27 Dicembre 2018

Rassegna stampa del 27 dicembre

Abruzzo , 27/12/2018 22:24
BOLLETTA LUCE FERMA, AUMENTA IL GAS, SI TRATTA ANCORA PER I PEDAGGI AUTOSTRADALI

ROMA – Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere domani per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’ Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è “un’ ottima notizia”. Di tutt’ altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come “la flessione relativa ai costi dell’ energia elettrica sia minimo” mentre l’ aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, “quindi nel periodo dell’ anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio” aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’ orizzonte dell’ universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’ uso dell’ auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’ inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’ aumento dei pedaggi dell’ Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’ Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e oggi il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. “Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato”, ha attaccato il ministro pentastellato impegnato al Mit in una lunga trattativa con la società concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha rilasciato dichiarazioni che lasciano ben sperare: “abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria” ha detto. Domani Toninelli potrebbe quindi firmare il decreto che scongiura gli aumenti. Salvati gli automobilisti che attraversano il centro Italia restano gli altri aumenti. Tornando alle bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo – calcola l’ Arera – sarà di 560,2 euro, corrispondente a un aumento di circa 25 euro rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro, con una variazione del +10% con un aumento di circa 105 euro.

giornaledicalabria.it, 27/12/2018 20:32
Il Codacons: nel 2019 per ogni famiglia stangata da 914 euro
Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. “Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia – spiega il Codacons – Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons – Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno. Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.

Vvox, 27/12/2018 19:32
Nel 2019 aumentano le tasse, Codacons: «stangata da 914 euro»
Dopo tre anni di blocco dei tributi locali, dal primo gennaio 2019 sarà di nuovo consentito alle amministrazioni locali, di aumentare il livello di pressione fiscale attraverso la maggiorazione di aliquote e tariffe di competenza comunale . Il maxi-emendamento della legge di bilancio prevede, infatti, la possibilità di istituire nuovi tributi e ridurre le agevolazioni precedentemente concesse. Per questo motivo il 2019 potrebbe rivelarsi un anno davvero difficile per i contribuenti. I primi aumenti riguarderanno Tasi , che potrà avere una maggiorazione dello 0,8 per mille, e Tari che potrà essere aumentata o dimimuita del 50%. Il Codacons calcola questa “stangata” ipotizzando un aumento di 914 euro a famiglia, dovuto anche all’ aumento delle tariffe stradali, della Rc auto e delle multe per infrazioni del codice della strada, ma la pressione potrebbe superare i 3 mila euro se si comprerà una nuova auto che rientra nella eco-Tassa voluta dal governo. (a.mat.) Fonte: Il Giornale (ph: shutterstock)

Imperia Tv, 27/12/2018 19:07
ADNKRONOS ARRIVA LA STANGATA DI CAPODANNO
Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una ‘stangata’ mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno, spiega quindi l’ associazione, si aprirà con gliaumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia”. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione.

Soverato.com, 27/12/2018 18:50
Scontro frontale tra due auto, perde la vita un 65enne
Incidente mortale sulla variante di Frascineto. L’ impatto è costato la vita ad un sessantacinque del posto. Lo scontro avvenuto tra due autovetture registrato nella tarda mattinata sul tratto della cosiddetta variante di Frascineto per cause in corso di accertamento, sul posto sono giunti i Carabinieri di Castrovillari, insieme ai soccorsi sanitari ed i Vigili del Fuoco, l’ auto sulla quale viaggiava l’ uomo, una Citroen Saxò, si sarebbe scontrata contro una Volkswagen Golf con a bordo due uomini di Cassano allo Jonio. L’ impatto tra le due vetture è stato tremendo e non ha lasciato scampo all’ uomo che è stato estratto dalle lamiere grazie all’ intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Castrovillari già privo di vita. Allertato anche l’ elisoccorso, ma l’ intervento del mezzo aereo è risultato vano, vista la gravità delle condizioni dell’ uomo, che è deceduto prima del suo arrivo. ALTRI ARTICOLI Articoli correlati In fuga dopo aver commesso un furto si s… Assunzioni fantasma e false giornate lav… Truffa all’ Inps per 800mila euro, denunc… Rubano orologi per 10 mila euro, due arr… Sorpresi dai Carabinieri a rubare in un … Distraevano e derubavano i clienti, due … Donna muore dopo visita in ospedale, ind… Falsifica testamento per avere eredità, … Post navigation Il Codacons diffida i sindaci: “Vietare botti di fine anno” Bausone (PD): “Pari opportunità totalmente assenti nelle linee programmatiche della Provincia di Catanzaro” Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Articoli recenti Bausone (PD): “Pari opportunità totalmente assenti nelle linee programmatiche della Provincia di Catanzaro” Scontro frontale tra due auto, perde la vita un 65enne Il Codacons diffida i sindaci: “Vietare botti di fine anno” Calabria omertosa Sant’ Andrea Jonio, 600 visitatori per la prima rappresentazione del “Presente Vivente” In arrivo il video di “Madre è” il brano di Dajana dedicato a Mamma Natuzza ‘Ndrangheta – Omicidio fratello pentito, ipotesi vendetta trasversale Aeroporto di Lamezia Terme. Natale, Capodanno ed Epifania all’ insegna delle incertezze Ritorno alla vittoria per il Volley Soverato, tre punti contro Roma Elogio del “Sedano”, l’ anti-invecchiamento della natura. Proprietà e Benefici Cerca ARTICOLI PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA Davoli – Duplice omicidio in una tabaccheria, uccisi un uomo e una donna 23/12/2018 Giallo sulla morte di un 63enne di Davoli, deceduto a 4 giorni dal ricovero 25/12/2018 Duplice omicidio a Davoli, confessa il cognato della donna che era il suo ex 24/12/2018 Donna di 36 anni lanciata e uccisa dal quarto piano di un palazzo 23/12/2018 Duplice omicidio a Davoli, rintracciato l’ ex convivente della donna 24/12/2018 Duplice omicidio a Davoli, gli inquirenti battono la pista passionale 24/12/2018 Duplice omicidio in Calabria, uccisi a colpi di fucile padre e figlio 22/12/2018 Ucciso il fratello di un pentito della ‘Ndrangheta, viveva sotto 26/12/2018 Scontro frontale pullman-auto sull’ A2, morti due coniugi 26/12/2018 Tredicenne abusata per anni, condannato il “branco” 22/12/2018 Archivi Archivi Seleziona mese Dicembre 2018 Novembre 2018 Ottobre 2018 Settembre 2018 Agosto 2018 Luglio 2018 Giugno 2018 Maggio 2018 Aprile 2018 Marzo 2018 Febbraio 2018 Gennaio 2018 Dicembre 2017 Novembre 2017 Ottobre 2017 Settembre 2017 Agosto 2017 Luglio 2017 Giugno 2017 Maggio 2017 Aprile 2017 Marzo 2017 Febbraio 2017 Gennaio 2017 Dicembre 2016 Novembre 2016 Ottobre 2016 Settembre 2016 Agosto 2016 Luglio 2016 Giugno 2016 Maggio 2016 Aprile 2016 Marzo 2016 Febbraio 2016 Gennaio 2016 Dicembre 2015 Novembre 2015 Ottobre 2015 Settembre 2015 Agosto 2015 Luglio 2015 Soverato Soverato – Instagram @soverato Categorie Categorie Seleziona una categoria Articoli (2.885) Attualità (930) Comunicati (4.705) Cronaca (5.729) Cultura (1.590) Eventi (3.067) Evidenza (1.075) Foto del Giorno (105) Meteo (428) Politica (947) Rubriche (961) Fantasma del Fabbro (892) Il Cappuccino del Palarchio (63) Impedimenti dirimenti (5) Società (2.584) Spettacolo (1.441) Sport (899) Tags Anas Antonella Mongiardo Asp Catanzaro Badolato Borgia Calabria Catanzaro Catanzaro Lido Chiaravalle Cinema Comune Soverato Cosenza Crotone Davoli Domenico Lanciano Gastronomia Girifalco Italia Lamezia Terme Lavoro Libri M5S Montepaone Musica Naturium Pd Provincia Catanzaro Reggio Calabria Regione Calabria Sanità Satriano Scuola Sindacati Soverato Sportello dei Diritti Squillace Teatro Trasporti Turismo Ulderico Nisticò Utenti Vibo Valentia Video Vigili del Fuoco Volley Soverato Credits.

laprovinciadicomo.it, 27/12/2018 18:49
Bollette del telefono a 28 giorni Nuovo dietrofront: niente rimborsi
le compagnie telefoniche non dovranno pagare entro il 31 dicembre due miliardi di euro di rimborsi agli utenti per aver fatturato le bollette a 28 giorni
Le compagnie telefoniche non dovranno pagare entro il 31 dicembre due miliardi di euro di rimborsi agli utenti per aver fatturato le bollette a 28 giorni. La decisione del Consiglio di Stato arriva a pochi giorni dalla scadenza del termine che era stato fissato dall’ Agcom e confermato dal Tar, scatenando la protesta delle associazioni dei consumatori: «è una vergogna nazionale». I rimborsi erano stati disposti dall’ Autorità per le telecomunicazioni a luglio scorso con quattro distinte delibere: si diffidavano Telecom, Vodafone, Wind Tre e Fast a far venire meno gli effetti di quella che la stessa Agcom ha definito «illegittima anticipazione» della decorrenza delle fatture, per il periodo che andava dal 23 giugno del 2017 alla data in cui è stata ripristinata la fatturazione mensile. Lettura che il Tar del Lazio ha confermato a novembre, ribadendo il 31 dicembre come termine ultimo per i rimborsi e cancellando però la multa da 1,16 milioni inflitta alle società di telefonia dall’ Autorità. Di qualche giorno fa la decisione della VI sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Sergio Santoro, ha sospeso l’ esecutività del provvedimento fino al 31 marzo: tre mesi ritenuti «congrui» dai giudici per il deposito delle motivazioni della sentenza del Tar del Lazio. «Ad un primo esame e nelle more del deposito della sentenza del Tar Lazio – si legge infatti nell’ ordinanza – il prospettato danno, discendente dall’ obbligo di storno (a favore di tutti i clienti, in sede di ripristino della cadenza di fatturazione mensile ed a partire dal 1 gennaio 2019) degli importi corrispondenti al numero dei giorni di disallineamento tra i due metodi cronologici di fatturazione, ben può esser mitigato lasciando la controversia “re ad ucintegra” fino al termine del 31 marzo 2019, reputato congruo in attesa del predetto deposito». Per questo, concludono i giudici, «va accolta l’ istanza cautelare e, per l’ effetto, sospesa l’ esecutività del dispositivo impugnato». Parole che scatenano la rabbia dei consumatori. «È una vergogna nazionale – dice il presidente dell’ Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona -. Non c’ è limite al peggio, dopo il Tar ora ci si mette anche il Consiglio di Stato a sospendere un sacrosanto diritto dei consumatori». «Un brutto regalo di Natale per gli italiani» sottolinea invece il Codacons secondo il quale «non è corretto affermare, come hanno fatto le società, che i gestori telefonici avrebbero subito un danno in caso di restituzione delle somme indebitamente percepite perché grazie ai sistemi informatici eventuali bonus accreditati agli utenti sarebbero potuti tornare in automatico nelle loro disponibilità». È una decisione, aggiunge Federconsumatori esprimendo «profondo disappunto», che «per l’ ennesima volta prolunga senza alcun senso i tempi previsti per la restituzione agli utenti di ciò che hanno pagato sulla base di una modalità di fatturazione illegittima». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

laprovinciadisondrio.it, 27/12/2018 18:47
Bollette del telefono a 28 giorni Nuovo dietrofront: niente rimborsi
le compagnie telefoniche non dovranno pagare entro il 31 dicembre due miliardi di euro di rimborsi agli utenti per aver fatturato le bollette a 28 giorni
Le compagnie telefoniche non dovranno pagare entro il 31 dicembre due miliardi di euro di rimborsi agli utenti per aver fatturato le bollette a 28 giorni. La decisione del Consiglio di Stato arriva a pochi giorni dalla scadenza del termine che era stato fissato dall’ Agcom e confermato dal Tar, scatenando la protesta delle associazioni dei consumatori: «è una vergogna nazionale». I rimborsi erano stati disposti dall’ Autorità per le telecomunicazioni a luglio scorso con quattro distinte delibere: si diffidavano Telecom, Vodafone, Wind Tre e Fast a far venire meno gli effetti di quella che la stessa Agcom ha definito «illegittima anticipazione» della decorrenza delle fatture, per il periodo che andava dal 23 giugno del 2017 alla data in cui è stata ripristinata la fatturazione mensile. Lettura che il Tar del Lazio ha confermato a novembre, ribadendo il 31 dicembre come termine ultimo per i rimborsi e cancellando però la multa da 1,16 milioni inflitta alle società di telefonia dall’ Autorità. Di qualche giorno fa la decisione della VI sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Sergio Santoro, ha sospeso l’ esecutività del provvedimento fino al 31 marzo: tre mesi ritenuti «congrui» dai giudici per il deposito delle motivazioni della sentenza del Tar del Lazio. «Ad un primo esame e nelle more del deposito della sentenza del Tar Lazio – si legge infatti nell’ ordinanza – il prospettato danno, discendente dall’ obbligo di storno (a favore di tutti i clienti, in sede di ripristino della cadenza di fatturazione mensile ed a partire dal 1 gennaio 2019) degli importi corrispondenti al numero dei giorni di disallineamento tra i due metodi cronologici di fatturazione, ben può esser mitigato lasciando la controversia “re ad ucintegra” fino al termine del 31 marzo 2019, reputato congruo in attesa del predetto deposito». Per questo, concludono i giudici, «va accolta l’ istanza cautelare e, per l’ effetto, sospesa l’ esecutività del dispositivo impugnato». Parole che scatenano la rabbia dei consumatori. «È una vergogna nazionale – dice il presidente dell’ Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona -. Non c’ è limite al peggio, dopo il Tar ora ci si mette anche il Consiglio di Stato a sospendere un sacrosanto diritto dei consumatori». «Un brutto regalo di Natale per gli italiani» sottolinea invece il Codacons secondo il quale «non è corretto affermare, come hanno fatto le società, che i gestori telefonici avrebbero subito un danno in caso di restituzione delle somme indebitamente percepite perché grazie ai sistemi informatici eventuali bonus accreditati agli utenti sarebbero potuti tornare in automatico nelle loro disponibilità». È una decisione, aggiunge Federconsumatori esprimendo «profondo disappunto», che «per l’ ennesima volta prolunga senza alcun senso i tempi previsti per la restituzione agli utenti di ciò che hanno pagato sulla base di una modalità di fatturazione illegittima». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

laprovinciadilecco.it, 27/12/2018 18:22
Bollette del telefono a 28 giorni Nuovo dietrofront: niente rimborsi
le compagnie telefoniche non dovranno pagare entro il 31 dicembre due miliardi di euro di rimborsi agli utenti per aver fatturato le bollette a 28 giorni
Le compagnie telefoniche non dovranno pagare entro il 31 dicembre due miliardi di euro di rimborsi agli utenti per aver fatturato le bollette a 28 giorni. La decisione del Consiglio di Stato arriva a pochi giorni dalla scadenza del termine che era stato fissato dall’ Agcom e confermato dal Tar, scatenando la protesta delle associazioni dei consumatori: «è una vergogna nazionale». I rimborsi erano stati disposti dall’ Autorità per le telecomunicazioni a luglio scorso con quattro distinte delibere: si diffidavano Telecom, Vodafone, Wind Tre e Fast a far venire meno gli effetti di quella che la stessa Agcom ha definito «illegittima anticipazione» della decorrenza delle fatture, per il periodo che andava dal 23 giugno del 2017 alla data in cui è stata ripristinata la fatturazione mensile. Lettura che il Tar del Lazio ha confermato a novembre, ribadendo il 31 dicembre come termine ultimo per i rimborsi e cancellando però la multa da 1,16 milioni inflitta alle società di telefonia dall’ Autorità. Di qualche giorno fa la decisione della VI sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Sergio Santoro, ha sospeso l’ esecutività del provvedimento fino al 31 marzo: tre mesi ritenuti «congrui» dai giudici per il deposito delle motivazioni della sentenza del Tar del Lazio. «Ad un primo esame e nelle more del deposito della sentenza del Tar Lazio – si legge infatti nell’ ordinanza – il prospettato danno, discendente dall’ obbligo di storno (a favore di tutti i clienti, in sede di ripristino della cadenza di fatturazione mensile ed a partire dal 1 gennaio 2019) degli importi corrispondenti al numero dei giorni di disallineamento tra i due metodi cronologici di fatturazione, ben può esser mitigato lasciando la controversia “re ad ucintegra” fino al termine del 31 marzo 2019, reputato congruo in attesa del predetto deposito». Per questo, concludono i giudici, «va accolta l’ istanza cautelare e, per l’ effetto, sospesa l’ esecutività del dispositivo impugnato». Parole che scatenano la rabbia dei consumatori. «È una vergogna nazionale – dice il presidente dell’ Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona -. Non c’ è limite al peggio, dopo il Tar ora ci si mette anche il Consiglio di Stato a sospendere un sacrosanto diritto dei consumatori». «Un brutto regalo di Natale per gli italiani» sottolinea invece il Codacons secondo il quale «non è corretto affermare, come hanno fatto le società, che i gestori telefonici avrebbero subito un danno in caso di restituzione delle somme indebitamente percepite perché grazie ai sistemi informatici eventuali bonus accreditati agli utenti sarebbero potuti tornare in automatico nelle loro disponibilità». È una decisione, aggiunge Federconsumatori esprimendo «profondo disappunto», che «per l’ ennesima volta prolunga senza alcun senso i tempi previsti per la restituzione agli utenti di ciò che hanno pagato sulla base di una modalità di fatturazione illegittima». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Gooruf, 27/12/2018 18:20
Codacons: nel 2019 “stangata” media da 914 euro per le famiglie
Articolo tratto da: it.finance.yahoo.com https://it.finance.yahoo.com/notizie/codacons-nel-2019-stangata-media-da-914-euro-085713825.html Roma, 27 dic. (askanews) – Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. “Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia – spiega il Codacons -. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018”. “Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons -. Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per 67 euro a famiglia”. “Il 2019 – prosegue l’ associazione -, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi”. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.

