, in modo da poter analizzare le criticità e le condizioni di rischio. Dopo un lungo e imbarazzante silenzio da parte di molti Comuni, nonostante la delicatezza della questione, il Codacons diffida ora, sindaci, prefetti e tutti gli enti responsabili a rilasciare e rendere pubblici, entro trenta giorni, i certificati antisismici e di agibilità degli edifici scolastici, o esporre le ragioni che giustificano il ritardo.

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Lecce), 28/12/2018 04:28
viabilità la proposta del codacons
«Un piano traffico per tutto l’ anno»
«Il piano traffico natalizio dovrebbe essere adottato per tutto l’ anno, nei fine settimana. Ma senza pagare la sosta». La proposta – e la critica – viene dal Codacons. «Bus navette pieni, aree di interscambio utilizzate, centro intasato ma non troppo, affluenza di turisti ed avventori decisamente maggiore rispetto agli anni passati – dice Cristian Marchello- In effetti, il piano traffico ha funzionato. Ma appare ancora incomprensibile perché l’ Amministrazione abbia deciso di ridurre l’ adozione del piano traffico solo nell’ ultimo periodo delle festività, a ridosso del 25 dicembre, e non abbia, invece, ritenuto più utile ampliarne la portata estendendolo a tutto il mese di dicembre». Secondo Marchello, «del tutto incomprensibile appare anche la scelta di estendere la tariffazione oraria dei parcheggi ai festivi. L’ effettivo decongestionamento del centro è stato determinato essenzialmente dalla predisposizione delle aree di interscambio e dall’ utilizzo dei bus navetta – sostiene – e non dal pagamento del ticket, la cui efficacia sulla turnazione dei posti è tutta da dimostrare. Ancora più incomprensibile è apparso il prevedere il pagamento del ticket il 25 e il 26, che non presentavano i rischi di afflusso tipici del periodo pre natalizio. Quella del pagamento del ticket festivo appare una scelta non condivisibile – insiste il Codacons – meramente economica che, per come realizzata, non toglie e non aggiunge nulla al traffico cittadino e che risponde, evidentemente, ad una logica puramente economica. Invece – conclude – buona cosa sarebbe estendere l’ adozione del piano traffico, ticket escluso, ai week end dell’ intero anno».

Giornale di Brescia, 28/12/2018 04:27
Il volontariato insorge. Il Governo fa retromarcia
gli scontenti/1 coro unanime contro il raddoppio dell’ ires: «una provocazione, aiutiamo gli ultimi»
ROMA. Sono stati in tanti prima del ripensamento del governo a protestare contro il raddoppio dell’ aliquota Ires per le organizzazioni no profit. Al no secco del presidente della Cei Gualtiero Bassetti, per il quale «il raddoppio non è un dono ma una provocazione», si sono aggiunti via via i «veti» delle Misericordie, del Sacro Convento di Assisi, ma anche dei sindaci dell’ Anci e di qualche governatore. Dito puntato anche dal Forum del Terzo Settore, che ha tenuto a ricordare alla sottosegretaria all’ Economia Laura Castelli che «le organizzazioni senza scopo di lucro non possono distribuire utili». Ma di fronte alle rassicurazioni per una migliore calibratura della norma a gennaio date da Di Maio («La norma sulla tassazione dell’ Ires per gli enti no profit va cambiata nel primo provvedimento utile»), il mini Vescovi. Bassetti, presidente Cei stro della Famiglia ele Disabilità Lorenzo Fontana ha espresso soddisfazione: «Sono molto contento – ha spiegato -. Lo Stato dev’ essere al fianco di chi aiuta le persone con fragilità e severo nel contrastare ogni abuso». Nel frattempo sono stati duri i toni usati da Bas setti, che in un’ intervista ha ricordato al governo che a rischiare sarebbero state «migliaia di istituzioni senza fini di lucro, che coprono uno spettro enorme di bisogni ed esigenze, da quelle ambientali a quelle sanitarie, da quelle di supporto alla coesione sociale e di contrasto alla povertà a quelle ricreative, culturali ed educative». Poi anche un invito a Salvini: «Signor ministro se la prenda con chi vuole, con i ‘vescovoni’, con la stampa cattolica, con i preti meschini e arrivisti, ma non tocchi l’ umanità e il senso del dovere che hanno ispirato la nostra Costituzione». A dar man forte al coro di no ha contribuito padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, che si è scagliato contro il taglio alle agevolazioni, «che non riguardano soltanto le realtà collegate alla Chiesa ma anche il volontariato e tutto ciò che esso rappresenta nella cultura, nell’ impegno disinteressato di uomini e donne della nostra Italia». Poi è stata la volta delle Misericordie, secondo le quali con un eventuale stop agli sgravi fiscali «verrebbero fortemente penalizzati non gli enti ma azioni e opere nei confronti di persone svantaggiate e fragili che oggi trovano conforto nell’ intervento delle nostre associazioni». Le organizzazioni senza scopo di lucro, ha insistito Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, «devono essere interamente reinvestiti nell’ attività», quindi il governo «ci ripensi, perché l’ emendamento Ires è irragionevole». Contrario al taglio primigenio anche il Codacons, che ha sollecitato una marcia indietro del governo ma anche l’ approvazione di un emendamento che esonera le onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni di tipo sociale.!!

