18 Dicembre 2018

«La mia Creole è a fondo e nessuno chiede scusa»

Silvia Pedemonte /RAPALLO «Di tutta que -sta vicenda, una delle cose che più mi fa male è che nessuno ha chiesto scusa». Marco Puccini, 67 anni,pensionato, invalido, residente poco distante da Recco, già insegnante di vela racconta che con Creole è stato amore a prima vista. «Erano i primi di novembre di dieci anni fa. Lei era in un porticciolo della Provenza. Un po’ malconcia, ma sempre bellissima, mi ha fatto l’ occhiolino. Siamo fuggiti assieme da soli fino a Genova e da allora le ho dedicato tutte le mie cure, tutti i miei pochi risparmi». Creole è un Beneteau First 28 di 8 metri e 40. E’ la barca che Puccini ha acquistato, dieci anni fa. Che ha curato, pezzo dopo pezzo. Con cui ha vinto, anche: un primo posto di categoria alle Millevele e sempre un primo posto alla Vela Cup Tag Heuer di Santa Margherita. Creole oggi non c’ è più. E’ affondata. Pontile numero tre, posto 165, porto Carlo Riva: Creole nelle ore dell’ inferno fra il 29 e 30 ottobre sorvola, con le onde, arrivando al molo numero due. «In un grumo di barche, era l’ unica a galla – racconta, Puccini – dopo due giorni in cui non ci siamo potuti avvicinare Creole è stata riportata al pontile numero tre. E qui è stata lasciata affondare». Creole non c’ è più. «Ho letto chi ha scritto, dopo quanto accaduto a Rapallo, “Anche i ricchi piangono”. L’ invidia è sempre un sentimento negativo. E, comunque: nel porto non c’ erano solo le barche dei Paperoni, tutti assicurati contro ogni rischio ma c’ erano anche barchette di gente comune e di pensionati che ora devono far fronte anche alla rimozione dei relitti, “dissanguandosi”. E alla fine, se i veri colpevoli verranno mai fuori, ne ricaveranno utili. Come già successo». Creole, racconta Puccini, era stata realizzata nel 1981 nei cantieri Beneteau: «Economica, eppure molto elegante nella sua semplicità». La prima vita di Creole è stata in giro per il Mediterraneo, con il precedente proprietario. Poi, dieci anni fa, l’ innamoramento di Puccini. «L’ ho riportata all’ antico splendore. Lei, mi ha ricambiato: regalandomi tanti anni di crociere e regate. Era molto superba». Affondata, Creole è nel gruppo di barche che ancora attendono di essere rimosse. «Nella prima assemblea il porto Carlo Riva ha detto che le spese sarebbero tutte state coperte da loro, ma ci è stato chiesto di confermare già il rinnovo della convenzione peril posto barca per gli anni a venire. Io la barca non l’ ho più, cosa confermo?». Su quanto è accaduto c’ è un esposto del Codacons. C’ è l’ inchiesta della Procura della Repubblica. C’ è il primo ricorso al Tribunale Civile di Genova di un privato. Per Puccini non è stato solo un evento dettato dalla forza di una natura infuriata, in quei due giorni:«Basta guardare i porti di Chiavari, di Lavagna, con massicciate di venti, trenta metri, massi da otto tonnellate ben incastrati fra loro, muraglioni in cemento armato. Qui a Rapallo dopo la mareggiata del Duemila il muro, che era appoggiato, è stato innalzato di un altro metro e mezzo con perni in acciaio e con davanti massi di due, tre tonnellate non ben incastrati. Innalzandolo, quel muro para spruzzi, il baricentro si è spostato ed è venuto giù, con le onde». Niente barca. E spese da affrontare.« A rimetterci, in questa vicenda, saranno solo i “piccoli” come me». – [email protected].

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this