Tribuna Politica , 27/12/2018 18:15
Manovra.Codacons fa esposto per violenza al Parlamento da parte del Governo”nessuna scelta politica. Rienzi iscritto M5S
“Il Codacons interviene sul tema della manovra di bilancio 2019 con un esposto per violenza a un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo della misura venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo, e protesta contro il provvedimento che stabilisce l’ aumento delle tasse per le no-profit penalizzando esclusivamente i cittadini in condizioni di bisogno”. E’ quanto si legge in una nota del Codacons. L’ iniziativa dell’ Associazione si basa sulla “necessità di tutelare elettori e parlamentari di tutti i partiti, sia quelli della minoranza che quelli della maggioranza, senza alcuna preferenza politica: la decisione di porre la fiducia ha infatti impedito a tutti i parlamentari, anche a quelli del M5S e della Lega, di leggere e valutare approfonditamente la manovra, come doveroso e necessario”. “In questo modo però – avverte – viene tradito il mandato elettorale degli elettori: la violenza è esercitata nei confronti dell’ organo nella sua interezza e l’ esposto del Codacons non ha quindi una motivazione politica o partitica a favore della minoranza che sta all’ opposizione, che avrebbe potuto, anzi, opporsi con altra efficacia a quanto stabilito dal governo”. – L’ Associazione, inoltre, prosegue, “contesta con fermezza la scelta di tassare ulteriormente le realtà no profit e la parallela bocciatura dell’ emendamento del sottosegretario allo Sviluppo economico, Dario Galli (Lega),che, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevedeva di esonerare le onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale: scelte queste che penalizzano unicamente gli utenti più deboli, configurando un comportamento antisociale gravissimo da parte del governo”. Il Codacons, infine, sottolinea come “la denuncia in questione non contempli alcuna scelta ‘partitica’, o alcuna preferenza politica da parte dell’ Associazione: lo conferma, tra le altre cose, la presenza tra i presidenti Codacons di un iscritto al M5S, l’ avvocato Carlo Rienzi”.
carlo rienzi

Il Metropolitano, 27/12/2018 18:07
Manovra. Lavori sospesi, Tria in Commissione alle 20.30
(dire) 27 dic. – un altro stop in commissione bilancio alla camera sui lavori della manovra. la seduta riprendera’ alle 20.30 con la presenza del ministro giovanni tria. (lum/dire) 17:08 27-12-18
Manovra. Audizione Tria dalle 20.30 in diretta tv 27 dicembre 2018 Manovra. Lavori sospesi, Tria in Commissione alle 20.30 27 dicembre 2018 Lega. Salvini: A Catania arancino al ragù, PD mi attacca? 27 dicembre 2018 Capodanno. Coldiretti: oltre 5 milioni di italiani in vacanza 27 dicembre 2018 Terremoto. Catania, Bussetti: 20 mln per scuole danneggiate 27 dicembre 2018 Palermo. Arrestato corriere con 25 kg di droga per un valore di circa 250 mila 27 dicembre 2018 La Garante dell’ infanzia e dell’ adolescenza Campolo: “Un convinto plauso all’ organizzazione carceraria reggina” 27 dicembre 2018 Torino. Sequestrati 250.000 fuochi d’ artificio. Scoperti 5 depositi clandestini 27 dicembre 2018 Random Posts Polpette di pesce al vapore 25 giugno 2015 Ripepi, no al Waterfront e si al Roof Garden a Reggio ogni cosa si stravolge 13 dicembre 2016 Siria la scia di sangue non si arresta 7 aprile 2012 I ragazzi del Liceo Scientifico di Paola vincono il premio nazionale “AltriNoi” della Casa Editrice Loescher 13 maggio 2014 L’ assise congressuale sarà il ricordo di Walter Schepis, dirigente nazionale della sinistra giovanile prematuramente scomparso 3 marzo 2012 I più cliccati delle 24h Manovra. Rixi: Nel decreto venuti incontro a richieste Ncc 482 views Reggio Calabria, fermati 4 minori per lesioni personali aggravate nei confronti di un coetaneo 88 views Lega. Salvini: “Se la sinistra non si offende, bevo un caffè” 79 views Scuola. Miur, iscrizioni on line: aperta registrazione al portale 58 views Codacons: SOS rifiuti, Roma esplode a Natale 38 views Imbalzano: “Ancora un disastro dell’ amministrazione comunale con la mancata ammissione al bando regionale sulla logistica urbana”
about the author

giornaledisicilia.it, 27/12/2018 17:52
Rincari su spese e tariffe, nel 2019 stangata da 914 euro a famiglia
Una «stangata» mediamente pari a 914 euro a famiglia nel corso del 2019: è quella che stima il Codacons, che ha elaborato le consuete previsioni di fine anno sugli incrementi di spesa in vista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il conto potrebbe essere ancora più salato in caso di acquisto di una automobile nuova: l’ associazione dei consumatori parla di «batosta che potrebbe superare quota 3.400 euro», a causa dell’ ecotassa prevista nella legge di bilancio. E proprio sulla manovra il Codacons interviene con «un esposto per violenza ad un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo». Tornando ai rincari, gli automobilisti rischiano di essere comunque la categoria più tartassata. Il 2019, secondo le stime del Codacons, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per gli alimentari si spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Nonostante il crollo dei prezzi del petrolio negli ultimi mesi del 2018, la «festa» per i consumatori durerà poco, avverte ancora il Codacons segnalando che gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia), sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro). «La stangata media si aggirerà, quindi, attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre all’ ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti» © Riproduzione riservata.

quotidianonet.com, 27/12/2018 17:47
Bollette 2019, per la luce prezzi stabili. Gas a +2,3%
Roma, 27 dicembre 2018 – Prezzi stabili per le bollette della luce, in aumento quelle del gas. Secondo quanto reso noto dall’ Arera, l’ autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, nel 2019 le tariffe dell’ elettricità resteranno stabili (-0,08%) per le famiglie con contratti in regime tutelato, mentre per il gas è previsto dal primo gennaio un aumento del 2,3%. Arera sottolinea che “dopo il blocco degli oneri elettrici applicato nel secondo semestre 2018, la loro piena riattivazione consente per il 2019 di riportarli in equilibrio, senza alcun aumento per il prossimo trimestre della spesa per l’ energia elettrica per la famiglia tipo1 in tutela”. Nel dettaglio, per quanto riguarda l’ energia elettrica nel primo trimestre 2019 l’ aggiornamento è sostanzialmente determinato da un deciso calo della componente a copertura dei costi per l’ approvvigionamento della materia prima (-5,32% sulla spesa della famiglia tipo), controbilanciato dalla riattivazione degli oneri generali (+5% sulla stessa spesa). Un aggiornamento degli oneri con cui si ottiene il loro completo adeguamento per recuperare, nel corso del 2019, quanto sospeso negli ultimi 2 trimestri del 2018. Tale adeguamento permette di riportare i prossimi eventuali aggiornamenti degli oneri nell’ ambito dei normali aggiustamenti legati al possibile variare del fabbisogno o della domanda. Per tener conto anche dell’ aggiornamento infraperiodo della remunerazione del capitale investito per i servizi infrastrutturali (aggiornamento dei parametri Wacc), già deliberato dall’ Autorità a inizio dicembre, leggero adeguamento poi per le tariffe di trasmissione, distribuzione e misura (+0,24%). Il calo della componente materia prima per l’ elettricità è determinato da diversi fattori, tra cui: il ripiegamento delle quotazioni internazionali delle commodity energetiche dopo la forte crescita registrata nei mesi estivi, la conseguente riduzione del prezzo del gas naturale – rafforzata dalla maggiore disponibilità di offerta di gas liquefatto in Europa – e l’ arresto del trend rialzista dei prezzi dei permessi di emissione della CO2 che, tuttavia, continuano ad avere un’ accentuata volatilita’, anche per effetto dell’ eccesso di offerta che il mercato non ha ancora riassorbito. Per il gas naturale all’ aumento della spesa per la materia prima (+0,9% sulla spesa della famiglia tipo), legato alle quotazioni attese nei mercati all’ ingrosso nel prossimo trimestre, si affiancano un aumento degli oneri generali (+1%) e un leggero adeguamento delle tariffe di trasporto distribuzione e misura (+0,4%), che tiene conto anche anche dell’ aggiornamento infraperiodo della remunerazione del capitale investito per i servizi infrastrutturali (aggiornamento dei parametri Wacc), già deliberato dall’ Autorità a inizio dicembre. Per l’ elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’ anno scorrevole (compreso tra il 1 aprile 2018 e il 31 marzo 2019) sarà di 560,2 euro, con una variazione del +4,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente (1 aprile 2017 – 31 marzo 2018), corrispondente a un aumento di circa 25 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro, con una variazione del +10% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’ anno precedente(1 aprile 2017 – 31 marzo 2018), corrispondente a circa 105 euro/anno. CODACONS: STANGATA PER LE FAMIGLIE – Il Codacons, che ha elaborato le consuete previsioni di fine anno sugli incrementi di spesa in vista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe, prevede una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia nel corso del 2019. Il conto potrebbe essere ancora più salato in caso di acquisto di una automobile nuova: l’ associazione dei consumatori parla di “batosta che potrebbe superare quota 3.400 euro”, a causa dell’ ecotassa prevista nella legge di bilancio. E proprio sulla manovra il Codacons interviene con “un esposto per violenza ad un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo”. Tornando ai rincari, gli automobilisti rischiano di essere comunque la categoria più tartassata. Il 2019, secondo le stime del Codacons, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per gli alimentari si spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018.

giornaledisicilia.it, 27/12/2018 17:47
Codacons, per le famiglie stangata da 914 euro nel 2019
Una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia nel corso del 2019: è quella che stima il Codacons, che ha elaborato le consuete previsioni di fine anno sugli incrementi di spesa in vista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il conto potrebbe essere ancora più salato in caso di acquisto di una automobile nuova: l’ associazione dei consumatori parla di “batosta che potrebbe superare quota 3.400 euro”, a causa dell’ ecotassa prevista nella legge di bilancio. E proprio sulla manovra il Codacons interviene con “un esposto per violenza ad un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo”. Tornando ai rincari, gli automobilisti rischiano di essere comunque la categoria più tartassata. Il 2019, secondo le stime del Codacons, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per gli alimentari si spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Nonostante il crollo dei prezzi del petrolio negli ultimi mesi del 2018, la “festa” per i consumatori durerà poco, avverte ancora il Codacons segnalando che gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia), sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro). “La stangata media si aggirerà, quindi, attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre all’ ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”. © Riproduzione riservata.

gazzettadelsud.it, 27/12/2018 17:47
Codacons, per le famiglie stangata da 914 euro nel 2019
Una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia nel corso del 2019: è quella che stima il Codacons, che ha elaborato le consuete previsioni di fine anno sugli incrementi di spesa in vista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il conto potrebbe essere ancora più salato in caso di acquisto di una automobile nuova: l’ associazione dei consumatori parla di “batosta che potrebbe superare quota 3.400 euro”, a causa dell’ ecotassa prevista nella legge di bilancio. E proprio sulla manovra il Codacons interviene con “un esposto per violenza ad un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo”. Tornando ai rincari, gli automobilisti rischiano di essere comunque la categoria più tartassata. Il 2019, secondo le stime del Codacons, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per gli alimentari si spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Nonostante il crollo dei prezzi del petrolio negli ultimi mesi del 2018, la “festa” per i consumatori durerà poco, avverte ancora il Codacons segnalando che gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia), sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro). “La stangata media si aggirerà, quindi, attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre all’ ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”. © Riproduzione riservata.

secoloditalia.it, 27/12/2018 17:39
In arrivo la stangata di Capodanno: ecco dove colpirà e quanto ci costerà
Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una stangata mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Tariffe autostradali Il nuovo anno, spiega quindi l’ associazione, si aprirà con gliaumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. La bolletta energetica Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Trasporti Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia”. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. Penalizzati gli automobilisti “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione.

ilgiornale.it, 27/12/2018 17:35
Da gennaio stangata da 914 euro a famiglia
secondo il codacons, nel 2019 ci sarà una “stangata” da 914 euro a famiglia, dovuto anche all’ aumento delle tariffe stradali, della rc auto e delle multe per infrazioni del codice della strada
Potrebbe essere un 2019 davvero difficile per i contribuenti. Dopo tre anni cade il blocco dei tributi locali e dal primo gennaio dell’ anno nuovo sarà consentito, alle amministrazioni locali, di aumentare il livello di pressione fiscale grazie attraverso la maggiorazione di aliquote e tariffe di competenza comunale. Il maxi-emendamento della legge di bilancio prevede, difatti, la possibilità di istituire nuovi tributi e ridurre le agevolazioni precedentemente concesse. I primi aumenti riguarderanno Tasi e Tari : la Tassa sui servizi indivisibili potrà avere una maggiorazione dello 0,8 per mille in quei comuni che l’ avevano già istituita e confermata negli anni precedenti mentre, per quanto riguarda la Tari, le amministrazioni locali potranno aumentarne o diminuirne le tariffe del 50percento. Possibile stangata anche sull’ imposta sulla pubblicità con la facoltà, per gli enti locali, di aumentare tariffe e diritti fino al 50percento per le superfici superiori al metro quadrato; una buona notizia riguarda commercianti e imprese che hanno pagato, nel periodo 2013-2018, l’ imposta maggiorata perché avranno diritto ad un rimborso a rate da parte del comune. Secondo il CodaCons, nel 2019 ci sarà una “stangata” da 914 euro a famiglia, dovuto anche all’ aumento delle tariffe stradali, della Rc auto e delle multe per infrazioni del codice della stradata, ma la pressione potrebbe superare i 3mila euro se si comprerà una nuova auto che rientra nella ecotassa voluta dal governo. Infine va ricordato che dal primo gennaio si registrerà un aumento della bolletta per il gas del 2,3 per cento mentre quella della luce calerà dello 0,08 per cento.
stefano damiano

AgenPress, 27/12/2018 17:16
Prezzi e tariffe: per il 2019 prevista stangata media da 914 euro a famiglia
Agenpress. Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia – spiega il Codacons – Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons – Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”. Ecco di seguito tutti i rincari previsti dal Codacons per il 2019: PREZZI AL DETTAGLIO +211 euro ALIMENTARI +185 euro ACQUA E RIFIUTI +65 euro ISTRUZIONE +32 euro TRASPORTI +67 euro MULTE STRADALI +6 euro TARIFFE AUTOSTRADALI +45 euro RISTORAZIONE E SVAGO +28 euro BANCHE +17 euro RC AUTO +18 euro LUCE E GAS +62 euro SANITA’ +29 euro CARBURANTI +149 euro TOTALE +914 EURO A FAMIGLIA.

SecoloTrentino, 27/12/2018 17:08
Il Codacons contro Salvini che mangia la Nutella
il codacons interviene sul post di salvini – un selfie mentre fa colazione con pane e nutella – e richiama il vicepresidente del consigli
o e Ministro dell’ Interno al dovere di informare i cittadini riguardo i rischi che il consumo – in quantità rilevanti – di olio di palma comporta per la salute umana. Ora è opportuno che Matteo Salvini pubblichi un nuovo post, correggendo il tiro e riconoscendo i rischi che derivano dal consumo in eccesso di olio di palma per la salute di tutti i cittadini: in caso contrario potrebbe essere inquisito dall’ Antitrust per pubblicità occulta, senza contare l’ insufficiente informazione per i consumatori. A questo proposito è giusto ricordare che la Nutella contiene attualmente olio di palma. Al riguardo basta citare le conclusioni dell’ Istituto Superiore di Sanità: “L’ olio di palma Rappresenta una rilevante fonte di acidi grassi saturi, cui le evidenze scientifiche attribuiscono – quando in eccesso nella dieta – effetti negativi sulla salute, in particolare rispetto al rischio di patologie cardiovascolari Fasce di popolazione quali bambini, anziani, dislipidemici, obesi, pazienti con pregressi eventi cardiovascolari, ipertesi possano presentare una maggiore vulnerabilità rispetto alla popolazione generale”. Anche per questo, l’ Associazione già in passato ha chiesto di verificare la correttezza delle informazioni riportate sulle etichette dei barattoli di Nutella e di tutti gli altri alimenti in commercio contenenti olio di palma, relativamente ai rischi per la salute umana connessi ad un consumo eccessivo della sostanza, e torna oggi sull’ argomento per ribadire la necessità di una corretta informazione ai consumatori.

ilroma.it, 27/12/2018 17:02
Arriva la stangata di Capodanno
il codacons ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe
Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una ‘stangata’ mediamente pari a 914 euro a famiglia . Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno, spiega quindi l’ associazione, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti : gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia”. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione.

ecodibergamo.it, 27/12/2018 16:55
Bollette del telefono a 28 giorni Nuovo dietrofront: niente rimborsi
le compagnie telefoniche non dovranno pagare entro il 31 dicembre due miliardi di euro di rimborsi agli utenti per aver fatturato le bollette a 28 giorni.
Le compagnie telefoniche non dovranno pagare entro il 31 dicembre due miliardi di euro di rimborsi agli utenti per aver fatturato le bollette a 28 giorni. La decisione del Consiglio di Stato arriva a pochi giorni dalla scadenza del termine che era stato fissato dall’ Agcom e confermato dal Tar, scatenando la protesta delle associazioni dei consumatori: «è una vergogna nazionale». I rimborsi erano stati disposti dall’ Autorità per le telecomunicazioni a luglio scorso con quattro distinte delibere: si diffidavano Telecom, Vodafone, Wind Tre e Fast a far venire meno gli effetti di quella che la stessa Agcom ha definito «illegittima anticipazione» della decorrenza delle fatture, per il periodo che andava dal 23 giugno del 2017 alla data in cui è stata ripristinata la fatturazione mensile . Lettura che il Tar del Lazio ha confermato a novembre, ribadendo il 31 dicembre come termine ultimo per i rimborsi e cancellando però la multa da 1,16 milioni inflitta alle società di telefonia dall’ Autorità. Di qualche giorno fa la decisione della VI sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Sergio Santoro, ha sospeso l’ esecutività del provvedimento fino al 31 marzo: tre mesi ritenuti «congrui» dai giudici per il deposito delle motivazioni della sentenza del Tar del Lazio . «Ad un primo esame e nelle more del deposito della sentenza del Tar Lazio – si legge infatti nell’ ordinanza – il prospettato danno, discendente dall’ obbligo di storno (a favore di tutti i clienti, in sede di ripristino della cadenza di fatturazione mensile ed a partire dal 1 gennaio 2019) degli importi corrispondenti al numero dei giorni di disallineamento tra i due metodi cronologici di fatturazione, ben può esser mitigato lasciando la controversia “re ad ucintegra” fino al termine del 31 marzo 2019, reputato congruo in attesa del predetto deposito». Per questo, concludono i giudici, «va accolta l’ istanza cautelare e, per l’ effetto, sospesa l’ esecutività del dispositivo impugnato». Parole che scatenano la rabbia dei consumatori. «È una vergogna nazionale – dice il presidente dell’ Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona -. Non c’ è limite al peggio, dopo il Tar ora ci si mette anche il Consiglio di Stato a sospendere un sacrosanto diritto dei consumatori». «Un brutto regalo di Natale per gli italiani» sottolinea invece il Codacons secondo il quale «non è corretto affermare, come hanno fatto le società, che i gestori telefonici avrebbero subito un danno in caso di restituzione delle somme indebitamente percepite perché grazie ai sistemi informatici eventuali bonus accreditati agli utenti sarebbero potuti tornare in automatico nelle loro disponibilità». È una decisione, aggiunge Federconsumatori esprimendo «profondo disappunto», che «per l’ ennesima volta prolunga senza alcun senso i tempi previsti per la restituzione agli utenti di ciò che hanno pagato sulla base di una modalità di fatturazione illegittima». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