L’Unione Sarda, 28/12/2018 04:20
commercio. scura: «stiamo pensando di organizzare un black friday in primavera»
Arrivano i saldi, ma è già polemica
la stagione nell’ isola parte il 5 gennaio. il codacons: «scelta obsoleta»
Saranno due mesi di sconti e prezzi stracciati, conditi da polemiche ma anche da tanta speranza. È il clima variabile che attende l’ inizio dei saldi invernali 2019 fissati dal prossimo 5 gennaio al 5 marzo: stesse date dello scorso anno, accolte per questo dalle medesime critiche dei commercianti, che peraltro in molti casi hanno già mascherato in anticipo la stagione dei ribassi. «Lo abbiamo detto tante volte – dice Roberto Bolognese, presidente regionale di Confcommercio – far scattare il periodo dei saldi a pochi giorni dalla fine delle feste, quando i portafogli dei sardi sono stati già aperti per gli acquisti natalizi, non è la strategia giusta. Quest’ anno però la fiducia non manca, proprio perché le spese per i regali non hanno registrato un boom. Ci saranno quindi più soldi da spendere nelle prossime settimane». Le critiche Dal Codacons però arrivava la stoccata più dura: «I saldi di fine stagione appaiono obsoleti e andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black friday che registrano il grande favore dei consumatori, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce». Il primo mese Giuseppe Scura, direttore di Confcommercio Sardegna, non vuole sbilanciarsi sulle previsioni di vendita ma conosce bene le dinamiche che verranno: «La corsa agli acquisti durerà massimo un mese, poi andrà scemando. Gli esercenti puntano ancora molto sui saldi, anche se le date non soddisfano tutti. Abolirle per liberalizzare gli sconti? È un’ ipotesi che circola da anni, ma senza successo e forse sarebbe una buona idea solo se non si riuscisse a contrastare i tanti sconti illegali fatti sottobanco». I cambiamenti Il calendario promozionale negli ultimi anni ha subito una rivoluzione, con iniziative lampo proprio come il Black friday o il Blue Monday, a cui si sono aggiunti i ribassi quasi ininterrotti offerti sul o dalle grandi catene dell’ abbigliamento. «I clienti ormai sono viziati e la parola magica per attirarli è “promozioni”». Spunta l’ ipotesi di un secondo Black friday in primavera: «Ma non sarà semplice mettere d’ accordo le tante voci del mondo del commercio». Luca Mascia.

