16 Dicembre 2018

`Le udienze riprendono a fine gennaio, centinaia i possibili testimoni da sentire

legge sui ristori: associazioni in allarme, tetti piú rigidi, rischio di bocciatura europea le udienze riprendono a fine gennaio, centinaia i possibili testimoni da sentire
IL CRAC VENEZIA Crac Popolare Vicenza, Regione Veneto fuori dal processo e prossima udienza il 24 gennaio 2019 in aula bunker a Mestre. Gli avvocati della difesa contestano questo spostamento che potrebbe essere comunque temporaneo. Il tutto mentre la legge sui rimborsi ai 210mila risparmiatori azzerati delle due Popolari venete in gestazione in Parlamento da mesi torna a essere più rigida: si temono strali dell’ Europa. Nei giorni scorsi la Regione Veneto aveva deciso di costituirsi parte civile nei due processi in corso sul crollo delle due Popolari regionali, Vicenza e Veneto Banca. Ma per il primo dibattimento i tempi sono scaduti. E il tribunale di Vicenza ieri ha rigettato l’ istanza di costituzione della Regione. Bocciati anche altri soggetti privati, in totale le parti civili sarebbero intorno a 7mila. Secondo l’ Avvocatura regionale da parte del collegio giudicante è avvenuta una «non condivisibile valutazione delle norme processuali». Ora i legali pensano a una causa civile. Lo statuto regionale prevede infatti competenze «a favore del sostegno del credito e delle finanza di interesse regionale», oltre al fatto che le vicende del processo «hanno avuto riguardo anche al turbamento recato nella collettività». Nella scorsa udienza invece si era costituito il Comune di Vicenza. CAUSA CIVILE L’ avvocato Emanuela Bellini dell’ Adusbef di Verona (50 clienti): «Il 24 gennaio prossima udienza nell’ aula bunker di Mestre. Una decisione assunta dalla Corte d’ Appelo di Venezia contestata da alcuni avvocati difensori, non accolta con favore dagli stessi pm dell’ accusa e che potrebbe essere temporanea». Ieri il Tribunale di Vicenza ha calendarizzato udienze fino a metà luglio, pare che i testimoni da sentire siano centinaia. «Molti avvocati come me hanno prudenzialmente ritenuto di indicare come testimoni tutti i nostri clienti – avverte l’ avvocato Bellini -. Credo comunque che il processo potrebbe entrare nel vivo non prima di marzo». Allarme sul fronte dei ristori. Barbara Puschiasis, avvocato di Consumatori Attivi. teme imboscate: «Ha iniziato a circolare un testo che andrebbe a riscrivere l’ articolo 38 sul Fondo inserendo alcuni profili che potrebbero essere bocciati dall’ Europa. Non sarebbe previsto che il 30% di rimborso sia solo un acconto, non è stato rimosso il tetto di 100.000 euro ai rimborsi ora chiamati indennizzi. Poi viene previsto anche un meccanismo di accesso al Fondo automatico o quasi, che vede il Mef quale soggetto che con una sua commissione dovrà ricevere e validare le domande. Temiamo che tavolo tecnico sia stato solo un palliativo per creare ennesime false aspettative». «C’ è anche un altro grosso problema – avverte Franco Conte del Codacons Veneto – una differenza di trattamento tra i risparmiatori soci di Popolare Vicenza e Veneto Banca, che verrebbero rimborsati al 30% del valore raggiunto dalle azioni alla fine del 2011, e quelli delle altre banche fallite che potrebbero ottenere ristori sul valore massimo degli ultimi dieci anni. Resta il dato drammatico che migliaia di veneti derubati dei loro risparmi dal 2014 vedranno i primi ristori non prima del 2020». «Fa un po’ sorridere o meglio piangere che la maggioranza scopra solo adesso questi problemi con l’ Europa dopo tutte le promesse fatte in campagna elettorale», sottolinea Fulvio Cavallari dell’ Adusbef Veneto. I risparmiatori gabbati forse hanno già fiutato la trappola: ieri fuori dal tribunale di Vicenza non ce n’ era uno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema

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