17 Dicembre 2018

Illumia apre il suo capitale «Piazza Affari o un partner Vogliamo continuare a crescere»

BOLOGNA UNA sola parola d’ ordine: crescere. E’ questo il faro che sta guidando il management di Illumia, family business bolognese indipendente che fornisce energia elettrica e gas. La società – fondata nel 2006 da Francesco Bernardi che ha passato il testimone ai tre figli Marco, Matteo e Giulia – ha attualmente un portafoglio di circa 300mila clienti e ha segnato numeri positivi nel bilancio 2017. Il Gruppo Tremagi, la holding che controlla le attività di Illumia, ha chiuso il 2017 con un fatturato di 947.4 milioni (in rialzo di più del 20% rispetto all’ anno prima). In crescita anche Ebtida ed Ebit, i nuovi clienti acquisiti nel 2017 (oltre 150mila) sono raddoppiati rispetto a quelli del 2016. Segno più anche nei volumi di energia e gas venduti (+ 15% e + 27%). Il presidente di Illumia, Marco Bernardi, analizza la situazione del mercato elettrico e le strategie della società. Come valuta l’ attuale momento del mercato elettrico? E’ in atto un processo di concentrazione? «Il mercato sta vivendo un momento di vivacità caratterizzato da una tendenza alla concentrazione alla quale noi siamo favorevoli a patto che l’ approdo finale non sia il ritorno ad un monopolio o ad un oligopolio». Perché siete favorevoli? «Oggi sono attivi sul mercato più di 400 operatori e questo comporta alcune criticità». La principale? «Le prime tre società rappresentano il 70% del mercato, aggiungendo alcune società estere arriviamo all’ 85%. Poi ci sono 4-5 operatori italiani medi, tra cui noi. Nell’ ultimo 10% il mercato è polverizzato in 350 operatori che si spartiscono le briciole e alcuni di loro attuano politiche commerciali particolarmente aggressive che si riflettono poi nell’ esperienza di tutti i giorni: tante telefonate e un tono dell’ attività commerciale all’ insegna dell’ insistenza e non della consapevolezza». Che cosa si dovrebbe fare per ovviare a questa situazione? «Riteniamo che una delle modalità virtuose per supportare il processo di concentrazione sia l’ istituzione di un albo dei venditori per ridurre il numero degli operatori, stabilendo come criteri di entrata la solidità patrimoniale, finanziaria e industriale. Tutto ciò a garanzia dei consumatori». In questo contesto qual è la strategia di Illumia? «La nostra parola d’ ordine è crescere, sia in via organica sia per vie esterne con operazioni straordinarie come sono state ad esempio il lancio di WeKiwi, l’ unico operatore che vende energia e gas unicamente online (dall’ 1 gennaio anche in Francia) o l’ acquisto di un ramo di Electra». Nei mesi scorsi avete dato mandato all’ advisor Barclays di valutare le opportunità strategiche Si apre un ‘dossier partnership’? «E’ una prassi che normalmente seguiamo ogni due o tre anni con l’ obiettivo di far valutare ad un terzo il nostro posizionamento strategico. Le opzioni sono tutte orientate alla crescita e sempre all’ interno di una nostra vocazione maggioritaria mantenendo il controllo dell’ azienda. È da valutare, quindi, se può aver senso, in un ‘ottica di accelerazione di questo processo, aprire il capitale a terzi tramite quotazione o partnership. Vedremo quando Barclays ci avrà consegnato il dossier». E’ esclusa quindi ogni ipotesi di disimpegno della vostra famiglia? «La parola disimpegno non ci appartiene». Alla politica cosa chiedete? «Di conoscere il prima possibile le idee del governo rispetto all’ apertura complessiva del mercato spostata al 2020. Vorremmo conoscere per tempo le regole del gioco». Quali sono i rapporti con le associazioni dei consumatori? «Abbiamo un protocollo d’ intesa con Codacons e Movimento Difesa del cittadino. La prossima settimana annunceremo l’ ottenimento di una certificazione delle nostre policy di vendita fatta proprio dalle associazioni dei consumatori». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
luigi manfredi

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