La Stampa, 28/12/2018 04:11
l’ autorità di settore stabilisce le tariffe del trimestre
Dal 1° gennaio gas più caro del 2,3% Bollette invariate per l’ energia elettrica
Metano più caro del 2,3% dal 1° gennaio per le famiglie italiane, mentre il prezzo della luce resterà stabile. L’ Autorità dell’ energia ha deciso come saranno le bollette in regime di tutela nel trimestre gennaio-marzo: il kilowattora elettrico costerà 21,74 centesimi (-0,08% rispetto al trimestre in corso) mentre il gas rincarerà a 84,95 centesimi per metro cubo. Tenendo conto anche di questi adeguamenti, l’ Autorità calcola che per l’ energia elettrica nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019 la spesa per la famiglia-tipo italiana sarà di 560,2 euro, corrispondente a un aumento di 25 euro rispetto ai 12 mesi precedenti. E nello stesso periodo la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del metano sarà di circa 1.150 euro, con una variazione +10% e un aumento in valore assoluto di 105 euro. L’ Unione dei Consumatori vede il bicchiere mezzo pieno e saluta il mancato rincaro della luce nei prossimi 3 mesi come «un’ ottima notizia». Meno favorevole il giudizio delle altre organizzazioni. In particolare, la Federcosumatori sottolinea che «la flessione dei costi dell’ energia elettrica è minima, mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, cioè nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio»; in questo modo «aumentano le spese per le famiglie, già oberate da altri oneri». Il Codacons allarga l’ orizzonte a tutti i tipi di tariffa e balzelli e calcola nel 2019, per colpa del rincaro di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche alle bollette della luce e del gas, ai trasporti e alle multe (purtroppo bisogna fare un realistico preventivo medio anche di queste) la famiglia media italiana si troverà a pagare 914 euro in più, nell’ ipotesi ottimistica che l’ inflazione si mantenga costante. Un bene per l’ agricoltura La Coldiretti sottolinea che «il freno all’ aumento delle bollette ha un doppio effetto positivo: mantiene il potere di acquisto delle famiglie e non aumenta i costi dell’ energia per le imprese, che sono particolarmente rilevanti nel settore agroalimentare. Il costo dell’ energia si riflette su tutta la filiera e riguarda le attività agricole ma anche la trasformazione». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
luigi grassia

Corriere Adriatico, 28/12/2018 04:06
Prezzi e tariffe arriva la stangata: anche 900 euro per una famiglia
I CONSUMI Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una stangata mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno, spiega quindi l’ associazione, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. «Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia». Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. «La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Quotidiano di Puglia, 28/12/2018 03:55
la polemica le critiche di marchello: «incomprensibile la decisione di non estendere alcuni provvedimenti» le accuse
Traffico di Natale, Codacons all’ attacco: «Ticket festivi, tempi e scelte sbagliate»
«un errore il pagamento del biglietto nei giorni festivi nelle zone urbane»
Avrà anche funzionato il piano traffico natalizio messo in campo dall’ amministrazione comunale, ma restano tuttavia delle scelte incomprensibili. Parola di Codacons Lecce. L’ associazione a difesa dei consumatori non promuove a pieni voti le scelte di Palazzo Carafa, anzi su alcune di esse è pronto a puntare il dito contro. «Si sprecano, in questi giorni, le pacche sulle spalle ed i complimenti per il piano traffico messo in atto dal Comune di Lecce – tuona dalla bacheca facebook Cristian Marchello di Codacons Lecce – Bus navette pieni, aree di interscambio utilizzate, centro cittadino intasato ma non troppo, affluenza di turisti ed avventori decisamente maggiore rispetto agli anni passati» e via dicendo. E se da un lato il piano traffico «ha funzionato nei suoi principali elementi regalandoci un weekend tranquillo», dall’ altro «non può sottacersi come appare ancora incomprensibile il perché l’ amministrazione comunale abbia deciso di ridurre l’ adozione del piano traffico solo all’ ultimo periodo delle festività» invece di estendere il provvedimento a tutto il mese di dicembre. «Così come – aggiunge Marchello – non deve sottacersi la circostanza che del tutto incomprensibile appare la scelta di estendere la tariffazione oraria dei parcheggi anche durante i giorni festivi. L’ effettivo decongestionamento del centro cittadino è stato determinato essenzialmente dalla predisposizione delle aree di interscambio e dall’ utilizzo dei bus navetta e non certo dal pagamento del ticket la cui efficacia sulla turnazione dei posti è tutta da dimostrare». E non finisce qui la lista delle critiche: «Ancora più incomprensibile è apparso il prevedere il pagamento del ticket durante i giorni del 25 e del 26 che oggettivamente non presentavano i rischi di afflusso tipici del periodo prenatalizio. Quella del pagamento del ticket festivo appare una non condivisibile scelta meramente economica che, per come realizzata, non toglie e non aggiunge nulla al traffico cittadino e che risponde, evidentemente ad una logica puramente economica, finendo, per l’ ennesima volta di mettere le mani intasca nei cittadini di Lecce. Invece buona cosa sarebbe estendere l’ adozione del piano traffico (ticket escluso) ai weekend dell’ intero anno».