GazzettaJonica, 27/12/2018 16:35
Prezzi in vetrina: ecco il bilancio dei controlli a Taormina, Attualità
Ultimati almeno per il momento i controlli della Polizia locale di Taormina sulla presenza dei prezzi nelle vetrine dei negozi di Taormina, con particolare riferimento al centro storico e dunque al Corso Umberto. Gli accertamenti erano scaturiti a seguito di un esposto fatto pervenire il 30 ottobre scorso dal Codacons al Comune di Taormina. A seguito di tale segnalazione erano scattate le verifiche da parte della Polizia locale che hanno portato a 11 esercizi multati su un totale di 42 attività controllate. In diversi casi si è, quindi, ravvisata la mancata esposizione dei prezzi nelle vetrine dei negozi del “salotto” cittadino. Sulla questione la Polizia locale ha ora trasmesso una nota in risposta all’ Associazione Consumatori che aveva segnalato la problematica della mancata presenza dei prezzi nelle vetrine di alcune attività del centro storico della capitale del turismo siciliano. Sull’ esito dei controlli posti in essere in queste settimane, la Polizia locale coordinata dal vicecomandante Daniele Lo Presti, ha anche notiziato la Compagnia di Taormina della Guardia di Finanza. La mancata esposizione dei prezzi dei prodotti ha portato all’ applicazione di una sanzione amministrativa di 860,76 euro ai danni di coloro che non sono risultati in regola con la vigente normativa in materia e quindi con l’ obbligo di esposizione dei prezzi degli oggetti posti in vendita. Si tratta di una problematica che a Taormina fa discutere ormai da diversi anni e che, a più riprese, ha scatenato polemiche. In definitiva, comunque, il numero delle attività in regola è risultato superiore a quelle alle quali la Polizia locale ha contestato di non aver esposto i prezzi. Ben 31 attività sono state considerate in linea con le indicazioni legislative esistenti in materia. Si tratta di una materia che fa discutere e sulla quale in passato non è mancata la protesta di qualche turista che ha persino scritto al Comune lamentando l’ assenza di prezzi esposti, con relativa risposta poi data dall’ associazione commercianti. I controlli attuati dalla Polizia locale, e la relativa segnalazione fatta dal Codacons, potrebbero contribuire alla risoluzione del problema e a far sì che, in definitiva, i prezzi vengano esposti da tutti.
di karen tamà

larepubblica.it, 27/12/2018 16:25
Inizieranno tra il 2 e il 5 gennaio, ma in alcune regioni dureranno a lungo: fino alla primavera.
parte la basilicata il 2 gennaio, ma in quasi tutto il paese la data di inizio è il 5. in campania si andrà avanti fino ai primi di aprile. spese stabili per confcommercio, ma il codacons annuncia una delusione: “inutili e obsoleti nell’ era dell’ e-commerce”
Inizieranno tra il 2 e il 5 gennaio, ma in alcune regioni dureranno a lungo: fino alla primavera. Sono i saldi invernali, l’ occasione in cui i negozi di abbigliamento mettono in vendita la merce non venduta a prezzi scontati. Da un paio di anni infatti le “liquidazioni” hanno una data di inizio quasi unificata, mentre sulla loro durata le regioni hanno uno spazio di manovra molto più ampio. La Basilicata inizierà poche ore dopo la fine dei festeggiamenti per il nuovo anno: già il 2 gennaio sarà possibile trovare merce in saldo; anticipa anche la Valle d’ Aosta che inizierà il 3, mentre tutte le altre regioni partiranno sabato 5 a eccezione della Sicilia, che lo farà nel giorno dell’ Epifania. I consumatori liguri sono quelli che avranno meno tempo: il 18 febbraio sarà già tutto finito. All’ estremo opposto c’ è la Campania, dove si potranno fare affari fino al 2 aprile. Ecco le date, regione per regione. Abruzzo: dal 5 gennaio al 5 marzo Basilicata: dal 2 gennaio al primo marzo Calabria: dal 5 gennaio al 28 febbraio Campania: dal 5 gennaio al 2 aprile Emilia Romagna: dal 5 gennaio al 5 marzo Friuli Venezia Giulia: dal 5 gennaio al 31 marzo Lazio: dal 5 gennaio al 28 febbraio Liguria: dal 5 gennaio al 18 febbraio Lombardia: dal 5 gennaio al 5 marzo Marche: dal 5 gennaio al primo marzo Molise: dal 5 gennaio al 5 marzo Piemonte: dal 5 gennaio al 28 febbraio Puglia: dal 5 gennaio al 28 febbraio Sardegna: dal 5 gennaio al 5 marzo Sicilia: dal 6 gennaio al 15 marzo Toscana: dal 5 gennaio al 5 marzo Umbria: dal 5 gennaio al 5 marzo Valle d’ Aosta: dal 3 gennaio al 31 marzo Veneto: dal 5 gennaio al 31 marzo Trentino Alto Adige: dal 5 gennaio al 16 febbraio Evitare le delusioni Durante i saldi c’ è chi riesce a portarsi a casa ottima merce a prezzi molto convenienti, ma il “pacco” è sempre dietro l’ angolo e, in ogni caso, è sempre meglio prendere alcuni accorgimenti per far sì che l’ affare non lo faccia solo l’ esercente. La prima cosa da tenere d’ occhio durante i saldi è il cartellino: dev’ essere indicato in modo chiaro il prezzo precedente, in modo che il consumatore possa rendersi conto dell’ effettivo sconto applicato. Per essere sicuri al 100%, comunque, meglio fare un giro per negozi prima dei saldi e prendere nota dei prezzi degli articoli che più ci interessano. Sospettate sempre degli sconti esagerati: se si va oltre il 50% ci sono buone possibilità che sia stato ritoccato il prezzo pre-saldo o che si tratti di fondi di magazzino. Durante i saldi, l’ acquisto con carta di credito o bancomat dev’ essere garantito come sempre e senza sovrapprezzi. Diverso è il discorso relativo al cambio merce: in assenza di difetti – e anche se presentiamo lo scontrino d’ acquisto – è a discrezione dell’ esercente. Qualora il difetto si dovesse presentare dopo l’ acquisto, invece, la merce dovrà essere cambiata. In alternativa la si potrà restituire e farsi rimborsare il denaro pagato. Alcuni negozianti offrono un buono, di pari valore, anziché la restituzione dei soldi: accettarlo o meno è a discrezione del cliente. L’ importante è riportare la merce entro due mesi dall’ acquisto. Le stime di spesa Come ormai da tradizione, alla vigilia della stagione di sconti arrivano anche le stime su come andranno gli affari per le famiglie e per gli esercenti. Secondo l’ Ufficio studi di Confcommercio si muoveranno scontrini per 5,1 miliardi, con una spesa media a famiglia di 325 euro, circa 140 euro pro capite. Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia, li indica come la “straordinaria opportunità di risvegliare i consumi”, anche se il pronostico è di risultati “euro più euro meno, in linea con quelli dello scorso anno”. Un sondaggio che Confesercenti ha commissionato a Swg dice che un italiano su quattro ha già deciso che non farà spese, mentre la metà parte già con l’ intenzione di acquistare e l’ ultimo quarto della popolazione valuterà sul momento. Simile la stima della spesa pro capite (122 euro). Meno ottimista invece il panorama disegnato dal Codacons, che prevede una “pesante flessione” sottolineando come la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di Capodanno sia “assolutamente inadeguata, avendo le famiglie già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari”. C’ è poi da considerare come siano nel tempo cambiate le abitudini di consumo, con l’ e-commerce (e in particolare il periodo di fine novembre tra Black Friday e Cyber Monday) che ha reso i saldi di fine stagione “inutili e obsoleti”. Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:. Se vi interessa continuare ad ascoltare un’ altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione. Mario Calabresi Sostieni il giornalismo Abbonati a Repubblica.
federico formica

FanPage, 27/12/2018 16:19
La richiesta del Codacons dopo i cori razzisti a Koulibaly: “Gara persa a tavolino per l’ Inter”
“partita persa a tavolino, multa alla società pari all’ incasso e sospensione del campo per una giornata”
. E’ questo il provvedimento richiesto dal Codacons, l’ associazione che tutela i diritti degli utenti e dei consumatori, sul caso dei cori razzisti nei confronti da parte dei tifosi nerazzurri nei confronti di Kalidou Koulibaly nel corso di Inter-Napoli. Una situazione definita da Codacons “inaccettabile” e che a tal proposito meriterebbe una sanzione esemplare e più pesante rispetto a quella arrivata dal giudice sportivo (ovvero multa più chiusura della Curva Nord in occasione delle prossime due gare) Cori razzisti a Koulibaly, la richiesta del Codacons per l’ Inter Giovedì nero dunque per il calcio italiano. Il caso del tifoso nerazzurro morto per le conseguenze degli scontri prima di Inter-Napoli e gli ululati razzisti nei confronti di Koulibaly nel corso della gara hanno catalizzato l’ attenzione mediatica. Tanti i messaggi di solidarietà per il centrale senegalese degli azzurri da parte di compagni e avversari, come Cristiano Ronaldo. Nelle ultime ore è arrivata anche la richiesta del Codacons, l’ associazione che tutela i diritti dei consumatori che ha chiesto provvedimenti esemplari e pesantissimi. Questa la nota dell’ associazione: “Il CODACONS interviene sul caso dei cori razzisti andati in scena ieri sera a San Siro nel corso del big match Inter-Napoli e chiede che episodi del genere vengano puniti severamente, stabilendo provvedimenti davvero esemplari per arrestare un fenomeno altrimenti incontenibile e diffusissimo: partita persa a tavolino, multa alla societa’ pari all’ incasso e sospensione del campo per una giornata”. Pugno duro nei confronti dei razzisti, nel mondo del calcio Il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha giustificato così la sua richiesta: “E’ necessario farla finita con il finto pugno duro messo in mostra negli ultimi anni e assumere provvedimenti davvero esemplari. Solo così sarà possibile reprimere definitivamente il razzismo nel mondo del calcio e riconsegnare ai tifosi – quelli veri – il divertimento e la passione che hanno smarrito da tempo, come dimostrano i dati sulle presenze allo stadio”
marco beltrami

Salerno Today, 27/12/2018 16:18
Saldi invernali 2019: al via lo shopping conveniente in Campania, la data
intanto, tra i consigli principali, c’ è quello del confronto del cartellino del prezzo vecchio con quello ribassato. inoltre si invita a diffidare degli sconti superiori al 50%
Conto alla rovescia, per i saldi invernali del 2019. Al via, in Campania, dal 5 gennaio , alle occasioni di acquisto e agli sconti che entusiasmeranno gli amanti dello shopping. I prezzi saranno scontati fino al 2 aprile, data finale dei saldi. I suggerimenti Sono diversi i suggerimenti che i consumatori possono seguire per evitare di incappare nelle truffe durante il periodo dei saldi. Ad avvertire i clienti sono la Guardia di Finanza e il Codacons . Tra i consigli principali c’ è quello del confronto del cartellino del prezzo vecchio con quello ribassato. Inoltre si invita a diffidare degli sconti superiori al 50%, che spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi falsi. Bisogna poi evitare di acquistare capi che non abbiano due etichette, quella di composizione e quella di manutenzione. Inoltre, bisognerebbe provare sempre i vestiti e tenere sempre lo scontrio o la garanzia che vale comunque per due anni dall’ acquisto. Infine, tra i “trucchetti” indicati dal Codacons, c’ è quello di segnarsi il prezzo di ciò che ci interessa nei giorni che precedono i saldi. In questo modo si può verificare l’ effettività dello sconto praticato e andare a colpo sicuro.

AgenPress, 27/12/2018 16:10
Tassa sulla solidarietà. Di Maio: “Siamo pronti a cambiarla”
Agenpress. Bene la marcia indietro del Governo sul raddoppio dell’ Ires per tutte le realtà del volontariato, ma il dietrofront non basta se non verrà approvato l’ emendamento per esonerare le ONLUS dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni “sociali”, incoraggiando finalmente la difesa degli interessi diffusi dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli della popolazione. È positivo ma condizionato quindi il giudizio dell’ Associazione sulla scelta del Governo, anche se la strada sembrava obbligata alla luce delle fortissime critiche levatesi contro il provvedimento. Ma dietro le quinte, comunque, pende la vicenda dell’ emendamento presentato proprio da un Vice Ministro di questo Governo, nello specifico Dario Galli, e sostenuto da tanti senatori in parlamento. L’ emendamento, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevede di esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale; nei giorni scorsi, nonostante i dati sull’ accesso alla giustizia in Italia abbiano toccato vette allarmanti (un milione e mezzo di soggetti svantaggiati, negli ultimi tre anni, non hanno potuto difendere i propri diritti in tribunale), il testo ha incassato la bocciatura del M5S, che ha deciso di schierarsi contro la Lega e ha impedito fino ad oggi l’ approvazione della norma. In questo modo però, almeno fino a oggi, si è arrecato un enorme danno ai cittadini più deboli: tutti coloro cioè che non hanno la possibilità di ricorrere alla giustizia a causa degli elevati costi che le cause comportano, e che affidano alle ONLUS come il Codacons la tutela dei loro diritti e interessi. Sono i cittadini, mai come in questo caso, a essere danneggiati dalla scelta del Governo: l’ Associazione rinnova quindi il suo appello a rivedere anche quella decisione inspiegabile e sbagliata, una volta per tutte. Altrimenti la battaglia delle ONLUS contro il Governo sarà senza quartiere, tanto più che gli organi tecnici dei Ministeri dell’ Economia e della Giustizia si sono già espressi favorevolmente sulla questione.

Ansa, 27/12/2018 15:54
Codacons, per le famiglie stangata da 914 euro nel 2019
tra aumenti prezzi e tariffe, gli automobilisti i più tartassati
Una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia nel corso del 2019: è quella che stima il Codacons, che ha elaborato le consuete previsioni di fine anno sugli incrementi di spesa in vista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il conto potrebbe essere ancora più salato in caso di acquisto di una automobile nuova: l’ associazione dei consumatori parla di “batosta che potrebbe superare quota 3.400 euro”, a causa dell’ ecotassa prevista nella legge di bilancio. E proprio sulla manovra il Codacons interviene con “un esposto per violenza ad un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo”. Tornando ai rincari, gli automobilisti rischiano di essere comunque la categoria più tartassata. Il 2019, secondo le stime del Codacons, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per gli alimentari si spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Nonostante il crollo dei prezzi del petrolio negli ultimi mesi del 2018, la “festa” per i consumatori durerà poco, avverte ancora il Codacons segnalando che gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia), sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro). “La stangata media si aggirerà, quindi, attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre all’ ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.

Blogo, 27/12/2018 15:02
Codacons, nel 2019 ogni famiglia spenderà fino a 914 euro in più
Il 2019, nonostante la manovra finanziaria in fase di approvazione in Parlamento, rischia di lasciare ancora più vuote le tasche degli italiani. A dirlo è il Codacons , secondo il quale i tanti aumenti già annunciati richiederanno alle famiglie residenti in Italia si spendere fino a quasi mille euro in più, 914 euro per l’ esattezza. Sono tantissimi i settori in cui nel corso del prossimo anno sono previsti aumenti di prezzi e tariffe, a cominciare dal rincaro di quelle autostradali che andranno a gravare, in media, di 45 euro per ogni famiglia . A questi si aggiungono gli aumenti delle multe stradali e i gli aumenti dei i beni al dettaglio: +211 euro per nucleo familiare . A gravare sensibilmente saranno anche i generi alimentari, per i quali le famiglie italiani arriveranno a spendere fino a 185 euro in più rispetto al 2018. Le famiglie che viaggiano o utilizzano i mezzi di trasporto dovranno mettere in conto di spendere fino a 67 euro in più , mentre 18 euro per nucleo familiare dovranno essere messi in cantiere per le tariffe RC Auto, il cui aumento è previsto per il 2019. Almeno 62 euro in più a famiglia saranno richiesti dalle bollette energetiche e ben 149 euro dal rifornimento di carburante. Chi, inoltre, prevede di acquistare una nuova automobile a partire dal prossimo gennaio dovrà fare i conti con la nuova ecotassa : La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. Codacons: a settembre rischio stangata su pane e pasta Possibile aumento di 45 euro a famiglia: il clima ha rovinato i raccolti dei principali produttori di grano, l’ allarme dell’ associazione consumatori Foto | iStock.
redazione blogo.it

Wall Street Italia, 27/12/2018 14:48
Nel 2019 stangata media da 914 euro per le famiglie
Anno nuovo stangata nuova per le famiglie italiane. Lo afferma il Codacons che nel suo consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno in merito a prezzi e tariffe quantifica un aggravio per i contribuenti di 914 euro a famiglia. Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia – spiega il Codacons -. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018″. Se gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, con effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019, in realtà la festa per i consumatori, dice l’ associazione, durerà poco. “Gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifer e nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per 67 euro a famiglia () Il 2019 segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi () La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.
alessandra caparello

AgenPress, 27/12/2018 14:32
Manovra: 140 articoli da votare senza leggere il testo. Codacons presenta esposto
Agenpress. Il Codacons interviene sul tema della Manovra di Bilancio 2019 con un esposto per violenza a un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo della misura venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo, e protesta contro il provvedimento che stabilisce l’ aumento delle tasse per le no-profit penalizzando esclusivamente i cittadini in condizioni di bisogno. L’ iniziativa dell’ Associazione si basa sulla necessità di tutelare elettori e parlamentari di tutti i partiti, sia quelli della minoranza che quelli della maggioranza, senza alcuna preferenza politica: la decisione di porre la fiducia ha infatti impedito a tutti i parlamentari – anche a quelli del M5S e della Lega – di leggere e valutare approfonditamente la manovra, come doveroso e necessario. In questo modo però viene tradito il mandato elettorale degli elettori: la violenza è esercitata nei confronti dell’ organo nella sua interezza e l’ esposto del Codacons non ha quindi una motivazione politica o partitica a favore della minoranza che sta all’ opposizione – che avrebbe potuto, anzi, opporsi con altra efficacia a quanto stabilito dal Governo. L’ Associazione, inoltre, contesta con fermezza la scelta di tassare ulteriormente le realtà no profit e la parallela bocciatura dell’ emendamento del sottosegretario allo Sviluppo economico Dario Galli (Lega) che, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevedeva di esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale: scelte queste che penalizzano unicamente gli utenti più deboli, configurando un comportamento antisociale gravissimo da parte del Governo. Il Codacons, infine, sottolinea come la denuncia in questione non contempli alcuna scelta “partitica”, o alcuna preferenza politica da parte dell’ Associazione: lo conferma, tra le altre cose, la presenza tra i presidenti Codacons di un iscritto al M5S, l’ avv. Carlo Rienzi.
carlo rienzi

Soverato.com, 27/12/2018 14:09
Il Codacons diffida i sindaci: “Vietare botti di fine anno”
Vietare i botti di Capodanno in tutti i comuni d’ Italia. Lo ribadisce il Codacons, che diffida gli oltre 400 sindaci Calabresi a disporre il divieto sul proprio territorio ai fuochi d’ artificio in occasione dell’ ultimo dell’ anno. Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, anche a prescindere dagli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali. E’ bene precisare – sottolinea il Codacons – che sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali ed usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. La conseguenza è che il primo giorno dell’ anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo. Ricordiamo che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’ aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’ inquinamento. Inoltre, sempre secpndo il Codacons, è accertato che i botti fatti scoppiare nelle vicinanze di un cane o di un altro animale domestico, producono danni irreversibili. Una ragione in più perchè siano vietati. Alcuni Comuni hanno già deciso di porre uno stop alla scia di sangue che puntualmente si registra a Capodanno, emettendo ordinanze che vietano i botti. Chiediamo oggi a tutti i sindaci di adeguarsi a questa misura di civilta’. Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – dice il Codacons – per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine. ALTRI ARTICOLI Articoli correlati Chiusura piscina di Isca sullo Ionio, il… Dal 1 gennaio sacchetti per frutta e ver… Erosione costiera in Calabria, Codacons:… Post navigation Calabria omertosa Lascia un commento Annulla risposta Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Articoli recenti Il Codacons diffida i sindaci: “Vietare botti di fine anno” Calabria omertosa Sant’ Andrea Jonio, 600 visitatori per la prima rappresentazione del “Presente Vivente” In arrivo il video di “Madre è” il brano di Dajana dedicato a Mamma Natuzza ‘Ndrangheta – Omicidio fratello pentito, ipotesi vendetta trasversale Aeroporto di Lamezia Terme. Natale, Capodanno ed Epifania all’ insegna delle incertezze Ritorno alla vittoria per il Volley Soverato, tre punti contro Roma Elogio del “Sedano”, l’ anti-invecchiamento della natura. Proprietà e Benefici Allaga la casa di un anziano per rapinarlo di 30 euro, 41enne denunciato Scontro frontale pullman-auto sull’ A2, morti due coniugi Cerca ARTICOLI PIÙ LETTI DELLA SETTIMANA Davoli – Duplice omicidio in una tabaccheria, uccisi un uomo e una donna 23/12/2018 Giallo sulla morte di un 63enne di Davoli, deceduto a 4 giorni dal ricovero 25/12/2018 Duplice omicidio a Davoli, confessa il cognato della donna che era il suo ex 24/12/2018 Donna di 36 anni lanciata e uccisa dal quarto piano di un palazzo 23/12/2018 Duplice omicidio a Davoli, rintracciato l’ ex convivente della donna 24/12/2018 Duplice omicidio a Davoli, gli inquirenti battono la pista passionale 24/12/2018 Duplice omicidio in Calabria, uccisi a colpi di fucile padre e figlio 22/12/2018 Ucciso il fratello di un pentito della ‘Ndrangheta, viveva sotto 26/12/2018 Tredicenne abusata per anni, condannato il “branco” 22/12/2018 Scontro frontale pullman-auto sull’ A2, morti due coniugi 26/12/2018 Archivi Archivi Seleziona mese Dicembre 2018 Novembre 2018 Ottobre 2018 Settembre 2018 Agosto 2018 Luglio 2018 Giugno 2018 Maggio 2018 Aprile 2018 Marzo 2018 Febbraio 2018 Gennaio 2018 Dicembre 2017 Novembre 2017 Ottobre 2017 Settembre 2017 Agosto 2017 Luglio 2017 Giugno 2017 Maggio 2017 Aprile 2017 Marzo 2017 Febbraio 2017 Gennaio 2017 Dicembre 2016 Novembre 2016 Ottobre 2016 Settembre 2016 Agosto 2016 Luglio 2016 Giugno 2016 Maggio 2016 Aprile 2016 Marzo 2016 Febbraio 2016 Gennaio 2016 Dicembre 2015 Novembre 2015 Ottobre 2015 Settembre 2015 Agosto 2015 Luglio 2015 Soverato Soverato – Instagram @soverato Categorie Categorie Seleziona una categoria Articoli (2.885) Attualità (930) Comunicati (4.704) Cronaca (5.728) Cultura (1.590) Eventi (3.067) Evidenza (1.075) Foto del Giorno (105) Meteo (428) Politica (947) Rubriche (961) Fantasma del Fabbro (892) Il Cappuccino del Palarchio (63) Impedimenti dirimenti (5) Società (2.584) Spettacolo (1.441) Sport (899) Tags Anas Antonella Mongiardo Asp Catanzaro Badolato Borgia Calabria Catanzaro Catanzaro Lido Chiaravalle Cinema Comune Soverato Cosenza Crotone Davoli Domenico Lanciano Gastronomia Girifalco Italia Lamezia Terme Lavoro Libri M5S Montepaone Musica Naturium Pd Provincia Catanzaro Reggio Calabria Regione Calabria Sanità Satriano Scuola Sindacati Soverato Sportello dei Diritti Squillace Teatro Trasporti Turismo Ulderico Nisticò Utenti Vibo Valentia Video Vigili del Fuoco Volley Soverato Credits.

