Walter Ricciardi si è dimesso da presidente dell’Istituto Superiore di Sanità
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
Walter Ricciardi non è più il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: ha rassegnato le sue dimissioni nelle mani del ministro della Salute Giulia Grillo, che il 4 dicembre aveva revocato i 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità. Al momento non è dato sapere se il passo indietro di Ricciardi sia da collegare alla decisione (legittima) della ministra. Che dopo la revoca due settimane fa tenne a specificare che “la regola dello spoil system per legge non si può applicare all’Istituto superiore di sanità, poiché c’è una nomina apicale non soggetta alla norma in questione”. Nella stessa occasione, tuttavia, i giornalisti chiesero alla Grillo informazioni anche su un’altra vicenda che aveva coinvolto Ricciardi, ovvero il suo presunto conflitto di interesse denunciato prima da un libro di Giulia Innocenzi e più recentemente da un’inchiesta delle Iene. Anche in questo caso non è possibile collegare i due fatti (le dimissioni e le inchieste giornalistiche).
IL FUTURO DELL’ISS: COMMISSARIO E BANDO PUBBLICO – Di non smentibile c’è che Ricciardi ha lasciato la guida del maggiore Istituto di ricerca sanitaria italiano dopo oltre 4 anni, anticipando di vari mesi la scadenza prevista dell’incarico, fissata ad agosto 2019. Nel luglio 2014, Ricciardi è stato nominato commissario dell’Iss ed un anno dopo, a settembre 2015, l’allora ministro della Salute Lorenzin lo nominò presidente. L’incarico ha una durata di 4 anni. Per l’Istituto ora si aprirà presumibilmente una fase commissariale per assicurare l’ordinaria amministrazione. Successivamente verrà pubblicato un eventuale bando pubblico di nomina, come già accaduto – per decisione del ministro della Salute – per l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).
LE PAROLE DI RICCIARDI: “TORNO A RICERCA E UNIVERSITA’” – Nelle motivazioni del suo passo indietro (che sarà esecutivo dal primo gennaio 2019), Ricciardi ha specificato che ha deciso di lasciare l’Iss per potersi dedicare pienamente all’attività di ricerca e accademica. È quanto comunicato dall’Istituto in una nota ufficiale. “Negli ultimi quattro anni e mezzo mi sono impegnato profondamente per il risanamento e il rilancio dell’Istituto superiore di sanità – ha dichiarato Ricciardi – e oggi lascio un ente di ricerca solido dal punto di vista economico-finanziario, riorganizzato dal punto di vista gestionale, attivo e stimato sia a livello nazionale che internazionale per la qualità e quantità delle sue prestazioni, dove è stato creato un museo che rappresenta anche un luogo di memoria e di diffusione della cultura scientifica. Ritorno alle attività di ricerca, d’insegnamento e professionali – ha detto l’ex presidente – con le quali penso di poter contribuire in modo produttivo allo sviluppo scientifico, economico e sociale del Paese. Ringrazio il ministro Giulia Grillo per la fiducia che mi ha espresso perché io continui a rappresentare l’Italia nell’Executive Board dell’Oms. Da gennaio – ha aggiunto – potrò dedicarmi con più tempo e maggiore intensità al mio ruolo di Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di Presidente della World Federation of Public Health Associations, che mi consentirà di portare la nostra tradizione di sanità pubblica in tutto il mondo e di promuovere all’estero l’immagine e la qualità della ricerca del nostro Paese – ha detto ancora – che ho avuto l’onore e l’onere di servire, vivendo un’esperienza entusiasmante condivisa con i ricercatori e con il personale tecnico ed amministrativo che ringrazio per avermi sempre sostenuto e seguito con impegno e responsabilità”.
LE ACCUSE DI CONFLITTO DI INTERESSE – “Ho sentito il servizio delle Iene e faremo le eventuali verifiche. Si stratta di dichiarazioni inerenti la dichiarazione dei redditi e lì ovviamente dobbiamo approfondire”. Così parlò il 4 dicembre scorso la ministra della Salute Giulia Grillo a proposito del presunto conflitto di interesse di Walter Ricciardi denunciato dalle Iene e, prima ancora, da un libro di Giulia Innocenzi pubblicato a dicembre 2017. Secondo le inchieste giornalistiche in questione, Ricciardi anche quando era a capo dell’ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha collaborato per alcune società di lobbying nel settore farmaceutico, oltre ad avere consulenze per case farmaceutiche per diversi prodotti, tra cui il vaccino contro il meningococco B (poi divenuto obbligatorio – anche su spinta di Ricciardi, dicono Le Iene – durante l’approvazione della nuova legge sui vaccini, nonostante il parere contrario del suo stesso Istituto). Ricciardi, tuttavia, non ha mai inserito questi lavori collaterali nel suo curriculum vitae pubblicato sul sito dell’Istituto superiore di sanità. Ricciardi, inoltre, era stato accusato di avere un grosso conflitto di interessi anche dal presidente del Codacons Carlo Rienzi: il riferimento riguardava un osservatorio di cui era a capo e che era finanziato da diverse case farmaceutiche. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità lo ha querelato, ma il giudice ha dato ragione al capo del Codacons.
L’ex presidente, tuttavia, aveva subito risposto con un tweet al servizio delle Iene: “La scienza e i suoi difensori hanno un solo conflitto: quello contro la squadra composta da ignoranti che in malafede mina la salute pubblica, le due stelle polari dell’Istituto superiore di sanità sono solo l’evidenza scientifica e la salute dei cittadini”. Una presa di posizione che aveva ricevuto subito l’appoggio di Roberto Burioni, virologo del San Raffaele di Milano e noto per la sua difesa delle vaccinazioni: “Il calendario vaccinale italiano è identico a quello in uso in tutto il mondo. Per cui – ha detto Burioni – o il mio amico Ricciardi fa bene il suo lavoro (come io penso) e viene ingiustamente attaccato oppure è il padrone del mondo e allora – conclude – vorrei chiedergli qualcosa per la mia Lazio”.
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