La Gazzetta del Mezzogiorno, 28/12/2018 03:50
l’ allarme lanciato dal codacons. stabile il costo della luce
Rincari gas, multe e trasporti batosta familiare di 900 euro
ROMA. Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere oggi per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Il Codacons calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante.

Giornale di Sicilia (ed. Messina-Catania), 28/12/2018 03:47
appello anche al ministero
Botti di fine anno Codacons ai sindaci: «Vietatene l’ uso»
tanasi: è difficilissimo riuscire a identificare e sanzionare i trasgressori
Dai 184 feriti del 2017 ai 212 dello scorso capodanno, di cui 36 ricoverati in ospedale. Questo il bilancio del Dipartimento della Pubblica sicurezza, che ha segnalato anche un incremento dei feriti provocati dalle armi da fuoco che sono stati 11, rispetto ai 6 dell’ anno precedente, tra cui il ragazzino di 12 anni colpito a Napoli da un proiettile vagante. Anche se non ci sono state vittime, e pur sempre grave il bilancio dei «botti» di capodanno, soprattutto per quanto riguarda i feriti gravi, di chi subisce menomazioni permanenti. Ed allora «Basta con i fuochi d’ artificio di fine anno», lo chiede Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, associazione di consumatori ai sindaci che hanno il potere, con un’ ordinanza, di vietarli. Lo chiede anche ai sindaci catanesi, per prevenire ciò che potrebbe avvenire nella notte di Capodanno. Tanasi nel chiedere anche l’ intervento del ministro dell’ Interno ricorda che già sono diverse le città che hanno accolto la richiesta del Codacons vietando i botti. «Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali. È bene precisare – continua Tanasi- che sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili on il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini». Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie corre labili all’ inquinamento. Inoltre e accertato che i botti fatti scoppiare in prossimità di un cane o di un altro animale domestico, producono danni irreversibili che vanno dalla morte (spesso per la paura si buttano dai balconi) allo spavento, dalla follia ai danni all’ udito. «Una ragione in più perche siano vietati», sottolinea Tanasi. L’ ordinanza, però, rischia di restare fine a se stessa. È difficilissimo, infatti, riuscire a identificare e sanzionare realmente tutti i trasgressori che, a Catania, come lo scorso anno, sono stati, purtroppo, tantissimi, non solo nelle abitazioni, ma anche in spazi pubblici. (*DLP*)

Il Tempo, 28/12/2018 03:46
Arriva il 2019: ci costerà 914 euro in più
stangata il codacons ha calcolato gli aumenti che scatteranno da gennaio dalle autostrade alle multe, dalle assicurazioni fino a benzina, gas e luce
Adriano Bonanni Siete pronti a mette mano al portafoglio? Perché il 2019 che sta per arrivare costerà in media 914 euro in più a famiglia . Il conto lo ha fatto il Codacons, l’ associazione dei consumatori, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il 2019 si aprirà infatti con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nu cleo familiare . La parte più «odiosa» per gli italiani sarà quella che riguarda le multe stradali, che dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di 6 euro in più a famiglia .Qualche conto il Codacons lo ha fatto anche sul tasso di inflazione che, se si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019, spiega ancora il Codacons . Ma la festa per i consumatori durerà poco, avverte l’ Associazione: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc .) per un totale di 67 euro in più a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. «La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti». L’ allarme «spesa» per il 2019 arriva anche da Feder consumatori che ha calco lato che nel periodo compreso tra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019 una famiglia tipo spenderà 560,2 euro per l’ energia elettrica e 1.150 per il gas . Un aggiornamento questo, si legge in una nota, «non certo positivo per gli utenti» . E prosegue: «La flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica è minimo e per contro si verificherà un incremento della bolletta del gas proprio nel periodo invernale, quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio .Consideriamo inoltre che all’ inizio del 2019 gli utenti dovranno ancora ammortizzare non solo le spese connesse alle festività natalizie ma anche per i costi relativi a tasse, visite mediche, mutui e rate la cui scadenza è coincisa con la fine dell’ anno». Al di là degli aumenti e delle diminuzioni, per Federconsumatori «il vero problema comunque è la scarsa equità del meccanismo degli oneri di sistema, che rappresentano delle vere e proprie tasse occulte: gli utenti continuano infatti a sostenere i costi per gli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili, alle agevolazioni dirette alle imprese energivore, per lo smantellamento delle centrali nucleari e per le tariffe specia li a favore delle ferrovie». Osserva il presidente della Fe derconsumatori, Emilio Viafora: «Nell’ attuale quadro delle tariffe di energia e gas risulta inoltre fondamentale studiare e mettere in atto una modifica del sistema di erogazione del bonus energia e del bonus gas . Le procedure sono ancora troppo complesse e, di fatto, limitano il ricorso a tali agevolazioni da parte degli aventi diritto».