AgenPress, 27/12/2018 14:08
Salvini posta la sua colazione con la Nutella, polemica sui social
Agenpress. Il Codacons interviene sul post di Salvini – un selfie mentre fa colazione con pane e Nutella – e richiama il vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’ Interno al dovere di informare i cittadini riguardo i rischi che il consumo – in quantità rilevanti – di olio di palma comporta per la salute umana. Ora è opportuno che Matteo Salvini pubblichi un nuovo post, correggendo il tiro e riconoscendo i rischi che derivano dal consumo in eccesso di olio di palma per la salute di tutti i cittadini: in caso contrario potrebbe essere inquisito dall’ Antitrust per pubblicità occulta, senza contare l’ insufficiente informazione per i consumatori. A questo proposito è giusto ricordare che la Nutella contiene attualmente olio di palma. Al riguardo basta citare le conclusioni dell’ Istituto Superiore di Sanità: ” L’ olio di palma Rappresenta una rilevante fonte di acidi grassi saturi, cui le evidenze scientifiche attribuiscono – quando in eccesso nella dieta – effetti negativi sulla salute, in particolare rispetto al rischio di patologie cardiovascolari Fasce di popolazione quali bambini, anziani, dislipidemici, obesi, pazienti con pregressi eventi cardiovascolari, ipertesi possano presentare una maggiore vulnerabilità rispetto alla popolazione generale”. Anche per questo, l’ Associazione già in passato ha chiesto di verificare la correttezza delle informazioni riportate sulle etichette dei barattoli di Nutella e di tutti gli altri alimenti in commercio contenenti olio di palma, relativamente ai rischi per la salute umana connessi ad un consumo eccessivo della sostanza, e torna oggi sull’ argomento per ribadire la necessità di una corretta informazione ai consumatori.

Yahoo Notizie, 27/12/2018 14:00
Manovra, Codacons: esposto per violenza a un organo collegiale
Roma, 27 dic. (askanews) – Il Codacons interviene sul tema della Manovra di Bilancio 2019 con un esposto per violenza a un organo collegiale, alla luce del fatto, scrive l’ associazione dei consumatori, “che il testo della misura venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo, e protesta contro il provvedimento che stabilisce l’ aumento delle tasse per le no-profit penalizzando esclusivamente i cittadini in condizioni di bisogno”. L’ iniziativa, spiega l’ associazione, “si basa sulla necessità di tutelare elettori e parlamentari di tutti i partiti, sia quelli della minoranza che quelli della maggioranza, senza alcuna preferenza politica: la decisione di porre la fiducia ha infatti impedito a tutti i parlamentari – anche a quelli del M5S e della Lega – di leggere e valutare approfonditamente la manovra, come doveroso e necessario. In questo modo però viene tradito il mandato elettorale degli elettori: la violenza è esercitata nei confronti dell’ organo nella sua interezza e l’ esposto del Codacons non ha quindi una motivazione politica o partitica a favore della minoranza che sta all’ opposizione – che avrebbe potuto, anzi, opporsi con altra efficacia a quanto stabilito dal Governo”. L’ Associazione, inoltre, “contesta con fermezza la scelta di tassare ulteriormente le realtà no profit e la parallela bocciatura dell’ emendamento del sottosegretario allo Sviluppo economico Dario Galli (Lega) che, accogliendo l’ appello di 11 associazioni dei consumatori, prevedeva di esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale: scelte queste che penalizzano unicamente gli utenti più deboli, configurando un comportamento antisociale gravissimo da parte del Governo”. Il Codacons, infine, sottolinea come “la denuncia in questione non contempli alcuna scelta ‘partitica’, o alcuna preferenza politica da parte dell’ Associazione: lo conferma, tra le altre cose, la presenza tra i presidenti Codacons di un iscritto al M5S, l’ avv. Carlo Rienzi”.
carlo rienzi

Studio Cataldi, 27/12/2018 13:56
Multe più salate da gennaio
di Gabriella Lax – Anno nuovo, multe nuove. Scatterà dal prossimo primo gennaio l’ aggiornamento biennale previsto da legge, +2,2%, con conseguenti rincari delle multe (vedi anche Multe più care da gennaio 2019 ). Si ricorda che l’ ufficialità arriverà solo con la pubblicazione del decreto ministeriale. Multe , da gennaio il rincaro del 2,2% L’ aumento delle multe è dovuto all’ aggiornamento che scatta ogni 2 anni, un “livellamento automatico”, come stabilisce dal terzo comma dell’ art. 195 del codice della strada (decreto legislativo nr. 285/1992 e successive modificazioni «La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all’ intera variazione, accertata dall’ Istat , dell’ indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti». Dai calcoli di Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale) sull’ indice FOI (che prende in considerazione i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) tra novembre 2016 e ottobre 2018 è stato registrato un aumento è di circa il 2,2% . Dunque gli importi delle sanzioni per chi infrange il Codice della strada verranno adeguati alla variazione dei prezzi al consumo, ossia al caro vita. Ecco allora di quanto aumenteranno le singole voci: il divieto di sosta aumenta di 2 euro, da 41 a 42 euro; la sanzione per conducente o passeggero senza cinture di sicurezza passa da 81 a 83 euro, mentre quella prevista per chi usa il telefonino senza auricolare o senza viva voce alla guida di un veicolo andrà da 161 a 165 euro. Quattro euro in più anche per la sanzione stabilita in caso di passaggio con il semaforo rosso, mancata precedenza o mancato rispetto dello stop in orario diurno (da 163 a 167 euro), nonché in caso di omessa revisione periodica (da 169 a 173 euro). Girare su veicoli senza assicurazione costerà 20 euro in più, si passa da 849 a 869 euro. Varieranno anche le sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza alcolica: in concreto, con tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l e non superiore a 0,8 g/l aumenterà da 532 a 545 euro. Capitolo eccesso di velocità, se si esamina la fascia dalle 7 alle 22, le sanzioni vanno da 42 euro per velocità entro 10 km/h oltre il limite, a 173 euro tra 10 e 40 km/h oltre il limite, a 545 euro tra 40 e 60 km/h oltre il limite e a 849 euro con la velocità di 60 km/h oltre il limite. Circa il sistema della patente a punti , l’ omessa comunicazione del proprietario del veicolo, delle generalità del trasgressore entro sessanta giorni dalla notificazione del verbale costerà 293 euro. Codacons: «Si fa cassa ma non si spende per la sicurezza delle strade» Da una parte aumentano le multe , dall’ altra non vengono investiti più soldi per la sicurezza stradale. E’ questo, in sintesi, il pensiero della Codacons, come riportato da Adnkronos. «Il problema è come vengono utilizzati i proventi delle multe – chiarisce il presidente del Codacons Carlo Rienzi – la legge prevede che i proventi delle multe vengano utilizzati per la sicurezza stradale e ciò non avviene: non si devono aumentare le multe se prima non si assicura che i fondi tornino agli automobilisti in termini di qualità delle strade, dei servizi e di sicurezza stradale». Da qui parte un report di Codacons , portato avanti a Roma per capire dove finiscono i soldi delle multe , pagati dagli automobilisti indisciplinati. Dalle prime risultanze, come spiega il presidente, sembra che non tutti i soldi incassati vengono spesi per migliorare strade e sicurezza stradale.

corrieredellosport.it, 27/12/2018 13:19
Codacons: «Inter, gara persa a tavolino e multa alla società»
l’ associazione chiede una punizione ideale dopo il caso koulibaly: «ieri è accaduto qualcosa di inaccettabile, non è stato fatto nulla per impedire insulti e ululati»
ROMA – Il Codacons interviene sul caso dei cori razzisti andati in scena ieri sera a San Siro nel corso del big match Inter-Napoli e chiede che episodi del genere vengano puniti severamente, stabilendo provvedimenti davvero esemplari per arrestare un fenomeno altrimenti incontenibile e diffusissimo: partita persa a tavolino, multa alla società pari all’ incasso e sospensione del campo per una giornata. Quanto andato in scena ieri sera è infatti davvero inaccettabile: nonostante insulti e ululati continuassero ad andare in scena – e anzi si inasprissero minuto dopo minuto – e nonostante le proteste della panchina del Napoli nello stadio milanese nessuno ha fatto nulla (o quasi): un isolato avviso agli altoparlanti nel primo tempo, coperto dai fischi, l’ unica eccezione in un deserto completo. E dire che gli strumenti a disposizione ci sarebbero; eppure, per qualche ragione incomprensibile, questi episodi continuano a verificarsi all’ insegna di una generale impunità. “E’ necessario farla finita con il finto pugno duro messo in mostra negli ultimi anni e assumere provvedimenti davvero esemplari”, dichiara il Presidente Carlo Rienzi. “Solo così sarà possibile reprimere definitivamente il razzismo nel mondo del calcio e riconsegnare ai tifosi – quelli veri – il divertimento e la passione che hanno smarrito da tempo, come dimostrano i dati sulle presenze allo stadio”. (in collaborazione con Italpress)

Imperia Tv, 27/12/2018 13:16
NEL 2019 PREVISTA UNA STANGATA DI 914 EURO A FAMIGLIA
Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una ‘stangata’ mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno, spiega quindi l’ associazione, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche sia sui rifornimenti di carburante. Ripercussioni anche per i trasporti e tariffe Rc auto. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione.

AgenPress, 27/12/2018 13:16
Cori razzisti contro Koulibaly. Codacons: “Episodi del genere vengano puniti severamente”
Agenpress. Il Codacons interviene sul caso dei cori razzisti andati in scena ieri sera a San Siro nel corso del big match Inter-Napoli e chiede che episodi del genere vengano puniti severamente, stabilendo provvedimenti davvero esemplari per arrestare un fenomeno altrimenti incontenibile e diffusissimo: partita persa a tavolino, multa alla società pari all’ incasso e sospensione del campo per una giornata. Quanto andato in scena ieri sera è infatti davvero inaccettabile: nonostante insulti e ululati continuassero ad andare in scena – e anzi si inasprissero minuto dopo minuto – e nonostante le proteste della panchina del Napoli nello stadio milanese nessuno ha fatto nulla (o quasi): un isolato avviso agli altoparlanti nel primo tempo, coperto dai fischi, l’ unica eccezione in un deserto completo. E dire che gli strumenti a disposizione ci sarebbero; eppure, per qualche ragione incomprensibile, questi episodi continuano a verificarsi all’ insegna di una generale impunità. “È necessario farla finita con il finto pugno duro messo in mostra negli ultimi anni e assumere provvedimenti davvero esemplari”, dichiara il Presidente Carlo Rienzi. “Solo così sarà possibile reprimere definitivamente il razzismo nel mondo del calcio e riconsegnare ai tifosi – quelli veri – il divertimento e la passione che hanno smarrito da tempo, come dimostrano i dati sulle presenze allo stadio”.

Blitz Quotidiano, 27/12/2018 13:06
Codacons, stangata 2019 a famiglia nel 2019, multe, tariffe, ecotassa
ROMA – Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. “Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia – spiega il Codacons – Se il tasso di inflazione si manterra’ ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrera’ mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in piu’ rispetto al 2018”. “Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons – Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno. Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.

TeleBorsa, 27/12/2018 12:50
economia
Codacons, nuova “stangata” per le famiglie italiane nel 2019
il prossimo anno le tasche degli italiani si alleggeriranno di circa 914 euro per nucleo familiare
(Teleborsa) – Nuova stangata per le famiglie italiane prevista per il 2019 secondo il Codacons , che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. In primis con il nuovo anno si alzano le tariffe autostradali con un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2% , con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia. Ad alzare i prezzi poi anche i beni al dettaglio per cui, se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, bisognerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, da aggiungere ai 185 euro in più per l’ alimentazione . Un respiro sembra darlo il comparto energetico e dei trasporti , che ha visto gli ultimi mesi del 2018 caratterizzati dal crollo del petrolio. Per gli analisti però anche questo calo avrà vita breve poiché si pronostica una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del 2019, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti per 67 euro a famiglia. Infine ad aumentare anche le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che gia’ negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. In totale le tasche degli italiani si alleggeriranno di circa 914 euro , sempre che non abbiano intenzione di comprare una nuova auto. Inquel caso entrerebbe in gioco la nuova Ecotassa che comporterebbe una spesa fino a 3400 euro in base al modello scelto.

ilmessaggero.it, 27/12/2018 12:49
Codacons, nuova “stangata” per le famiglie italiane nel 2019
(Teleborsa) – Nuova stangata per le famiglie italiane prevista per il 2019 secondo il Codacons , che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. In primis con il nuovo anno si alzano le tariffe autostradali con un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2% , con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia. Ad alzare i prezzi poi anche i beni al dettaglio per cui, se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, bisognerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, da aggiungere ai 185 euro in più per l’ alimentazione . Un respiro sembra darlo il comparto energetico e dei trasporti , che ha visto gli ultimi mesi del 2018 caratterizzati dal crollo del petrolio. Per gli analisti però anche questo calo avrà vita breve poiché si pronostica una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del 2019, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti per 67 euro a famiglia. Infine ad aumentare anche le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che gia’ negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. In totale le tasche degli italiani si alleggeriranno di circa 914 euro , sempre che non abbiano intenzione di comprare una nuova auto. Inquel caso entrerebbe in gioco la nuova Ecotassa che comporterebbe una spesa fino a 3400 euro in base al modello scelto. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Borsa Italiana, 27/12/2018 12:47
notizie teleborsa – economia
Codacons, nuova “stangata” per le famiglie italiane nel 2019
(Teleborsa) – Nuova stangata per le famiglie italiane prevista per il 2019 secondo il Codacons , che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. In primis con il nuovo anno si alzano le tariffe autostradali con un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2% , con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia. Ad alzare i prezzi poi anche i beni al dettaglio per cui, se il tasso di inflazione si manterr ai livelli attuali, bisogner mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, da aggiungere ai 185 euro in pi per l’ alimentazione . Un respiro sembra darlo il comparto energetico e dei trasporti , che ha visto gli ultimi mesi del 2018 caratterizzati dal crollo del petrolio. Per gli analisti per anche questo calo avr vita breve poich si pronostica una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del 2019, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti per 67 euro a famiglia. Infine ad aumentare anche le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che gia’ negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. In totale le tasche degli italiani si alleggeriranno di circa 914 euro , sempre che non abbiano intenzione di comprare una nuova auto. Inquel caso entrerebbe in gioco la nuova Ecotassa che comporterebbe una spesa fino a 3400 euro in base al modello scelto. (Teleborsa) 27-12-2018 12:36.

Il Dispaccio, 27/12/2018 12:12
Codacons ai sindaci calabresi: “Vietare botti di fine anno”
“Vietare i botti di Capodanno in tutti i comuni d’ Italia”. Lo ribadisce il Codacons, che “diffida gli oltre 400 sindaci calabresi a disporre il divieto sul proprio territorio ai fuochi d’ artificio in occasione dell’ ultimo dell’ anno”. “Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche – spiega l’ associazione dei consumatori – di una pseudomoda che, anche a prescindere dagli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali”. “E’ bene precisare – sottolinea il Codacons – che sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali ed usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. La conseguenza è che il primo giorno dell’ anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo. Ricordiamo che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’ aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’ inquinamento. Inoltre, è accertato che i botti fatti scoppiare nelle vicinanze di un cane o di un altro animale domestico, producono danni irreversibili. Una ragione in più perchè siano vietati”. “Alcuni Comuni hanno già deciso di porre uno stop alla scia di sangue che puntualmente si registra a Capodanno, emettendo ordinanze che vietano i botti. Chiediamo oggi a tutti i sindaci di adeguarsi a questa misura di civilta’. Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – conclude il Codacons – per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine”.

Stretto , 27/12/2018 11:32
Capodanno, il Codacons diffida i sindaci: “vietare i botti di fine anno”
capodanno, il codacons diffida gli oltre 400 sindaci calabresi a disporre il divieto sul proprio territorio ai fuochi d’ artificio in occasione dell’ ultimo dell’ anno
Capodanno -“Vietare i botti di Capodanno in tutti i comuni d’ Italia”. Lo ribadisce il Codacons , che diffida gli oltre 400 sindaci Calabresi a disporre il divieto sul proprio territorio ai fuochi d’ artificio in occasione dell’ ultimo dell’ anno. ” Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, anche a prescindere dagli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali. E’ bene precisare – sottolinea il Codacons – che sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali ed usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. La conseguenza è che il primo giorno dell’ anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo fissato per il PM10, con un valore, a seconda della città, da doppio a triplo rispetto alla media del periodo. Ricordiamo che per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’ aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’ inquinamento. Inoltre, sempre secpndo il Codacons, è accertato che i botti fatti scoppiare nelle vicinanze di un cane o di un altro animale domestico, producono danni irreversibili. Una ragione in più perchè siano vietati. Alcuni Comuni hanno già deciso di porre uno stop alla scia di sangue che puntualmente si registra a Capodanno, emettendo ordinanze che vietano i botti. Chiediamo oggi a tutti i sindaci di adeguarsi a questa misura di civilta’. Chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri va denunciato – dice il Codacons – per questo invitiamo anche i cittadini a fotografare chi fa esplodere botti e segnalare i responsabili alle forze dell’ ordine”.

Msn, 27/12/2018 11:08
Tasse, il Codacons: nel 2019 “stangata” media da 914 euro a famiglia
Nel corso del 2019 agli italiani arriverà una ” stangata ” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons , che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. “Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare”.”Le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia – spiega ancora il Codacons -. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, mentre per l`alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018″. “Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasport i: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons -. Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per 67 euro a famiglia”. “Il 2019 – prosegue l’ associazione -, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi”. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia , ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell`Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.

Today, 27/12/2018 10:56
Pedaggi, bollette e Ecotassa: il 2019 sarà più ‘salato’ per le famiglie
secondo le stime del codacons, nel nuovo anno le famiglie italiane dovranno mettere in conto una stangata da oltre 900 euro: ecco quali saranno le voci ad aumentare
Il 2019 non è ancora iniziato, ma già spaventa consumatori e famiglie italiane, che dovranno mettere in conto una possibile stangata da 914 euro a famiglia. Secondo le stime elaborate nel consueto studio sugli incrementi di spesa del Codacons , saranno molteplici le voci che il prossimo anno subiranno degli aumenti. Il benvenuto nel 2019 lo avremo con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Bollette, cosa succede nel 2019 Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia”. Rc Auto, Ecotassa e benzina: automobilisti tartassati Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione.

prealpina.it, 27/12/2018 10:32
Codacons: nel 2019 “stangata” media da 914 euro per le famiglie
a causa dei rincari di prezzi e tariffe
Roma, 27 dic. (askanews) – Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. “Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia – spiega il Codacons -. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018”. “Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons -. Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per 67 euro a famiglia”. “Il 2019 – prosegue l’ associazione -, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi”. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.

