Crac bancari, risparmiatori in rivolta Di Maio li convoca: «I rimborsi ci sono»
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fonte:
- Il Gazzettino
RISPARMIO VENEZIA Associazioni in rivolta contro il governo: prima ha promesso rimborsi totali per chi è stato truffato e ora arrivano solo ristori parziali che potrebbero essere anche meno del 30% delle somme perse. A lanciare l’ attacco l’ associazione delle Vittime del Salvabanche presieduta da Letizia Giorgianni: «Ci sentiamo traditi» dal governo M5S e Lega che dopo aver preso «un sacco di voti promettendo che avrebbero ridato a tutti, indistintamente, l’ intero ammontare del loro investimento perduto» non ha fatto niente di diverso dal Pd. Non ci sta il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, che convoca le associazioni per giovedì 8 novembre e risponde: «Nella manovra abbiamo stanziato 1 miliardo e mezzo» in tre anni per i truffati dalle banche: «15 volte di più se paragonato all’ elemosina di 100 milioni del vecchio governo». E poi contrattacca: «Noi siamo sempre stati dalla vostra parte, ma ora c’ è chi gioca e attribuisce a metterci gli uni contro gli altri avvelenando i pozzi. Non mi presto a questo giochino dei giornali». RIMBORSI PARZIALI L’ ira dell’ associazione dei risparmiatori è scattata dopo il varo della manovra che all’ articolo 38 prevede il Fondo per il ristoro dei risparmiatori che prevede che agli azionisti che «hanno subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia dell’ Arbitro» venga riconosciuto un risarcimento del 30%, che potrebbe anche ridursi ulteriormente se venissero detratti i dividendi incassati a suo tempo. Appunto, dicono le associazioni dei risparmiatori traditi: «Niente di diverso da quello che ha fatto e che ha detto il Pd». Insomma addio rimborsi totali e tetto massimo di 100mila euro. In dettaglio i risparmiatori sostengono che con la norma gialloverde per gli obbligazionisti con rapporto negoziale diretto non si è fatto nulla di nuovo perché si applicano semplicemente gli strumenti che aveva messo in piedi il vecchio governo con rimborso forfait o arbitrato da liquidare tramite il fondo per la tutela dei depositi, ma sempre vincolati dai medesimi paletti (reddito Irpef e data di acquisto). Niente invece per gli obbligazionisti che avevano comprato da intermediario. Per gli azionisti infine la norma prevede ristori parziali del 30% nella misura massima di 100mila euro, a cui poi andranno decurtati tutti i dividendi storicamente percepiti; l’ accettazione della cifra prevede inoltre la rinuncia a qualunque altra pretesa di rimborso. VILLAROSA ATTACCA Sul caso interviene anche il sottosegretario all’ Economia Alessio Villarosa che sottolinea come l’ entità del fondo «sia un passo avanti enorme, chi si rifiuta di riconoscerlo forse non è in completa buonafede». Mentre i deputati M5s della Commissione Bilancio ricordano che è stata potenziata l’ attività di Consob e dell’ Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf), che i Collegi arbitrali sono aumentati fino a 10 e che sono stati previsti dei Collegi specializzati per i risparmiatori in difficoltà economiche. «È con la morte nel cuore che scrivo queste righe. La proposta di legge presentata dal Governo, non è per niente positiva ed è molto distante, se non opposta alle promesse fatte in campagna elettorale e a quelle fatte dal nuovo Governo, l’ ultima il 4 ottobre 2018 – la critica di Andrea Arman, presidente del Coordinamento Don Torta -. La proposta di legge è modificabile, attraverso emendamenti, nella fase di discussione parlamentare. Cercheremo di intervenire sottoponendo i nostri emendamenti e sperando di trovare fra le forze di maggioranza M5S e Lega chi voglia presentarli e sostenerli». «È una grande delusione, un passo indietro rispetto alla legge vigente che garantisce il 100% del ristoro – commenta Franco Conte del Codacons Veneto – grave poi spalmare i 1.575 milioni su tre anni, vuoi dire che i risparmiatori, moltissimi oltre i 65 anni, dovranno ancora aspettare anni». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
MAURIZIO CREMA
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