3 Dicembre 2018

«Un ricorso al Tar per bloccare il gasdotto»

«il progetto va fermato, si rischia il danno ambientale»
Tap, il Codacons annuncia ricorso al Tar per chiedere la sospensione dei lavori del gasdotto e attacca il M5S per l’ attività condotta in Puglia. «Il progetto va fermato, si rischia il danno ambientale» annuncia in una nota il presidente, Carlo Rienzi. Dopo le richieste di intervento ricevute da numerosi cittadini pugliesi e dai comitati locali, il Codacons rompe, dunque, gli indugi e annuncia ricorso al Tar Lecce contro la realizzazione dell’ infrastruttura energetica con approdo a San Foca. E punta il dito anche contro il M5S. «È evidente che sulla Puglia l’ attività del M5S è stata totalmente fallimentare e sta ricevendo la netta bocciatura della popolazione – spiega Rienzi – dopo anni di promesse e di urla da parte del Movimento, l’ ambiente in regione viene letteralmente svenduto, con gravi rischi per il territorio. Per tale motivo, e accogliendo le richieste d’ aiuto giunte da cittadini e comitati pugliesi – aggiunge – abbiamo deciso di ricorrere al Tar chiedendo la sospensione dei lavori di realizzazione della Tap che comprometterebbero in modo irreversibile una delle zone paesaggisticamente più belle d’ Italia: il Salento. Ricorso – prosegue ancora – che verrà sottoposto ai comitati e ai soggetti locali interessati per una valutazione condivisa con il team di legali ed esperti ambientali del Condacons». L’ associazione porterà, dunque, avanti l’ iniziativa legale sulla base di presunti rischi legati alla cementificazione, all’ inquinamento, ai danni all’ ambiente, ritenuti più elevati rispetto ai benefici economici del gasdotto. E sulla base anche della mancata partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo che ha dato il via libera all’ opera. Il Comune di Melendugno è pronto a sostenere l’ iniziativa del Codacons. «Se un’ associazione per la tutela dei consu matori decide di agire per me è un fatto importante – commenta il sindaco, Marco Potì – Siamo disponibili a dare il nostro sostegno. Riteniamo che il territorio non sia stato rispettato dal punto di vista ambientale, come dimostra la questione sull’ inquinamento della falda ancora tutta da chiarire – aggiunge Potì – ma anche dal punto di vista dell’ immagine. Il territorio è stato trasformato in un ambiente di tipo industriale, con navi che lavorano a mare, cantieri, recinzioni in new jersey, presenza di forze dell’ ordine. Il comune è disponibile a confrontarsi e dialogare con il Codacons». Intanto, il movimento No Tap sta organizzando una manifestazione di protesta contro il gasdotto per il prossimo 8 dicembre, in occasione della Giornata internazionale contro le grandi opere inutili e imposte e per la difesa del pianeta. «Il Salento unito deve ribadire il suo no ad una strategia energetica che sta distruggendo le vite e le coscienze di questo territorio – si dice nella nota che annuncia l’ iniziativa – Dall’ Ilva a Cerano, da Colacem ad Avetrana, dal caso Xylella allo scandalo dei rifiuti interrati per arrivare fino a Tap. Opere e strategie che stanno martoriando la nostra terra». La manifestazione si terrà l’ 8 dicembre a Melendugno.

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