Roma Today, 27/12/2018 10:27
Rifiuti, altri cassonetti in fiamme. Gli albergatori: “Città sporca, i turisti chiedono spiegazioni”
roghi in serie in vari quartieri. si indaga anche su gesti di rabbia da parte di cittadini stanchi di vedere i rifiuti sparsi sui marciapiedi
Nella notte un altro rogo. Ancora un cassonetto Ama dato alle fiamme a Roma . Questa volta è avvenuto alle 4:30 del mattino di oggi 27 dicembre. Lo scenario è quello via Conte Verde. Le fiamme, oltre ad aver distrutto il contenitore della spazzatura, hanno danneggiato anche un’ auto in sosta. Sul posto i Vigili del Fuoco e i Carabinieri di piazza Dante. Già perché, per gli inquirenti, è chiaro che questi roghi siano tutti dolosi. Così come quelli della giornata di Natale. L’ ipotesi principale è che i romani si siano stancati di avere strade e marciapiedi pieni di rifiuti. Ma c’ è anche il sospetto, da parte di chi indaga, che gli incendi possano aver avuto un’ unica mano. Tesi sposata in pieno da Daniele Diaco , portavoce all’ Assemblea Capitolina e presidente Commissione IV Ambiente: “Si tratta di atti criminali commessi proprio mentre si sta svolgendo un enorme lavoro per garantire una città pulita e decorosa a fronte dell’ incremento della produzione di rifiuti dovuta al periodo delle festività e al dimezzamento della capacità di trattamento degli impianti pubblici dopo il grave incendio che ha colpito il TMB Salario”. “I dati sono inquietanti. Nel periodo 2008-2016 , a Roma sono stati incendiati circa 640 cassonetti, con una media di 80 all’ anno. Tra il 2016 e il 2018 i cassonetti andati a fuoco sono stati 590, pari a 295 all’ anno. – continua Diaco – I municipi più colpiti sono stati il VII e il X. In due anni, sono stati bruciati quasi lo stesso numero di cassonetti di quelli incendiati negli otto anni precedenti . Sempre negli ultimi due anni sono andate a fuoco anche due isole ecologiche e l’ 11 dicembre è stato distrutto da un grave incendio l’ impianto pubblico di trattamento Ama di via Salaria”. Cassonetti in fiamme da Prati a Tor Sapienza Cassonetti incendiati a Natale Che ci sia un’ unica regia o solo il malumore dei romani, dietro i roghi ai cassonetti, saranno le indagini a dirlo. Di municipio in municipio, è però certo, che i cittadini restano preoccupati. La situazione in cui versa Roma non passa inosservata neanche all’ estero. Il corrispondente dall’ Italia del New York Times Jason Horowitz in un reportage , pubblicato il giorno della vigilia di Natale sul quotidiano statunitense dal titolo ‘ Roma in rovina ‘, ha scritto senza mezzi termini che “la città rischia di diventare una discarica”. Una cartolina che danneggia la città come conferma, in una nota, l’ Associazione dei Direttori di Albergo di Roma e Lazio esprime attraverso il suo Presidente Manuel Libertucci che esprime “profonda preoccupazione p er il livello di allerta immondizia raggiunto”. “I turisti ospiti negli alberghi in città in questi giorni rientrano nelle strutture chiedendo spiegazioni , rammaricati per il livello di degrado raggiunto nelle strade invase dalla spazzatura. Questa emergenza non fa altro che aggiungere ulteriori ombre sulla pessima comunicazione che nel tempo sembra distinguere la nostra città a discapito della sua reputazione e con chiare ed evidenti ricadute sul traffico turistico. È ben chiaro a tutti gli addetti ai lavori da tempo che l’ offerta ricettiva cittadina non è costituita semplicemente dalle strutture alberghiere ma da quella giusta alchimia tra i servizi offerti nella città, il suo decoro, la sicurezza ed ovviamente anche poi dalla qualità del servizio erogato in albergo stesso”, tuona Libertucci. L’ Associazione dei Direttori di Albergo chiede “un intervento immediato e mirato da parte dell’ amministrazione capitolina”. A sbattere i pugni, in queste ore, anche il Codacons ricordando ai cittadini romani che “sul sito dell’ Associazione è pubblicato il modulo attraverso il quale è possibile chiedere al Comune di Roma e all’ Ama uno sconto dell’ 80% sulla tariffa rifiuti in presenza di disservizi nella raccolta della spazzatura, come previsto dalla normativa vigente”.

TGCom, 27/12/2018 10:17
Tasse, il Codacons: nel 2019 “stangata” media da 914 euro a famiglia
il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali, ma sarà tutto il comparto auto a far soffrire gli italiani
Nel corso del 2019 agli italiani arriverà una ” stangata ” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons , che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. “Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare”. “Le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia – spiega ancora il Codacons -. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, mentre per l`alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018”. “Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasport i: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons -. Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per 67 euro a famiglia”. “Il 2019 – prosegue l’ associazione -, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi”. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia , ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell`Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”. Prezzi e tariffe, una stangata da 914 euro nel 2019 Ansa-Centimetri 1 di 1 condividi leggi dopo slideshow ingrandisci.

Tiscali, 27/12/2018 10:15
Codacons: nel 2019 “stangata” media da 914 euro per le famiglie
Roma, 27 dic. (askanews) – Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe.”Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia – spiega il Codacons -. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018″.”Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons -. Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per 67 euro a famiglia”.”Il 2019 – prosegue l’ associazione -, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi”.”La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.

Adnkronos, 27/12/2018 10:02
Arriva la stangata di Capodanno
Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una ‘stangata’ mediamente pari a 914 euro a famiglia . Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il nuovo anno, spiega quindi l’ associazione, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti : gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia”. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Askanews, 27/12/2018 09:58
Codacons: nel 2019 “stangata” media da 914 euro per le famiglie
a causa dei rincari di prezzi e tariffe
Roma, 27 dic. (askanews) – Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio ufficiale sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. “Il nuovo anno si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal Governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in 45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di 6 euro a famiglia – spiega il Codacons -. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a 211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018”. “Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019 – aggiunge il Codacons -. Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per 67 euro a famiglia”. “Il 2019 – prosegue l’ associazione -, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi”. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.

Investire Oggi, 27/12/2018 09:55
Saldi inverno 2019: come risparmiare ed evitare le ‘solite’ truffe
sono in partenza i saldi inverno 2019: ecco come risparmiare davvero e soprattutto come evitare le truffe. consigli di codacons e guardia di finanza.
Sono in partenza i saldi inverno 2019 : come ogni anno potrebbe essere l’ occasione giusta per risparmiare acquistando prodotti in grande sconto, ma si può rivelare anche una truffa, come sottolineano Codacons e Guardia di Finanza . Il tutto perché i saldi hanno regole ben precise, regole che non sempre vengono rispettate: in questo articolo forniremo tutti i consigli per cercare di portare a casa un vero affare. I saldi inizieranno sabato 5 gennaio in tutte le regioni, tranne la Basilicata dove si comincerà il 2 gennaio, la Valle d’ Aosta dove la data da segnare è il 3 gennaio e infine la Sicilia dove si ritarderà al 6 gennaio. Le ‘regole’ dei saldi inverno 2019 – come risparmiare ‘davvero’ Iniziamo, innanzitutto, dalla legge : la norma di riferimento è il comma 3 dell’ articolo 15 del dlgs Bersani n. 114 del 1998. Si tratta della riforma del commercio e prevede che i saldi non possano iniziare prima della data stabilita a livello regionale, ma che possano finire quando le amministrazioni lo riterranno opportuno. I veri saldi, poi, come sostiene la medesima legge, possono essere applicati soltanto sui prodotti stagionali e prevedere un abbassamento dei prezzi soltanto in un breve lasso di tempo. Commercianti, poi, sono obbligati a una serie di regole: innanzitutto, occorre che sia indicato il prezzo iniziale del prodotto e la percentuale dello sconto da applicarsi (facoltativa, invece, l’ indicazione del prezzo del prodotto che si ha dopo il ribasso); in secondo luogo, la legge prevede che i prodotti in saldo siano posti all’ interno di aree specifiche del negozio , in maniera tale da non creare confusione nell’ acquirente; poi, c’ è l’ obbligo di applicare cartellini differenti da quelli dei prodotti a prezzo pieno, in maniera tale che il compratore abbia indicazioni non ingannevoli; infine, gli esercenti sono tenuti sempre e comunque ad accettare pagamenti con carta di credito senza applicare alcun sovrapprezzo. Consigli per gli acquisti saldi inverno 2019: come evitare truffe e risparmiare Riportiamo allora i consigli di Codacons e Guardia di finanza per evitare le truffe nei saldi inverno 2019 e provare a risparmiare davvero: Andare per negozi prima dell’ inizio dei saldi e segnarsi i prezzi effettivi dei prodotti di nostro interesse, in maniera tale da effettuare un controllo efficace sulla ‘verità’ dei saldi Controllare sempre il cartellino con il prezzo precedente allo sconto – evitare acquisti che non riportano questa indicazione Sconti che superano il 50% sarebbero sempre da evitarsi: molto spesso, infatti, si tratta di saldi ‘fake’, con i prezzi originari ‘gonfiati’ per mostrare uno sconto superiore I capi di abbigliamento devono avere due etichette, una di composizione e una di manutenzione Saldi inverno 2019: ecco il calendario regione per regione Ecco, infine, il calendario preciso con i saldi inverno 2019 regione per regione: Abruzzo : 5 gennaio-5 marzo Basilicata : 2 gennaio-1 marzo Calabria : 5 gennaio-28 febbraio Campania : 5 gennaio-2 aprile Emilia Romagna : 5 gennaio-5 marzo Friuli Venezia Giulia : 5 gennaio-31 marzo Lazio : 5 gennaio-28 febbraio Liguria : 5 gennaio-18 febbraio Lombardia : 5 gennaio-5 marzo Marche : 5 gennaio-1 marzo Molise : 5 gennaio-5 marzo Piemonte : 5 gennaio-28 febbraio Puglia : 5 gennaio-28 febbraio Sardegna : 5 gennaio-5 marzo Sicilia : 6 gennaio-15 marzo Toscana : 5 gennaio-5 marzo Trentino-Alto Adige : 5 gennaio-16 febbraio Umbria : 5 gennaio-5 marzo Valle D’ Aosta : 3 gennaio-31 marzo Veneto : 5 gennaio-31 marzo Leggete anche: Elettrodomestici, ma quanto mi costate? Quali consumano di più e come risparmiare sulla bolletta .

Yahoo Notizie, 27/12/2018 09:03
Arriva la stangata di Capodanno
nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una ‘stangata’ mediamente pari a 914 euro a famiglia. lo afferma il codacons, che ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe.
Il nuovo anno, spiega quindi l’ associazione, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali decisi dal governo che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del +2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per l’ alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018. Discorso a parte merita il comparto energetico e dei trasporti: gli ultimi mesi del 2018 sono stati caratterizzati dal crollo del petrolio, che avrà effetti benefici sulle tariffe luce e gas per il primo trimestre del 2019. “Ma la festa per i consumatori durerà poco: gli analisti – ricorda il Codacons – concordano su una rapida ascesa delle quotazioni petrolifere nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia) sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) per +67 euro a famiglia”. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi. “La stangata media si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un’ automobile nuova, a causa dell’ Ecotassa varata dal governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su. La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre alla citata Ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”, conclude l’ associazione.

Momento Italia, 27/12/2018 09:03
Arriva la stangata di Capodanno
Nel corso del 2019 gli italiani dovranno mettere in conto una ‘stangata’ mediamente pari a 914 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato il consueto studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe.

Yahoo Notizie, 27/12/2018 08:32
Roma, città nel degrado. Codacons all’ Unesco: “Così non è più Patrimonio dell’ umanità”
Buche, sosta selvaggia, immondizia, sterpaglie. Passeggiare per Roma sta diventando un’ avventura, sia in centro che in periferia. E si moltiplicano le manifestazioni di insofferenza allo stato in cui versa la città eterna. Il Codacons arriva a chiedere all’ Unesco di sospendere il riconoscimento ‘Patrimonio Mondiale dell’ Umanità’ al centro storico, dopo l’ ultimo reportage del New York Times dal titolo ‘Roma in Rovina’. E torna a invocare le dimissioni della sindaca, Virginia Raggi, alla luce di una situazione di “sfacelo ormai assoluta ed evidente a tutti”. Il reportage segue il Militant, che nella notte di Natale ha raccattato sacchi di immondizia non raccolta dalle strade delle periferie per portarli sotto l’ albero di Natale di piazza Venezia, con uno striscione: ‘Natale a 5 Stelle, uno vale uno, ma la monnezza in periferia non la raccoglie nessuno’. Un video postato sul profilo Facebook del collettivo mostra l’ operazione dall’ inizio alla fine. “Da mesi Roma è sommersa dai rifiuti – si legge sul profilo di Militant – e, soprattutto in periferia, quella che doveva essere la Giunta del cambiamento per il momento ha prodotto solo abbandono, ‘monnezza’ e disoccupazione. Per queste ragioni questa mattina abbiamo voluto restituire alla sindaca un pò dei suoi ‘regali'”. Secondo il Codacons, il “grave stato di degrado” in cui versa la città, “sommersa da rifiuti e in condizioni di incuria e abbandono intollerabili”, basterebbe a far venire meno i presupposti per l`inserimento nell’ elenco dei siti protetti dall`Unesco, come stabilito dalle linee guida della Convenzione del patrimonio mondiale che prevede un monitoraggio dei requisiti nel tempo e la possibilità di sospendere il riconoscimento nel caso in cui i requisiti vengano meno. La sospensione dovrebbe quindi essere ‘condizionata’ e interrotta non appena la città verrà “riportata a livelli di cura e di civiltà accettabili”. “Non si può più tacere riguardo la grave situazione di degrado in cui versa Roma, che rende invivibile la città – dichiara il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo a gran voce le dimissioni di Virginia Raggi e la sospensione del riconoscimento Unesco, almeno finché i principali fattori di degrado della Capitale non saranno stati affrontati e risolti”.
maria elena ribezzo

Il Cittadino, 27/12/2018 05:40
il presidente «no al riconoscimento unesco»
Codacons attacca Roma «Situazione di degrado»
Il Codacons ha chiesto di sospendere il riconoscimento “Patrimonio Mondiale dell`Umanità” al centro storico della Capitale, dopo che l’ ultimo reportage del New York Times ha messo in luce una volta di più lo stato disastroso in cui versa la Città Eterna, ed è tornato a invocare le dimissioni della sindaca Raggi alla luce di una situazione di sfacelo ormai assoluta ed evidente a tutti – cittadini romani e non. «Roma è effettivamente “in rovina” – si legge in una nota -, come denuncia il giornalista Jason Horowitz: proprio il grave stato di degrado in cui versa la città, sommersa da rifiuti e in condizioni di incuria e abbandono intollerabili, fa venire meno i presupposti per l’ inserimento nell’ elenco dei siti protetti dall`Unesco, così come stabilito dalle stesse linee guida della Convenzione del patrimonio mondiale che prevede un monitoraggio dei requisiti nel tempo e la possibilità di sospendere il riconoscimento nel caso in cui gli stessi requisiti vengano meno. La sospensione dovrebbe quindi essere “condizionata” e interrotta non appena la città verrà riportata a livelli di cura e di civiltà accettabili». n.

Cronache di Salerno, 27/12/2018 05:30
Il pendaglio nei cieli del Diano vola a Bruxelles
Nuovi sviluppi in merito ai dati accolti raccolti dall’ elicottero con il “pendaglio” che si aggirava nei cieli del Vallo di Diano nell’ estate del 2014 vengono resi noti dal responsabile Codacons Vallo di Diano, Roberto De Luca attraverso una nota stampa. “I dati, scrive De Luca, non si possono divulgare. Infatti, i risultati (non completi) a noi inviati dall’ Arpac ricadono sotto la dicitura “documenti riservati” di cui “è vietata la diffusione o la copia dei contenuti, anche in modo parziale senza autorizzazione”. Il Codacons il 28 ottobre ha inoltrato una richiesta di accesso agli atti, alle Istituzioni indicate quali detentrici dei dati. “In data 22 dicembre, quasi due mesi dopo l’ invio della nostra Pec, si legge nel comunicato, riceviamo risposta dall’ Arpac che invia, tramite Pec, dei file che sono “documenti riservati” di cui “è vietata la diffusione o la copia dei contenuti, anche in modo parziale senza autorizzazione”. Pur tuttavia, abbiamo notato che la documentazione a noi spedita non è completa, perché, a differenza di quanto indicato nella nostra missiva del 23 ottobre, in cui si formulava opportunamente la richiesta limitatamente ai quindici Comuni del comprensorio del Vallo di Diano, a noi pervenivano dati solo per sei Comuni, con totale mancato inoltro dei dati rilevati per gli altri nove Comuni del comprensorio”. Per questo il Codacons Vallo di Diano, nella giornata di ieri ha inviato all’ Arpac, al Ministero dell’ Ambiente e al Comando Carabinieri Tutela Ambiente una nuova richiesta di accesso agli atti, la richiesta di ulteriori misure da effettuarsi a terra e una richiesta “di autorizzazione alla divulgazione alla stampa libera dei dati di pubblica utilità e di vitale importanza per la salute del cittadino”. “Abbiamo inoltrato, termina il responsabile della sede Condacons Vallo di Diano, Roberto De Luca, tutta la nostra corrispondenza, tradotta in Inglese, a Bruxelles (Environment Directorate -General of the European Commission). Concludiamo con un appello ai Sindaci del Vallo di Diano di effettuare, così come noi abbiamo fatto, una richiesta dei dati in possesso dell’ Arpac e di valutare se siano necessari ulteriori controlli, rispetto a quanto rilevato dal geo-radar nell’ estate del 2014. Dopotutto sono trascorsi “solo” quattro anni.