Alto Adige, 28/12/2018 03:31
Bollette, gas più caro dal primo gennaio
l’ aumento sarà del 2,3% , ferma la luce. si tratta per le tariffe autostradali. codacons: «914 euro in più per tutti i rincari»
ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal 1 gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggera flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal 1 gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere qualche giorno per sapere se dal 1 gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «un’ ottima notizia». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo», mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il governo l’ aumento di quelli dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. «Mentre il governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato», ha attaccato il ministro impegnato in una lunga trattativa con la concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha detto: «Abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria». Oggi Toninelli potrebbe firmare il decreto che scongiura gli aumenti. Tornando alle bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo – calcola l’ Autorità – sarà 560,2 euro, circa 25 euro sui 12 mesi precedenti.
maria gabriella giannice

La Nuova Sardegna, 28/12/2018 03:31
wall street trascina l’ europa
Paura per l’ economia i mercati in picchiata
bollette, gas più caro dal primo gennaiol’ aumento sarà del 2,3%, ferma la luce. si tratta per le tariffe autostradali. codacons: «914 euro in più per tutti i rincari»
almaviva Ricollocazione flop per i dipendenti Per gli ex lavoratori del call center Almaviva di Roma è il terzo Natale senza lavoro. Il 22 dicembre 2016 si è consumato il più grande licenziamento collettivo degli ultimi 25 anni. Dopo quasi due anni, però 1.049 ex operatori sono ancora disoccupati (il 65%) e solo in 127 sono stati ricollocati con un contratto a tempo indeterminato. Dei 1.666 lavoratori in esubero ufficialmente gli occupati sono 526. di Serena Di Ronza wNEW YORK La paura di un rallentamento dell’ economia gela le Borse che, alle prese con una volatilità alle stelle, sono tutte in profondo rosso. Dopo un rally storico Wall Street affonda trascinandosi dietro le piazze finanziarie europee: Piazza Affari chiude in calo dell’ 1,81%, con Carige che tracolla del 18,75%. Una flessione decisa la registra anche Francoforte (-2,37%), seguito da Londra (-1,5%), e Parigi (-0,6%). La seduta a Wall Street si apre in forte calo. Poi arriva la gelata del dato sulla fiducia dei consumatori, motore dell’ Azienda America. A dicembre, secondo le rilevazioni del Conference Board, è scesa ai minimi degli ultimi cinque mesi, con la percentuale degli americani che prevede la creazione di nuovi posti di lavoro nei prossimi mesi crollata del 6,1% al 16,6%, in quello che è la flessione maggiore degli ultimi 41 anni. Un tonfo che innervosisce ancora di più gli investitori andandosi a sommare alle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina, a un possibile licenziamento del presidente della Fed Jerome Powell e allo shutdown americano, giunto ormai al sesto giorno. Con la paralisi del governo americano, il cui costo è stimato in circa 1,2 miliardi di dollari a settimana, gli investitori iniziano a ritrovarsi senza dati economici e quindi non in grado di avere un quadro completo sull’ economia. L’ incertezza regna sovrana e la volatilità è protagonista. Una volatilità che lascia Wall Street in corsa per chiudere il peggior dicembre dalla Grande Depressione. «C’ è di sicuro una crescente preoccupazione sullo stato dell’ economia, sulla Fed e sulla confusione a Washington» affermano alcuni analisti, convinti che «fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza se cosa Washington vuole fare e su come la farà, i mercati faticheranno a trovare una direzione». La Fed e la sua politica monetaria sono nel mirino degli analisti, come Powell è in quello di Donald Trump, che non risparmia neanche il segretario al Tesoro Mnuchin. Il timore che la Fed alzi i tassi velocemente spaventa Wall Street. di Maria Gabriella Giannice wROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal 1 gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggera flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal 1 gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere qualche giorno per sapere se dal 1 gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «un’ ottima notizia». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo», mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il governo l’ aumento di quelli dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. «Mentre il governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato», ha attaccato il ministro impegnato in una lunga trattativa con la concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha detto: «Abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria». Oggi Toninelli potrebbe firmare il decreto che scongiura gli aumenti. Tornando alle bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo – calcola l’ Autorità – sarà 560,2 euro, circa 25 euro sui 12 mesi precedenti.

