9 Novembre 2018

Il maltempo costa un miliardo

l’ ammontare dei danni all’ agricoltura per le esondazioni
di MANUELA MARZIANI – PAVIA – UN COLORE: arancio. È quello che simboleggia un livello di criticità moderata. L’ amministrazione comunale di Pavia, visti i bollettini regionali, l’ ondata di piena e la situazione del lago Maggiore, ma anche la situazione del Po, nonostante il raggiungimento del Ticino di 1,95 metri sul livello idrometrico registrato alle 16,30, ha preferito mantenere le disposizioni previste per il livello arancione. Una situazione precauzionale che resterà fino a questa mattina. Di conseguenza è vietato parcheggiare in via Milazzo, via Trinchera, piazzale Ghinaglia, via Cabella (lato parco Rossignoli per consentire il parcheggio ai residenti). Anche se il Ticino sta lentamente scendendo, le avverse condizioni meteo non fanno ancora tirare un sospiro di sollievo. BISOGNA ASPETTARE, anche se le previsioni sono state ampiamente rispettate. Il picco massimo si è verificato alle 7 quando il livello del fiume è arrivato a 2,36 metri, poi è sceso a 2,28 alle 9,30. Diversa la situazione rilevata dal ponte dell’ Impero dove il livello idrometrico era di 2,08 metri alle 16,50 sceso a 2,04 alle 17,30. E sta calando un po’ più rapidamente pure il Po che ieri pomeriggio alle 17 al ponte della Becca (punto di confluenza del Ticino nel Po) è sceso a 3,68 metri sopra lo zero idrometrico, quasi un metro in meno di questa notte quando aveva raggiunto i più 4,61. INTANTO SALE ad oltre un miliardo il conto dei danni all’ agricoltura per effetto delle esondazioni dei corsi d’ acqua che si stanno verificando per l’ ondata di piena del Po. Coldiretti ha attivato una task force per monitorare i danni nelle campagne e nei boschi ma anche per le richieste di intervento in modo da affrontare le difficoltà immediate e pianificare il futuro. IL CODACONS dal canto suo ha invece presentato un esposto alla Procura perché il panorama delle sponde del fiume Azzurro, poco distante dal ponte della ferrovia, è sconfortante. Quintali e quintali di rifiuti abbandonati nel bel mezzo del Parco del Ticino. «La situazione è ormai fuori controllo – sostiene il Codacons – In barba non solo alla legge ma alle più elementari regole della civile convivenza, incivili usano le sponde del Ticino come propria discarica personale. È ora di dire basta e di individuarli e punirli severamente». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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