I libri faziosi sono un salasso per le famiglie
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fonte:
- La Verità
francesco borgonovo In queste settimane abbiamo esaminato tantissimi libri di testo in uso nelle scuole italiane. Ve ne abbiamo raccontato le storture, le perversioni ideologiche e le mistificazioni. Scoprire che i propri figli studiano su manuali faziosi o politicamente distorti è estremamente sgradevole. Ma la faccenda diventa decisamente odiosa quando se si vanno a vedere i costi dei libri di testo e se si valuta la loro incidenza sul bilancio delle famiglie. Stiamo parlando di diverse centinaia di euro, a cui si devono aggiungere i costi degli altri materiali scolastici (quaderni, cancelleria eccetera). Uno studio realizzato quest’ anno da Federconsumatori spiega che «nonostante sia stata rilevata una ulteriore flessione che si aggiunge a quella dello scorso anno, le spese sono ancora elevate e mettono a dura prova i bilanci delle famiglie: nel 2018 mediamente per i libri più 2 dizionari si spenderanno 456,90 euro per ogni ragazzo, il -1,1% rispetto allo scorso anno (calcolo effettuato prendendo in considerazione le diverse classi delle scuole medie inferiori, licei ed istituti tecnici)». Per i bambini delle elementari, come noto, i testi scolastici sono gratuiti (nel senso che li pagano gli enti locali). Ma per i ragazzini delle medie e i ragazzi delle superiori tocca alle famiglie aprire il portafogli. Sempre secondo Federconsumatori, «uno studente di prima media spenderà mediamente per i libri di testo più 2 dizionari 428,80 euro (il -0,1% rispetto allo scorso anno). A tali spese vanno aggiunti 526,00 euro per il corredo scolastico ed i ricambi durante l’ intero anno, per un totale di 954,80 euro».Per chi frequenta le superiori, i costi salgono. «Un ragazzo di primo liceo spenderà per i libri di testo più 4 dizionari 651,60 euro (il -5,4% rispetto allo scorso anno)». A cui si aggiungono «522,00 euro per il corredo scolastico ed i ricambi, per un totale di ben 1.177,60 euro». Secondo altri dati pubblicati dal Codacons, la diminuzione dei costi (pur irrisoria) segnalata da Federconsumatori, in realtà, non c’ è. «L’ esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’ anno scolastico 2018/ 2019 quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola», scrive l’ associazione. «In particolare per i testi scolastici il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni dei prezzi, e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico». Alla fine, «tra corredo e libri di testo la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani». Le stime, come vedete, sono leggermente differenti, ma entrambe confermano che la spese per i manuali scolastici è elevatissima. Per comprare il libro L’ occhio della Storia (Laterza) di Andrea Giardina e Claudio Cerreti, per esempio, si spendono 27,90 euro. Il volume in questione è quello che propone agli studenti di elencare i benefici dell’ immigrazione come compito a casa. Storiemondi di Vittoria Calvani, invece, costa 26,95 euro. Soldi spesi per far introiettare ai ragazzini delle medie concetti come «Far parte dell’ Unione europea significa essere protetti e appoggiati» (pagina 381 del terzo volume). Il secondo volume del manuale di letteratura firmato da Guido Baldi e altri, quello che sfrutta l’ opera di Manzoni per bastonare gli anti euro, costa la bellezza di 41,20 euro. Soldi che, probabilmente, sarebbe meglio spendere per altri scopi. Le cifre citate da Federconsumatori e dal Codacons, poi, mostrano una cosa importante. E cioè che, spesso e volentieri, il costo dei libri di testo supera il tetto fissato per legge nel 2013. Uno studente del V anno del liceo classico, stando alle tabelle ministeriali, non dovrebbe spendere più di 325 euro per manuali e antologie. Il suo coetaneo che frequenta l’ istituto tecnico commerciale non dovrebbe sborsare più di 226 euro l’ anno. Chi frequenta il primo anno delle medie, invece, non dovrebbe essere costretto a spendere oltre 294 euro. In realtà, come mostrano le varie ricerche, questi limiti vengono quasi sempre superati, e anche di parecchio. Certo, si tratta di tetti fissati cinque anni fa, ma parliamo comunque di cifre consistenti. Il ministero dell’ Istruzione, per altro, fa la sua parte, aiutando le famiglie che non possono permettersi la spesa. Per l’ anno scolastico in corso, dalle casse ministeriali sono usciti un bel po’ di denari. Per la precisione, il ministero ha distribuito alle Regioni 103 milioni di euro per la fornitura di libri agli studenti meno abbienti. Si tratta dei cosiddetti «buoni per i libri». Contando che il mercato dei testi scolastici vale circa 600 milioni di euro, significa che i restanti 500 milioni sono a carico delle famiglie italiane. Le quali, per ogni figlio che mandano a scuola, devono spendere circa 500 euro per i soli testi. I genitori non scelgono i volumi su cui studiano i loro figli, li pagano profumatamente e poi, in troppi casi, si trovano per le mani tomi faziosi e ideologizzati. Una bella soddisfazione.
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