Il Giorno (ed. Sondrio), 28/12/2018 03:18
grandate «è chiara la necessità di un intervento mirato e consistente»
Troppi furti, il Codacons diffida l’ amministrazione
– GRANDATE – TROPPI FURTI in paese e il Codacons, l’ associazione che tutela i diritti dei consumatori, ha deciso di inviare una diffida al Comune in cui si chiede di aumentare i controlli sulle strade ricorrendo anche all’ installazione di telecamere di sorveglianza. «Il problema dei furti in paese sta diventando sempre più consistente – denuncia Marco Donzelli, presidente di Codacons Lombardia – con furti che vengono messi a segno nelle case e anche in strada, ai danni di auto parcheggiate. È chiara dunque la necessità di un intervento mirato e consistente da parte delle autorità, atto a porre rimedio alla gravosa questione. Sono fondamentali maggiori controlli nelle strade e sarebbe indubbiamente utile l’ installazione di telecamere di sorveglianza nei punti più colpiti dal fenomeno, tra i quali senza dubbio la via Madonna del Noce dove recentemente sono stati messi a segno diversi colpi». Non nasconde il suo stupore il sindaco Monica Luraschi (nella foto), stupita soprattutto dalla scelta del Codacons di diffidare il Comune. «Siamo i primi a preoccuparci per i furti e infatti non siamo rimasti con le mani in mano, ma non penso che Grandate sia più colpita di altri Comuni e soprattutto non vedo che responsabilità può avere la nostra amministrazione – spiega – Il Codacons ha annunciato di volerci diffidare, se questa è una provocazione mi aspetto che lo stesso provvedimento sia esteso alla Prefettura».

Il Giornale Di Vicenza, 28/12/2018 02:46
Maria Gabriella Giannice ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce rester
Maria Gabriella Giannice ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal 1 gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggera flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal 1 gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere oggi per sapere se dal 1 gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «Un’ ottima notizia». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo» mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’ aumento di quelli dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. «Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato», ha attaccato il ministro impegnato al Mit in una lunga trattativa con la concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha detto: «Abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria». Oggi Toninelli potrebbe firmare il decreto che scongiura gli aumenti. Tornando alle bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo – calcola l’ Arera – sarà 560,2 euro, circa 25 euro sui 12 mesi precedenti.

Libero, 28/12/2018 02:45
antonio castro nAumentano gas, Rc auto e multe.
antonio castro nAumentano gas, Rc auto e multe. E va già bene perché il leggero ritracciamento del petrolio ha fatto scendere la bolletta elettrica (con un risparmio di “ben” 50 centesimi l’ anno). Come da tradizione la mazzata tariffaria arriva con il Natale. E potrebbe arrivare a oltre 900 euro a famiglia. Di sicuro si rischia di farsi andare per traverso cenoni e libagioni natalizie varie. Il 2019 si annuncia davvero pirotecnico dal punto di vista tariffario. Per il gas – spiega l’ Arera, l’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente – dal «1° gennaio si registrerà una crescita del 2,3%, legata alla dinamica delle quotazioni nei mercati all’ ingrosso e all’ aumento degli oneri generali gas». IL CONTO Le associazioni a tutela dei consumatori hanno già fatto di conto e stimato un rincaro annuo per famiglia di 26 euro solo per il gas. Per quanto riguarda l’ energia elettrica nel primo trimestre 2019 l’ aggiornamento tariffario (un calo stimato di appena 50 centesimi) è dovuto principalmente ad un «deciso calo della componente a copertura dei costi per l’ approvvigionamento della materia prima (-5,32% sulla spesa della famiglia tipo), controbilanciato dalla riattivazione degli oneri generali (+5% sulla stessa spesa). Un aggiornamento degli oneri con cui si ottiene il loro completo adeguamento per recuperare, nel corso del 2019, quanto sospeso negli ultimi 2 trimestri del 2018». E dobbiamo anche essere contenti visto che avevamo in eredità un aumento complessivo, per la luce del 9%. Qualche mese fa l’ Authority – per raffreddare i prezzi – aveva attivato un’ operazione di “scudo” e ora rispalma nel tempo il ripristino di tutti gli aumenti bloccati nei due precedenti trimestri. Operazioni di rinvio a parte, saltano fuori comunque degli aumenti consistenti: per Federconsumatori si arriverà ad un aumento per famiglia di 560,2 euro (tra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019), per la sola energia elettrica, e di 1.150 euro l’ anno per il gas. INFRAZIONI PIù SALATE Il Codacons, invece, è più pessimista e stima una mazzata per famiglia pari a 914 euro. «Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro», fanno di conto, «mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia». Se poi il tasso «di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018». E tutto questo confidando in una tenuta sui livelli attuali del prezzo del petrolio. Se invece dovesse lievitare, i costi per il rifornimento di carburante potrebbero aumentare (+149 euro a nucleo). Con evidenti ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti), per +67 euro a famiglia. Per l’ Rc auto si stimano aumenti dell’ 1,4% (18 euro in media), confidando in un accordo tra governo e gestori autostradali per contenere i previsti aumenti contrattuali al casello (si stima un aggravio di 45 euro a famiglia). riproduzione riservata.