Corriere del Veneto, 27/12/2018 05:06
Imprese, atenei, no profit e artigiani Quei «no» veneti alla manovra
insorge il mondo del volontariato: «con l’ ires raddoppiato sul terzo settore attività a rischio»
Venezia Non sono bastati il salvataggio delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e l’ allargamento del regime forfettario a professionisti e partite Iva fino a 100 mila euro, pure graditi ad esempio agli artigiani. Il Veneto degli imprenditori, da mesi sul piede di guerra, conferma i dubbi della vigilia e, testo della manovra alla mano, quello definitivo già passato a Palazzo Madama, boccia la legge di bilancio che fra oggi e domani dovrebbe incassare il «sì» definitivo a Montecitorio. La fatidica goccia, poi, è stata l’ inattesa cancellazione dell’ Ires al 50% per il Terzo Settore. Una misura vissuta come un affronto dal Veneto patria nobile del volontariato. A motivare una bocciatura generalizzata della «manovra del cambiamento», però, è l’ assenza di una politica di sviluppo di medio-lungo termine. Su tutto, a pesare è stato il destino del maxi fondo per gli investimenti da 9 miliardi in tre anni che si è trasformato in un bonsai da 3,6 miliardi nel triennio. Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto allarga le braccia: «È triste vedere un’ Italia che si accontenta di scongiurare per un pelo il rischio di infrazione europea. Anche sorvolando sul mancato passaggio in commissione, restano tutti i dubbi messi sul tavolo anche da Confindustria nei mesi scorsi. Non starò a ripercorrere il cahier de doléances, dai super ammortamenti allo sforamento non per investimenti bensì per azioni assistenzialiste, dico solo che non possiamo permetterci una manovra che non sia totalmente propulsiva. Per essere chiari – conclude Zoppas – dobbiamo puntare a una crescita del 3% del Pil. Come si può fare? Non come lo stiamo facendo oggi. Con questa manovra abbiamo molti denari investiti in voci non produttive. E quindi controproducenti». Parla di un «minestrone» Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto: «La sensazione fra le imprese è che per accontentare tutti non si accontenta nessuno. Quota 100 piace ma con le indicizzazioni si perderà parte della propria pensione, il reddito di cittadinanza è passato ma arriverà a 450 mila persone dati i paletti sempre più vincolanti, si vogliono rilanciare i consumi interni ma in manovra si limitano gli investimenti. Insomma, i “ma” sono tanti. Attendiamo l’ autonomia, unica àncora di salvezza per il Veneto». Bilanci severi. Eppure, dalla pace fiscale all’ abbassamento dell’ Ires dal 24 al 15%, qualcosa di positivo c’ è, anche secondo il quadro di aspettative del tessuto imprenditoriale. «Una rondine non fa primavera – chiude Pozza – e mi chiedo, per arrivare a questo fritto misto, quanto ci abbiamo rimesso, si veda lo spread». Manovra cassata di netto, quindi, dagli imprenditori. Bollata come «ipoteca sul futuro» da Confartigianato. Il presidente, Agostino Bonomo, rileva una serie di elementi positivi che non bastano, però, a esprimere un giudizio positivo. «Il pressing di Confartigianato vale comunque almeno 135 milioni di euro di minori oneri, tasse e burocrazia per le piccole imprese Venete, deducibilità Imu, riduzione tariffe Inail, regime forfettario innalzato e abolizione Sistri – analizza Bonomo – elementi positivi ma è una manovra che al tempo stesso ci proietta in uno scenario alquanto preoccupante. Le clausole di salvaguardia, ovvero gli aumenti automatici delle imposte a garanzia della tenuta dei conti pubblici, i minori investimenti e la possibilità di aumento della tassazione locale, minano il futuro del Sistema Italia». Non piacciono il quasi raddoppio delle clausole di salvaguardia (21,5 miliardi in più per il biennio 2020-2021) che si è reso necessario per coprire provvedimenti giudicati «più assistenziali che di sviluppo». I punti di frizione, insomma, restano. «Ci allarma il messaggio che arriva di smobilitazione in campo degli investimenti ed in particolare nelle infrastrutture» conclude il barricadero presidente di Confartigianato. Se la differenza di vedute fra tessuto produttivo e governo era ampiamente annunciata, la vera doccia fredda in legge di Bilancio riguarda il Terzo Settore, il volontariato in cui, storicamente, il Veneto eccelle. «Se lo sono inventati nottetempo?», si chiede sbigottito Paolo Alfier, della segreteria regionale del Forum del Terzo Settore. «Negli ultimi mesi il dialogo con il governo era ben indirizzato e invece…». E, invece, nel maxi emendamento votato al Senato si è cancellata con un tratto di penna la riduzione al 50% dell’ Ires per il no profit, norma ufficializzata nel 1953 e confermata nel ’73. Vale a dire che, se il 50% del no profit italiano vale 118 milioni di euro, il Veneto che pesa per circa il 20% dovrà staccare un assegno da 23,6 milioni di euro. Pochi, si dirà, nel rutilante novero dei miliardi in manovra ma fondamentali per la sopravvivenza di associazioni d’ aiuto a disabili, sostegno agli anziani, cooperative che facilitano l’ integrazione e così via. «Senza contare che il volontariato veneto è già in bilico a causa dei finanziamenti sempre più a rischio da parte delle fondazioni bancarie» conclude Alfier. «Così si colpisce il fiore all’ occhiello del “capitale sociale” del Veneto» commenta Franco Conte del Codacons. Attacco frontale per le scelte del governo anche da parte degli atenei. Dopo il j’ accuse del rettore di Padova, Rosario Rizzuto, anche Ca’ Foscari protesta. Un tweet del rettore Michele Bugliesi, nei giorni scorsi, ha fatto il giro del : «Assunzioni a tempo indeterminato bloccate fino al 15 novembre 2019. Il decreto Dignità doveva contrastare la precarietà. Non per i ricercatori e il personale universitario, evidentemente. Loro possono aspettare e sperare . Nella pensione quota 100 o nel reddito di cittadinanza?». Bugliesi abbandona il tono mite che lo contraddistingue per dire che «se il messaggio che diamo al mondo è di un Paese che taglia sull’ università, si commenta da solo. Si tratta di misure intempestive, ingenerose e umilianti sul piano internazionale».
martina zambon

Avvenire, 27/12/2018 04:50
Banche, salgono i rimborsi per i risparmiatori. Ma si teme il verdetto Ue
A 100.000 EURO IL LIMITE FISSATO PER IL RISARCIMENTO Roma «Sicuramente la norma va incontro ai risparmiatori. Ci auguriamo però che sia stata scritta con la certezza di non subire un no dall’ Ue: il nostro timore è che abolire le commissioni arbitrali porti dritti dritti alla procedura di infrazione e quindi al blocco di almeno un anno dei ristori». Queste le considerazioni di Letizia Giorgianni, presidente dell’ Associazione vittime del ‘Salvabanche’, dopo l’ approvazione della nuova misura contenuta nel maxiemendamento della legge di Bilancio. I risparmiatori truffati coinvolti nelle liquidazioni bancarie degli ultimi anni ( Vicenza, Veneto Banca, Etruria, Banca Marche, Cari-Ferrara e CariChieti), infatti, potranno ora rivolgersi direttamente al ministero dell’ Economia per ottenere il rimborso: fino al 30% per gli azionisti, fino al 95% per gli obbligazionisti subordinati. Il Fondo di indennizzo risparmiatori ha una dote di 525 milioni di euro l’ anno nel triennio (1,5 miliardi di euro dal 2019 al 2021). A valutare le domanda sarà una commissione di nove tecnici, senza il passaggio dall’ arbitro finanziario per verificare l’ eventuale vendita fraudolenta dei titoli. In generale, la priorità verrà data ai risparmiatori con un Isee inferiore a 35mila euro. «I risparmiatori truffati vengono traditi una seconda volta dalla manovra del governo», denuncia invece il Codacons. «La manovra introduce due paletti inaccettabili: il 30% di rimborso per un massimo di 100mila euro a risparmiatore – afferma l’ associazione -. Questo governo ha tradito i risparmiatori e le promesse fatte e riprese nel contratto di governo: aveva assicurato infatti il risarcimento totale e la priorità tra gli impegni di governo. Il dato drammatico resta che il ristoro sarà mediamente corrisposto tra un paio d’ anni. Oltre al danno, la beffa. Ora portiamo a casa l’ elemosina che ci passa questa legge di Bilancio – conclude il Codacons -, ma l’ obiettivo del ristoro al 100% dell’ ingiusto danno subito dai piccoli investitori resta al centro del nostro impegno». Di tutt’ altra opinione il vicepremier Luigi Di Maio: «I cittadini che hanno perso i loro risparmi in seguito ai fallimenti degli istituti di credito sono stati truffati da una politica che, invece di essere amica dei risparmiatori, è stata amica dei banchieri per troppi anni e questa storia deve finire. Tutti avranno un indennizzo e non dovranno fare l’ arbitrato, compresi i risparmiatori di Banca Etruria. Semplicemente accederanno al fondo e si prenderanno l’ indennizzo». Tuttavia Luigi Marattin, deputato ferrarese e capogruppo Pd alla commissione Bilancio, solleva dubbi su una «possibile forma di ambiguità interpretativa » contenuta nella nuova norma. Entro 30 giorni dall’ approvazione della legge di Bilancio, un decreto del Tesoro dovrà definire le modalità di presentazione delle domande di indennizzo, che andranno indirizzate direttamente al ministero entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto stesso. RIPRODUZIONE RISERVATA Timori delle vittime del ‘Salvabanche’ e di Codacons. Ma il vicepremier Di Maio rassicura Bruxelles potrebbe valutarli ‘aiuti di Stato’
maurizio carucci

La Repubblica, 27/12/2018 04:42
i quartieri
Prati, class action contro i disservizi ” Ridateci la TaRi” Roghi in periferia
Da Tor Sapienza a Capannelle cassonetti a fuoco Codacons e comitati pronti alle azioni legali “A gennaio chiederemo i primi risarcimenti” Le class action di un gruppo di cittadini riuniti nel comitato Prati in azione e la class action di Codacons. A gennaio Ama si ritroverà di fronte a queste due beghe, non da poco. Visto anche che un romano ha già vinto un ricorso di fronte alla commissione tributaria provinciale per ottenere rimborso della tassa Ama a fronte « del documentato disservizio » ottenendo «una riduzione della tariffa dovuta al 50%», diventando un importante precedente. « Abbiamo lanciato questa class action sulla nostra pagina Facebook, stiamo per concludere le adesioni», racconta la fondatrice del gruppo Prati in azione Daniela Brignone. «Il 7 gennaio sarà finita la raccolta di queste diffide, e poi passeremo alla causa vera e propria. A settembre c’ era già emergenza, ma non così vistosa come in questi ultimi giorni. Il disservizio, negli ultimi due anni, è in costante aumento: d’ altra parte il capoarea Ama del nostro quadrante ci ha spiegato che se fino a due, tre anni fa aveva 240 persone, adesso ne ha 70. Tra permessi, malattie e 104 può contare su 40, da concentrare sullo svuotamento cassonetti, pulizia area vaticana, o nella zona stadio quando ci sono eventi. La pulizia strade? » continua Brignone. « Soltanto un sogno lontano: ormai da almeno tre anni non esiste più». Intanto in giro per Roma la situazione è più che desolante, con le vie invase dai rifiuti, cassonetti stracolmi e in alcuni casi bruciati, nonostante la task force dell’ Ama con oltre 2.000 lavoratori impegnati a rassettare le vie capitoline in occasione dei festeggiamenti. Alcuni cassonetti, appunto, hanno preso fuoco: un po’ troppi per pensare soltanto a una casualità, ma questo verrà poi appurato dalle autorità competenti. Nel pomeriggio del 25, per esempio, c’ è stato un rogo di rifiuti e cassonetti in via Raffaele Costi, a Tor Sapienza. Poche ore dopo, vigili del Fuoco e carabinieri della stazione Prati sono intervenuti prima in via Ottaviano e poi in via Germanico per due secchioni in fiamme, mentre altri pompieri lavoravano tra via Acaia e piazza dell’ Alberone, dove del fumo fuoriusciva da un cassonetto. Non c’ è stato nulla da fare per tre in via Lungro e in via Lucrezia Romana a Capannelle, dove è anche stata danneggiata un’ auto in sosta. Secchioni in fiamme anche in tarda serata in via Bengasi e in via del Grando, in zona Palmiro Togliatti. Bidoni inceneriti anche a Primavalle, a Ottavia e a Monteverde, in via Palasciano. Il tutto, senza contare le fiamme a una discarica abusiva a due passi da Roma, ancora nel giorno di Natale: è accaduto intorno al Passo della Sentinella, a ridosso di Fiumara Grande, ma grazie all’ intervento dei vigili del Fuoco ( sul posto anche la polizia locale di Fiumicino) il rogo di rifiuti accatastati è stato controllato e domato. Per quanto riguarda le strade sporche, Portuense, Marconi, Bravetta, Monte Mario, piazza Bologna, Trieste- Salario sono tra le zone più colpite. In piazza Trento, in via Maes e via Volsinio ( Trieste), i sacchetti hanno invaso anche i marciapiedi e non si contano scatoloni dei corrieri abbandonati in terra. In via della Consolata ( Bravetta), all’ incrocio con via degli Estensi, si deve camminare in strada per evitare i rifiuti, tra cui delle ante di un armadio. Via Fuggetta ( Villa Bonelli) e via dell’ Imbrecciato ( Portuense) sono uno scempio, mentre alcuni punti di via Oderisi da Gubbio e via Fermi ( Marconi) sono ormai un manto di sacchetti. Intorno a piazza Bologna non si sa più dove buttar l’ immondizia, come anche a Vigna Clara. Ma pieni di scatoloni sono anche i secchioni tra via Veneto e corso d’ Italia, una zona centrale e particolarmente ricca di hotel, e quelli di via Gregorio VII e dintorni, a due passi dalla Basilica di San Pietro. © RIPRODUZIONE RISERVATA Situazione critica in molti quartieri: Portuense, Marconi San Pietro l’ accumulo di spazzatura è fuori controllo.
rory cappelli valentina lupia

La Sicilia (ed. Caltanissetta), 27/12/2018 04:31
Il Codacons chiede di vietare i “botti”
Basta con i fuochi d’ artificio di fine anno. E’ quello che chiede Francesco Tanasi segretario nazionale Codacons ai sindaci che hanno il potere, con un’ ordinanza, di vietarli. Tanasi nel chiedere anche l’ intervento del Ministro dell’ Interno ricorda che già sono diverse le città che hanno accolto la richiesta del Codacons vietando i botti. Non si tratta, infatti, solo di una primitiva e pericolosa usanza, che ogni anno provoca centinaia di feriti, anche gravi, ma anche di una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani ed animali. E’ bene precisare – continua Tanasi- che sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’ artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili.

Corriere dell’Umbria, 27/12/2018 03:41
cassonetti colmi, spazzatura ovunque e in alcune zone puzza nauseabonda fino ai primi piani dei palazzi
Roma ormai in piena emergenza rifiuti
ROMA Cassonetti strabordanti e cumuli di immondizia a terra tra scatoloni di giocattoli e resti di cibo del cenone. Scene di ordinario degrado per i romani ormai abituati a vedere le strade della Capitale invase dai rifiuti e a fare lo slalom tra i sacchetti depositati a terra davanti ai bidoni colmi fino all’ inverosimile, dal Nord al Sud della città. Un’ emergenza già grave su cui pesa in questi giorni, oltre alla chiusura del Tmb Salario, il picco della produzione dei rifiuti che si registra ogni anno nel periodo di Natale. “Due giorni di schifo totale” dice all’ agenzia Adnkronos una signora residente in zona Ponte Lungo, sulla via Appia. “Il 24 e il 25 i cassonetti erano così pieni che i sacchetti di spazzatura potevi solo lasciarli per terra – racconta – Questa mattina (ieri, ndr) finalmente sono passati a svuotare i contenitori dell’ immondizia”. Da Casal Bruciato a San Giovanni però, a macchia di leopardo, in alcune zone la situazione non ä ancora tornata alla normalità. I cassonetti dell’ indifferenziata sono stati svuotati ma molti raccoglitori della carta sono ancora stracolmi delle confezioni dei regali di Natale e ai lati ci sono buste di rifiuti. Critica la situazione in via Filippo Meda, a Monti Tiburtini, dove il puzzo nauseabondo della spazzatura in strada sale fino ai primi piani dei palazzi. Intanto il Codacons chiede di sospendere il riconoscimento “Patrimonio Mondiale dell’ Umanità” al centro storico della Capitale, dopo che l’ ultimo reportage del New York Times ha messo in luce una volta di più lo stato disastroso in cui versa la Città Eterna, e torna a invocare le dimissioni della sindaca Raggi alla luce di una situazione di sfacelo ormai assoluta ed evidente a tutti – cittadini romani e non. (Segue). “Roma ä effettivamente in rovina – si legge in una nota – come denuncia il giornalista Jason Horowitz: proprio il grave stato di degrado in cui versa la città, sommersa da rifiuti e in condizioni di incuria e abbandono intollerabi li, fa venire meno i presupposti per l’ inserimento nell’ elenco dei siti protetti dall’ Unesco, così come stabilito dalle stesse linee guida della Convenzione del patrimonio mondiale che prevede un monitoraggio dei requisiti nel tempo e la possibilità di sospendere il riconoscimento nel caso in cui gli stessi requisiti vengano meno. La sospensione dovrebbe quindi essere condizionata e interrotta non appena la città verrà riportata a livelli di cura e di civiltà accettabili”. “Non si pub più tacere riguardo la grave situazione di degrado in cui versa Roma, che rende invivibile la città – dichiara il Presidente Carlo Rienzi Per questo chiediamo a gran voce le dimissioni di Virginia Raggi e la sospensione del riconoscimento Unesco, almeno finché i principali fattori di degrado della Capitale non saranno stati affrontati e risolti”.

La Nuova Sardegna (ed. Oristano), 27/12/2018 03:34
bosa
Nuovi dubbi sui progetti di Abbanoa
il “comitato acqua bene comune” pone una serie di interrogativi
BOSA L’ emergenza idrica dei giorni scorsi alimenta ancora paure e strascichi di polemica nella città del Temo. Questa volta ad intervenire, dopo l’ annuncio del Psd’ Az di voler mettere tutto nelle mani del Codacons, è il Comitato acqua bene comune Planargia Montiferru, che non disdegna anche una bacchettata all’ amministrazione civica. «ll Comitato si unisce alla protesta della città di Bosa e del suo sindaco per il notevole ritardo accumulato da Abbanoa sull’ inizio dei lavori di ristrutturazione della rete idrica da Barasumene a Bosa», scrive il portavoce Riccardo Chiozzi. Si chiedono lumi sul motivo del mancato avvio delle opere promesse: «Alla luce delle reiterate dichiarazioni che la Regione avesse già stanziato i fondi e il Savi dato parere favorevole».Interventi quelli sul serpentone che alimenta la costa centro occidentale dell’ isola che – malgrado le riserve sul metodo del “relining” scelto per il tratto fra Barasumene e Monte Crispu – il Comitato acqua bene comune ritiene «non possano essere ancora procrastinati».Abbanoa nei giorni scorsi ha confermato gli impegni, con cantiere per la sostituzione di una parte di tubatura fra Monte Crispu e Bosa attivo a marzo 2018, mentre per quello tra Barasumene e Monte Crispu si prospetta l’ avvio a settembre. C’ è poi un’ altra questione aperta per Riccardo Chiozzi: quella del materiale di cui è costituito il condotto, il cemento-amianto «che crea non poche apprensioni: che fine fanno i cocci e le parti della tubatura rovinate? È stata fatta una stima del danno ecologico per l’ ambiente e la salute dei cittadini? Sono state eseguite analisi specifiche sulla eventuale presenza di fibre di amianto nell’ acqua portata a Bosa, specialmente in seguito a rotture e riparazioni?».Per le emergenze invece si suggerisce la soluzione delle sorgenti di Scano Montiferro «e analoghe fonti minori». Ma questo argomento porta anche ad una stoccata del Comitato al Comune di Bosa: «Gli amministratori non hanno fatto nulla in tal senso delegando alle scelte del gestore». (al.fa.)

