31 Ottobre 2018

Popolari, l’ ipotesi di una legge ultima speranza degli azionisti

In Camera di commercio l’ incontro con sette associazioni che tutelano i consumatori: la proposta verrà portata al governo Una proposta di legge per fermare l’ emorragia del valore delle azioni delle banche popolari. È questa l’ ultima speranza a cui gli azionisti delle popolari pugliesi si aggrappano per provare a recuperare almeno parte del denaro investito negli anni scorsi per acquistare titoli azionari che si sono rivelati invendibili e il cui valore è crollato. Di speranza, però, nell’ affollata sala riunioni della Camera di commercio di Bari, dove i rappresentanti del Comitato per la tutela degli azionisti hanno deciso di riunire i loro soci per presentare la proposta di legge, non se ne è vista comunque molta. In sala, fra gli azionisti, prevalgono più rabbia e rassegnazione. « Siamo incazzati » , dice non a caso un risparmiatore seduto nelle prime file della sala ad ascoltare i vari rappresentanti delle associazioni dei consumatori che espongono le armi a disposizione per consentire agli azionisti di salvare il salvabile. Soltanto in Puglia le persone coinvolte da questa vicenda, il crollo del valore dei titoli, sono decine di migliaia, se si considera che ai 69mila azionisti della Banca Popolare di Bari ( che hanno visto crollare il valore dei titoli dai massimi di 9,50 euro agli attuali 2,38 euro) bisogna aggiungere anche i 33mila soci della Popolare Pugliese ( azioni passate da 4,71 a 1,50 euro) e i 39mila della Popolare di Puglia e Basilicata ( da 4,34 a 3,28 euro ad azione). Tutti alle prese con l’ impossibilità di rivendere i loro titoli. Non è un caso se proprio le sette associazioni dei consumatori che fanno parte del Comitato (Adusbef, Codacons, Codici, Adiconsum, Unione nazionale consumatori, Confconsumatori e Assoconsum) stanno difendendo migliaia di azionisti nei ricorsi che hanno presentato contro i rispettivi istituti di credito per provare a riavere indietro almeno parte del denaro investito per acquistare le azioni e le obbligazioni. Ora però le associazioni lanciano una proposta di legge che prevede di sostituire un’ azione (che in questo momento è svalutata, non è vendibile e non dà dividenti) con un’ obbligazione che invece abbia la sua valutazione originaria, dia un rendimento certo e garantito e sia quindi per questo più facilmente vendibile di quanto lo siano le azioni in questo momento. Il Comitato per la tutela degli azionisti chiederà al ministero dell’ Economia e delle Finanze di esaminare la proposta di legge. E a quanto pare le associazioni dei consumatori avrebbero già allacciato i primi contatti con il sottosegretario al Mef, il pentastellato Alessio Villarosa, per spingere il governo a prendere in considerazione la norma. « Siamo consapevoli che una legge non deve violare il divieto di aiuti di Stato – ha spiegato Canio Trione, presidente di Codici, agli azionisti presenti in Camera di commercio – nonché di uso dei soldi dei contribuenti per ripianare le perdite degli investitori. Per questo il fulcro dei nove articoli della proposta consiste nel garantire ai portatori di azioni di convertirle in obbligazioni irredimibili » . « Questa proposta – commenta Antonio Pinto di Confconsumatori – potrebbe valere per tutti gli azionisti italiani». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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