Brescia Oggi, 28/12/2018 02:40
Maria Gabriella Giannice ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce rester
Maria Gabriella Giannice ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal 1 gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggera flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal 1 gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere oggi per sapere se dal 1 gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «Un’ ottima notizia». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo» mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’ aumento di quelli dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. «Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato», ha attaccato il ministro impegnato al Mit in una lunga trattativa con la concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha detto: «Abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria». Oggi Toninelli potrebbe firmare il decreto che scongiura gli aumenti. Tornando alle bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo – calcola l’ Arera – sarà 560,2 euro, circa 25 euro sui 12 mesi precedenti.

Il Mattino, 28/12/2018 02:36
Bollette del gas, via alla raffica di aumenti Toninelli ora tratta sui pedaggi dell’ A24
GLI AUMENTI Anno nuovo, tariffe diverse. Questa volta non ci sarà il salasso a inizio gennaio ma i rincari comunque avranno un loro peso sulle tasche degli italiani,. Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Le nuove tariffe sono state rese note dall’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. I PEDAGGI Bisognerà invece attendere oggi per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «Un’ ottima notizia!». Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’ aumento dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e ieri il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. «Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani », ha attaccato il ministro pentastellato. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha spiegato : «Abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria» ha detto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

L’Arena, 28/12/2018 02:35
Maria Gabriella Giannice ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce rester
Maria Gabriella Giannice ROMA Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal 1 gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggera flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal 1 gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere oggi per sapere se dal 1 gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è «Un’ ottima notizia». Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come «la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo» mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, «quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio» aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’ aumento di quelli dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. «Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato», ha attaccato il ministro impegnato al Mit in una lunga trattativa con la concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha detto: «Abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria». Oggi Toninelli potrebbe firmare il decreto che scongiura gli aumenti. Tornando alle bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo – calcola l’ Arera – sarà 560,2 euro, circa 25 euro sui 12 mesi precedenti.

Manovra: Codacons, stop all’Ires sul no-profit non basta
Esonerare le Onlus dal contributo unificato
ROMA
(ANSA) – ROMA, 28 DIC – “Dopo il dietrofront del Governo sulla tassazione delle realtà no profit, il Codacons lancia un appello ai frati di Assisi per continuare insieme la battaglia in difesa dei cittadini e ottenere finalmente l’esonero per le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni ‘sociali’, così incoraggiando finalmente la difesa degli interessi dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli”. E’ quanto afferma in una nota l’Associazione dei consumatori, rinnovando l’appello a rivedere anche questo aspetto “una volta per tutte”.(ANSA).