Il Mattino di Padova, 27/12/2018 03:31
Allarme Codacons sul risarcimento dei risparmiatori «È nel radar Ue»
conte: bruxelles potrebbe giudicare il fondo un aiuto di stato gli europarlamentari bizzotto e zanonato: «nessun rischio»
Filippo Tosattovenezia. Tra fibrillazioni e polemiche, il Governo ha rimodulato in più parti la manovra economica, introducendo la chance del rimborso diretto ai risparmiatori coinvolti nel dissesto delle banche, popolari venete in primis; il fondo attivato (1, 975 miliardi spalmati nel triennio 2019-202) prevede ristori fino al 30% agli azionisti e al 95% agli obbligazionisti subordinati con precedenza ai redditi Isee inferiori ai 35 mila euro. Ora la platea dei correntisti – 300 mila i potenziali su base nazionale, nella realtà assai meno – potrà presentare richiesta di risarcimento direttamente al ministero dell’ Economia (senza più il vaglio di un collegio arbitrale Consob) entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto che istituirà la commissione dei 9 “saggi” incaricati dal Mef di esaminare le domande. Ma un’ altra nube spunta all’ orizzonte. prove del “misselling”«C’ è il pericolo che l’ Unione europea impugni questa procedura giudicandola un indebito aiuto di Stato», afferma l’ avvocato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto «ciò perché l’ esecutivo, sostanzialmente, ha esteso la legge fallimentare all’ intero ventaglio dei danneggiati, incluse le srl, riconoscendo loro in toto il ruolo di creditori. Un automatismo che aggira il nesso di causalità. Mi spiego meglio: la giurisprudenza riguardante il misselling, cioè la vendita fraudolenta di titoli, esige che si accerti la connessione tra prodotto finanziario “bacato” e profilo inadeguato del cliente; un conto è piazzare azioni altamente rischiose ad un anziano pensionato con licenza media, altra cosa è venderli ad un professionista laureato di giovane età. Insomma, occorre distinguere caso per caso, invece qui si procede a pioggia, perciò non escluderei la procedura d’ infrazione da parte di Bruxelles». lega : gesto doveroso Ma esiste davvero questo rischio?«No di certo, abbiamo sollevato più volte in aula la questione dei risparmiatori truffati e nessuna obiezione del genere è stata avanzata, neppure da parte dalla Bce che ho interpellato sulle responsabilità di questo disastro», è la replica Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega «il ristoro pubblico dei risparmiatori veneti è sacrosanto perché è evidente e comprovato il danno causato loro dalla mancata vigilanza di Banca d’ Italia e Consob a fonte di ripetuti e gravissimi comportamenti illeciti».leu: misura di sostegnoConvinzioni analoghe, pur da un versante politico opposto, le manifesta Flavio Zanonato, deputato europeo di Liberi e Uguali: «Il caso va eventualmente approfondito ma non credo che l’ azione di ristoro possa essere considerato un aiuto di Stato né finora è mai stato sollevato un dubbio del genere. Principalmente perché non si tratta di un aiuto ad un impresa che opera sul mercato e si espone al rischio d’ investimento. Le banche sono già fallite, e mi risulta che non ci siano più fondi, quindi si tratta di una misura di sostegno e di emergenza rivolta ai risparmiatori». quei conti dormienti…Tant’ è. Se gli europarlamentari nostrani escludere ostacoli,, anche l’ entità e la tempistica del provvedimento suscitano valutazioni contrastanti. «Il Vajont bancario veneto risale al 2014 e i soccorsi, se va bene, inizieranno nel gennaio 2020 per concludersi nel 2021, ben sette anni dopo», si accalora Conte «io credo che i risparmiatori, intrappolati e spogliati dai criminali di Popolare Vicenza e Veneto Banca, siano stati traditi una seconda volta dal Governo che a fronte di 1800 milioni di “conti dormienti” al Mef, ne ha già impegnati 1300 per altre finalità». miatello È soddisfattoDi tutt’ altro avviso Patrizio Miatello dell’ associazione di tutela “Ezzelino III”: «La legge di bilancio ha finalmente accolto le nostre sollecitazioni, prevedendo una corsia specifica peri risparmiatori in disagio e la massima semplificazione di accesso senza più l’ onere di un arbitro»; «Non è tutto: in base alle verifiche periodiche sull’ utilizzo del fondo c’ è la possibilità che la percentuale venga incrementata ed anche le microimprese potranno ricevere il 30%: sono migliaia, con centinaia di migliaia di dipendenti e questa misura le aiuterà a salvarsi proponendo transazioni o concordati. Il testo attuale, secondo i nostri legali, esclude ogni rischio di blocco da parte dell’ Europa». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Tribuna di Treviso, 27/12/2018 03:31
Allarme Codacons sul risarcimento dei risparmiatori «È nel radar Ue»
conte: bruxelles potrebbe giudicare il fondo un aiuto di stato gli europarlamentari bizzotto e zanonato: «nessun rischio»
Filippo Tosattovenezia. Tra fibrillazioni e polemiche, il Governo ha rimodulato in più parti la manovra economica, introducendo la chance del rimborso diretto ai risparmiatori coinvolti nel dissesto delle banche, popolari venete in primis; il fondo attivato (1, 975 miliardi spalmati nel triennio 2019-202) prevede ristori fino al 30% agli azionisti e al 95% agli obbligazionisti subordinati con precedenza ai redditi Isee inferiori ai 35 mila euro. Ora la platea dei correntisti – 300 mila i potenziali su base nazionale, nella realtà assai meno – potrà presentare richiesta di risarcimento direttamente al ministero dell’ Economia (senza più il vaglio di un collegio arbitrale Consob) entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto che istituirà la commissione dei 9 “saggi” incaricati dal Mef di esaminare le domande. Ma un’ altra nube spunta all’ orizzonte. prove del “misselling”«C’ è il pericolo che l’ Unione europea impugni questa procedura giudicandola un indebito aiuto di Stato», afferma l’ avvocato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto «ciò perché l’ esecutivo, sostanzialmente, ha esteso la legge fallimentare all’ intero ventaglio dei danneggiati, incluse le srl, riconoscendo loro in toto il ruolo di creditori. Un automatismo che aggira il nesso di causalità. Mi spiego meglio: la giurisprudenza riguardante il misselling, cioè la vendita fraudolenta di titoli, esige che si accerti la connessione tra prodotto finanziario “bacato” e profilo inadeguato del cliente; un conto è piazzare azioni altamente rischiose ad un anziano pensionato con licenza media, altra cosa è venderli ad un professionista laureato di giovane età. Insomma, occorre distinguere caso per caso, invece qui si procede a pioggia, perciò non escluderei la procedura d’ infrazione da parte di Bruxelles». lega : gesto doveroso Ma esiste davvero questo rischio?«No di certo, abbiamo sollevato più volte in aula la questione dei risparmiatori truffati e nessuna obiezione del genere è stata avanzata, neppure da parte dalla Bce che ho interpellato sulle responsabilità di questo disastro», è la replica Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega «il ristoro pubblico dei risparmiatori veneti è sacrosanto perché è evidente e comprovato il danno causato loro dalla mancata vigilanza di Banca d’ Italia e Consob a fonte di ripetuti e gravissimi comportamenti illeciti».leu: misura di sostegnoConvinzioni analoghe, pur da un versante politico opposto, le manifesta Flavio Zanonato, deputato europeo di Liberi e Uguali: «Il caso va eventualmente approfondito ma non credo che l’ azione di ristoro possa essere considerato un aiuto di Stato né finora è mai stato sollevato un dubbio del genere. Principalmente perché non si tratta di un aiuto ad un impresa che opera sul mercato e si espone al rischio d’ investimento. Le banche sono già fallite, e mi risulta che non ci siano più fondi, quindi si tratta di una misura di sostegno e di emergenza rivolta ai risparmiatori». quei conti dormienti…Tant’ è. Se gli europarlamentari nostrani escludere ostacoli,, anche l’ entità e la tempistica del provvedimento suscitano valutazioni contrastanti. «Il Vajont bancario veneto risale al 2014 e i soccorsi, se va bene, inizieranno nel gennaio 2020 per concludersi nel 2021, ben sette anni dopo», si accalora Conte «io credo che i risparmiatori, intrappolati e spogliati dai criminali di Popolare Vicenza e Veneto Banca, siano stati traditi una seconda volta dal Governo che a fronte di 1800 milioni di “conti dormienti” al Mef, ne ha già impegnati 1300 per altre finalità». miatello È soddisfattoDi tutt’ altro avviso Patrizio Miatello dell’ associazione di tutela “Ezzelino III”: «La legge di bilancio ha finalmente accolto le nostre sollecitazioni, prevedendo una corsia specifica peri risparmiatori in disagio e la massima semplificazione di accesso senza più l’ onere di un arbitro»; «Non è tutto: in base alle verifiche periodiche sull’ utilizzo del fondo c’ è la possibilità che la percentuale venga incrementata ed anche le microimprese potranno ricevere il 30%: sono migliaia, con centinaia di migliaia di dipendenti e questa misura le aiuterà a salvarsi proponendo transazioni o concordati. Il testo attuale, secondo i nostri legali, esclude ogni rischio di blocco da parte dell’ Europa». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Nuova Ferrara, 27/12/2018 03:31
Due infortuni mortali
tragica caduta da un’ impalcatura a comacchio. schiacciato dal braccio della gru a bosco mesola dentista di cento evade 630mila euro. la statua dell’ ariosto calata a terra per il restauro
1 NOVEMBRE. Cinquanta cavalli abbandonati nelle Valli di Ostellato senza cibo né acqua, scatta laprotesta animalista. Parte la campagna dei vaccini antinfluenzali, ma l’ Asl di Ferrara ammonisce: adesione bassa. Ciclabile pericolosa a Bondeno, il Comune decide la chiusura.2 NOVEMBRE. Obbligazionisti Carife, gli arbitrati dovrebbero concludersi a primavera. Rissa a colpi di catene fuori dalla discoteca. 3 NOVEMBRE. Un ferrarese di 41 anni nei guai per aver dato in affitto a Rom delle auto per i furti. La piena del Po si allarga alle golene. Protesta delle vittime ferraresi del Salvabanche contro il nuovo Governo.4 NOVEMBRE. Paolo Miserazzi, 59 anni, di Molinella, muore in un incidente stradale a Ospital Monacale. Brutta Spal battuta all’ Olimpico di Roma 4-1 dalla Lazio. Celebrazioni a cent’ anni dalla fine della prima guerra mondiale. 5 NOVEMBRE. Maltempo, il bondenese colpito da allagamenti e smottamenti. Fieno e mele per i cavalli abbandonati nel Mezzano. 6 NOVEMBRE. Il gruppo Italtom compra Ferrara Food. Picchiata per due anni dal marito che voleva si convertisse ai testimoni di Geova. 7 NOVEMBRE. Tragico infortunio sul lavoro per un operaio a Comacchio che cade da un’ impalcatura, muore Pier Claudio Mangherini, 36 anni. Gli azzerati ancora a Roma: servono 14 miliardi. 8 NOVEMBRE. Dentista centese evade il fisco per 630mila euro, scoperto dalla Finanza. Dietrofront di Clara sui sacchi a pagamenti. Sempre più furti per necessità.9 NOVEMBRE. Stangata sui malati cronici, il primo mese di assistenza dopo le dimissioni diventa a pagamento. Fuga dopo l’ incidente nei guai un pensionato ferrarese. Altra spaccato a Cento, preso di mira il centro anziani.10 NOVEMBRE. Schianto mortale a San Giorgio di Piano, due giovani 19enni, Anas Foukahi di Cento e Petro De Matteis di Pieve di Cento, muoiono in un incidente stradale, avevano fatto inversione alla vista del posto di blocco dei carabinieri. In arrivo la piena del Po, sorgono fontanazzi. La Spal getta via la vittoria con il Cagliari: 2-2.11 NOVEMBRE. Vigili del fuoco mettono in sicurezza il campanile di San Gregorio. Festa del Ringraziamento: Coldiretti rilancia sulla qualità dei prodotti. 12 NOVEMBRE. Nuovi lavori al ponte sul Po e il senso unico alternato provoca lunghe code. Fusione Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, arriva il no del ministro Centinaio e dei presidente delle due Province. 13 NOVEMBRE. L’ avvocato Micai al lavoro per far ottenere giustizia alle famiglie di “Veleno”. Ciclista condannata perchè guidava ubriaca. Codacons contro la Prefettura di Ferrara per le troppe deroghe date ai Tir. 14 NOVEMBRE. Nuovi sviluppi nella vicenda giustizia legata all’ omicidio di Willy Branchi nel 1988, chiesti ulteriori test sulle tracce rinvenute sul corpo del ragazzo ucciso a Goro. Cade in una buca e si frattura una scapola, disavventura per una giovane donna ferrarese in via Compagnoni. Nuova polemica natalizia sulla fiera del regalo sul Listone. 15 NOVEMBRE. Finanziamenti all’ edilizia scolastica con i fondi Bei per 8 milioni per le scuole ferraresi. Italia-Inghilterra under 21 finiesce 1-2 allo stadio Mazza di Ferrara davanti a settemila spettatori. Ancora lontano l’ accordo alla Tecopress.16 NOVEMBRE. Disabile segregato dai familiari a Berra, lo abbandonavano in un piccolo edificio: scattano le denunce. Medicinali introvabili l’ odissea dei pazienti. Si cambia la collocazione dei banchi per gli ambulanti di piazza Travaglio. 17 NOVEMBRE. Grattacielo senza lavori e senza finanziamenti, ora l’ agibilità è a rischio. Codigoro in piazza contro la violenza sulle donne, alla presenza di Gessica Notaro. Nuovo furto da Tigotà in via Darsena.18 NOVEMBRE. Trovata un’ auto in golena a Pontelagoscuro, fortunatamente all’ interno non c’ era nessuno, era stata rubata un mese prima a Jolanda di Savoia. Al Grattacielo morosi in difficoltà, c’ è chi deve pagare spese arretrate per 160mila euro. Donna travolta da un’ auto a Lagosanto perché il conducente non aveva tirato il freno a mano.19 NOVEMBRE. Una ragazza di Molinella di 20 anni va a sbattere con l’ auto contro un muro e resta gravemente ferita. La chiesa dei Teatini viene inserita nel piano delle ricostruzioni. Due ragazzi all’ ospedale dopo un incidente a Volania. Condanne confermate ai “fratelli cocaina” di Poggio Renatico. 20 NOVEMBRE. Bambino di 4 anni colpito sulle strisce pedonali da un’ auto in transito che non si è fermata. In seimila alla fiera per sei posti di operatore socio sanitario. . Anziano della Rsa derubato delle fedi: presa una falsa infermiera a Codigoro.21 NOVEMBRE. Tragedia a Bosco Mesola, un camionista di 68 anni, Carlo Panzavolta, di Fusignano, muore schiacciato dal braccio di una gru. Carambola tra auto, cinque feriti a Bondeno. Con otto chili di esplosivo viene demolita la ciminiera dell’ ex inceneritore di via Conchetta. La statua dell’ Ariosto viene portata a terra per il restauro.22 NOVEMBRE. Sgomberate le palazzine ancora incompiute in via Scalambra, denunciati tre abusivi. Cordoglio a Copparo per la morte del commercialista Alfredo Zanella, 44 anni. Pasticcio per i divieti alla riapertura del mercato in piazzale San Giovanni. 23 NOVEMBRE. Assalto al cantiere di via Bologna, macchinari Fer imbrattati e manomessi. Per la corsa a sindaco di Ferrara, si fa avanti l’ assessore Roberta Fusari. 24 NOVEMBRE. La Spal esce sconfitta dallo Juventus Stadium di Torino per 2-0 con reti di Ronaldo e Mandzukic. Acceso l’ albero di Natale in piazza.25 NOVEMBRE. Tragica morte per malore per un ragazzo cinese di 15 anni trovato senza vita nella sua abitazione dal fratellino. La Kastamonu di Pomposa riparte, c’ è l’ ok della Regione. Festa a Pieve di Cento per la chiesa collegiata ritrovata. L’ assessore Aldo Modonesi propone le primarie per scegliere il sindaco Pd e avverte io sono pronto. 26 NOVEMBRE. Guasto al parcheggio Kennedy, code in uscita. Investito da un’ auto mentre stava facendo lezione di guida su una moto in via Messidoro.27 NOVEMBRE. Picchiato e rinchiuso, per cercare fuggire dai ladri si butta da una finestra e si rompe un piede. Donna trovata morta in casa a Copparo, era deceduta da giorni. Muore Valentino Galeotti, sportivo e avvocato, presidente del Panathlon, aveva 91 anni.28 NOVEMBRE. Riciclaggio per 10 milioni di euro, sotto accusa due gioiellieri di Cento. Bimbi non vax in classe costringono i bimbi più fragili a restare a casa. Per il centro sinistra spunta anche una possibile candidatura di Piero Giubelli, presidente dell’ ordine degli avvocati. Tampona un’ auto, due ore dopo muore d’ infarto, è Pietro Casoni, 75 anni.29 NOVEMBRE. Batterio killer in chirurgia per l’ emergenza “chimaera”, scattano i controlli ai pazienti. Grave un postino che con un’ auto è andato a scontrarsi contro un pulmino a Brazzolo. Opere d’ arte contraffatte, tra gli indagati anche Sgarbi.30 NOVEMBRE. Incidente stradale sulla A13, che resta bloccata per tre ore con anche dieci chilometri di coda tra Ferrara e Altedo. All’ Usl e Sant’ Anna a caccia di specialisti, ne mancano 50. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Nuova di Venezia e Mestre, 27/12/2018 03:31
Allarme Codacons sul risarcimento dei risparmiatori «È nel radar Ue»
conte: bruxelles potrebbe giudicare il fondo un aiuto di stato gli europarlamentari bizzotto e zanonato: «nessun rischio»
Filippo Tosattovenezia. Tra fibrillazioni e polemiche, il Governo ha rimodulato in più parti la manovra economica, introducendo la chance del rimborso diretto ai risparmiatori coinvolti nel dissesto delle banche, popolari venete in primis; il fondo attivato (1, 975 miliardi spalmati nel triennio 2019-202) prevede ristori fino al 30% agli azionisti e al 95% agli obbligazionisti subordinati con precedenza ai redditi Isee inferiori ai 35 mila euro. Ora la platea dei correntisti – 300 mila i potenziali su base nazionale, nella realtà assai meno – potrà presentare richiesta di risarcimento direttamente al ministero dell’ Economia (senza più il vaglio di un collegio arbitrale Consob) entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto che istituirà la commissione dei 9 “saggi” incaricati dal Mef di esaminare le domande. Ma un’ altra nube spunta all’ orizzonte. prove del “misselling”«C’ è il pericolo che l’ Unione europea impugni questa procedura giudicandola un indebito aiuto di Stato», afferma l’ avvocato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto «ciò perché l’ esecutivo, sostanzialmente, ha esteso la legge fallimentare all’ intero ventaglio dei danneggiati, incluse le srl, riconoscendo loro in toto il ruolo di creditori. Un automatismo che aggira il nesso di causalità. Mi spiego meglio: la giurisprudenza riguardante il misselling, cioè la vendita fraudolenta di titoli, esige che si accerti la connessione tra prodotto finanziario “bacato” e profilo inadeguato del cliente; un conto è piazzare azioni altamente rischiose ad un anziano pensionato con licenza media, altra cosa è venderli ad un professionista laureato di giovane età. Insomma, occorre distinguere caso per caso, invece qui si procede a pioggia, perciò non escluderei la procedura d’ infrazione da parte di Bruxelles». lega : gesto doveroso Ma esiste davvero questo rischio?«No di certo, abbiamo sollevato più volte in aula la questione dei risparmiatori truffati e nessuna obiezione del genere è stata avanzata, neppure da parte dalla Bce che ho interpellato sulle responsabilità di questo disastro», è la replica Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega «il ristoro pubblico dei risparmiatori veneti è sacrosanto perché è evidente e comprovato il danno causato loro dalla mancata vigilanza di Banca d’ Italia e Consob a fonte di ripetuti e gravissimi comportamenti illeciti».leu: misura di sostegnoConvinzioni analoghe, pur da un versante politico opposto, le manifesta Flavio Zanonato, deputato europeo di Liberi e Uguali: «Il caso va eventualmente approfondito ma non credo che l’ azione di ristoro possa essere considerato un aiuto di Stato né finora è mai stato sollevato un dubbio del genere. Principalmente perché non si tratta di un aiuto ad un impresa che opera sul mercato e si espone al rischio d’ investimento. Le banche sono già fallite, e mi risulta che non ci siano più fondi, quindi si tratta di una misura di sostegno e di emergenza rivolta ai risparmiatori». quei conti dormienti…Tant’ è. Se gli europarlamentari nostrani escludere ostacoli,, anche l’ entità e la tempistica del provvedimento suscitano valutazioni contrastanti. «Il Vajont bancario veneto risale al 2014 e i soccorsi, se va bene, inizieranno nel gennaio 2020 per concludersi nel 2021, ben sette anni dopo», si accalora Conte «io credo che i risparmiatori, intrappolati e spogliati dai criminali di Popolare Vicenza e Veneto Banca, siano stati traditi una seconda volta dal Governo che a fronte di 1800 milioni di “conti dormienti” al Mef, ne ha già impegnati 1300 per altre finalità». miatello È soddisfattoDi tutt’ altro avviso Patrizio Miatello dell’ associazione di tutela “Ezzelino III”: «La legge di bilancio ha finalmente accolto le nostre sollecitazioni, prevedendo una corsia specifica peri risparmiatori in disagio e la massima semplificazione di accesso senza più l’ onere di un arbitro»; «Non è tutto: in base alle verifiche periodiche sull’ utilizzo del fondo c’ è la possibilità che la percentuale venga incrementata ed anche le microimprese potranno ricevere il 30%: sono migliaia, con centinaia di migliaia di dipendenti e questa misura le aiuterà a salvarsi proponendo transazioni o concordati. Il testo attuale, secondo i nostri legali, esclude ogni rischio di blocco da parte dell’ Europa». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Corriere delle Alpi, 27/12/2018 03:30
Allarme Codacons sul risarcimento dei risparmiatori «È nel radar Ue»
conte: bruxelles potrebbe giudicare il fondo un aiuto di stato gli europarlamentari bizzotto e zanonato: «nessun rischio»
Filippo Tosattovenezia. Tra fibrillazioni e polemiche, il Governo ha rimodulato in più parti la manovra economica, introducendo la chance del rimborso diretto ai risparmiatori coinvolti nel dissesto delle banche, popolari venete in primis; il fondo attivato (1, 975 miliardi spalmati nel triennio 2019-202) prevede ristori fino al 30% agli azionisti e al 95% agli obbligazionisti subordinati con precedenza ai redditi Isee inferiori ai 35 mila euro. Ora la platea dei correntisti – 300 mila i potenziali su base nazionale, nella realtà assai meno – potrà presentare richiesta di risarcimento direttamente al ministero dell’ Economia (senza più il vaglio di un collegio arbitrale Consob) entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto che istituirà la commissione dei 9 “saggi” incaricati dal Mef di esaminare le domande. Ma un’ altra nube spunta all’ orizzonte. prove del “misselling”«C’ è il pericolo che l’ Unione europea impugni questa procedura giudicandola un indebito aiuto di Stato», afferma l’ avvocato Franco Conte, presidente di Codacons Veneto «ciò perché l’ esecutivo, sostanzialmente, ha esteso la legge fallimentare all’ intero ventaglio dei danneggiati, incluse le srl, riconoscendo loro in toto il ruolo di creditori. Un automatismo che aggira il nesso di causalità. Mi spiego meglio: la giurisprudenza riguardante il misselling, cioè la vendita fraudolenta di titoli, esige che si accerti la connessione tra prodotto finanziario “bacato” e profilo inadeguato del cliente; un conto è piazzare azioni altamente rischiose ad un anziano pensionato con licenza media, altra cosa è venderli ad un professionista laureato di giovane età. Insomma, occorre distinguere caso per caso, invece qui si procede a pioggia, perciò non escluderei la procedura d’ infrazione da parte di Bruxelles». lega : gesto doveroso Ma esiste davvero questo rischio?«No di certo, abbiamo sollevato più volte in aula la questione dei risparmiatori truffati e nessuna obiezione del genere è stata avanzata, neppure da parte dalla Bce che ho interpellato sulle responsabilità di questo disastro», è la replica Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega «il ristoro pubblico dei risparmiatori veneti è sacrosanto perché è evidente e comprovato il danno causato loro dalla mancata vigilanza di Banca d’ Italia e Consob a fonte di ripetuti e gravissimi comportamenti illeciti».leu: misura di sostegnoConvinzioni analoghe, pur da un versante politico opposto, le manifesta Flavio Zanonato, deputato europeo di Liberi e Uguali: «Il caso va eventualmente approfondito ma non credo che l’ azione di ristoro possa essere considerato un aiuto di Stato né finora è mai stato sollevato un dubbio del genere. Principalmente perché non si tratta di un aiuto ad un impresa che opera sul mercato e si espone al rischio d’ investimento. Le banche sono già fallite, e mi risulta che non ci siano più fondi, quindi si tratta di una misura di sostegno e di emergenza rivolta ai risparmiatori». quei conti dormienti…Tant’ è. Se gli europarlamentari nostrani escludere ostacoli,, anche l’ entità e la tempistica del provvedimento suscitano valutazioni contrastanti. «Il Vajont bancario veneto risale al 2014 e i soccorsi, se va bene, inizieranno nel gennaio 2020 per concludersi nel 2021, ben sette anni dopo», si accalora Conte «io credo che i risparmiatori, intrappolati e spogliati dai criminali di Popolare Vicenza e Veneto Banca, siano stati traditi una seconda volta dal Governo che a fronte di 1800 milioni di “conti dormienti” al Mef, ne ha già impegnati 1300 per altre finalità». miatello È soddisfattoDi tutt’ altro avviso Patrizio Miatello dell’ associazione di tutela “Ezzelino III”: «La legge di bilancio ha finalmente accolto le nostre sollecitazioni, prevedendo una corsia specifica peri risparmiatori in disagio e la massima semplificazione di accesso senza più l’ onere di un arbitro»; «Non è tutto: in base alle verifiche periodiche sull’ utilizzo del fondo c’ è la possibilità che la percentuale venga incrementata ed anche le microimprese potranno ricevere il 30%: sono migliaia, con centinaia di migliaia di dipendenti e questa misura le aiuterà a salvarsi proponendo transazioni o concordati. Il testo attuale, secondo i nostri legali, esclude ogni rischio di blocco da parte dell’ Europa». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