ANSA/ Libro del giorno: Nella setta, viaggio nell’incubo
Inchiesta Piccinni-Gazzanni, sono 4 milioni italiani vittime
ROMA
(di Daniela Giammusso) (ANSA) – ROMA, 28 DIC – FLAVIA PICCINNI e CARMINE GAZZANNI, ”NELLA SETTA” (Fandango, pp.368 – euro 18,50). Quattro milioni di italiani. Un numero incredibile a pensarci. Eppure sono tanti coloro che nel nostro paese ogni mattina si alzano con un segreto: sono membri di un’organizzazione settaria. Può essere l’edicolante all’angolo, il vicino di casa, la ragazza che prepara il cappuccino al bar. ”Tutti, poco importa che la loro decisione sia condivisa con il mondo o tenuta nascosta a famiglie e amici, si sentono iniziati, missionari confusi nella folla, miracolati. Almeno fino a un certo momento”. Parte da qui il viaggio di Flavia Piccinni (già autrice di Bellissime, Premio Croce miglior saggio 2018, Premio Enea per la saggistica 2018 e Premio Essere Donna 2018) e del giornalista Carmine Gazzanni per ”Nella setta”, inchiesta sull’occulto italiano e quel sottile confine che divide l’adesione a un culto e la manipolazione mentale, in libreria per Fandango (pp.368 – euro 18,50). Un mondo costruito sulla pelle di chi vive un momento di difficoltà e che i due hanno attraversato fingendosi aspiranti adepti, incontrando ex membri ed esperti, ricostruendo gangli politici ed economici che rendono queste organizzazioni così potenti e aggressive. Si va da ”celebri” realtà internazionali come Scientology, la comunità fondata da Ron Hubbard che conta divi di Hollywood come Tom Cruise o John Travolta e che in Italia ha la sua cattedrale in cemento e vetri alla periferia di Milano. A comunità fisiche come Damanhur, città stato nei boschi piemontesi, con proprio credo, moneta, lingua e usanze (come il matrimonio a tempo). Costruita intorno al culto di Horus e del suo capo Oberto Airaudi alias Falco, è assurta alla cronaca per il Tempio dell’Umanità, il più grande ipogeo al mondo, scavato nella roccia della montagna. E poi ancora, i centri UPM di Mario Piranesi (Un Punto Macrobiotico), nel mirino di una delle più sconvolgenti inchieste giudiziarie che hanno mostrato all’Italia abusi economici e psicologici, corpi martoriati da diete estenuanti, persone ridotte sul lastrico. Per non parlare dei bambini inspiegabilmente dati in affido al Forteto, comunità fondata da Rodolfo Fiesoli, Il profeta, nel Mugello, che ancora oggi non trovano giustizia. L’indagine ripercorre le vie del denaro dei Testimoni di Geova o della Soka Gakkai, dal 2016 riconosciuta come regione dal Governo italiano (con diritto, quindi, all’8 per Mille). Fino all’Archeosofia dell”’esoterista eclettico” Tommaso Palamidessi, i cui ”rituali sono pressocchè copiati da quelli della massoneria: si viene legati, incappucciati e spintonati in un tempio”. Più un intero capitolo dedicato a organizzazioni settarie mai venute fuori (le cosiddette sette di provincia). Ne emerge un quadro sconvolgente e inaspettato, tra tecniche di love bombing, dossieraggi, continue richieste di denaro, prove che minano il corpo e maratone di disistima e alienazione. In cui la donna è quasi sempre meno di un oggetto. ”Un’Italia che esiste ma non si vede”, dicono gli autori, cui la politica in cerca di consensi ha spesso, più o meno consapevolmente, strizzato l’occhio. Senza contare i 155 mila maghi, cartomanti, astrologi, veggenti (dati Codacons 2016), cui si rivolgono altri 13 milioni di italiani per un business da 8 miliardi di euro (il caso più eclatante, Wanna Marchi e il mago Do Nascimento). Dati e storie, che dovrebbero far riflettere. Sui perché. Ma soprattutto sul ”come”: come aiutare queste persone a liberarsi dall’incubo. La squadra antisette della Polizia Firenze, si racconta nel libro, così come la magistratura hanno spesso le mani legate, perché in Italia una legge sulla manipolazione mentale in grado di inquadrare gli abusi non esiste. L’unico procedimento per plagio risale al controverso caso Braibanti del ’64. E intanto il numero delle vittime delle sette cresce. ”Questo libro è anche e soprattutto – concludono gli autori – per le tante persone che abbiamo incontrato. Per tutte le donne e gli uomini che non hanno voluto parlare. Per tutti quelli che nascondono il trauma subito e cercano di dimenticare. Ora per timore delle ripercussioni, ora per vergogna. Ecco: la vergogna non è la loro”.

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