La Provincia di Como, 27/12/2018 03:18
«Più telecamere contro i furti» Il Codacons “diffida” il Comune
grandate l’ associazione dei consumatori chiede una maggiore videosorveglianza «i residenti si sono detti disperati di fronte a una situazione che sembra non finire»
Il Codacons se la prende con il Comune di Grandate per l’ allarme furti, l’ associazione dei consumatori chiede l’ installazione di nuove telecamere. Letti da queste colonne i racconti delle numerose incursioni dei ladri in paese il Codacons ha pubblicato nei giorni scorsi una nota per diffidare l’ amministrazione comunale e spronarla a prendere interventi. «Troppe le azioni delittuose che si sono verificate negli ultimi tempi a Grandate – così si legge nel comunicato – i residenti si sono detti disperati a causa di una situazione che non sembra avere una fine. È chiara dunque la necessità di un intervento mirato e consistente da parte delle autorità, atto a porre rimedio alla gravosa questione. Sono infatti fondamentali maggiori controlli nelle strade e sarebbe indubbiamente utile l’ installazione di telecamere di sorveglianza nei punti più colpiti dal fenomeno, tra i quali senza dubbio la via Madonna del Noce». La scorsa settimana in via Madonna Del Noce dei ladri hanno messo a soqquadro una villetta dove abita una mamma con una bambina di 11 anni, la banda ha messo sotto sopra perfino al cameretta della piccola. Qualche giorno prima a pochi numeri civici di distanza un altra famiglia era stata derubata, i malviventi sono entrati in casa mentre una ragazza di 28 anni, la figlia dei residenti, stava riposando sul divano per un forte mal di testa. Questi sono i due esempi più eclatanti, ma l’ elenco dei furti è più lungo. «Per queste ragioni – scrive ancora il Codacons – la nostra associazione invierà a breve una diffida al Comune di Grandate, richiedendo un intervento immediato che abbia lo scopo di aumentare i controlli nelle strade di Grandate e che preveda l’ installazione di telecamere di sorveglianza nelle vie più colpite dai furti». Nonostante i tentativi effettuati non è stato possibile contattare gli esponenti della maggioranza per una replica. Vero è che una rete di telecamere esiste già a Grandate, per ora le riprese video riguardano l’ ingresso del Comune, i garage comunali, la Pro loco, la piazzola ecologica, il cimitero, il campo da basket, la via Giovanni Paolo XXIII e il piazzale della coop. Il consigliere di opposizione Dario Lucca si dice però sicuro che queste telecamere non siano in funzione, nonostante una spesa di poco meno di 300mila euro tra l’ acquisto e le manutenzioni. Alcuni residenti derubati a Grandate se la sono presa perfino con il controllo di vicinato, una rete che supporta l’ azione delle forze dell’ ordine, i messaggi di Whatsapp però troppo spesso arrivano solo a furto avvenuto. Di certo le armi delle istituzioni non sono tanto affilata da far fronte al crescente numero di furti natalizi. È però giusto ricordare che, nonostante la percezione dei cittadini, secondo le forze dell’ ordine le visite dei ladri statistiche alla mano rispetto al passato sono diminuite.
sergio baccilieri

Il Roma, 27/12/2018 02:25
codacons: sospendere sigillo unesco
Roma affoga nella monnezza
ROMA. Buche, sosta selvaggia, immondizia, sterpaglie. Passeggiare per Roma sta diventando un’ avventura, sia in centro che in periferia. E si moltiplicano le manifestazioni di insofferenza allo stato in cui versa la città eterna. Il Codacons arriva a chiedere all’ Unesco di sospendere il riconoscimento “Patrimonio Mondiale dell`Umanità” al centro storico, dopo l’ ultimo reportage del New York Times dal titolo “Roma in rovina”. E torna a invocare le dimissioni della sindaca, Virginia Raggi, alla luce di una situazione di «sfacelo ormai assoluta ed evidente a tutti». Il reportage segue il blitz del collettivo Militant, che nella notte di Natale ha raccattato sacchi di immondizia non raccolta dalle strade delle periferie per portarli sotto l’ albero di Natale di piazza Venezia, con uno striscione: “Natale a 5 Stelle, uno vale uno, ma la monnezza in periferia non la raccoglie nessuno”. Un video postato sul profilo Fb del collettivo mostra l’ operazione dall’ inizio alla fine. «Da mesi Roma è sommersa dai rifiuti – si legge sul profilo di Militant – e, soprattutto in periferia, quella che doveva essere la Giunta del cambiamento per il momento ha prodotto solo abbandono, “monnezza” e disoccupazione. Per queste ragioni questa mattina abbiamo voluto restituire alla sindaca un pò dei suoi “regali”». Secondo il Codacons, il «grave stato di degrado» in cui versa la città, «sommersa da rifiuti e in condizioni di incuria e abbandono intollerabili», basterebbe a far venire meno i presupposti per l`inserimento nell’ elenco dei siti protetti dall’ Unesco, come stabilito dalle linee guida della Convenzione del patrimonio mondiale che prevede un monitoraggio dei requisiti nel tempo e la possibilità di sospendere il riconoscimento nel caso in cui i requisiti vengano meno. La sospensione dovrebbe quindi essere “condizionata” e interrotta non appena la città verrà «riportata a livelli di cura e di civiltà accettabili. Non si può più tacere riguardo la grave situazione di degrado in cui versa Roma, che rende invivibile la città – dichiara il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo le dimissioni della Raggi e la sospensione del riconoscimento Unesco».

Codacons, per le famiglie stangata da 914 euro nel 2019
Tra aumenti prezzi e tariffe, gli automobilisti i più tartassati
ROMA
(ANSA) – ROMA, 27 DIC – Una “stangata” mediamente pari a 914 euro a famiglia nel corso del 2019: è quella che stima il Codacons, che ha elaborato le consuete previsioni di fine anno sugli incrementi di spesa in vista per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe. Il conto potrebbe essere ancora più salato in caso di acquisto di una automobile nuova: l’associazione dei consumatori parla di “batosta che potrebbe superare quota 3.400 euro”, a causa dell’ecotassa prevista nella legge di bilancio. E proprio sulla manovra il Codacons interviene con “un esposto per violenza ad un organo collegiale, alla luce del fatto che il testo venga letteralmente imposto al Parlamento senza neanche la possibilità per i parlamentari di leggerlo e valutarlo”. Tornando ai rincari, gli automobilisti rischiano di essere comunque la categoria più tartassata. Il 2019, secondo le stime del Codacons, si aprirà con gli aumenti delle tariffe autostradali che avranno un effetto diretto per gli utenti stimabile in +45 euro a nucleo familiare, mentre le multe stradali dovrebbero salire del 2,2%, con un aggravio di spesa di +6 euro a famiglia. Se il tasso di inflazione si manterrà ai livelli attuali, solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo, mentre per gli alimentari si spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018.(ANSA).

Codacons, per le famiglie stangata da 914 euro nel 2019 (2)
ROMA
(ANSA) – ROMA, 27 DIC – Nonostante il crollo dei prezzi del petrolio negli ultimi mesi del 2018, la “festa” per i consumatori durerà poco, avverte ancora il Codacons segnalando che gli analisti concordano su una rapida ascesa delle quotazioni nel corso del prossimo anno, con effetti diretti sia sulle bollette energetiche (che cresceranno mediamente di 62 euro a famiglia), sia sui rifornimenti di carburante (+149 euro a nucleo). Ripercussioni anche per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti) per +67 euro a famiglia. Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro). “La stangata media si aggirerà, quindi, attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti una automobile nuova, a causa dell’ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su – spiega il presidente Carlo Rienzi – La categoria più tartassata del 2019 sarà senza dubbio quella degli automobilisti, che oltre all’ecotassa dovrà mettere in conto rincari per pedaggi, multe e carburanti”.(ANSA).

Manovra: Codacons, bene marcia indietro governo su Ires
‘Ora però esonerare Onlus da contributo unificato’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 27 DIC – “Bene la marcia indietro del Governo sul raddoppio dell’Ires per tutte le realtà del volontariato, ma il dietrofront non basta se non verrà approvato l’emendamento per esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni ‘sociali’, incoraggiando finalmente la difesa degli interessi diffusi dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli della popolazione”. Lo chiede il Codacons in una nota. Appare quindi “positivo ma condizionato” il giudizio dell’Associazione sulla scelta del Governo, “anche se la strada sembrava obbligata alla luce delle fortissime critiche levatesi contro il provvedimento. Ma dietro le quinte, comunque, pende la vicenda dell’emendamento presentato proprio da un Vice Ministro di questo Governo, nello specifico Dario Galli, e sostenuto da tanti senatori in parlamento”. “L’emendamento – afferma ancora il Codacons – accogliendo l’appello di 11 associazioni dei consumatori, prevede di esonerare le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni giudiziarie di interesse sociale; nei giorni scorsi, nonostante i dati sull’accesso alla giustizia in Italia abbiano toccato vette allarmanti (un milione e mezzo di soggetti svantaggiati, negli ultimi tre anni, non hanno potuto difendere i propri diritti in tribunale), il testo ha incassato la bocciatura del M5S, che ha deciso di schierarsi contro la Lega e ha impedito fino ad oggi l’approvazione della norma. In questo modo però, almeno fino a oggi, si è arrecato un enorme danno ai cittadini più deboli: tutti coloro cioè che non hanno la possibilità di ricorrere alla giustizia a causa degli elevati costi che le cause comportano, e che affidano alle Onlus come il Codacons la tutela dei loro diritti e interessi. Sono i cittadini, mai come in questo caso, a essere danneggiati dalla scelta del Governo: l’Associazione rinnova quindi il suo appello a rivedere anche quella decisione inspiegabile e sbagliata, una volta per tutte. Altrimenti – conclude la nota del Codacons – la battaglia delle Onlus contro il Governo sarà senza quartiere, tanto più che gli organi tecnici dei Ministeri dell’Economia e della Giustizia si sono già espressi favorevolmente sulla questione”.(ANSA).

>ANSA-BOX/ Da frati Assisi a Misericordie, tanti no a norma Ires
P.Fortunato,’non tocca solo Chiesa’.Fontana,bene ok agevolazioni
ROMA
(ANSA) – ROMA, 27 DIC – Sono stati in tanti prima del ripensamento del governo a protestare contro il raddoppio dell’aliquota Ires per le organizzazioni no profit. Al ‘no’ secco del presidente della Cei Gualtiero Bassetti, per il quale “il raddoppio non è un dono ma una provocazione”, si sono aggiunti via via i ‘veti’ delle Misericordie, del Sacro Convento di Assisi, ma anche dei sindaci dell’Anci e di qualche governatore. Dito puntato anche dal Forum del Terzo Settore, che ha tenuto a ricordare alla sottosegretaria all’Economia Laura Castelli che “le organizzazioni senza scopo di lucro non possono distribuire utili”. Ma di fronte alle rassicurazioni per una migliore calibratura della norma a gennaio, il ministro della Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana ha espresso la sua soddisfazione: “sono molto contento – ha spiegato – lo Stato deve essere al fianco di chi aiuta le persone con fragilità e severo nel contrastare ogni abuso”. Nel frattempo sono stati duri i toni usati da Bassetti, che in un’intervista a Repubblica ha ricordato al governo che a rischiare sarebbero state “migliaia di istituzioni senza fini di lucro, che coprono uno spettro enorme di bisogni e esigenze, da quelle ambientali a quelle sanitarie, da quelle di supporto alla coesione sociale e di contrasto alla povertà a quelle ricreative, culturali ed educative”. Poi anche un invito a Salvini: “signor ministro se la prenda con chi vuole, con i ‘vescovoni’, con la stampa cattolica, con i preti meschini e arrivisti… ma non tocchi l’umanità e il senso del dovere che hanno ispirato la nostra Costituzione”. A dar man forte al coro di ‘no ha contribuito padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, che si è scagliato contro il taglio alle agevolazioni, “che non riguardano soltanto le realtà collegate alla chiesa ma anche il volontariato e tutto ciò che esso rappresenta nella cultura, nell’impegno disinteressato di uomini e donne della nostra Italia”. Poi è stata la volta delle Misericordie, secondo le quali con un eventuale stop agli sgravi fiscali “verrebbero fortemente penalizzati non gli Enti ma azioni e opere nei confronti di persone svantaggiate e fragili che oggi trovano conforto nell’intervento delle nostre associazioni”. Le organizzazioni senza scopo di lucro, ha insistito Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, “devono essere interamente reinvestiti nell’attività”, quindi il governo “ci ripensi, perché l’emendamento Ires è irragionevole”. Poi però di fronte al ‘ravvedimento’ del governo ha fatto sapere di essere in attesa di un incontro di chiarimento. Anche i sindaci in giornata non hanno nascosto le loro preoccupazioni: Luca Vecchi, primo cittadino di Reggio Emilia e delegato Anci al Welfare, ha spiegato che “gli enti del Terzo settore sono i partner strategici e progettuali dei Comuni, con i quali da sempre collaborano”. Per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi “qualcuno avrebbe dovuto informare i governanti che le agevolazioni per il no profit sono motivate soprattutto dal fatto che non si intascano utili”. Contrario anche il Codacons, che ha sollecitato una marcia indietro del governo ma anche l’approvazione di un emendamento che esonera le Onlus dal pagamento del contributo unificato quando avviano azioni di tipo ‘sociale’.(ANSA).

>>>ANSA/ Bolletta luce ferma, aumenta gas, si tratta per pedaggi
Gas +2,3% da 2019. Codacons,tutti rincari costano 914euro in più
ROMA
(di Maria Gabriella Giannice) (ANSA) – ROMA, 27 DIC – Nel primo trimestre del 2019 il costo della luce resterà stabile. Il cliente in regime di mercato tutelato (di solito le famiglie) pagherà dal primo gennaio 21,74 centesimi di euro per kilowattora con una leggerissima flessione (-0,08%). Aumenterà invece il gas del 2,3%. Sempre dal primo gennaio il costo sarà di 84,95 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Lo ha reso noto l’Arera, l’autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Bisognerà invece attendere domani per sapere se dal primo gennaio aumenteranno le tariffe delle diverse tratte autostradali, e di quanto. Per l’Unione dei Consumatori il mancato aumento della luce per i prossimi 3 mesi è “Un’ottima notizia!”. Di tutt’altro avviso le altre organizzazioni dei consumatori. Federcosumatori sottolinea come “la flessione relativa ai costi dell’energia elettrica sia minimo” mentre l’aumento del gas si verifica proprio nel periodo invernale, “quindi nel periodo dell’anno in cui si fa un maggiore utilizzo di questo servizio” aumentando le spese per le famiglie già oberate da altri oneri. Il Codacons allarga l’orizzonte dell’universo tariffe e balzelli e calcola per il 2019, per aumento di varie voci di spesa legate soprattutto all’uso dell’auto (benzina, bollo, pedaggi autostradali) ma anche bollette, trasporti, multe, alla fine la famiglia media pagherà 914 euro in più, sempre che l’inflazione si mantenga costante. Bollette a parte, in questi giorni la voce di spesa politicamente più sensibile resta il temuto aumento dei pedaggi autostradali, in particolare tiene impegnato il Governo l’aumento dei pedaggi dell’Autostrada dei Parchi (A24-A25) che collega Roma a Pescara e Teramo passando per l’Aquila, tutti territori fra Lazio e Abruzzo ancora in difficoltà per gli effetti dei terremoti degli ultimi anni. Il Governo ha promesso di adoperarsi a sterilizzare gli aumenti e oggi il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha chiesto con forza ai sindaci dei territori di collaborare invece di protestare. “Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato”, ha attaccato il ministro pentastellato impegnato al Mit in una lunga trattativa con la società concessionaria Strada dei Parchi. In serata, al termine della riunione il vicepresidente della società Strada dei Parchi Mauro Fabris ha rilasciato dichiarazioni che lasciano ben sperare: “abbiamo dato ampia disponibilità rispetto alle cose che ci sono state chieste, compresa la questione tariffaria” ha detto. Domani Toninelli potrebbe quindi firmare il decreto che scongiura gli aumenti. Salvati gli automobilisti che attraversano il centro Italia restano gli altri aumenti. Tornando alle bollette di gas e luce, nei 12 mesi fra il primo aprile 2018 e il 31 marzo 2019, la spesa per la famiglia-tipo – calcola l’Arera – sarà di 560,2 euro, corrispondente a un aumento di circa 25 euro rispetto ai 12 mesi precedenti. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro, con una variazione del +10% con un aumento di circa 105 euro.(ANSA).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this